La mia dimensione politica è la r-esistenza

AGTF-Marco

La mia dimensione politica è fatta di visioni di un futuro che inevitabilmente presenterà gli effetti di quel che non riusciamo ad impedire oggi.

La mia dimensione politica? E’ mente, corpo, è pelle nuda ed è anche sangue. Ciò che ne fa parte mi riguarda, da sempre, perché non posso prescindere da una analisi politica sulle mie mestruazioni, la maternità, la cura, la dipendenza dagli affetti, talvolta economica o semplicemente di sostegno morale. Il mio sguardo è politico, e quel che dico è ancora politico. D’altronde, si può dire qualcosa che non riguardi la politica?

Politica è la dimensione del mio cuore che batte forte quando ci avviciniamo, striscione in pugno, a quella barriera fatta di altri corpi. Mille persone armate che ci aspettano per dirci che noi femmine possiamo parlare solo di taglio e cucito e di ricette da cucina. Sono ben visti i posizionamenti di chi resta entro quel recinto umano. Di più non si può fare. Così la mia dimensione politica viene oppressa, schiacciata, e nella mia comunità tutto resta uguale. Si dicono cose trite e ritrite e non c’è modo di ottenere una apertura che ci consenta di respirare.

Ecco, talvolta, la mia dimensione politica è il respiro, talvolta ansimante oppure calmo. C’è stata una volta che ho trattenuto l’aria per diverso tempo. Sono finita in mare aperto, trascinata dalla corrente, e non c’era modo di tornare indietro. Più nuotavo e più rischiavo di beccarmi un crampo e di morire lì, annegata. Allora decisi di non stare più in superficie. In basso c’era un tappeto di scogli di ogni misura e colore. Smisi di respirare e cominciai a marciare in avanti superando uno scoglio dopo l’altro. Restavo ancorata a quelle pietre e dopo tanto sforzo tornai su ed ero quasi a riva.

Politico il fiato che ti manca quando a 14 anni esponi la tua idea ad un fascista e quello ti insegue per un chilometro per prenderti a calci. Politico è il ricordo di mio padre che mi insegnava l’onestà e la r-esistenza. Politici sono stati gli interventi nelle assemblee, a scuola, poi tra adulti, con le parole che senza il respiro non potevi udire.

La mia dimensione politica è il dolore, del parto, delle legnate, degli scivoloni in quelle gare con me stessa che consumavano la mia energia e il mio fisico. Politiche sono state le mie scelte private. Mai come mia madre. Mai come la sorella di mia madre. Mai come tutte quelle donne incastrate in ruoli che non sarei mai riuscita a interpretare.

La mia dimensione politica sta in piazza, con quei lacrimogeni che bruciano dappertutto, o sta con uno sconosciuto a fare l’amore per una notte intera senza scambiarci i nomi, nulla, a parte l’odore, il sapore, tutto quel che conta in un momento come quello. Politicamente non sopporto quelli che ti aggrediscono e poi fanno le vittime se gli sputi in faccia. Non tollero la gente violenta. Violenta in tutti i sensi.

La mia dimensione politica non è la sopportazione, il martirio, ma è, invece, la ribellione, la rivoluzione, la sovversione. Sono io che decido della mia pelle e scelgo di vivere un mese o un anno senza interferenza alcuna. Politico è un discorso fatto con chi non ti somiglia affatto. Con chi ti racconta cose nuove. Punti di vista che altrimenti non avresti mai conosciuto. Politica è la mia decisione di immaginarmi giovane, vecchia, senza età.

Non c’è un centimetro della mia pelle che non si sia occupato di politica. Incluse quelle parti che sono state sottoposte a dispetti, al mormorio, alla molestia, ai tentativi di appropriazione ai quali ho resistito usando il mio sudore e il sangue come benzina per andare avanti. La mia dimensione politica è la curiosità, la voglia di conoscere il mondo intero e di abbracciarlo tutto, assieme a tutta l’umanità, sapendo che sono parte di essa e che non posso restare a presidiare la mia minuscola postazione nella terra e perdermi tutta la bellezza che esiste al mondo.

La mia dimensione politica è economica. Non ho un soldo. Non ho garanzie per il futuro. Non ho neanche più speranza di poter godere di un miracolo e allora combatto contro la precarietà ogni giorno. La mia dimensione politica è femminista, perché non sarei riuscita a diventare altro rispetto ai miei punti di partenza se non avessi seguito un itinerario logico, filosofico, a supporto delle mie manovre.

Per chi intende immaginare di privarsi della politica, va detto che se anche tu cerchi un lavoro, o vieni discriminata per la forma del tuo corpo, per la tua pelle spessa o trasparente, se tu diventi succube di ricatti fatti da chi ha più soldi e più potere di te, allora, stanne cert*, tu vivi già in una inconsapevole dimensione politica dalla quale dipenderanno le tue scelte. Sii liber*, mi raccomando, e usa la politica non contro gli altri o le altre ma per liberare te stess*. Solo così potrai unire la tua voce a quella di tante altre persone, riuscendo a intonare note con un timbro di voce necessario a completare il coro. Sii liber* e felice. Politicamente parlando.

Advertisements

Comments

  1. Potrei averla scritta io stessa, grazie per chi lo ha fatto e lo ha fatto così bene.

Trackbacks

  1. […] Sorgente: La mia dimensione politica è la r-esistenza – Al di là del Buco […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: