Sono figlia di una coppia separata e sto benissimo

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Stereotipi duri a morire. Lo dico da figlia di una coppia separata.

1] i figli devono restare con le madri perché sono le uniche a poter salvaguardare il loro benessere. 

Non sempre è così. Io, per esempio, non volevo proprio stare con mia madre che urlava dalla mattina alla sera e sfogava le sue frustrazioni su di me.

2] le nuove compagne dei padri sono delle matrigne brutte e cattive.

Stronzata stratosferica. La nuova compagna di mio padre è una persona meravigliosa. Non dico che tutte debbano esserlo ma è sessista pensare che tutte siano pessime persone. La mia “matrigna” è un’amica, una supporter, una straordinaria ed empatica mediatrice nei conflitti con mio padre. Mi vuole bene e io ne voglio a lei. Mia madre ne è stata gelosa, ha parlato malissimo di lei e poi ha reclamato il suo diritto di sangue nei miei confronti. Il sangue non la fa madre più di quanto non faccia me sua figlia. Sono io che scelgo e io ho scelto di non stare con lei.

3] le madri separate sono sempre povere e sono trattate male dagli ex mariti.

Anche questa è una generalizzazione sessista. Mia madre non naviga nell’oro ma lavora. Mio padre l’ha lasciata vivere nella sua casa, fintanto che c’ero io, dopodiché l’ha affittata e a lei dà la metà dell’affitto. Di tanto in tanto lui le offre aiuto economico e io lo so non perché me l’abbia detto lui ma perché me l’ha detto mia madre pur disprezzandolo moltissimo.

4] i padri separati vogliono che i figli restino con loro perché sono abusatori o perché vogliono fare un dispetto alle ex mogli.

Ci saranno volte in cui è così e volte in cui invece non lo è. Non si può pensare che le madri siano tutte assolvibili in quanto donne e i padri tutti carnefici in quanto uomini. Sono rimasta con mia madre fino all’età di 12 anni. Poi, un giorno, non ce l’ho fatta più, sono scappata e sono andata da mio padre. Gli ho chiesto aiuto, perché altrimenti lui mi avrebbe rimandata da lei. Hanno lottato un po’ e poi lui è riuscito a convincerla che era meglio così. Ero un’adolescente che si ritrovava a scontrarsi con una madre priva di equilibrio e di forza. Umanamente potevo anche capire ma da figlia invece no.

5] i padri sono capaci di istigare odio nei figli nei confronti delle madri.

Non è stato vero per me. Mia madre mi ha parlato di lui in modo pessimo. Lei, mia zia, mia nonna, non hanno fatto altro che dirmi che lui era una merda. Non ho creduto a quello che mi dicevano e in ogni caso volevo verificarlo. Alla fine mi sono resa conto che quel che mia madre riteneva di merda era il comportamento di un uomo che non sopportava di essere trattato come una pezza da piedi. Non ce la faceva più.

6] i padri non vogliono che le ex mogli abbiano una nuova storia altrimenti le scatenano contro un inferno.

Non è vero. Nel mio caso è stata lei a diventare insopportabile quando ha saputo che lui si era messo con un’altra. Dopo ogni appuntamento tra me e mio padre lei mi tartassava di domande, voleva sapere tutto, la nuova compagna di mio padre per lei era una zoccola che voleva togliergli soldi che sarebbero dovuti spettare a me. Quando mia madre ebbe una storia per lui fu tutto normale. Acconsentì a facilitarla per farla stare con lui la sera, i sabati e le domeniche o in estate restando con me il più possibile.

7] i padri odiano che le ex mogli facciano dormire i fidanzati in casa.

Non è vero. Mio padre non ha mai avuto problemi. Si è informato su chi fosse e che faceva per rassicurarsi del fatto che non mi rendesse la vita difficile ma in realtà fu mia madre che pretese da lui che allontanasse la sua nuova compagna ogni volta che andavo da lui. Non voleva che io li vedessi dormire insieme, mano nella mano, a farsi le coccole. Non voleva che lei provasse a rivolgermi la parola. Dopo qualche mese di urla e atteggiamenti osceni (di mia madre) alla fine mio padre la mandò a quel paese e disse che era così e non poteva farci niente. Mia madre disse che voleva rivolgersi al tribunale dei minori per appurare che la nuova compagna di mio padre fosse una persona “limpida”. Poi ci ripensò e incassò il colpo, per fortuna.

