Vorrei solo circondarmi di bellezza

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Gli ultimi giorni vedo tutto a rallentatore. Non riesco a stare dietro a nulla, inclusa la pagina facebook, e quando non riesco a starle dietro arrivano puntuali commenti sessisti, razzisti, brutti commenti che vengono messi in discussione da chi ha pazienza e devo dire grazie alle persone che frequentano la pagina perché molto più spesso rispondono con una battuta o semplicemente spiegando, perché altrimenti finirebbe in rissa.

Ci sono quelli che il sessismo è solo per come l’hanno pensato loro, ovvero se gli dici che hai un pene piccolo è sessismo e se invece rompi le ovaie ad una donna e per le strade, reali o virtuali, le fai sapere che vorresti le tette grosse, come se esistessero per fare un favore a lui, allora non è sessismo. Ci sono quelli che rispondono alla leghista maniera quando si parla di immigrati, perché per loro è l’emergenza nazionale e vomitano stronzate su stronzate ed è una gran fatica, credetemi, tentare di ristabilire un punto, ché si tratta di esseri umani, e di quanto rode a te il culo perché non ti piacciono i neri, i gialli, verdi o i fosforescenti, chi cazzo se ne fotte.

Ci sono quell* che arrivano a commentare tutto quel che parla di madri a dire “vergognati” con il vocione grosso a quelle che non interpretano la maternità come dicono loro. Così ci sono le donne che riservano il “vergogna” alle donne che hanno preferito abortire, poi quelle che tirano fuori grandi colpe per quelle che non hanno voglia di crescere un figlio, o quelle che ti danno dell’egoista se pensi un po’ a te stessa. Poi ci sono quelle che passano a dirmi, così aggratis, che dovrei farmi rinchiudere in un manicomio, perché supporto le rivendicazioni delle sex workers, e dovrebbero rinchiudere pure quelle che fanno le prostitute perché l’hanno scelto, ché quando mai una madama perbene sceglie di fare un lavoro scostumato?

Nei giorni come questo leggo, osservo, mi riservo di rispondere in un altro momento o penso che non ne vale proprio la pena, e mi rendo conto del fatto che a nessuno importa in fondo della mia stanchezza. Ci sono sempre loro, con un ego spropositato, a pretendere diritto di parola anche quando vomitano merda che riempie i miei occhi, le mie orecchie. Chi siete voi, in fondo, per arrogarvi il diritto di riempire di merda gli occhi o le orecchie altrui?

Chiudo gli occhi e mi sveglio dopo quattro ore, intontita, e ricordo che il medico mi ha detto di non correre troppo, di aver pazienza, perché è passato poco tempo dall’operazione e i farmaci mi debilitano tanto, così il sonno è il modo in cui il corpo si riprende un filo di riposo. Ho sempre avuto il problema di vedere il sonno come uno spreco di tempo. Lavorare e scrivere fino alle tre del mattino, svegliarmi alle sette per ricominciare tutto, e per un certo periodo di tempo andavo veloce come un treno. Quante avventure e quanti sforzi ho preteso dal mio corpo pensando che potesse durare in eterno. Poi, un bel giorno, ti rendi conto che puoi fare solo una cosa alla volta, devi dormire almeno sei ore a notte, non puoi massacrarti dicendo di si a tutto, anche se odi dire di no e non vorresti proprio farlo, così ti guardi allo specchio e dai il benvenuto alla nuova te.

Ho la giornata scandita dai momenti in cui dovrò prendere i farmaci, poi quelli in cui potrò cibarmi, lentamente, con cibi quasi solidi, finalmente, che hanno un buon sapore invece che quella roba senza sale e senza gusto che ho mangiato fino a poche settimane fa. Leggo due libri per volta. Anni fa riuscivo a leggerne anche quattro. Senza contare poi quelli che tenevo sempre sulla scrivania per consultarli spesso. Mi trovo a scrivere cose che preferisco tenere solo per me. Qualche segreto, con me stessa, perché svelarlo in pubblico, fossero anche solo due o tre persone, vorrebbe dire prenderne atto definitivamente. Metabolizzo il presente così per come viene e poi ripenso a chi ha tempo da perdere per puntualizzare e polemizzare e scorreggiare su una pagina facebook, in perenne crociata, gli uni contro gli altri, le une contro le altre, e se tu vuoi soltanto circondarti di bellezza, la bella gente, il bell’animo, la bella scrittura, le belle persone, finiscono per martoriarti perché come osi, tu, escludere narcisist* che ritengono di essere il massimo della desiderabilità? Dovreste convincervi che non tutt* lo siete, desiderabili, e non lo sono neppure io per tante persone. Basta farsi un giro sui social per vedere quante persone mi insultano con strenua convinzione, come ogni brav@ crociat@ ama fare.

