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Perché un bambino dovrebbe restare con un’acidificatrice?

Una coppia è stata condannata per aver acidificato un uomo e devono restare in carcere 14 anni. Lei, nel frattempo, già in cella, ha partorito un figlio che le è stato tolto subito e per il quale il pm ha pensato di iniziare un iter di adottabilità. Il bambino dovrà crescere lontano da lei e con un’altra famiglia, e questo è quanto.

Da giorni non si fa altro che discutere in modo compassionevole del fatto che la beddamatresantissima sarebbe stata privata dell’abbraccio al “piccolo”. La separazione sarebbe stato un atto crudele. I figli devono restare con le madri anche se queste madri, se ce l’hanno con qualcuno, usano l’acido per esprimere la loro opinione. Di più si è detto quando si è saputo del fatto che il bambino sarà adottato. Apriti cielo. Si è scatenata l’italietta catto/fascista che immagina di dover difendere la maternità ad ogni costo e tra un’esaltazione del materno e l’altra, come se si dovesse confermare il fatto che una donna, dopo aver partorito, di colpo si trasforma in una fata buona, abbiamo dimenticato le tante discussioni dedicate ai padri e al divieto di far vedere loro i figli nel caso in cui questi sono condannati per reati gravi.

A chi verrebbe in mente di fare restare un figlio con un acidificatore? Tant’è che del padre, il complice acidificatore, non si parla. E come si può permettere a una acidificatrice, crudele e violenta, di poter tenere il figlio? Immaginate se le girano le ovaie perché il bambino ha la diarrea. Io ho dei dubbi sul tipo di soluzione che potrebbe adottare. Un figlio deve crescere con genitori che regalano equilibrio, serenità, e non questo esempio di grande crudeltà che lascia immaginare sia lecito poter gettare l’acido in faccia a una persona deturpandola in modo definitivo.

Cosa ne è stato del diritto del bambino di essere tutelato prima di tutto? O questo vale solo quando si parla di uomini? Il fatto che lei abbia partorito non significa proprio nulla. Non c’entra nulla con il destino del bambino. Qualunque sia il buco da dove è uscito lui amerà i genitori che lo cresceranno, perché non esiste il richiamo della giungla tra esseri senzienti che possono permettersi una migliore scelta.

Se una madre è violenta allora quella donna non può fare da genitore ad un bambino. Semplice e chiaro. E non ci sono licenze d’uso particolari perché alle donne si concede assoluzione alla nascita, in special modo a quelle che santificano se stesse vestendo anche in galera l’abito della madonna. Un bambino dato ad una che sta in carcere, per crescere guardando solo sbarre, invece che a godersi il sole e a crescere sereno. Per me non c’è alcun dubbio. L’atto di crudeltà è quello di lasciare che il bambino sia strumentalizzato dai media o da non so chi per raccontare la bontà intrinseca della madre anche se è una donna violenta. Salvatelo. E ai media direi di smetterla di parlare di lui. Non ha proprio bisogno di diventare un caso nazionale ancora prima di aver capito in che razza di mondo sta.

Benvenuto al mondo, piccolo, e auguri nella speranza che chiunque ti adotterà sarà una brava, o due brave persone.

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Comments

  1. Hai perfettamente espresso il mio pensiero. Ci sto diventando matta su questa cosa. Le persone che difendono il diritto di questa donna di crescere suo figlio saranno le stesse contrarie all’adozione da parte di coppie omosessuali perché “non sono omofobico ma un bambino deve avere un padre e una madre sennò cresce con i problemi”? È mai possibile che il benpensantismo si spinga al punto da difendere la famiglia naturale fottendosene della sorte di questa creatura appena venuta al mondo? Pazza, ci sto diventando pazza.

    • No, molti sono gli stessi che sono favorevoli all’adozione di coppie omosessuali, perché devono stare dalla parte dei “buoni” senza ragionare.
      Questa storia sta facendo emergere i loro pregiudizi non solo sull’adozione a coppie omo, ma sull’adozione in generale, con la tiritera “E’ sangue del suo sangue”.

