Ero depressa e vedevo solo il buio

Depression

I contributi da parte di persone che hanno molto da dire a proposito della depressione continuano ad arrivare. Segno che è necessario parlarne. Eccovi un’altra lettera:

Ciao Eretica,
ti scrivo anche io a proposito della ragazza depressa.
Per dire due cose. La prima è un pezzo in aggiunta alla lettera sul riflettere prima di rispondere a chi è depresso. Anche io non ho avuto il coraggio di commentare (non che lo faccia spesso), anche se conoscevo tutto della malattia. Leggere mi ha angosciato, perchè mi ha riportato a una situazione cronica che è terminata un anno fa (ed è durata più di 4 anni) e sporadica, perchè ogni tanto episodi simili mi ricapitano (insieme ad attacchi di panico).

Ho preso per due anni antidepressivi, e ho smesso questa estate. E non so come andrà. Queste notti sto facendo incubi, da un mese sono di nuovo senza lavoro, ma mi dico che devo pur andare avanti. Devo ricominciare. Nella mia vita ho cominciato da 0 (a volte anche da 2, da 3) così tante volte che non so dire quante siano. Perchè la sensazione più bella che ho mai provato (oltre ad amare qualcuno) e quella di riuscire nelle cose che faccio.

Ora però il punto è: leggendo quella lettera ho sentito la stessa sensazione di qualche tempo fa, di essere in una stanza senza uscita. Perchè è facile dire: esci, guarda quanto può essere bello fuori, ecc., io questo lo so, lo so bene, ma quando stavo male non c’era soluzione, non c’era nulla che potesse sciogliere i nodi. Per me l’unica soluzione è stata prendere le medicine e aspettare, aspettare che passasse.

Perchè è buio davvero, e non vedi niente, perdi alcuni amici, perchè non vuoi vedere quelli che sono più felici di te mentre tu stai marcendo, o perchè alcuni si stancano di te, aspetti l’occasione che ti aiuti a realizzare i tuoi progetti, ma è più facile che ti prendano a calci in culo. Fai soffrire chi ami e chi ti ama, e ti chiedi: perchè non sono felice? Perchè non mi basta? E decidi che la colpa è solo tua. E poi continui così ad oltranza, e anche con i consigli più belli con ci fai molto.

La seconda è questa qui: tanti anni fa stavo con un ragazzo, per qualche tempo è andata bene. Poi è arrivato il momento in cui con questa persona non volevo starci più, e non mi andava di farci sesso, volevo farlo, ma non con lui. La depressione (questa volta ha fatto la sua prima apparizione) mi ha costretto a non chiedere aiuto, a nessuno. Se non ai sedativi. E ad avere paura, di tutto e tutti.

Questa persona aveva deciso che nonostante io non volessi avere rapporti fisici con lui (e di conseguenza troncare la relazione) dovevamo continuare a stare insieme. Quindi ho subito ricatti, maltrattamenti fisici e psicologici, e sembrerà strano, non sono state queste le cose che mi hanno fatto più male.
Ma è stata la mancanza di amare o non amare liberamente qualcuno, di essere sola, di non avere nessuno che ti sta col fiato sul collo, è stato il tempo perso a causa della paura. E la cosa assurda è che per lui il fatto che io non lo desiderassi, e mi toccava o mi costringeva contro la mia volontà, non era importante.

Quando l’ho lasciato sono stata minacciata, offesa, calunniata e perseguitata, ma cazzo, ero felice. Ero libera. E che qualcuno ci provi a dire “quanta autocommiserazione”. Però lo voglio sentire con le mie orecchie, perchè quando la malattia (perchè è una malattia) è in vacanza, io ritorno me stessa. E rispondo a tono.
Grazie per lo sfogo, un saluto.


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