Child 44 – Stalinisti immorali e l’omertà sugli assassini

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Child 44 è un film tratto dal romanzo Bambino 44 di Tom Rob Smith. E’ anche una memo storica che inserisce in periodo antecedente la vicenda del killer di Rostov. Leo Demidov è un’orfano ucraino scappato dall’orfanotrofio in cui venivano mollati i figli degli ucraini costretti alla fame e alla morte dalla Russia. Diventa membro della polizia segreta dell’Mgb (ministero per la sicurezza dello Stato) e Sposa Raisa, una insegnante elementare. L’Mgb si muove come la Gestapo, infiltra persone tra la gente comune per sapere cosa leggono e se parlano male del regime stalinista, accusa la gente sulla base di delazioni, ha il terrore che i traditori si trovino ovunque. Così tiene sotto scacco una popolazione povera, con poche risorse, mantenendo in vita i Gulag, i campi di concentramento russi, e manda Leo, assieme alla moglie, in una località sperduta ai piedi dei monti Urali lungo una linea ferroviaria che passando per Rostov diventa teatro di uccisioni di bambini torturati, sventrati, da un folle del qual l’Mgb negava l’esistenza.

In paradiso non possono esserci assassini, così dicevano i vertici del Mgb, e chi osava contraddirli era dichiarato sospetto perché metteva in dubbio la pulizia morale della quale la Russia pensava di avere il monopolio. Gli omicidi sono una degenerazione che deriva dal capitalismo. Perciò la Russia non poteva esserne impregnato, contaminato. Per mettere a tacere le voci circa i delitti di bambini, trovati nudi e con i corpi straziati, archiviati tutti sotto la voce “incidenti”, l’Mgb intimidisce, toglie i gradi a chiunque osi dire il contrario e indica colpevoli tra persone innocenti. Ad esempio, per un caso che coinvolgeva un bambino nei pressi di Mosca, l’Mgb indica quale colpevole un omosessuale che scopre per caso il cadavere mentre era lì ad amoreggiare con un altro uomo. L’Mgb lo ricatta fino a fargli dire i nomi degli omosessuali conosciuti per aver salva la vita. Muoiono tutti, incluso il delatore che si suicida. Perché Stalin oltre ad essere sessuofobo e misogino era anche parecchio omofobo. L’omosessualità, in Russia, ieri come più o meno anche oggi, era vietata per legge.

Leo insiste però nella ricerca della verità, assieme alla moglie, cacciata via dal posto di lavoro e il diretto superiore di Leo, nel paesino in cui era stato confinato, anche lui punito per questa intenzione di smentire il regime sul fatto che in Paradiso gli omicidi esistevano eccome. La suspance tiene fino alla fine, con una trama che incrocia storia e narrazione, testimonianze e romanzo, con personaggi magnifici, tra i quali non mancano crudeli membri dell’Mgb che obbligano la gente a raccontare il falso per non mettere in cattiva luce il regime e che, per modi e pratiche, sono perfettamente paragonabili ai nazisti. Scoperto l’assassino dichiareranno che era frutto della cattiva influenza dell’occidente, di sicuro.

Il film non è stato proiettato nelle sale russe, anzi, ne è stata vietata la diffusione perché si ritiene sia un prodotto dell’occidente volto a screditare la Russia. Per mio conto, chi teme di mostrare un film alla gente ha molto da nascondere e di cui vergognarsi. Ci siamo sempre impegnati a fare venire fuori le verità storiche del nazismo e del fascismo, e nel frattempo notavamo come “compagni” che si ispirano, ancora oggi, allo Stalinismo, evitano di parlare dei mali di quella dittatura. Bene fecero i comunisti che presero le distanze da quell’orrore intorno al quale ancora c’è chi costruisce teorie malsane.

Le dittature fanno schifo tutte e non ce n’è una che possa dirsi migliore dell’altra. Non esiste una dittatura buona e una cattiva. Non era buon il nazismo, non era buono lo stalinismo, non era buono neppure il maccartismo e non sono buoni tutti i regimi fondati sul sospetto e la paura della libera opinione di ciascuno. Si chiamano totalitarismi e in tutti i casi sarebbe meglio guardare a fondo senza temere di mettere in discussione la propria ideologia. C’è ancora qualcuno che vuole dare torto a chi parla male del comunismo russo che fu?

Comments

  1. Sono d’accordo con te; alla fine Leo Dimidov viene riabilitato, e con la moglie, che non l’ha mai lasciato – nonostante alcuni momenti di “crisi coniugale”, lei gli resta vicino – riescono ad adottare le due figlie i cui genitori erano stati uccisi da funzionario del MGB così…zelante da diventare un sanguinario assassino.
    Quindi un finale positivo, in cui trionfa il Bene sul Male; una bella cazzata hanno fatto i funzionari della Censura russa, a non permetterne la visione nella Russia di Putin, perché la riabilitazione di Demidov alla fine sembra una riabilitazione del sistema sovietico.

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