  2. Perchè scontando la pena potrebbe cambiare totalmente, visto anche che è diventata madre. Aspettare a chiudere a tutti e due una vita da madre e figlio mi sembra una cattiveria abnorme
    Guardate Mambro e Fioravanti, sposatisi e concepito in carcer, pluriomicidi con 96 morti a testa sulla coscienza; la figlia ha abbreviato la carcerazione e ora ‘pare’ che tutto vada bene tra loro. Una deliziosa famigliola con la strage di Bologna sulla coscienza. Ma loro erano di destra, e allora ci vuole sempre un occhio di riguardo, Vero?

    • ma gli acidificatori ti risulta siano di sinistra? non ho deciso io per la strage di bologna.

    • Giorgio Gaber, salvaci tu…

    • assistentesociale says:

      Non conoscendo la vicenda nei dettagli preferisco non addentrarmi, ma ci tengo a chiarire un particolare: il punto che viene valutato non è (solo) “genitori in carcere” o “genitori delinquenti”, né il numero di morti che hanno sulla coscienza.
      Togliere un figlio non ha scopo punitivo verso i genitori, ma protettivo verso il figlio.

  3. Evvivadio sia detta la verità, meglio senza madre che una madre con un simile bagaglio

  4. Un attimo. Non ti seguo. Né, lo ammetto, ho seguito in questi giorni la santificazione di questa donna in quanto madre. E neppure ricordo benissimo il caso che riguarda questa coppia (ma non ho difficoltà a credere si tratti di qualcosa di orribile poiché di acidificazione si tratta)

    Eppure sento che non è per questo che il tuo articolo mi lascia un po’ confusa. C’è qualcosa che non torna. Avevo tutto il tempo di lettura una domanda in testa: “qui è ironica o no? Polemica o no?” Perché scusa, certo che è sbagliata e schifosa la deificazione della donna in quanto donna o in quanto madre, ma perché all’opposto sarebbe giusta la demonizzazione di questa coppia? Per di più su un blog in cui ripeti spesso e giustamente (per lo meno per me) che non consegneresti un ex violento, attraverso la denuncia, a un sistema che non sa educare, ne tantomeno rieducare, ne tanto meno attraverso lo strumento del carcere…..

    Davvero forse c’è un elemento che mi sfugge. Però per me il cortocircuito è grande e vorrei discuterne… Un uomo violento con la ex sicuramente può essere un buon padre? E una donna violenta con la ex del fidanzato può essere una buona madre? Io non ho delle risposte, ma mi sembra che prima d’ora il blog non avesse mai deciso che la risposta fosse un categorico “NO, togliamo loro quest* figl*!”

    • [Il “sicuramente” della penultima domanda è un errore…]

    • sul carcere la penso allo stesso modo. e sul fatto che i figli non dovrebbero essere tenuti lontani dai genitori solo perché c’è un’accusa (non una condanna) che pende da qualche parte sulle loro teste pure. qui c’è una condanna, una confessione, provata, un fatto certo e che la donna sia in carcere o no io trovo giusto che un bambino non sia affidato alle sue “cure”. trovo l’invasività dello stato in fatto di genitorialità un errore e trovo sbagliato che siano le istituzioni a decidere della tua sorte, come sempre, ma a prescindere dal fatto che sia stato un pm o meno, se tu avessi letto quel che hanno scritto in questi giorni su questo fatto, sarebbe evidente che c’è una forzatura non da poco. nessuna demonizzazione. ma leggi quel che scrivono di lei e poi dimmi se le lasceresti un bambino.

      • grazie per la risposta. L’elemento che mi sfuggiva era per esempio “la condanna”. Qualunque cosa noi pensiamo sul carcere è in questo sistema che ora viviamo, e ci sta che tu mi dica “non tolgo un* bambin@ a qualcuno per via di un’accusa, ma se c’è una condanna…”

        I miei dubbi restano invece, a livello “utopico” (((quindi società senza carcere, che ovviamente è comunque anche solo impensabile se la si scinde da un’educazione vera sentimentale, sessuale (parlando di sessismo) e in generale antiautoritaria, del rispetto, libertaria…))), gli stessi di Fred.

