Madri e stereotipi (idioti)

Sono foto di Dina GoldStein e fanno parte della serie di fotografie Fallen Princesses di cui qui trovate altri splendidi esempi

Sono foto di Dina GoldStein e fanno parte della serie di fotografie Fallen Princesses di cui qui trovate altri splendidi esempi

 

Valentina scrive:

Ho 32 anni.
Ho letto alcune mail di mamme e mi sono sentita così vicina al loro dolore, alla loro fatica, che ora vorrei scrivere a tutte quelle che sono ancora là fuori e che si sentono in colpa, che cercano una risposta, che si sentono sole.

Siamo fuorviate, quotidianamente, da messaggi subliminali sbagliati. Pubblicità con mamme ridanciane con tanto di messa in piega che allattano bambini immobili e sorridenti, imacolati nelle loro camicettine bianche. Pupetti che si accoccolano silenziosi e soddisfatti nella fascia della mamma o fra le sue braccia. Mamme la cui suprema qualità, dice una pubblicità di un detersivo, è che sono imperturbabili: “non perde mai la calma”, questa mamma.

E l’attrice della pubblicità sfoggia un sorrisino ebete dall’inizio alla fine, tanto il suo alleato è il detersivo liquido (sì, come no, e il detersivo liquido seda le litigate dei figli che se le danno di santa ragione, calma il reflusso del neonato, svezza pupi che sputazzano pappe dappertutto, si alza lui alle tre di notte perché il pupo di turno ha fatto cacca, pipi o semplicemente perché gli gira di star sveglio). Di conseguenza se a me alle nove di matina già girano le balle, vuol dire che faccio schifo.

Siamo fuorviate dal mulino bianco, e non ci dicono più che la maternità è sempre e soprattutto perenne dono di sé. Dono del proprio tempo, fisico e mentale, dono del proprio corpo, del sonno, dell’energia. Si è sentinelle attente, si veglia il piccolo, lo si interpreta o almeno ci si prova; lo si osserva, con occhi sbarrati, per venirgli incontro nelle sue esigenze. Si diventa fornitrici di servizi, è così. Si cambiano pannolini, si fanno bucati, si sta svegli a nutrire a cullare a dondolare. Si è inesauribilil nel cercare di inventarsi soluzioni a problemi incomprensibili.

E a volte tutti questi servizi non bastano a garantire il benessere del bambino, che è comunque un esserino indipendente, e la madre non ha la bacchetta magica per farlo smettere di piangere, checché se ne dica. Questo dono di sè è un sacrificio, non deve per forza e tutti i costi significare perenne felicità. Perché questo ti fanno credere. Se non sei felice come una pazza di non avere più, anche se temporaneamente, una vita, sei anormale. Anaffettiva. Depressa. Incapace. Ti manca qualcosa. Non esplodi di gioia ogni mattina? Non ti senti sciogliere il cuore ventiquattro ore su ventiquattro? Ops. Qualcosa non va. Forse non leghi col bambino. Forse hai dei traumi.
E invece non è vero. E’ normalissimo. Anzi, secondo me è sano.

E’ sano che una donna si renda conto del fatto che la sua vita ha un valore anche oltre alla maternità; è sano che una donna riconosca di avere degli interessi, un cervello da nutrire, pensieri da coltivare, amore da dare anche al marito, alle amiche, al proprio lavoro. E’ sano che una donna senta la mancanza della lettura quieta di un giornale, del caffè con un’amica a parlare di qualcosa di diverso dai pannolini, di un pasto cucinato con calma e con soddisfazione, di un libro divorato con entusiasmo.

La nostalgia di quel momento in cui si era padrone di sè stesse è una cosa sana e giusta; ma la viviamo male, e ci deprimiamo, perché ci vien detto che se abbiamo nostalgia del passato siamo madri che fanno schifo. Se invece fossimo serene nell’accogliere anche questa nostalgia, e sapessimo che è normale; se ci comunicassero che è solo temporaneo, che i primi momenti sono più duri, ma che riconquisteremo un po’ di libertà! che torneremo a essere noi, pur con i nostri figli; che avere un figlio non equivale a essere felici, che i figli non si hanno per essere felici, perché i figli non possono e non devono essere un mezzo per raggiungere uno stato emotivo personale, forse saremmo mamme più serene!

Noi non mettiamo al mondo i figli per la nostra felicità! Noi mettiamo al mondo figli perché possiamo donare la vita oltre alla nostra. Facciamo un dono all’umanità, a noi stessi, alla vita. E sì, certo, questo dono porta con sè anche gioia, ma non è lo scopo finale né la perenne condizione in cui ci si deve trovare quando si ha un figlio. Se ci aspettiamo perenne felicità, andiamo incontro a grosse, terribili delusioni. E a sensi di colpa.
Come tutte le grandi imprese in cui ci si imbarca, anche nell’avere figli c’è una buona dose di ambiguità; a volte si è stanchi morti, a volte si vorrebbe tornare indietro, a volte si è tranquilli e sereni.

Perché poi, ricordiamocelo, i figli sono degli sconosciuti; e chi ti tocca ti tocca.
Nel migliore dei casi, fortuna vuole che il pupo sia gestibile. Magari dorme, mangia, fa cacca, ogni tanto fa un frignetto. Magari i risvegli notturni sono limitati alla poppata, poi il pupo se la ridorme e te la ridormi pure tu.
E già così, ragazzi miei, è stancante. Perché anche le mamme con i bimbi “buoni” fanno fatica. Avere un bimbo piccolo è sempre faticoso.
Ma poi ci sono quelle colpite dalla piaga del “bimbo difficile”. E allora tanti auguri. E scusate, mi ci metto dentro anche io a questa categoria, e vi assicuro che so di cosa parlo.

E’ il bimbo che dal momento in cui viene al mondo ci tiene a farvi sapere che tutto gli dà noia. Piange sempre o quasi, per motivi incomprensibili. In fascia non ci vuole stare. Se lo coccoli e culli dolcemente è come se gli stessi storcendo un braccio, date le urla che caccia; il latte non lo vuole, ciuccia mezzo secondo e poi strilla. Con l’artificiale stessa storia. Ore per fargli fare una poppata. Stitichezza. Dermatite atopica. Sonni difficili. Sarà reflusso?Avrà mal di gola? Non digerisce il latte? E sticazzi? E le coliche? Sciroppi omeopatici, lavaggi nasali, aerosol. Tette doloranti che il latte ce l’hai ma non sai dove metterlo visto che lei ciuccia due secondi e poi ti manda a spendere. Corridoi bui alle tre di notte ostaggi di un essere di poche settimane. Sonno inesistente. Cene pranzi praticamente trangugiati. Così per un mese, due mesi, tre mesi.

Eh no fanciulle, qui il Mulino Bianco non esiste. Qui la verità è che non siete normali se non siete depresse! E voglio vedere qui, altro che nostalgia della vecchia vita! Uno dopo un mese senza sonno agogna disperatamente alla vecchia vita! E non è mica che rimpiangi il tempo in cui andavi a fare frivolezze …rimpiangi solo il tempo in cui andavi a letto e avevi la certezza che avresti dormito. Anche tipo quattro ore, per dire. Ecco, quella semplice certezza. Che felicità!

Quando il bambino è difficile, chiedere aiuto è fondamentale. Non facciamo schifo come madri se chiediamo aiuto, ma diventiamo madri migliori. Essere madri non significa essere martiri: essere madri significa fare il meglio per sé, per la propria salute e per il proprio stato mentale e psicofisico in modo da essere, per chi lo vuole, anche madri lucide e presenti per i nostri bambini. Essere madri non significa annullarsi totalmente nel figlio, dimenticarsi di sé, trasformarsi in macchinette dispenser di pannolini, sorrisetti e gridolini esaltati, nascondendo sotto il tappeto la sofferenza.

Oggi noi donne abbiamo studiato, ci siamo laureate, abbiamo trovato un lavoro; abbiamo imparato a dare senso alla nostra vita anche operando nel mondo esterno, al di fuori del nucleo familiare: questo è un valore da preservare anche quando diventiamo madri. Non possiamo pensare che se siamo state educate a vivere nel mondo, abituate alla vita sociale, al lavoro fuori casa, non ci debba costare nessuna fatica, nessun sacrificio dovervi improvvissamente rinunciare!

La cosa che mi ha aiutata, quando stavo peggio, era sapere che quello stravolgimento così radicale era temporaneo. E il chiedere aiuto, quando mi sentivo al limite della stanchezza. Se si è stravolti dalla stanchezza, non si può ragionare con lucidità. Allora ben vengano mamme suocere tate asili nido vicini di casa mariti, chiunque.

Accettiamoci, così come siamo. Alcune donne trovano nella maternità il loro elemento: amano curare, accudire, amano sentire la dipendenza del bimbo, si sentono da questo appagate. Si alzano venti volte per notte volentieri. Ma questa non è la normalità: ci sono anche quelle che al ventesimo risveglio manderebbero ‘affanculo tutti. E hanno ragione. E hanno bisogno di mandare qualcuno ‘affanculo, e qualcuno dovrebbe permettere loro di farlo. Ci sono anche le madri che al centesimo cambio di pannolino, al centesimo ninnaò, al millesimo strillo acuto che pare stiano scuoiando il bambino e tu magari sei lì che lo culli da due ore, beh, a quel punto non ce la fanno più; e non si possono biasimare se gli fa tutto schifo. E pensano chi me l’ha fatto fare. Embé? Ma in quel momento lì, certo che lo pensano. Ed è lì, in quel momento, che i mariti, i compagni, le amiche, dovrebbere intervenire.

E dovrebbero dire alla malcapitata “ciccia, vai a farti una passeggiata. Vatti a fare un giro. Stanotte dormi, chiamiamo una tata, un’infermiera, una suocera, qualcuno.” Ci sono donne che non amano l’accudimento, e sono lo stesso ottime madri. Se siete donne diverse, non vi dovete colpevolizzare. La vostra è una grande ricchezza, che un domani quando il bimbo sarà più grande potrete condividere con lui; nel frattempo cercate di superare i primi difficilissimi mesi un giorno alla volta, chiedendo aiuto ad altri, e cercando di ironizzare più che potete su questo momento.

Non siete madri peggiori, non siamo madri peggiori, siamo donne ricche, intelligenti, capaci. Non cediamo ai sensi di colpa degli stereotipi, chiediamo aiuto con serenità. Risparmiamo su tutto, ma non sull’aiuto per i bimbi piccoli, specie se bimbi problematici.
Si può! Si deve!

Valentina

Comments

  1. E quando tua figlia ha 4 anni e mezzo e tu sogni di riavere la tua vecchia vita…neanche in questo caso si è madri snaturate? Quando non riesci a gestire le sue sfide a te (non al padre), quando si comporta con te come un’adolescente, ma adolescente non è…quando ogni cosa, anche fare la pipì prima di dormire, diventa motivo di contrattazione, ma spesso anche di urla….e tu vuoi solo fuggire…neanche allora si è madre snaturate? Grazie

  2. Esistono davvero madri snaturate? Mah. Io credo si esageri. Si esagera con i giudizi. Con i si deve e non si deve. Avere un figlio, credo, sia una cosa naturale. E come tale va vissuta. Lo reggi? Bene. Lo reggi e sei felice? Bene. Non lo reggi e lo molli a qualcuno? Bene. Voglio dire. Ognuna dovrebbe semplicemente fare quel che sente. Da questo post mi pare di scorgere una sorta di critica alle madri che amano farlo. Voglio dire. Quelle che sono stanche morte ma va bene cosi. Non penso siano superiori. Ma nemmeno inferiori. Non cadiamo nell’altro estremo. Nel dire che le madri STUDIATE hanno i loro tempi e le loro perplessita’ perche’ hanno di meglio da fare nella vita. Mentre quelle che scelgono di farlo nella vita sono INFERIORI. Non sanno cosa si perdono la fuori. Manteniamo il rispetto per tutte le tipologie di mamme. Cosi come per tutte le tipologie di genitori. Raccontiamo la nostra esperienza senza aver bisogno di propagandarla.

    • Non c’è nessuna critica alle madri che ce la fanno felici e contente; ci sono donne che sono felicissime così. E va benissimo. Ma poi ci sono quelle che fanno più fatica, e che si sentono in colpa proprio perchè a venir propagandata è la tipologia della madre perfetta e santa. La mia non era una critica a chi ce la fa bene, ma uno sprone per chi fa fatica e magari si sente sola o diversa. Ovvio che “astrattamente” la madre snaturata non esiste; poi quando una diventa madre e non si sente nello stereotipo della madre perennemente felice si sente in colpa; ed è un fatto. A queste mamme mi rivolgevo, non certo per dire che sono superiori alle altre, ma che sono brave madri tanto quanto le altre. Quanto al rispetto, non so dove si possa leggere mancanza di rispetto per qualche tipologia di madre o di donna.

      • Non ho mai scritto, inoltre, che le madri che stanno a casa chissà cosa si perdano là fuori(?) e che visto che sono “studiate” sono superiori; possono essere studiatissime anche quelle che decidono con gioia di rimanere a casa. E quelle che non sono studiate e stanno a casa sono donne da ammirare altrettanto. Quello che intendevo era dire a quelle donne, che sentono la MANCANZA della loro vita fuori dal nido, che non sono snaturate, e che è normale che facciano fatica a rinunciarvi. Quelle che non ne sentono la mancanza, bene così! La mia era una criyica agli stereotipi. Quello che tu dici è vero (se sei felice bene, se no lo molli e bene lo stesso) ma solo in teoria, nella pratica le cose sono molto diverse.

  3. Ho ancora davanti agli occhi il momento in cui sono entrata dal pediatra esordendo con “veda lei, o mi da qualcosa o la butto dalla finestra”. Avevo 30 anni, una bambina di 5/6 mesi che non dormiva mai (ma MAI MAI), una casa sempre nel caos totale e dovevo rientrare al lavoro a tempo pieno; avevo amiche che lasciavano il lavoro una dietro l’altra perché “stare a casa con i bimbi è meglio” mentre io al mio lavoro ci tenevo (e ci tengo tuttora tanto). Tentavano di farmi sentire in colpa, sembrava sempre che loro fossero sempre meglio di me e certe volte ho dubitato delle mie scelte… ma ho tenuto duro e il tempo mi ha dato ragione. Di figlia ne ho fatta pure un’altra, il mio lavoro non l’ho mollato mai e far conciliare tutto è stato spesso molto difficile ma credetemi, io e le mie ragazze (14 e 18 anni ormai ) ci amiamo molto, ci rispettiamo,ci divertiamo (loro pure di più quando mi prendono in giro x la madre suonata che si ritrovano) e insieme facciamo un sacco di cose. Tutto questo x dire che non esiste la mamma perfetta, a volte ci si sente inadeguate, si è stanche, stufe, si vorrebbe scappare …accettate questo, elaboratelo e passate oltre. E , ve lo assicuro (il tempo mi ha dato assolutamente ragione) a tutte le mie brave amiche casalinghe, non è andata così bene

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: