Perché bisogna imporre alle ragazze la sessualità “normale”?

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Dopo un’ora circa di discussione online mi sono resa conto che certe volte è proprio inutile tentare di spiegarsi, perché di là non c’è l’ascolto e non c’è neppure un po’ di fantasia. L’argomento? La sessualità. Principalmente quella delle adolescenti e poi delle ragazze dai vent’anni in su. A me che non è mai piaciuto fare maternali per sentirmi dire “fatti i cazzi tuoi” una certa parte del discorso, in questi casi, suona sempre strana.

Le ragazze vanno educate alla sessualità “normale”, secondo la morale che va bene a tutt*. Una signora piuttosto inviperita avrebbe voluto bruciare libri come Lolita o le cinquanta sfumature di minchiate che le adolescenti, in realtà, usano per ridere di quel che è scritto senza un tocco di talento. Cos’è la sessualità normale? Chiedo io. Quella che pratichi tu, mi dice una. Intendendo tu che sei adulta e piena di saggezza. Oibò, ed esito prima di dire cose che possono suonare come bombe nucleari, la mia “normalità” non è di certo la tua. Io non faccio sesso secondo norme prestabilite. Mi piacciono cose che non so se piacciono anche a te.

Le mie zone erogene possono non essere le tue e l’educazione alla sessualità “normale”, o meglio, “morale”, a me sembra una cazzata stratosferica. Alle ragazze serve insegnare che devono saper usare un preservativo, senza bucarlo o farlo scivolare dentro la vagina prima della fine di un rapporto. Serve che sappiano quante e quali malattie sessualmente trasmissibili rischiano di prendere se non sono prudenti e poi bisogna dire tutto, ma proprio tutto, sulla contraccezione, inclusa quella d’emergenza, la pillola del giorno dopo, perché la gravidanza dovrà arrivare, se la vuoi, solo quando lo desideri davvero e non quando a lui scappa un coito interrotto fatto male.

La mia normalità è piena di sorprese. Io fotto come parlo o come scrivo, certe volte, ovvero con passione. Mi piacciono forme di erotismo che non so se piaceranno anche a te, e stimo la persona che mi insegna alcune cose, perché mi lascia superare la soglia dei miei limiti, un po’ di più, e io colgo una stupenda eccitazione che mi sorprende sempre. Alle ragazze si può dire che non dovranno fare nulla che a loro non piaccia. Ti piace come lui ti tocca? Allora ok, ma se non ti piace spiegagli o caccialo, a seconda dei casi. A me è capitato di cacciare via, in mutande, qualcuno che non ha soddisfatto i miei desideri. Non è mai una brutta cosa essere soggetti attivi, presenti e autodeterminati, responsabili della propria sessualità.

Io voglio. Io desidero. Io merito di godere. Io e te e lei e lui e chissà chi. Noi non ci lasciamo scappare l’opportunità di esibire una sensualità perfettamente motivata. Le persone che sensualmente parlano, si muovono, non parlerebbero mai di “normalità” e del sesso sedato dalla morale di un branco di matrone che non amano pronunciare neppure la parola pene, o cazzo che dir si voglia.

Il sesso lo conosci piano piano. Ti tocchi, riveli a te stess@ quel che ami e ti eccita di più. Poi ti lasci toccare e chiudi gli occhi, respiri lentamente e cerchi di capire se ti dà piacere o disagio, se ti imbarazza o incuriosisce. Sei tu il centro della tua sessualità. Ascoltati, non temere di fare figure di merda e non fare nulla solo perché te l’ha chiesto lui. Se non ti piace digli che si faccia una sega. Non fare cose solo per tenerti un uomo che se ne frega di quel che piace a te. Che non ti parla, non chiede, non ama le pieghe del tuo corpo come le ami tu. E la differenza non sta mai tra il sesso con amore e quello senza amore. L’intimità può esserci per un attimo o per mesi, anni, chi lo sa.

Qualunque sia la forma di relazione che hai con la persona con cui fai sesso è bene che tu metta in chiaro che deve piacerti. Deve imparare a toccarti, baciarti, leccarti, proprio come vuoi tu.

E ancora le signore chiedono com’è il sesso che mi piace e io lo chiamo “sporco” perché così lo considererebbero altre donne. È sesso che segue desideri e fantasie legittime di entrambi. Non è un gioco di ruolo, non è una cosa trash ma è quello che mi piace ed è così che amo farlo. Mi dicono che l’orgasmo è sopravvalutato e che si dovrebbe insegnare alle ragazze che il primo uomo che può farti venire non sempre equivale all’amore della tua vita. E grazie al cazzo, signore mie. Pensate che non lo sappiano già? Le ragazze sono più sveglie della vostra generazione. Sanno già tutto e vengono redarguite tutti i giorni da chilometri di chiacchiere in tivù in cui si dice che c’è la perdita dei valori, le ragazze non sono più le stesse, il sesso è diventato cosa meccanica, e mi chiedo se è legittimo sentire queste parole da preti che non scopano, a meno che non trovino persone disponibili con cui pentirsi, espiare e poi redimersi dopo le classiche cento frustate. Mi chiedo se va bene sentire che ne parli un tizio con un ciuffo ridicolo che parla a raffica e secondo me se becca una donna la rincoglionisce di parole e quella dopo un po’, ovvero quando si accorge che lui ama sentire solo la sua stessa voce, se ne va e non si fa vedere più. Poi c’è la show girl degli anni ottanta in menopausa, con la pelle tirata dal chirurgo estetico e il sopracciglio che a momenti le arriva all’attaccatura dei capelli.

