24 anni, vergine, perché il corpo è mio e lo gestisco io!

autodeterminazioneLei scrive:

“Cara Eretica, finalmente mi sono decisa a scriverti, ispirata dai due articoli delle ragazze “ancora” vergini a 25 e 22 anni, visto che anch’io, che ne ho 24, sono nella loro stessa situazione.

Iniziamo proprio da questo “ancora”, che ha tutta l’aria di voler dire “cosa aspetti? Datti una mossa, sei in ritardo”, come se ci fosse un’età-limite, oltre la quale, se non hai ancora avuto rapporti, sei automaticamente sfigata. Ancora impressa nella mia mente è la frase pronunciata da uno mio compagno di classe durante il primo anno di liceo: “voglio sperare che, arrivati al quinto anno, tutti in questa classe abbiano scopato almeno una volta, perché altrimenti…”. Da quel momento, sebbene non avessi alcuna fretta o timore di “rimanere indietro”, capii l’importanza che certe persone attribuiscono alle esperienze sessuali degli altri, come se il numero dei rapporti avuti descrivesse il tuo modo di essere. Se ne hai avuti zero, sei una sfigata. Se ne hai avuti più di un certo numero sei una troia.

Mi sono resa conto che purtroppo l’abitudine di giudicare gli altri, non solo in base alle loro abitudini sessuali, ma in base alle loro abitudini tout court, è una tendenza comune a molti.

Sono sempre stata una ragazza timida, riservata e introversa, che è in grado di instaurare i rapporti più profondi con le poche persone che ama e nello stesso tempo provare indifferenza per il resto del mondo. Questo mio modo di essere si riflette anche nella mia sfera sentimentale: sogno da quando ero appena adolescente l’amore, vero e profondo, e rifiuto l’idea di qualunque altra cosa che ne sia solo un simulacro. Voglio un ragazzo che mi ami, che sia disposto a buttarsi da un grattacielo per me, come io farei per lui, perché mi innamoro difficilmente, ma quando succede perdo la testa. Non riesco a concepire il sesso occasionale, con persone che non conosco, o che conosco solo superficialmente, o che conosco anche bene ma di cui non sono innamorata.

Ovviamente capisco che ad altr* possa piacere e rispetto i loro gusti, ma non fa per me, perché, per come sono fatta, non riuscirei nemmeno a prendere un caffè al bar con una persona che non mi fa battere il cuore.
Sono stata innamorata, ma non ricambiata, e ho sofferto per amore. Da un anno all’altro ho visto le amiche e le conoscenti, intorno a me, fidanzarsi, sfidanzarsi, rifidanzarsi più volte. E io sempre sola. Spesso mi sono ritrovata circondata da coppie, che mi facevano sentire un po’ come Bridget Jones alle cene dei felicemente-sposati. I parenti e gli amici di famiglia mi chiedono sempre perché non ho un fidanzato.

Ho 24 anni, sto per laurearmi con ottimi voti e in tempo, ho sempre messo al primo posto lo studio, i miei sogni, la mia carriera e i miei interessi, che sono molti. Non amo molto la vita mondana; sì, esco, ma mi piace anche starmene a leggere sul letto in pigiama; odio la discoteca, sono astemia, non ho mai fumato niente in vita mia, non ho quasi mai frequentato ragazzi. Ciò basta per far pensare (ma a volte anche dire) alla gente “questa secchiona non esce mai, non beve, non fuma, non scopa… Ma che vita fa?!”. D’altra parte però sono una ragazza carina, mi piace curare il mio aspetto, adoro i trucchi e i vestiti, e ballo la danza del ventre. Ciò basta per far pensare alla gente “questa è bipolare: da una parte fa la vita da monaca di clausura, dall’altra sculetta davanti a tutti mezza nuda”.

L’eterno ritorno di quella perversa mania di dover per forza catalogare una donna, di appiccicarle un’etichetta, troia o sfigata, perché altre definizioni non esistono. O meglio, esistono, ma per le menti chiuse sono troppo difficili da afferrare le complesse sfumature che caratterizzano ogni singolo individuo. Molto più facile ridurre l’intero genere femminile alle due suddette categorie, ed ecco che se c’è una ragazza che ha caratteristiche (secondo loro) riconducibili sia all’una sia all’altra categoria, vanno in tilt: come può una ragazza essere vergine e nello stesso tempo ballare la danza del ventre? Deve essere sicuramente svitata!

Purtroppo i giudizi degli altri mi hanno sempre ferita, anche se non influenzata. Ho sempre continuato a fare ciò che mi piace fare e a non fare ciò che non voglio fare: sono capace di stare in mezzo persone che bevono alcolici senza bere, nonostante tutti mi guardino come se fossi un’extraterrestre solo perché sono astemia; sono capace di stare in mezzo a persone che fumano canne senza partecipare, nonostante la loro insistenza e il mio imbarazzo; sono capacissima di declinare, senza troppe smancerie, le avances di ragazzi, anche carini ma che non mi interessano, nonostante gli altri mi considerino acida e si chiedano come io possa addirittura permettermi di rifiutare ragazzi pur non avendone mai avuto uno. In generale mi considero forte e con personalità, non permetto che i giudizi degli altri cambino il mio stile di vita. Però soffro. Continuo a fare ciò che mi piace, con la consapevolezza che però c’è sempre qualcuno che pensa che io sia strana.

Tra tutti gli aspetti del mio modo di essere, senza dubbio la verginità è quello che, in quanto oggetto di giudizio, mi fa più soffrire. Non che io vada a dire in giro che sono vergine, ma sento comunque pesare su di me l’eventuale giudizio che gli altri darebbero se lo sapessero. Sia chiaro, per me non sarebbe un problema, né una colpa o un motivo di vergogna. Non è colpa mia se non ho mai trovato quello giusto. Non è colpa mia se mi innamoro difficilmente e, quando capita, non sono ricambiata. Non è colpa mia se preferisco pensare a studiare e a realizzarmi. Diventa però un problema nel momento in cui mi rendo conto che gli altri ne fanno un problema. E poi, anche se non lo sanno, è come se lo sapessero. Perché quando non hai mai uno straccio di ragazzo e da un anno all’altro, da quando sei nata, tutti ti vedono sempre single, lo sanno che non scopi.

Quello che non sopporto è il controllo della società sulla sfera sessuale della persona, che non è più intima e individuale, ma è come se fosse divenuta un bene pubblico nella disponibilità di chicchessia, su cui tutti hanno il diritto di stare a polemizzare. Parlo di controllo perché effettivamente di questo si tratta: io mi sento violata nella mia privacy nel momento in cui le persone cercano di dedurre i miei presunti disagi mentali dalla quantità di ragazzi che (non) ho avuto. Sicuramente mi considerano strana, frustrata, frigida, o lesbica, o asessuata. Noto che mi compatiscono, pensano che io sia infelice senza un ragazzo e che sia una fredda arrivista, che pensa solo alla carriera.
Come se non bastasse, a scoraggiarmi ulteriormente vi sono due questioni, che riguardano rispettivamente l’atteggiamento femminile e maschile di fronte alla “verginità in età adulta”.

Innanzitutto ho avuto modo di constatare che perfino coloro che si dicono femministe e che tra l’altro seguono questa pagina, dimostrano di non aver capito nulla del femminismo “all’ Eretica”, che io intendo come rivendicazione della libertà di vivere la propria sessualità come a ciascuno piace, senza pregiudizi o stereotipi. Queste “femministe” che criticano tanto le logiche paternalistiche si sentono in dovere di tutelarti da te stessa e di spiegarti quanto e come è giusto fare sesso. Concepiscono l’emancipazione della donna esclusivamente in chiave sessuale. Sei veramente libera e femminista se scopi tanto, altrimenti sei schiava della cultura maschilista.

Non puoi desiderare il sesso romantico, legato all’amore, perché il sesso è solo piacere fisico e nulla di più; non puoi disdegnare il sesso occasionale e affermare di voler conoscere bene una persona prima di andarci a letto; non puoi dire che preferisci aspettare il momento adatto, per studiare il tuo partner e capire se realmente merita, se ti frequenta perché è innamorato o se è interessato solo al sesso; ti dicono che ragioni male, che uno dovrebbe far l’amore subito senza aspettare, perché se hai bisogno di aspettare per conoscere una persona vuol dire che allora sei una di quelle che commettono il grave reato di vedere il sesso come una manifestazione dell’amore, mentre dovresti capire (e per fortuna ci pensano loro a spiegarmelo) che per provare piacere basta il contatto fisico tra corpi. Insomma, secondo loro se sei ancora vergine a 24 anni non puoi essere normale, hai sicuramente qualche problema con la tua sessualità, o sei sicuramente molto bigotta.

La cosa più grave, ripeto, è che poi magari mettono pure mi piace ai post di Eretica. Ma in realtà non hanno idea di cosa voglia dire rispettare l’autodeterminazione altrui. Concepiscono il rispetto delle scelte sessuali altrui soltanto nella misura in cui tali scelte corrispondano alle loro. Penso che questa sia una delle innumerevoli e devastanti conseguenze del lungo predominio delle logiche sessiste: la sessualità della donna è stata così a lungo demonizzata che ora sembra quasi che per riscattarci dobbiamo darla per forza al mondo intero, ché se non lo facciamo siamo vittime dei condizionamenti della cultura maschilista.

Penso che la strada verso il rispetto dell’altro sia ancora molto lunga, fintantoché le persone continueranno a giudicare gli altri misurandosi su se stesse. Penso che le cose cambieranno realmente quando tutti saremo in grado di parlare di gusti sessuali nello stesso modo in cui parliamo di gusti di gelato. Io ad esempio amo il gusto yogurt. Ho conosciuto persone che adorano il gusto puffo. Non sono mai riuscita a capacitarmi di come si possa avere il coraggio di mangiare una simile schifezza. Eppure non mi verrebbe mai in mente di insultare chi lo mangia, di mancargli di rispetto, di dedurre il suo modo d’essere dai suoi gusti di gelato preferiti. E a nessun amante del gusto puffo verrebbe in mente di criticarmi perché mangio il noioso e banale gusto yogurt. Ecco allora che, se è facile rispettare gli altri quando hanno gusti gastronomici diversi dai nostri, non capisco per quale motivo a molte persone possa venire in mente di insultare, definire “pervertita”, “schifosa”, “troia” una donna che pratica, ad esempio, il sesso anale o BDSM solo perché non corrisponde al “sesso tradizionale”, o di definire “sfigata”, “puritana”, “bigotta” una donna vergine.

Ho poi un’ulteriore preoccupazione. Pur consapevole di sbagliare, non posso fare a meno di preoccuparmi per l’eventuale reazione del ragazzo con cui un giorno dovessi trovarmi a fare l’amore, una volta saputo che sono vergine. A volte ci penso e subito mi domando: cosa gli dirò? Che cosa penserà? Penserà che nessuno mi ha mai voluta e che ci dovrà pur essere un motivo? Si scoccerà ad avere a che fare con una inesperta e impacciata, invece che con una disinvolta che soddisfi nell’immediato le sue voglie? Dovrò dargli spiegazioni?
Inutile rassicurarmi dicendomi che tanto gli uomini apprezzano di più le ragazze vergini, perché non è un merito essere vergini (né un demerito). Non voglio un uomo che mi consideri migliore solo perché non ho mai fatto sesso, perché significa che mi considererebbe peggiore se lo avessi fatto. Non voglio un maschilista-bigotto, ma qualcuno che mi apprezzi per come sono, indipendentemente dalle mie pregresse esperienze o non esperienze sessuali. Le abitudini sessuali non sono un valido parametro con cui giudicare le persone. Il mio passato non ti deve interessare. Non ti deve interessare quanti ragazzi ho avuto o non avuto prima di te. Il fatto che io ne abbia avuti 0 o 100 cambia forse la mia intelligenza, il mio carattere, il mio aspetto fisico?

Concludo mettendovi in guardia da una pericolosa tendenza che sto riscontrando in certe “femministe”: è sacrosanto contrastare lo slut-shaming, ma attenzione a non farlo diventare virgin-shaming. La libertà sessuale non è solo libertà positiva (intesa come libertà di fare sesso con chi vuoi), ma anche negativa (libertà di non fare sesso). Per combattere lo slut-shaming non è necessario ridicolizzare chi è vergine. Lo shaming è sempre odioso, indipendentemente da ciò che ne è bersaglio.”

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Comments

  1. Sai, anche io avevo scritto la mia storia a Eretica riguardo questo argomento. Aspettavo a mandarla perché volevo rileggerla e ancora non ne ho avuto il tempo…poi ho letto la tua e mi sono resa conto che mandare la mia é completamente inutile.
    Hai gia detto tutto tu!!!
    Tu sei me!!! Impossibile, ma sei davvero identica a me!!
    Uniche differenze? Io ho 25 anni. Bevo, anche se non mi sono mai ubricata. Non pratico danza del ventre, anche se mi piacerebbe molto fare uno sport, ma non ne ho il tempo. Sono indietro con l’università perché nel frattempo lavoro.
    Per il resto boh…penso di non aver mai letto in vita mia una testimonianza altrui che mi rispecchiasse così tanto in tutto.
    Anche per quanto riguarda le tue riflessioni e preoccupazioni, sono d’accordo con te.
    Io cerco di non giudicare mai gli altri, a meno che non danneggino consapevolmente altre persone, e non ho problemi con le persone che fanno sesso solo per divertimento.
    Perciò mi chiedo, perché gli altri hanno problemi con me?
    Perché, se il loro comportamento non mi piace e non lo condivido devo comunque comportarmi come loro per forza, altrimenti sono bigotta o non sono davvero libera?
    Perché devo rendermi infelice solo per assomigliare a persone a cui non mi interessa assomigliare?
    Questo é un problema di fronte al quale mi sono spesso trovata anche io!! Perché non posso essere semplicemente libera di essere me stessa? Perché la mia sessualità va giudicata e invece quella delle ragazze che cambiano un uomo a sera non va giudicata?
    Anche io penso che le vere femministe non ragionano così!!
    Io sono sempre stata libera di scegliere tutto nella mia vita. I miei genitori non sono mai stati opprimenti con me, anzi…non ho nemmeno mai avuto un coprifuoco!!
    Scegliere di essere vergine per me é stata davvero una scelta presa consapevolmente e riconfermata ogni giorno. Persino adesso, se proprio volessi togliermi lo sfizio, troverei un mucchio di uomini che verrebbero da me di corsa.
    Il fatto é che proprio non mi interessa perdere la verginità così!! Lo troverei squallido e so, conoscendomi bene come mi conosco, che non sarebbe la scelta giusta per me!!
    Sarebbe una violenza che farei a me stessa, e non vedo perché dovrei violentarmi solo per rendere felici gli altri o per essere accettata da persone che (visto che hanno bisogno che io sia uguale a loro per accertarmi) non stimo!!
    Per quanto riguarda l’altro problema, io invece non me lo sono mai posta.
    Quando troverò la persona giusta, non si porrà problemi riguardo la mia verginità, altrimenti non sarà la persona giusta!!
    Tra l’altro, io sono Demisessuale.
    Non avrei mai potuto comportarmi diveramente nemmeno se avessi voluto!!
    Provare attrazione per qualcuno escludendo sentimenti e affinità empatica va contro la mia sessualità.
    Chiedermi di fare sesso con un bellissimo uomo che però mentalmente e sentimentalmente non mi attira é la stessa cosa che chiedere ad un gay di andare con una donna.
    Non potrei mai biasimarmi per questo, né accettare di non essere accettata!!
    Personalmente mi piaccio e mi rispetto molto, anche per quanto riguarda la mia sessualità. Se una persona non comprendesse e rispettasse questo lato di me non solo non potrebbe essere il mio partner ma non potrebbe essere nemmeno un mio amico.
    Io sono fatta così e mi adoro!! Alle mie amiche piaccio così come sono e sono certa che, quando incontrerò la persona giusta, anche a lui piacerò cosi come sono!! Con le mie idee e la mia sessualità!!

    • Posso chiedere cosa significa demisessuale? Scusami l’ignoranza, ma non lo avevo mai sentito prima. : )

      • Tranquilla, te lo spiego volentieri!!
        Purtroppo anche io l’ho scoperto da “poco”…e dico poco perché anche se lo so da parecchio ho comunque passato troppo tempo sentendomi fondamentalmente malata a causa della mia differenza dalle altre persone.
        La persona Demisessuale é una persona che non riesce a provare attrazione sessuale nei confronti di qualcun altro a meno che non ci sia anche un legame emotivo.
        In pratica se, a me che sono etero, mi passasse davanti un ragazzo oggettivamente bellissimo e sexy, io potrei rendermi conto della sua obiettiva bellezza e potrei trovarlo esteticamente attraente anche a livello soggettivo, ma non lo troverei comunque sessualmente attraente. Per trovarlo sessualmente attraente dovrei necessariamente conoscerlo prima e sentirmi emotivamente vicina a questa persona!
        Questo non significa che il fisico non conti nulla per noi e nemmeno che proviamo attrazione sessuale solo quando siamo innamorati.
        L’amore in realtà resta comunque non necessario come per chiunque altro.
        A me, per esempio, é capitato di essere stata attrattata sessualmente da più persone nella mia vita, anche se, in assenza di vero sentimento (che ho provato solo per una persona), questa attrazione effettivamente é durata solo per brevissimo tempo, a volte solo pochi istanti.
        Il punto é che non mi é mai capitato con qualcuno solo per il suo aspetto esteriore o per la sua sensualità, anzi, spesso mi é capitato con persone dalle quali non ero minimamente attratta in principio, ma dalle quali sono rimasta colpita a seguito di una particolare conversazione o di una particolare esperienza vissuta insieme.
        In pratica l’attrazione sessuale scatta solo se c’è una forte empatia nei confronti di quella persona e un forte attaccamento emotivo. Non significa che scatti sempre in questo caso, ma sicuramente l’attaccamento e la vicinanza emotive sono imprescindibili.
        Ecco perché mi sono spesso sentita diversa da tante mie amiche…a volte quasi malata: perché se loro vedevano un bel ragazzo per strada ne erano sessualmente attratte, mentre per me se fosse stata una donna sarebbe stata la stessa cosa. Bella sì, ma solo bella. La sola idea di farci qualcosa mi risultava assurda!!!
        Purtroppo in pochi sanno cosa significhi Demisessuale…e secondo me invece sono tante le persone che si sono sentite diverse dagli altri per tanti anni senza mai capire perché.
        Tanti dicono che tra essere Demisessuali o decidere di fare sesso solo con le persone a cui siamo legati non c’è alcuna differenza e che l’etichetta “Demisessuale” é inutile. In realtà non é affatto così!!
        La differenza é che io non potrei mai e poi mai sentirmi sessualmente attratta da un entraneo. Sono proprio impossibilitata a percepirlo in tal modo.
        Un drink ad un bar, due parole per stuzzicare l’interesse e l’incontro sessuale automatico nel momento in cui ci si rende conto che l’interesse é reciproco, per un Demisessuale é del tutto contro natura, tanto quanto per un gay é contro natura andare con una donna!!
        Non é una scelta. Scegliere significa che potremmo anche fare diversamente.
        Tecnicamente potremmo anche farlo, esattamente come un gay, costringendosi, sarebbe in grado di andare con una donna…solo che sarebbe una violenza, una forzatura…e dopo aver provato per anni a essere come gli altri ho scoperto che posso essere felice solo essendo me stessa!!!

        Scusami se mi sono dilungata, ma in realtà a me in precedenza a “salvarmi” fu proprio un commento di questo genere.
        Da che mi ero sentita storta e malata per tanti anni, mi sono improvvisamente sentita capita, accettata e facente parte di un gruppo di persone come me. Non ero storta, non ero sola. Ero solo diversa. E nella mia diversità ero perfettamente sana e normale.
        Ho imparato ad accettarmi e a vedere me stessa e le altre persone sotto una luce diversa.
        Finalmente ho scoperto un’etichetta al cui interno mi sento protetta e al sicuro!!
        Chissà…forse questo commento aiuterà qualcun altro così come in passato uno simile aiutò me!!
        🙂 🙂

    • Grazie, mi sentivo molto vicina alla ragazza del post (ringrazio anche lei) se non per qualche piccolo dettaglio che hai modificato tu.
      Anche io venticinquenne, indietro con l’università e… demisessuale. Ci ho messo un po’ a capire quale fosse il mio “problema” (tra virgolette, perché poi problema non è affatto), perché mi sentivo diversa da tutte le altre ragazze, ma poi ecco la rivelazione: ero diversa. Il punto è capire che la diversità è – paradossalmente – una cosa normale.
      Parlo spesso con amici cari di questo argomento e vedo, lo sento, che non capiscono. Mi sono vicini, mi vogliono bene, si sforzano di capire ma non ci riescono.
      Alla fine però, car*, quello che conta è stare bene con sé stessi! Io sto bene, non mi sento inferiore agli altri per questo motivo, né dovrebbe farlo nessuno! Ognuno è come è: meravigliosamente sé.
      Non voglio aggiungere altro perché mi sembra di ripetere quello che avete già scritto, che condivido in toto.
      Una donna felicemente single e vergine 😉

  2. Michelangelo says:

    Un po’ mi rivedo in te, anche io evito la discoteca e faccio pochissima “vita mondana”, vorrei il vero amore (ma in parte lo temo) e condivido il tuo modo di vedere il femminismo. È difficile non sentirsi giudicati/e ma bisognerebbe ignorare la vocina che ci dice che sembriamo strani, perché alla fine tutti vengono giudicati per qualcosa. Ho amici e amiche che sono capaci di trovare il difetto in chiunque, magari per un po’ d’invidia, ma se non mettono una parola negativa su qualcuno non sono contenti. E allora l’unica cosa sensata è cercare di farsi scivolare tutto addosso (ma ammetto che io ancora non ci sono riuscito del tutto). Riguardo la tua preoccupazione sul futuro ragazzo, essendo la verginità una cosa perfettamente normale probabilmente saprà che non deve nè compatirti nè metterti fretta. E comunque non ti manca niente per far felice un uomo, a letto credo sia più importante essere in una connessione profonda a livello affettivo che il saper fare chissà quali numeri 🙂

  3. Non potrei essere più d’accordo!
    La libertà sessuale deve essere anche “libertà dal sesso”, se così si decide.
    Il punto è gestire il proprio corpo e le proprie relazioni in modo autonomo, rispettandosi e rispettando gli altri.

  4. Non mi trovo nella tua situazione – anche se ho avuto sempre e solo il mio attuale fidanzato e, al momento, sono già dieci anni – , ma sono perfettamente d’accordo con te.

  5. Ero una ragazzina, negli anni in cui “darla per forza al mondo intero”, per dimostrare di essere libere, disinibite e rivoluzionarie, era un quasi-obbligo, o perlomeno la pressione in questo senso era pesante se frequentavi gli ambienti della sinistra. Io purtroppo ne ho sentito il peso (forse perchè ero un pò più scema e insicura e desiderosa di accettazione della ragazza che ha scritto questo post), tutte le mie amiche facevano sesso, io mi sentivo un povera repressa a non averla data a nessuno, e così mi sono sbarazzata del problema facendo sesso troppo presto. Non godendone affatto e sentendomi molto “strana” per questo, non a posto, un pò frigida. Sono sicura che se avessi rispettato i tempi e i modi miei, del mio corpo e dei miei desideri non avrei avuto poi tutti i problemi col sesso che per un pò mi hanno afflitto. Capire che invece dovevo dare importanza a me stessa, che non ci sono “dover essere” in queste cose, è una cosa per cui devo ringraziare l’esperienza nel femminismo di quegli anni. Per cui tutto il rispetto per una capacità di autodeterminazione che io non ho avuta!

  6. Non avevo mai sentito il termine demisessuale. Ma sicuramente lo sono ! Per me l’aspetto fisico rasenta lo zero in quanto a rilevanza nei rapporti interpersonali.

  7. Molto interessante.
    Vorrei solo aggiungere una cosa: per una “te” consapevole e decisa, che non soffre (o così pare) la singletudine, ci sono venti ragazze che sostengono più o meno il tuo stesso punto – magari in modo un po’ meno articolato, magari intriso di qualche catto-repressione – ma, in realtà, hanno solo una gran paura.
    Perché il sesso può fare paura, finché non lo fai.
    E gli esseri umani – soprattutto quelli colti e intelligenti – trovano modi assai complicati e intellettuali per nascondere a se stessi le proprie paure.