La notte scorsa ho sognato di fare l’amore in riva a mare. Sentivo l’acqua sulla pelle, la sabbia tra le dita, e da sveglia mi sono resa conto che avevo sognato di fare l’amore con me stessa. Se perdi contatto con la tua pelle, smetti di accarezzarti, di annusarti e morderti, finisce che resti lì a desiderarti in eterno. Anche quel desiderio va soddisfatto e me lo concedo, nonostante il sonno, con grande amore e la grande tentazione di emigrare da me stessa per poter ricominciare ad amarmi senza ostacoli.

Oggi ho preteso di toccare l’acqua salata di un mare che spesso ci restituisce corpi morti di razzismo, egoismo e totale assenza di empatia. Guardare l’acqua, l’orizzonte, per poi capire che serve poco per vedere tutto quanto chiaramente. Ci sono poche persone per le quali vale la pena dolersi, rammaricarsi, per le parole dette male, perché non ci si riconosce, perché si cresce differentemente e dividersi non è mai indolore. Poche persone, per davvero. Tutte le altre possono sbraitare quanto vogliono e le compatisco perché in tanto strepitare perderanno la vista della bellezza che a me è concessa. Bisogna darsi il tempo di ascoltare per vederla. Senza l’ascolto, con il pallino di voler imporre la tua idea su quella di tutti gli altri, così come ogni soggetto autoritario fa, rinunci anche alla complessità, alla incredibile bellezza che ti regala ogni essere umano. Perciò, sessisti, razzisti, fascisti, autoritari, e sessiste, razziste, fasciste e autoritarie, voi mi togliete solo tempo ed energia che mi servono per ascoltare la complessità altrui. Voi, dalle vostre granitiche certezze, dalle ideologie dogmatiche, dalle visioni proiettive, voi analfabeti funzionali, io non ho tempo di darvi retta e la vita è troppo breve per concedervene altro.

Ho preso una decisione che riguarda il mio benessere. Grazie a chi mi regala storie, vita, pensieri e ricchezza interiore. Mi fate felice, davvero. Se invece insulti la mia intelligenza, più e più volte, ti banno dal mio tempo, dalla mia vita, da tutto quanto, perché non hai il diritto di rubarmi altra attenzione e se la rubi prima o poi ti chiederò risarcimento.

Sogni d’oro

Con amore
Eretica

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Comments

  1. Bellissimo articolo ❤

  2. I.Get.Out. says:

    Buon (meritato) riposo!

  3. Grazie per le belle parole che regali sempre, grazie per essere come sei, coi tuoi pensieri e le tue riflessioni che condividi senza remore.Spesso mi sento sulla tua stessa lunghezza d’onda e anche oggi, guarda caso, é proprio cosi….sará la luna piena, sará Palermo, sará che sto anch’io un po cosi….ti abbraccio stretta 😉

  4. Cara Eretica, per me il tuo lavoro è importantissimo. Molte volte non sono d’accordo con te, ma è per questo che mi piace leggerti: spesso mi accorgo che non mi sento “d’accordo” solo perché sto facendo resistenza. Allora mi fermo, rifletto, e quasi mai commento perché capisco che veramente non ho nulla da dire. Leggo le storie, le accolgo così come sono e sempre più mi rendo conto che per ognuno di noi esistono mille e mille mondi diversi, e quindi ogni storia mi rimanda a qualcosa di me che non so, che potrebbe essere, che forse è e non me ne rendo conto. Le storie servono a confrontarsi con quell’ossessione coatta che è il giudizio; servono a comprendere che possiamo sentirci gocce del mare e stare stupidamente a rivendicare un’individualità a cui teniamo tanto, o mare in una goccia, e allora non c’è limite, non c’è giudizio né discriminazione, c’è solo il sentirsi uno, non c’è “fuori”.
    Grazie per quello che fai.

  5. Io ero una di quelle che pensava che le prostitute fossero per forza tutte vittime e per forza tutte sfruttate. Le storie di questo blog mi hanno fatto cambiare idea. Non mollare 😉

  6. Solo oggi ho letto l’articolo e ti abbraccio affettuosamente. Non sono sempre d’accordo con i tuoi scritti, ma gli insulti sono inaccettabili. Non mollare e soprattutto riguardati.

  7. C’è una cosa che ho imparato negli anni: QUALUNQUE cosa tu faccia o dica, ma proprio qualunque, ci sarà sempre qualcuno che ti romperà le palle all’inverosimile, che ti insulterà con titoli che non si sentivano dagli anni ’40, che ti dirà “stai sbagliando”.
    Quindi, fregatene. E rimani sempre e soltanto fedele a te stessa e alle tue idee. (Tanto gli insulti arriverebbero comunque, vuol dire che stai facendo bene il tuo lavoro).

    E ora pensa soltanto a riposare!

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