Non ne avete il diritto

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di Inchiostro

Ho sempre avuto un problema, un problema serio, con chi vuole prevaricare sugli altri.
Per questo motivo, a domanda precisa perché odi il fascismo?, la mia risposta è, e sarà sempre, perché vuole imporre un’idea e delle regole assolute a tutti.
Non me ne fotte una sega di nulla di perder fiato, tempo e parole a descrivere quanto sia aberrante o schifoso come concetto. Perché non mi fa schifo.
Semplicemente non sono d’accordo.
Mi stanno sul cazzo le imposizioni.
Più che il fascismo, mi sta sul cazzo l’autorità, l’autoritarismo. Mi sta sul cazzo chi crede d’aver sempre ragione.
Mi sta sul cazzo chi dice di battersi per un’ideale, chi in nome di questo ideale prevarica gli altri, chi fa di un ideale un assoluto che tutti devono incontestabilmente rispettare.
Mi sta sul cazzo chi, se tu non sei d’accordo, ti dice che non hai capito ‘na sega, che devi studiare.

Vai in culo, vai! gli direbbero dalle parti della linea gotica, da dove vengo io.

Io vedo una grande contraddizione in essere.
Persone che scendevano e scendono i piazza ad urlare la legge sull’aborto non si tocca, fuori il vaticano dalla gnocca, salire sullo scranno a stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, proprio come fa chi vorrebbe impedire loro di scegliere liberamente le sorti del proprio divenire.
Quelle che si facevano chiamare streghe.
Che facevano quella cosa inquietante del passaggio dei sassi, sedute per terra, in quei vecchi filmati in bianco e nero.
Che hanno lottato per la libertà dell’individuo.
Ecco, vedo queste persone ergersi a giudici supremi, a redigere il manifesto del buon costume, che stabilisce cosa sia appropriato e cosa no, cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

E a me il moralismo sta veramente sui coglioni.
E ho iniziato parlando di fascismo, ma no, non dirò che questo è un atteggiamento fascista.
Questo è un atteggiamento del cazzo.
Un atteggiamento stronzo.

Motivatela come volete, tirate in ballo il padre eterno, Marco Van Basten, Moira Orfei, le dieci tavole, l’eden, un qualunque libro con la copertina rossa, tirate in ballo quello che volete.
Fatte le somme, tirata una riga, detratte le spese, al netto dei calcoli la verità, l’unica inappuntabile, resta e resterà sempre e solo una: non avete alcun diritto, in questa vita, nell’altra o in quella prima, di poter stabilire cosa una persona libera possa o non possa fare col proprio corpo.

Vi siete battut* per la libera scelta, per il corpo è mio e lo gestisco io.
Mostrate almeno un briciolo di coerenza, cristo santo.

E ascoltatevi questa canzone, che tanto sarà sessista, maschilista, un inno alla prostituzione.

E invece è semplicemente una canzone talmente bella da far commuovere.
Una canzone che parla di una persona libera.

Ah, e vaffanculo.

  • Lui è Inchiostro. Potete trovare i suoi post nella categoria L’InchiostratoQUI la sua biografia. 

Comments

  1. posso provocare un minimo?
    la sua frase “Mi sta sul cazzo chi crede d’aver sempre ragione.” è una contraddizione o nel gruppo ci si mette anche lei? 😛
    a parte lo scherzo bell’articolo, un pò in stile telegramma ma condivisibile nei concetti.

    • Se mi stai dando del lei, ti ringrazio ma non ce n’è bisogno.
      Se mi consideri una lei, ti debbo dire che sono un lui! 🙂

      Per rispondere alla provocazione, posso dire che la ragione non esiste.
      Esistono le prese di posizione (che non attribuiscono nè torti, nè ragioni) e i dati di fatto.
      Lo dico perché, spesso, è proprio chi crede d’aver ragione – vedi il caso di chi pretende di sapere, non essendo sexworker, cosa sia meglio per la categoria – a prevaricare gli altri e farsi martire di non si sa bene quale crociata.

      E’ venuto fuori a mo di telegramma perché ho cercato di tradurre in concetti comprensibili sei o settecento milioni di bestemmie.
      Sarebbe stato sicuramente un manifesto dadaista, se avessi pubblicato un coacervo di turpiloqui, ma avevo dei dubbi sull’effettiva efficacia della comunicazione in tal senso!
      🙂

  2. Attenzione, che a esser troppo libertini e anticonformisti e predicando la libertà priva di regole, si rischia di perdere di vista il buon senso e di cadere nello stesso atteggiamento dell’autoritarismo, solo che dalla parte opposta. Un eccesso di qualunque tipo non è mai raccomandato, Est modus in rebus. Eppure ogni tanto come dicono a Roma quanno ce vo ce vo.
    …per il resto sono d’accordo con te 😉

    • Non lo so, secondo me è la moderazione ad essere fallace.
      Si perde una cosa fondamentale, quando ci si modera e si modera, e cioè la posizione.

      Io in linea di massima sono d’accordo con te, però questo discorso sulla moderazione me lo hanno fatto tante persone che stavano consigliando, ma reprimendo.
      “Questa cosa non è opportuna dirla”.
      “Questa cosa è disdicevole farla”.

      Non uso il latinorum (cit. Renzo) perché gli anni di liceo Classico mi hanno profondamente traumatizzato.
      Però, per riprendere quello che hai detto, a volte il modus nelle res è proprio quello di prendere una posizione netta.

      Sono comunque d’accordo con te sul fatto che ogni presa di posizione, se diventa fanatica, è sia controproducente che pericolosa.

      Tutta la roba sulla moderazione l’ho scritta perché sono puntiglioso e rompicoglioni.
      Più che altro era un’osservazione stimolante che mi ha fatto considerare ciò che ho considerato 🙂

      • scusa ma gli esempi che riporti non sono moderazione ma censura. Sarebbe stata moderazione se ti avessero consigliato di dire o fare in altra maniera…imho

        • La moderazione è in qualche modo una forma di censura.

          Spiego:
          Pensi una cosa. Ti dici o ti dicono “non è opportuno dirlo così, modera i termini”. La dici in modo più blando.

          • alla fine l’hai detta la cosa no? quindi non credo sia corretto parlare di censura…ma mi sa che stiamo parlando di aria fritta…

          • Sì chiama civiltà e convivenza. La moderazione fa parte del vivere sociale anche se sembra ormai in largo disuso a favore di una qualche presunta libertà personale, che si scrive libertà e si legge “mi faccio i cazzi miei e chissene del fatto che esiste anche il resto del mondo”.
            Ragion per cui trovo quello che scrivi insopportabile, contrario alla stessa intrinseca natura della società e in ultima analisi dannoso.

            • Son punti di vista 🙂

            • Dannoso dire che ognuno dovrebbe essere libero di far ciò che vuole col proprio corpo?

              Non colgo il punto.

            • Dopo essermi fatto un giro sul suo blog, comprendo molte cose e, infine, colgo il punto.

              Mi spiace che lei mi reputi dannoso, seriamente.
              Vorrei lei avesse più fantasia, per poter immaginare un mondo diverso.

              Un mondo dal disordine pulito, come dice una canzone.

              Le auguro il meglio.
              Con sincerità.
              🙂

            • giusto per citarla

              “La moderazione fa parte del vivere sociale anche se sembra ormai in largo disuso a favore di una qualche presunta libertà personale, che si scrive libertà e si legge “mi faccio i cazzi miei e chissene del fatto che esiste anche il resto del mondo”.”

              dato che lei crede tanto nella moderazione senza la quale non si potrebbe stabilire una sana convivenza civile direi che la rimando alla policy di questo blog per lasciarle intendere i toni da usare nei commenti. https://abbattoimuri.wordpress.com/policy/

              saluti

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