Bisogna essere vere, ragazze mie, provare sentimenti veri, dice la donna con la faccia di plastica, ed è così che si nota come la credibilità di questi soggetti equivalga a zero. E non ritengo sia legittima la presenza di nessuno a fare queste trasmissioni, dove mancano all’appello giusto le ragazze di cui tanto si parla. A me sembra tutto così ridicolo e mi spiace per il livello di stronzate che le ragazze devono subire tutti i giorni, ma io non spiego nulla che non vogliono sentire. Sono qui, con la pelle morbida, con l’età che mi concede di non fare tutto in fretta, con l’espressione di chi ne ha vissute tante, di esperienze, e quel che so è che non contano le ricette delle altre persone. Quello che vuoi lo scopri cercando te. Togliendo di mezzo sovrastrutture e pregiudizi. Sapete quanta roba ho buttato via giusto io che ho sviluppato la mia sessualità in una terra che è un tutt’uno con la mentalità sessuofoba e arcaica che la caratterizza?

Il sesso è vergogna, toccarsi è peccato, godere è una bestemmia, l’orgasmo urlato costa cento padre nostro e mille ave maria. E di scomunica in scomunica sono diventata l’Eretica che ora conoscete. Per nulla saggia, con grande consapevolezza di quel che voglio e so e con il timore di non raccontare chiaramente che io non sono un esempio per nessuno. Io sono io. Soltanto questo. E amo. E vivo. E trombo.

Un saluto cortese alle moraliste e un abbraccio alle ragazze che scoprono adesso la propria sessualità

Eretica

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Comments

  1. FioreAvvelenato says:

    Amo tutto questo e rebloggo. Massimo rispetto e piena condivisione delle idee!

  2. FioreAvvelenato says:

    L’ha ribloggato su Fiore Avvelenatoe ha commentato:
    “La mia normalità è piena di sorprese. Io fotto come parlo o come scrivo, certe volte, ovvero con passione. “

  3. Non c’è nulla di male in ciò che scrivi anzi! Sarebbe bene che certe persone, false moraliste, si rendessero conto che il tempo dell’inquisizione è da tempo superato e che certi pensieri bigotti di apparenza dovrebbero lasciare spazio all’onestà e alla libertà di espressione e di desiderio senza che si debba giustificare nulla a nessuno se non che a se stessi (senza ledere o fare del male a nessuno/a)…. Complimenti per il bello scritto!

  4. Secondo me l’unica cosa che va insegnata alle ragazze, ma a chiunque in realtà, è a dire di no quando vogliono dire di no, che sia il no a fare sesso quella sera se non gli va o il no alla centounesima frustata dopo cento cui hanno detto sì. E che venga insegnato a tutti a rispettare il no altrui. Alcuni libri NON aiutano in ciò (50 sfumature di stocazzo è uno di questi, con lui che ignora bellamente tutti i no di lei, fa sempre quel che vuole e il messaggio che passa è che vada benissimo così, anzi, che l’uomo ideale è quello che fa sempre come gli pare), ma la soluzione non è metterli all’indice: è spiegare che una sessualità sana è fare quello che ci piace, nel rispetto della propria salute e dei limiti posti dalle persone con cui facciamo sesso, e saper dire no. Poi ciascuno leggerà i libri che vuole, e li saprà prendere con spirito critico.

  5. Ho la vaga idea che mentre tutt@ quest@ espert@ si affannano a spiegare come e cosa fare per fortuna i ragazzi di oggi sappiano già da loro cose che forse noi alla loro età nemmeno sognavamo. Se cose devono essere insegnate(e facilitate nel raggiungerle)sono appunto tutte quelle informazioni di prevenzione e l’ideale sarebbe che dalla Sanità pubblica e dalla scuola magari venissero emarginate certe congreghe tipo ciellini che loro si hanno visioni distorte ed immorali della vita.

  6. Però chiedo … è stato detto più volte ( anche qui) che il sesso orale (nel mio caso con il pene ) è bello , sano etc. A me però fa schifo. L’ho fatto , giusto perché voleva lui , con i conati di vomito. Un altro uomo mi ha detto ” Non te ne intendi molto eh? Pazienza…” . Che dovrei fare dunque?

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