Spogliarmi per stare meglio col mio corpo e con me stessa

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Da piccola non ero una bellezza. Dagli sguardi degli adulti rimbalzava verso me una sorta di imbarazzo. Sapete quando l’adulto dice che quella bambina è proprio bella, e tanti complimenti alla mamma. Invece per me di complimenti neanche uno. Mi sono abituata all’indifferenza. Non ho cercato attenzioni. Sono cresciuta studiando, con ottimi risultati, e oggi penso che tanto tempo trascorso a studiare mi abbia aperto la mente. Mi rende certamente molto più interessante. Se guardi me non vedi propriamente un volto o un paio di tette. Sono intelligente, merito di poter dialogare con persone altrettanto intelligenti e non mi piacciono le soluzioni facili. Amo le sfide. Così ho deciso di sfidare il mondo del lavoro per diventare economicamente indipendente.

I primi tempi è stato un gran disastro. Sono certa che uno dei motivi per cui mi scartavano fosse il mio aspetto fisico. Nelle sale d’attesa, prima dei colloqui, vedevo queste ragazze così belle, curatissime, ben vestite, e io pensavo che non dovevano avere così tanto bisogno di un lavoro se indossavano almeno uno stipendio in abiti e rivestimenti vari. Ho inviato curriculum un po’ ovunque e non ho mai ricevuto una risposta salvo quando mi chiedevano di fare chilometri per incontrarli e finiva sempre allo stesso modo.

Laureata con voti altissimi, ho partecipato da stagista a progetti importanti. Mi avrebbero pagato la borsa di studio per un dottorato all’estero ma io non sono andata. Volevo restare in Italia e mi sono sforzata di trovare un lavoro che mettesse in luce le mie capacità. Quando le mie aspirazioni volgevano al ribasso ho capito che dovevo fare qualcosa. Così ho cominciato, per gioco a fare la webcam girl. Volto nascosto, il corpo in luce e mi sono accorta, guardandomi in video, che non ero poi così brutta. Piacevo. Quegli uomini mi desideravano. Piaceva la linea della mia schiena, perfetta, e poi i glutei, rotondi, proporzionati, le gambe un po’ più grosse ma non lo notavano, forse, o non interessava a nessuno. Mettevo in evidenza il seno perché è quello che mi è sempre piaciuto di me. Così, più passava il tempo a svolgere quel mestiere, più prendevo sicurezza e guadagnavo in autostima.

Lo so che sembra sciocco dirlo, proprio io che avevo fondato le mie sicurezze sullo studio, la mia preparazione. Il corpo è una cosa che evidentemente mi mancava. Manca a tante persone eppure non lo ammettono a se stesse. Avere un buon rapporto con il mio corpo per me ha significato rivestirmi con abiti diversi, che mi valorizzavano. Ho cominciato a usare un po’ di trucco. Dal parrucchiere ho scelto una acconciatura sbarazzina. Capelli corti, perché mi sono resa conto di avere un bel collo, e ciuffo lungo avanti. Capelli colorati, luminosi, e il mio volto sorridente. La mia postura è migliorata e quando feci le nuove foto per includerle nel curriculum pensai di inviarlo ad aziende che facevano al mio caso. Italiane, straniere, non mi interessava. A quel punto ero talmente sicura di me da poter sfidare il mondo intero.

Mi hanno chiamata a lavorare all’estero, nel paese in cui sto adesso, e pur essendo molto felice di fare un lavoro per me gratificante, che corrisponde alla mia preparazione e mi offre opportunità di fare carriera, non posso non avere nostalgia di quel piccolo lavoro che mi fece scoprire quanto io fossi sensuale, sexy, desiderabile. Torno qualche volta a vedere se ci sono i miei vecchi clienti e parlo con loro, mi tocco, li eccito, spogliandomi e recitando la parte di un soggetto che penso infine possa rappresentare il mio alter ego. Il giorno dopo mi rivesto, vado in ufficio e sto bene con me stessa.

Naturalmente è migliorata anche la mia sessualità. Prima erano pochissime le volte in cui un ragazzo aveva provato a stare con me. Ora non mi mancano i corteggiatori e ho un paio di amici con i quali sperimento un sesso che mai avevo conoscosciuto.

Le parti del mio corpo che prima odiavo per me sono adesso punti di forza. Se dovessi inviare una foto ne manderei una con le mie cosce, i miei fianchi larghi, per dire che ora amo tutto di me. È vero, spogliandosi e guardandosi con gli occhi di una foto, o con gli occhi altrui, si prende contatto con se stesse e ci si aiuta. Io non ho più paura. Del giudizio altrui, dei commenti indelicati. Degli sguardi imbarazzati. Sono rinata e sto benissimo. Questo vale come racconto per il body liberation front?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

Comments

  1. I.Get.Out. says:

    Fantastico!! E’ una storia fantastica!! Ti capisco benissimo, anche io ho sempre “investito” solo sul cervello… Non che me ne penta, non è solo insicurezza, ma anche un modo di rivendicare l’importanza della sostanza in un mondo che di fatto è sbilanciato sulle apparenze e sull’immagine. Però anche così si è incompleti. Perché il “complesso di Lady Oscar” come lo chiamo io alla fine e’ sempre un modo di farti scegliere, “o” la sostanza “o” la bellezza”. Perché alla fine come donne ci instillano questa mentalità di dover scegliere: o la libertà o l’amore, o la famiglia o il lavoro, o santa o puttana, o il corpo o la mente. Oh io voglio tutto!! Perché come dici bene tu l’apparenza è sostanza, è una questione di stare bene con se stessi ed esprimersi e non significa necessariamente ostentare o conformarsi. Io non so se riuscirei mai a fare la webcam girl (in questa fase della mia vita sto mettendo in discussione troppe cose e tutto e’ possibile!! :D) ma anche se magari non fa per me, spero di trovare un modo per attraversare la stessa trasformazione che hai subito tu. Sono in cerca di quella parte di me, che so esserci ma al momento e’ in conflitto con le altre. Un abbraccio e in bocca al lupo per tutto!

  2. perché ci si riconosce nello sguardo altrui .. ti sei vista seducente negli sguardi altrui e hai capito che lo sei
    se fin da piccola ti dicono che sei scema hai bisogno di qualcuno che rifletta l’immagine della tua intelligenza
    se ti dicono che sei brutta o ti fan sentire tale hai bisogno di specchiarti negli occhi di qualcuno dove tu possa vederti bella

    tantissimi anni fa mi capitò una cosa del genere con un tipo .. una sera, una cosa improvvisata, tra l’altro pure assai belloccio (e la cosa mi stupi alquanto dato che appunto non pensavo di potergli piacere) , io avevo a differenza tua il complesso del poco seno .. se avessi potuto tenerlo coperto lo avrei fatto, giuro .. era la parte di me che più mi imbarazzava, anche se vedevo che a molti non interessava molto la cosa .. voglio dire non sembravano darci molta importanza.. ma solo negli occhi suoi vidi che il mio seno lo trovava davvero bello, attraente, perché era un uomo cui piace piccolo .. ed è inutile dirlo, è uno sguardo diverso .
    e capisci che appunto può piacere e non poco ..
    e allora riprendi possesso di una parte di te che avresti abbandonato

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