Lei che vuole punire l’ex marito, colpevole di non amarla più

Lei scrive:

“Sai che c’è? Ti racconto cosa sto pensando e vivendo. Ho incontrato S.
Ero libera e mi godevo la mia vita da libera. Lui no. Era sposato. Da 16 anni. Da 7 niente sesso, solo qualche rapporto orale se proprio lo chiedeva. Lei era felice così. Lui meno. Inizia a tradirla, ma non sono io la prima.
Quando ci incontriamo succede tutto e ancora di più. La passione folle, l’erotismo, la leggerezza. Nel giro di due mesi (uno passato in vacanza distanti) decide che non rimarrà a raccontar balle e prendere per il culo nessuno.
Si separa. Due figlie. Una ex moglie (ora). Tutto nella norma no? Forse.

Il punto è che a conti fatti alcune donne quando si separano rifiutano di staccare il cordone ombelicale/bancomat con un uomo. Passi il mantenimento per le figlie. Il giusto. Perché una persona, un uomo, non può vivere con 300euro al mese e darti tutto il resto mentre ti lascia anche casa e macchina e mobili e tutto. E alcune donne continuano a prelevare dallo sportello bancomat con una sorta di sete di potere, lo stesso che cercano di acquisire e detenere. Uno schifo. E lo dico da donna. Separata e divorziata.

Da una parte una donna che spara merda a più non posso sul traditore (…) mentre vive senza spese di affitto (casa di proprietà) e con uno stipendio di 2000euro al mese a cui aggiunge ogni mese il mantenimento di lui (da uno stipendio di 1400 rimangono 300) con spese extra sempre più nutrite e fatte senza concordare. Con il sorriso nevrotico di vittoria.

Insomma, si va avanti così da mesi ormai e si riesce ad arrivare a zero a fine mese con mille colpi di scena e soprattutto con il mio stipendio. Lo stipendio di quella (io) che è stata messa alla gogna perché troia e perché amo i corsetti stile Dita Von Teese. Gogna perché ho le unghie rosse e il rossetto lucido. All’inizio dovevo perfino uscire di casa (casa nostra in affitto, un locale commerciale, che un appartamento mica possiamo permettercelo) perché arrivavano le sue figlie. Poi mi sono imposta perché era giusto e lui soffriva della situazione imbarazzante. I miei soldi si e la mia presenza no?

Con le ragazze c’è un rapporto molto easy e senza fatica. Con la madre (la ex di S.) gelo. Per le continue uscite vergognose e succhia-soldi nonostante il fatto che lei non viva affatto in situazione di indigenza. Vacanze, weekend, corsi, uscite. Chiaramente va dimostrato al mondo intero che tutto quel che è accaduto non l’ha fermata e non l’ha toccata. Ma con la forza economica di chi?
Io lo so che sembra una lotta fra donne, non lo è. Io sono esterrefatta, e chiamare in causa continuamente un avvocato è qualcosa che puoi fare se hai soldi.

Io guardo S. e lo capisco eccome per come si sente quando vede le sue figlie e non può far nulla con loro se non contribuisco con i miei soldi. E quando le porta al cinema con i biglietti omaggio Esselunga. E lui regge con un sorriso di roccia. E fa l’amore come Poseidone fra le onde. E lo amo. Moltissimo.
E capisco la disperazione che può cogliere un uomo ridotto ad avere in tasca 300euro e sapere di non poter pensare di fare una sorpresa a qualcuno con una cena o una giornata in spa. E capisco le donne, come mia sorella per esempio, che sono ex mogli di liberi professionisti che lavorano in nero a più non posso e il poco che versano lo versano pure tardi, nonostante abbiano mille proprietà e un tenore di vita molto alto. Ammazza che squallore da pescecani.

Quello che dovrebbe essere assegno di mantenimento è molto spesso ridotto invece ad un vero e proprio versamento/risarcimento verso i figli. O lo calcorebbero in base alla forza lavoro economica anche del padre e non solo in virtù di bisogni ed extra secondo il principio per cui nulla deve cambiare. La situazione occupazionale, quella economica. Ma tutto va rivisto. Perché un ex marito non è un ex padre e non diventa un ex individuo. E tutti, davvero, proprio tutti, hanno diritto ad una vita di pari opportunità, di decenza, di cura. invece siamo lí contente se non è così. E ci sentiamo padrone del mondo. Poi andiamo al lavoro e ci facciamo schiacciare, e stiamo lí a scuotere la testa schifate se una indossa un corsetto e giú a lapidarla. E così vogliamo annientare il colpevole. Colpevole di non amarci più.”

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