8] se i figli non restano con le madri è perché i padri glieli mettono contro. È innaturale che i figli non amino la madre (sarebbe invece molto naturale vederli odiare i padri?). La loro psiche ne soffrirebbe e bla bla bla.

Sciocchezze. Io non odio né mia madre né mio padre. Non ho risentimento nei confronti di nessuno. A mia madre non ho nulla di brutto da dire. Non riesco a stare con lei. Non mi piace come persona. Voglio stare con mio padre e la sua nuova compagna. E tra un po’ andrò a vivere da sola. La mia psiche è a posto e trovo molto sessista questo modo di vedere le relazioni tra figli e genitori.

9] i figli di una famiglia separata subiscono un trauma indelebile e si rifletterà su tutte le relazioni future. La famiglia dovrebbe restare unita perché è così che deve essere.

Falso. Per me. Mi è dispiaciuto, all’inizio, poi però ho capito e soprattutto non ho vissuto questa cosa come la fine delle mie relazioni con i genitori. I miei punti di riferimento erano tutti lì e ho scoperto che se un amore finisce può iniziarne un altro e che essere consapevoli del fatto che un amore non è “per sempre” non è brutta cosa. Attualmente ho un ragazzo e sto con lui da due anni. Non è un rapporto malato, dipendente, infelice, squilibrato. Stiamo bene. Non so quanto durerà ma stiamo bene così.

10] i figli di una famiglia separata che non restano a vivere con le madri finiranno male, saranno sbandati, potenzialmente depressi, pensano al suicidio, si drogano e vivono relazioni sessuali senza sentimento e bla bla bla. Perché spezzare il legame madre/figlio sarebbe una cosa dagli effetti apocalittici.

Se dopo tutto quello che ho già raccontato pensate che io sia diventata quella cosa lì allora è stato inutile spiegare. Ma per chiarire, in conclusione, io sto bene. Il cordone ombelicale si spezza alla nascita e non mi risulta che i figli che restano sotto sorveglianza di una mamma chioccia siano mostri di equilibrio. Ho i miei alti e bassi, come tutti, ma preferirei autodefinirmi senza essere descritta per stereotipi da chi non sa vedere oltre il proprio naso. Posso raccontarmi, senza essere cavia di definizioni generalizzate, ed essendo protagonista della mia storia. Volete speculare sul dolore della gente? Fatelo con qualcun altro. Anzi. Non fatelo affatto.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

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Comments

  1. Concordo! Anche se s livello di inconscio,tanti “traumi”descritti ci sono… che poi li si accetti è un altra storia :*

  2. Io ho vissuto entrambe le situazioni, i miei sono stati separati per poi tornare insieme.
    Nessuno ci crede, ma i problemi li ho sempre avuti quando erano insieme, infatti ora sono separati in casa da molti anni.
    Siamo al punto che io cerco di convincerli a lasciarsi… Sono due bravi e attenti genitori con la prole ma in fondo non riesco ad accettare la loro l’incapacita’ di uscire dal loro rapporto malato, che comunque ricade sui figli, per trovare la felicita’, o perlomeno la serenita’, da soli o con altri. Lo vivo come una lezione di cui sono stata privata: amare abbastanza se stessi e avere abbastanza coraggio da poter rischiare l’incertezza piuttosto che stagnare in un vicolo cieco. Questa mentalita’ che pure ho rifiutato, a un certo punto mollando tutto e cercando di fare quel che non sono riusciti a fare loro a costo di sperimentare la piu’ agghiacciante delle solitudini, me la porto dentro e ha fatto tanti danni nella mia vita. Io non li giudico perche’ vedo la loro fragilita’ e so che non sono cattive persone. Pero’ avrei preferito che si fossero lasciati.
    Certo, con cio’ non intendo minimizzare i traumi subiti da chi si e’ trovato “triangolato” in divorzi penosissimi. Ma alla fine penso che separati o insieme non sia la discriminante per i traumi dei figli, penso che la discriminante sia la capacita’ di gestire le relazioni, comunque si vogliano declinare, in maniera veramente sana. E mi pare che tuo padre ci sia riuscito, sono contenta per te che hai trovato un equilibrio.

  3. Ps. Foto geniale!

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