    • Può darsi.
      Può darsi anche però che per ogni ragazza che si dice entusiasta di fare o di aver fatto in passato sesso liberamente, ce ne siano 20 che lo dicono ma che in realtà si sentono sporche e a disagio!!
      Nella mia vita mi sono sentita dire troppe volte “dovresti fare così, dovresti fare colì” per non pensare che, se davvero stai bene con te stess*, degli altri te ne freghi!!
      La maggior parte delle persone che dice che é impossibile che il primo amore duri per sempre, sono persone il cui primo amore é finito male e ne sono rimaste schiacciate. É piu facile illudersi che l’amore eterno non esista per nessuno piuttosto che accettare il fatto che esiste, ma che tu (ipotetico) non lo hai trovato e forse non lo troverai mai.
      Stessa cosa per la prima volta. É risaputo che la prima volta non si gode granché e che non é importante…ma chi lo dice? Lo dice chi l’ha fatto la prima volta nel bagno di una discoteca con il pavimento sporco di urina con uno che non si é piu fatto risentire, o chi l’ha fatto la prima volta durante la prima notte di nozze con il fidanzato storico?
      Certo, esistono anche vie di mezzo…ma come esiste chi ha paura del sesso, esiste anche chi ha fatto degli errori nella propria vita e che, per vivere meglio con se stesso, desidera che gli stessi errori li facciano anche tutti gli altri!!
      Mal comune, mezzo gaudio…ma se io posso evitare di fare un errore per me stessa, certo non lo farò comunque solo per far dormire meglio la notte qualcun altro!!!

      • Senza dubbio hai ragione sul fatto che ognuno di noi tende a fare improprie generalizzazioni sulla base della propria esperienza, magari anche per sentirsi meglio, come dici tu. Chi lo sa.
        Certo è che il proprio atteggiamento verso le “prime volte”, o le proprie credenze sull’amore eterno, sono aspetti che ho visto modificarsi spesso nelle persone, nel corso del tempo. Cioè, è una cosa abbastanza naturale, a mio avviso, che le proprie aspettative e i propri desideri si modifichino negli anni. Secondo me quello che conta è restare aperti a questi cambiamenti, e riconoscerli senza rigidità. Ovvero chiedersi ogni tanto: sto ancora bene con “questa” me stessa? O mi sta venendo voglia di cambiare qualcosa? Vorrei provare nuove esperienze?

        Un’ultima cosa riguardo agli “errori”. Un’esperienza, in sé, è un’esperienza e basta, siamo noi che, a posteriori, la classifichiamo come un errore o una scelta azzeccata a seconda delle conseguenze che ha portato. Anche questa è una valutazione che può cambiare nel tempo (es.: il sesso squallido nel bagno della discoteca può farmi sentire carichissima due giorni dopo, salvo poi dopo tre anni pensare che mi ha lasciato traumatizzata; o viceversa potrei lì per lì sentirmi a disagio e sporca, ma a distanza di anni capire che è stata proprio quella l’esperienza chiave a sbloccare il mio rapporto con il sesso).

        Ma soprattutto, non sempre è possibile dare un giudizio netto: potrebbero esserci alcune conseguenze positive, altre negative; molto dipende anche da come rielabori l’evento, più che dall’evento in sé. Forse i discorsi sul “non dare importanza alla prima volta” andrebbero effettivamente ricalibrati in questo senso: non significa

        “darla al primo che capita, che tanto farà schifo”,

        ma “accettare che è impossibile controllare tutte le circostanze per ottenere ‘la prima volta perfetta’, per cui fare sì del proprio meglio per proteggersi da brutte situazioni, ma al contempo ‘perdonarsi’ se qualcosa non va esattamente secondo le più romantiche aspettative”.

        Insomma, prenderla anche con un pochino di leggerezza, come uno dei tanti eventi della vita: comunque vada, non sarà quella mezz’ora di sesso a determinare il tuo futuro. Per la serie: fai pure del tuo meglio affinché sia un buon ricordo, ma tieni a mente che, molto presto, rimarrà appunto soltanto un ricordo.