        Resta valida anche la risposta che gli hai dato, cioè il chiedersi “cosa è meglio per il bambino?”

        Continuo a rifletterci, grazie per gli spunti!

  5. Devi esserti persa il, fondamentale, passaggio in cui si esprime pietà per un neonato, innocente (!) a cui, appena nato, è stato negato il diritto al primo abbraccio materno e il diritto alla prima poppata. Diritto del neonato, ok?! Dove ti eri persa??
    Checché poi la madre si sia macchiata di un reato orribile, il tuo orrendo “acidificatrice”, veramente non si può leggere. A ‘sto punto i mafiosi che sciolgono i bambini nell’acido come li chiami?!

    • negare il primo abbraccio al bambino? la prima poppata? il primo abbraccio può darglielo una persona qualunque. che tenga a lui e in quanto alla poppata dalla sua tetta si fa senza. i mafiosi che sciolgono qualcuno nell’acido hanno l’ergastolo e non mi risulta che possano vedersi affidati i bambini né subito dopo la nascita né dopo. o ti è sfuggito questo dato?

      • perché i mafiosi né partoriscono né allattano .. io non sono manco molto a favore di differenze di genere .. ma ci sono cose dove uguali non siamo .. uomini e donne intendo ..
        non è per fare un favore alla madre che glielo avrei lasciato i primi giorni ,anzi per lei in vista di adozione, come avviene nel mamma segreta, è meglio perdere ogni contatto fin da subito

        ma cmq prima di togliere un genitore vorrei essere sicura non sia in grado di farlo sul serio ..

    • Ma perché, una che butta acido in faccia allagebte come vuoi chiamarla?
      Il corpo di quella persona resterà sfigurato per sempre, perché allora lei dovrebbe avere il diritto di tornare a essere felice un giorno.
      Forse la sua vittima non lo sarà mai piú, ma qui sembra che nessuno ci pensi!!

    • Quello succede per molto meno, per dire, succede a donne con la solo “colpa” di aver messo il proprio corpo sotto contratto come madri surrogate per uomini ricchi, come Elton John e Bosè, detto da uno non certo contrario ad altre forme di adozione gay e con una lunga serie di commenti antiomofobia e eteronormatività al mio attivo :).
      Pur non sottoscrivendo buona parte delle rivendicazioni dei padri separati, in alcuni casi tardivi, questo discorso sembra spesso evitato, e per molto meno, quando è un padre a venire allontanato senza colpe. Anche se prendo tali testimonianze cum granu salis.

  6. Ragionando così non c’è il rischio di cadere nella punizione preventiva e perenne? L’acidificatrice potrà mai rientrare in contatto con persone disarmate? “Immaginate se le girano le ovaie perché” qualcuno le sta antipatico. La questione è: lei è in grado di crescere un figlio? Mi posso fidare della capacità di giudizio del pm che alla domanda ha risposo “no”, però il sillogismo criminale = incapace di crescere un figlio mi mette i brividi.

    • non si tratta di punizione preventiva ma di una soluzione buona per un bambino. un figlio che altrimenti dovrebbe crescere per i primi tre anni con lei in carcere e dopo con chi? i suoi genitori? mah.

    • Diciamo che dipende dal tipo di criminale.
      Sicuramente però una persona deviata e psicologicamente disturbata non può crescere un figlio!!
      Che insegnamenti potrebbe mai trasmettergli?

    • assistentesociale says:

      Caro Fred,
      ti posso rassicurare sul fatto che il sillogismo di cui parli non viene di norma applicato. In teoria si possono commettere reati e mantenere la potestà sui figli. Il punto è: quel reato, con le sue modalità, che cosa ci dice della persona? E in particolare, che cosa ci dice di come la persona vede suo figlio? Ti rimando al commento che ho scritto sotto per ulteriori spiegazioni.

    • Premesso che trovo molte rivendicazioni neomaschili tra il risibile ed il reazionario, ma è un discorso che vale anche per i padri?

