Non voglio figli e temo di diventare come quelle madri che detesto

Lei scrive:

“Ciao carissima, mi sento di dire qualcosa che non posso dire a nessuno perchè poi sarei giudicata (male). Io da anni sono maestra d’asilo, essendo mia la struttura sono una donna impegnata: una maestra per qualche ora al giorno, una titolare che ha a che fare con genitori per la maggior parte del tempo. I genitori mi chiedono se ho figli, rispondo di no. E’ vero, non ho figli, vivo da sola con un gatto e frequento un ragazzo di sette anni piu’ piccolo. E al momento non intendo proliferare perchè non ne ho bisogno, non sento quest’assurda voglia di maternità che dopo i 25 anni colpisce 9 donne su 10.

Io vivo bene cosi: la mattina mi alzo e penso a me stessa e dedico a me stessa quel poco tempo che rimane al di fuori del lavoro. Inoltre sai che ti dico? Noto che le mamme si dimenticano del resto del mondo, cominciano a fare ragionamenti dimenticandosi che possono essere donne senza sacrificare la loro vita. E soprattutto noto che i papa’ sono quasi degli estranei nel rapporto familiare e nel rapporto con i figli. Alcuni vengono a prenderli, ma di tutto ciò che accade intorno ai figli bisogna parlarne con mamma perchè loro non ne sanno.

Questi uomini sembrano quasi spinti all’estremo del rapporto familiare e vedo queste mamme che gestiscono avidamente i loro figli cercando di allontanare papà e sminuirlo perchè “lui non è capace”. Questi papa’ con la coda tra le gambe li vedo camminare sul perimetro della vita dei loro bambini. La mamma sa tutto, la mamma decide, la mamma allatta. Io queste donne non le voglio come amiche, purtroppo sono mie clienti e vado loro incontro come posso (pur non avendo figli!).

E un’ultima cosa: da educatrice (e titolare) posso dire che forse non voglio diventare mamma anche perchè ho paura di perdere quell’oggettività nell’educare i figli degli altri, ho paura di assomigliare a quelle madri che detesto e che si annientano. Grazie per l’ascolto”

Comments

  1. Quel che scrivi mi fa pensare al sempre attualissimo Dalla parte delle bambine, un libro scritto più di quarant’anni or sono e che purtroppo, dopo il boom iniziale, è passato in sordina…e pensare che, se da giovani l’avessero letto, quelli che attualmente sono le mamme e i papà appiattiti su stereotipi di ruolo (e di genere) oggi potrebbero essere genitori consapevoli e attenti, il più possibile liberi da condizionamenti…In fondo, cos’altro è il fatto che tante madri dicano che il marito “non è capace” di capire i bisogni del piccolo, se non il prodotto di una repressione sociale, che ha fatto sì che le ex bambine (che ora sono le madri) si convincessero che è “normale” che le femmine siano comprensive sensibili e dedite alla prole, mentre ai maschi compete altrettanto normalmente il ruolo dei procacciatori di denaro (fosse vero, poi! 🙂 ), tanto impegnati al di fuori della famiglia da esserne quasi considerati esenti…Mi viene in mente un’idea: visto che sei anche la titolare dell’asilo, perché non proponi a mamme e papà la lettura del libro, e poi magari una bella riunione tutti assieme? secondo me ne vedrai delle belle…ma battute a parte non può far che bene! A volte penso che, a quaranta e passa anni dall’epoca del “grande sogno” collettivo che pretendeva il cambiamento (e che a ben vedere qualcosa ha ben realizzato, e manco così poco…), quel che ci rimane, in quanto giovani adulti, sia un gesto piccolino ma quotidiano, quello del gettar semi, dentro e attorno a noi…

  2. Cara Educatrice ti espongo la mia versione: madre single di una bimba di 18 mesi, lavoro part time, vivo lontanissima dalla mia famiglia d’origine. Mia figlia frequenta l’asilo da 8 mesi e sono veramente grata alla signora che se ne prende cura, il suo aiuto e la sua comprensione delle mie difficoltà sono impagabili. Ti stupisci un pò che la maternità annienti? Eppure ce l’hai sotto gli occhi tutti i giorni. Quel “mamma mamma mamma ” continuo, un richiamo penetrante al quale non ti puoi sottrarre. La mia bimba vuole attenzioni, coccole, tempo. Non so le realtà che vedi tu, ma andare a fare la spesa è un lungo processo, perchè non si sa mai, della serie: biberon del latte, snacks, pannolini, cambio vestiti, ciuccio di riserva, un giochino. Esagerata? No, ho solo imparato da quella volta Che al market non avevano il latte per lei; da quella volta Che ha vomitato sull’autobus, e quella volta Che la diarrea improvvisa o il giocare al parco hanno causato disagio alla bimba, non a me, che stare nella tua cacca o vomito o fango, zuppa ed a mezz’ora da casa può causare un raffreddore, e se si ammala sono altri problemi, per lei, per me. Avevo un hobby, creare decorazioni riciclando oggetti, viviamo in una camera con bagno, te lo immagini zeppo di cianfrusaglie con la bimba che tocca e mangia tutto? Se tu immagini una bimba che gioca con i suoi bambolotti, mentre la mamma armeggia con forbici, carta colorata ecc. non viviamo nello stesso pianeta. Ho molti amici che pur vedendo con i loro occhi come vanno le mie giornate ancora mi chiedono come mai non esco o non faccio questo o quello. Possible che non vedano che non posso pagare per qualcuno che Stia con la bimba più di quanto già pago? Perchè non li ho citati, ma i soldi c’entrano sempre. E poi quando? Tra un biberon ed una passata di straccio a terra? Quando dorme faccio altre cose necessarie, bucato, cucinare, preparare l’occorrente per le otto ore di asilo il giorno dopo…. e noi siamo solo in due, non riesco ad immaginare una famiglia al completo come sarebbe! Certo io non posso delegare come altre mamme magari potrebbero, ma non sono sicura che loro possano sempre, dipende dalla vita di ognuno. Che ne so io in fondo delle loro vite? Sono certa che ognuno faccia ciò che può, compreso annientarsi per i figli, farne una ragione di vita, una proprietà esclusiva. Ognuno ha la sua storia, i complessi irrisolti, subconscie motivazioni per fare Quel che fa. Che posso saperne io dei loro vissuti? Mi limito a fare del mio meglio.
    Un abbraccio.

    • Ti ammiro profondamente, mi piacerebbe scriverti in privato. Mio figlio ora ha quasi 5 anni, e sono sempre stata da sola con lui ma con la fortuna di avere il sostegno dei miei famigliari, mi sono sempre chiesta come sarebbero stati questi anni se fossi stata davvero da sola. In ogni caso, grazie per le cose che hai scritto. È bello sapere che ci sono persone così in gamba 😀

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