        • Per la maggior parte sono d’accordo con te.
          É normale e naturale, negli anni e con l’esperienza, cambiare le proprie opinioni e i propri pensieri sulla vita.
          É anche vero che questo peró non sempre é necessario.
          Mi spiego meglio: é vero che una persona che non cambia mai idea su nulla é probabilmente una persona che pensa poco e che si fa poche domande, ma é anche vero che una persona che cambia idea su tutto in realtà risulta volubile e insicura.
          La “giusta” (secondo me) via di mezzo é mezzo porsi delle domande e saper cambiare idea quando é giusto farlo, ma anche restare della propria opinione senza farsi influenzare quando si é davvero convinti delle proprie idee.
          Farsi domande non significa sempre cambiare idea. A volte significa anche convincersi ancora di più di ció che già si pensava.

          Per quanto riguarda il tuo discorso sugli errori lo condivido in pieno e ho poco da aggiungere.
          Per me l’errore (a meno che non coinvolga la sofferenza di altre persone) é sempre soggettivo.
          Se ho fatto un errore nella mia vita é perché io, con la mia intelligenza e i miei valori lo considero tale. Di certo nessuno al mondo ha il diritto di giudicare “errore” qualcosa che ho fatto é che mi ha resa più o meno felice, senza ovviamente pregiudicare la felicità altrui!!
          Ognuno ha il diritto di gestire la propria vita autonomamente.
          Nello specifico, fare sesso con uno sconosciuto nel bagno di una discoteca sarebbe un errore PER ME e solo se fossi IO a farlo.
          Se lo facesse chiunque altra al mondo, non lo considererei un errore…o, al limite, potrei farlo solo se lei per prima lo giudicasse tale, ma sempre e comunque con rispetto e senza inserire il mio personale giudizio, che nello specifico non interesserebbe proprio a nessuno!!

          Per quanto riguarda il discorso sulla leggerezza, credo che ognuno, secondo le proprie naturali inclinazioni, giudichi con leggerezza ció che sente personalmente di giudicare il tal modo.
          Sicuramente una singola brutta esperienza non influirà sul vero valore di una persona…ma é anche vero che ognuno di noi ha una sensibilità diversa e quello che per qualcun* é solo un brutto ricordo, per qualcun altr* può essere un trauma.
          Evitarlo non significa sempre avere paura, spesso significa solo rispettarsi abbastanza da sapere che ció che va bene per la maggior parte della persone non necessariamente é giusto anche per noi!!

  8. Mi sono sentita così identificata che è come se l’avessi scritto io quando avevo la tua età, perciò innanzitutto ti ringrazio.
    Vorrei dirti che a distanza di vari anni, e pur dovendo rimanere questo mio commento ancora anonimo, la vedo in maniera molto più serena. Anche stica**i del giudizio degli altri.
    Un uomo che non abbia paura a confrontarsi con la tua autenticità lo puoi trovare. Se accade saprai che è lui e se non accade continua per la tua strada, ma sempre fiera delle tue scelte e il tuo coraggio.
    Un appunto: il femminismo è anche il rispetto della libera scelta delle donne. Chi fa il cosiddetto virgin-shaming non dovrebbe venire considerato femminista.

  9. Come va ora? A distanza da un anno da quando hai scritto questo post? Mi rivedo molto in te stessa università, rapporti tra persone, timidezza, circondata da un mondo che pensa solo al sesso. Mi piacerebbe sentire tantissimo se qualcosa è cambiato se dentro di te è scattato quel qualcosa!

  10. soundofsilence says:

    Ciao ragazze,anch’io sono vergine,ho 22 anni ma la mia storia è diversa e non so con chi parlarne,quindi mi sfogo qui…Sono stata con un ragazzo per parecchi anni (era una relazione a distanza) ma non siamo mai riusciti ad avere un vero e proprio rapporto,sia perché avevo ed ho paura del dolore ma anche perché lui non era per niente sicuro di sé. Ovviamente tutti davano per scontato che avessimo rapporti. Questa cosa è diventata per me come una fobia perché in tanti anni avrei voluto farlo ed ora che sono single (l’ho lasciato io) ho il terrore di avere rapporti sessuali,ho paura di trovare una persona che mi rifiuti,ho paura di non riuscire a superare questo blocco anche perché mi sento diversa da tutte. Aspetto con ansia le vostre risposte per sapere la vostra…

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