  7. L’unica ingiustizia mi pare il fatto che la coppia adottante non sia stata individuata prima della nascita, in modo che il neonato potesse immediatamente essere accolto dalle braccia dei genitori che lo cresceranno. Comunque, mia sorella non ha potuto abbracciare subito e allattare sua figlia perché erano entrambi in condizioni gravi, una in rianimazione e l’altra in incubatrice. La bambina, che ora ha otto anni, sta crescendo benissimo, probabilmente perché mia sorella e mio cognato non sono due pazzi acidificatori.

  8. Meglio una cattiva madre che nessuna madre (o madre non-biologica)? Credo proprio di no; ma penso che il furore del popolo pensi più che altro ai nonni…

  9. assistentesociale says:

    Vorrei provare a dare una risposta un po’ tecnica.

    1) togliere il figlio alla madre non è affatto una “punizione”, come dice Fred. Per legge l’interesse del minore è sempre prioritario su altri interessi. Perciò quello che il tribunale dei minori è *tenuto* a valutare non è “quanto la madre meriti di essere punita” (questo riguarda il tribunale penale e non viene minimamente preso in considerazione ai fini dell’adottabilità), ma se l’interesse superiore del bambino è garantito.
    2) Quindi si valutano le capacità genitoriali in base agli indizi disponibili. Uno degli elementi più importanti di norma considerati è la capacità della madre di mettere *al primo posto* le esigenze del bambino. Per farti capire, quando è evidente che la madre ha anteposto i suoi interessi a quelli del bambino e così facendo lo ha messo in grave rischio, il bambino le viene tolto. Un caso estremo è la madre che si droga mentre è in gravidanza: in tale caso lo stato di adottabilità è praticamente automatico.
    3) Se ho ben capito, questa signora era in gravidanza quando ha commesso il reato. Da ciò ne discende che lei ha consapevolmente commesso il reato (che la espone ad un ovvio rischio di carcerazione) pur sapendo che, in tal modo, avrebbe esposto suo figlio al rischio di nascere in carcere / non vivere con la madre. E’ un caso forse non estremo come quello della tossicodipendente, ma il meccanismo è simile.

    • Cose sacrosante, anche se è un meccanismo che qui ha finito per prestarsi al moralismo e peggio ancora, al classismo, vedi figli portati via a genitori in difficoltà economiche.
      Fortunatamente molti assistenti sono invece più proni all’aiutare le famiglie in difficoltà.

  10. Per quanto la cosa possa essere corretta mi chiedo perchè a questa qui gli hanno tolto il figlio ma non alla Franzoni che il figlio c’è l’ha ancora nonostante lei al contrario di questa qui ha ucciso suo figlio

  11. “…Qualunque sia il buco da dove è uscito..” questa frase non mi piace proprio….
    Per il resto non mi sento di dare un parere.

    ciao
    .marta

  12. il fatto sia adottabile e presumo sia la soluzione migliore non implica sia strappato dal seno materno (dal seno, dal corpo) di sua madre nei primissimi giorni
    dal punto di vista della madre è meglio le sia tolto subito ogni contatto dato che rende difficile l’attaccamento, ma dal punto di vista del neonato è uno strappo inutile .. davvero inutile .. almeno il primo mese poteva benissimo starsene tra le braccia di questa donna, se era tale la sua volontà ..

    • Della madre al giudice tutelare gliene deve importare poco: l’unico interesse che conta è quello del minore. E se il problema è che la madre è inadatta, allora bisogna allontanarlo subito da lei.

  13. L’ha ribloggato su Lost in Communicatione ha commentato:
    Meglio il silenzio

  14. Personalmente sono felice che il figlio almeno in questa fase potrà crescere sereno e lontano dal carcere; un domani, finita la pena, se vorrà potrà chiedere di tornare con la madre naturale, una volta raggiunta la maggiore età.
    La madre ha commesso un reato? paghi le conseguenze del suo gesto, anche quelle che si ripercuotono sulla sua sfera privata.

    Non ho visto la stessa tenerezza per altre “povere madri criminali” nei giudizi, non vedo perché la Levato debba avere privilegi negate ad altre madri incarcerate.

    Fa piacere vedere che anche tu ritieni prioritaria la salute e la felicità del bambino ai “diritti” della “povera” madre.

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