La sexy massaggiatrice

massaggi

Non ho mai avuto molta voglia di studiare, però mi piaceva fare delle cose con le mani. Mi piace impastare, toccare, mischiare, sentire con le mani qualunque cosa. Così nacque la mia passione per i massaggi. Ho fatto un corso per imparare bene. Ne ho frequentati altri per tenermi aggiornata e non ho mai smesso di imparare. Il mio primo lavoro fu in un centro estetico. Un’ora di massaggio e avanti un’altra. Non era così divertente come l’avevo immaginato.

A me piaceva sentire l’effetto che facevano i miei massaggi. Volevo sentire il fremito di quella pelle. Volevo dare piacere e in realtà quasi tutte le mie clienti nel frattempo si addormentavano. Ero brava, bravissima, e le facevo rilassare. Questo era ciò che chiedevano e questo dovevo vendere. Otto ore al giorno di una monotonia assoluta. La cosa più vivace sulla quale potevo contare erano le urla di una cliente che ogni volta che arrivava al centro rimproverava la truccatrice di averla resa un vero mostro.

Nel mio giro qualcuna mi chiedeva spesso un massaggio ma a prezzi differenti. Volevano che guadagnassi io e non la titolare del centro estetico. Così allestii un angolo di casa mia con tutto il necessario per fare massaggi. Erano amiche, conoscenti, mi facevano guadagnare qualcosa in più – in nero – e fino a quando non scoprii la mia vera vocazione non potevo dire nulla del mio secondo lavoro. Un giorno a una conoscente feci un massaggio particolare, per il mal di schiena. La sua zona lombare era completamente irrigidita. Dormiva particolarmente male. Per sciogliere quella parte utilizzai i metodi migliori e mentre la massaggiavo lei sporgeva il culo. Allargava le gambe.

Non sapevo che cosa fare fino a quando lei non chiese, con un filo di voce, “toccami”.

Mi trascinò nel suo vortice di sensazioni, godevo perché lei godeva e dopo averla massaggiata e masturbata lei ringraziò e io mi sentii per la prima volta soddisfatta del mio lavoro. Si sparse la voce, poco a poco, e senza farla lunga arriviamo al momento in cui mi licenzio dal centro e apro una mia partita Iva per massaggi fatti per conto mio. Non esisteva la voce “masturbazione” alla camera di commercio, perciò non era del tutto regolare quello che facevo.

Con gli uomini è sempre stato molto semplice. Alcuni venivano nel giro di pochi secondi. Per quanto fossero diversi l’uno dall’altro alla fine trovavo sempre un modo senza tanto sforzo. Le donne, per me, erano più complicate. Avevano bisogno di rilassarsi completamente. Dovevano essere capite, a ciascuna un metodo, ché c’era quella che andava presa con calma, alcune con passione intensa, altre con mosse alternative ed era faticoso ma maledettamente gratificante.

Dopo un anno cominciai a massaggiare vendendo altri servizi sessuali. Usavo attrezzi, strumenti di vario tipo, mi esercitavo in cavalcate da far west o in cunnilingus di primordine. Ho sempre preferito di gran lunga gli orgasmi delle donne, perché hanno un’energia incredibile, le senti godere con il tatto e non c’è nulla di lontanamente simile, negli uomini, che equipara un orgasmo femminile.

Senza saperlo ero diventata una sex worker, fin dalla prima volta in cui la mia cliente ebbe un orgasmo grazie al mio massaggio. Com’è il mio mestiere? Mi piace, mi diverte, mi incuriosisce e mi permette di osservare, notare, conoscere dettagli della gente che non potrei conoscere altrimenti. Ho insegnato a tante donne come sciogliersi, come rinunciare a tabù e pressioni esterne e ho smantellato ostacoli che impedivano ad alcuni uomini di poter vivere una felice e libera vita sessuale. Vendo piacere e non ho dubbi sul fatto di aver trovato il mestiere che fa per me. La mia intenzione è di fare abbastanza soldi da poter aprire un centro massaggi tutto mio. Lo farò dove è legale farlo perché non ho intenzione di legittimare l’ipocrisia che esiste nel mio paese. Va bene se fai la sex worker purché non lo fai alla luce del sole.

Voglio che si racconti questa mia storia per chiarire che esistono sex worker che amano il proprio lavoro. Io lo faccio per libera scelta e il fatto che si metta in dubbio la mia parola mi offende enormemente. Allora chiedo a quelle che vedono vittime dappertutto, anche quando non sono tali, di provare a guardare dentro di sé, perché probabilmente la vera vittima che cercano di salvare riguarda loro stesse. C’è forse una vittima in ciascuna di voi e se c’è io vi sono solidale, ma in ogni caso non siamo tutte uguali e io devo pur essere libera di fare quello che faccio senza sentirmi bestemmiare contro.

Anzi, vorrei proporre loro di rivolgersi a colleghe che come me fanno massaggi anche per donne. Chiedete e vi sarà dato. Chissà che non comprendiate il valore di quel che vorreste impedire. Provateci e poi fatemi sapere.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

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