Ragazza annegata a Dubai? E’ un fake!

Qualche giorno fa circolava sul web la notizia di un padre che pur di mantenere intatto l’onore della figlia aveva impedito ai bagnini di salvarla. Solo toccarla l’avrebbe compromessa, così raccontavano i quotidiani. Il Corriere ora si scusa perché non ha verificato la notizia e Il Post approfondisce un po’ e rende noto che la faccenda dovrebbe collocarsi nel 1996 e che si tratta di una risposta generica data da un poliziotto a una giornalista durante un’intervista. Non si sa perciò quando, dove, e se la cosa sia davvero accaduta.

Ma i quotidiani ci sono cascati in tutti i sensi e da lì è stato semplice rendere virale una notizia che dimostrerebbe il fondamentalismo, la mentalità arretrata, di certe persone a partire da alcune culture e da alcune religioni. Hanno alzato la voce islamofobi di vario tipo. Sui social le offese a musulmani, mediorientali e a tutto l’Islam non sono mancate. Un padre così, d’altronde, sarebbe stato un vero stronzo, anche se non si capisce perché lui o altri della sua famiglia non siano accorsi in aiuto della figlia. Parliamo ancora di un fake, una non-notizia, spalmata sulle prime pagine dei quotidiani per demonizzare altre culture ed etnie.

Qualche giorno fa scrivevo della realtà di Israele a proposito del vincolo matrimoniale che solo i rabbini possono sciogliere, tenendo così le donne sottomesse a una legge arcaica. Su questo “dettaglio” però non vedo articoli, prime pagine, titoli sensazionalisti in cui si parla di Israele come un covo di fanatici e maschilisti retrogradi. Non si dice nulla a proposito del fatto che lì non esiste il rito civile e quindi sono fermi agli anni ’70 dell’Italia che fu, quando dovevi passare per la sacra rota per l’annullamento del matrimonio.

Non vedo titoli scandalistici neppure sugli italiani che rompono le palle alle figlie, alle mogli, alle fidanzate o alle ex, perché il colpevole è sempre lo straniero, è quello che porterebbe in Italia una cultura oltremodo arretrata che ci farebbe regredire a chissà quale punto. Invece gli italiani, o i cattolici integralisti, che non ci permettono di trovare una pillola del giorno dopo o di abortire senza fare una via crucis attraverso gli obiettori di coscienza, sono dei mostri di apertura mentale e tolleranza. Al Family day vediamo sfilare persone molto tolleranti che rispettano l’opinione altrui in fatto di gestione autodeterminata del corpo delle donne. Sul web si leggono pagine sensatissime a proposito di una presunta lobby di omosessualisti in gender che starebbero progettando la fine dell’umanità così come la vedete oggi.

Da noi non succede affatto che si risenta di una attribuzione di ruolo di cura che nei fatti resta ancora oggi assegnato alle donne. Le stesse donne sono convinte di dover mantenere lo status di mogli e madri per essere accettate socialmente, per cui se dici che di figli non ne vuoi allora apriti cielo, succede il finimondo. In cosa, sostanzialmente, sarebbe diversa la mentalità nostrana da quella di altri luoghi? Abbiamo persone che deturpano il viso di donne con l’acido. Gente che ti infilza a coltellate per “amore”. Abbiamo ancora chi giustifica gli stupri con un se l’è cercata. Perciò perché immaginare che la violenza abbia radice etnica invece che culturale? Fate un po’ voi.

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