Non ho mai capito perché agli uomini è concesso di andare in giro con sopracciglia tipo alberi dopo il passaggio di un tifone. Invece un giorno è capitato che io uscissi fuori con le sopracciglia non allineate. Ne avevo ripulito una e mi ero scordata l’altra. Così potevo usare l’opzione doubleface per adescare uomini con gusti assai diversi. Il tizio che mi aveva invitato a cena non era incline all’ironia, perciò non era una storia che potevo sistemare con una battuta. Per tutta la cena si percepiva il suo imbarazzo e alla fine pure il mio. Maledicendomi per aver dimenticato la pinzetta a casa – diversamente avrei potuto sistemare il pelo in bagno – mi concessi il diritto di continuare a conversare come se niente fosse. Ci sono mode di ogni tipo sul trucco e il pelo delle donne. Perché non è possibile annoverare tra quelle pure la moda delle sopracciglia spaiate?
Uscendo dal ristorante mi prese per mano trascinando il mio tacco dodici sulla sua automobile. A occhi chiusi mi baciò, e io pensai che forse per lui non fosse così importante. Avrebbe dovuto insospettirmi l’occhio chiuso ma passai oltre. Ero eccitata all’idea che lui potesse esplorare tutto il pelo che io avevo a mia disposizione, anzi pensai che sarebbe stato bello potergliene mostrare un po’ di più. A casa sua mi fece una specie di interrogatorio sulle mie idee in fatto di estetica.
Rimase a chiedere con quale frequenza usavo la ceretta o depilavo le ascelle, perché l’igiene è importante, disse. Poi passò a dirmi che il viso alle donne piace senza barba perché il pelo può trattenere un sacco di impurità e io decisi di tacergli l’altra verità: a volte il pelo punge e ti rovina la faccia peggio che se usassi la carta vetrata per scarnificarti. Così da parte sua era giustificata la pretesa di vedere il mio pelo a posto, come se avessi un occhio di vetro e dovessi coprirlo con una benda da pirata per evitargli traumi. Ora voi capirete che parlare di igiene per le sopracciglia non so quanto sia adeguato. Non è che lì trattieni chissà quale sudore e di fatto non ti capita neppure di inciampare nel cibo quando sbrodoli a cena. La barba è una cosa molto diversa e c’è a chi piace e a chi no.
Per un attimo tentai una sorta di avvicinamento, così da fargli dimenticare la storia delle sopracciglia spaiate, e mi venne anche il dubbio che la sua fosse semplice e ossessiva compulsività, ché non tollerava di vedere le cose accostate in modo differente.
Un po’ come quando desideri mettere i piedi su un mattone e su quell’altro simile e la riga ti mette a disagio perché ti obbliga a digerire quella diseguaglianza. Gli slacciai i pantaloni, afferrai il suo pene con la mano e stavo per avvicinarmi per praticargli una fellatio. Lui mi fermò e disse che preferiva parlare un po’. Voleva sapere di me, del mio passato, del mio pelo colorato o al naturale, voleva sapere se ero riccia di mio o avevo fatto la permanente, da come parlava sembrava un parrucchiere o un impiegato in una sala di bellezza come estetista di grido. Mi chiese perfino se nel corso del tempo i miei peli fossero cambiati di colore. Dissi che mi trovava impreparata perché davvero non avevo colto la domanda e non sapevo cosa dire.
Poi si decise a mollare ragionamenti strani sul mio pelo e mi permise di avvicinarmi al pene e abbassargli la mutanda. In Cazzo-Zone aveva una foresta vergine che si allungava alla base del pene come fosse un rampicante che si aggrappa ala parete. Una fellatio a lui sarebbe diventata una ceretta praticata con la bocca. Gli avrei strappato alla base i peli dei quali si era adornato. Lui mi guardava con soddisfazione, forse pensava di essere un eroe perché nonostante il mio pelo fuoriposto mi aveva permesso il lusso di adorare il suo membro. Chissà cosa avrebbe pensato se gli avessi detto che il rampicante ne nascondeva circa la metà e trovavo difficile pensare di essere penetrata dal suo pene, foresta amazzonica compresa.
Di peli in vagina non volevo sentir parlare. Immaginavo inoltre il pene contenuto in un preservativo, che avrebbe preservato forse solo la punta, perché per contenere anche la foresta sarebbe stato necessario un condom un po’ più grande.
Poggiando la mia mano sul suo torace notai un’imbottitura morbida sotto la camicia. Aveva i peli talmente lunghi da diventare uno strato di protezione buono perfino come parafulmine. Sollevò la camicia dicendomi che amava essere baciato in quella zona e lo guardai perplessa, con la mia sopracciglia spaiata che ancora chiedeva spiegazione per la criminalizzazione subita. Gli toccai la schiena ed era esattamente uguale. Con meno peli ma morbido come un animale peloso che ti fa festa quando lo accarezzi e gli arruffi il pelo. Solo che gli animali ogni tanto fanno la muta o c’è qualcuno che gli toglie i peli per non fargli sentire troppo caldo.
Quell’uomo invece non rinunciava al suo pelo neppure con 40 gradi all’ombra. La sua parte meno pelosa era il culo. Liscio come quello di un bambino. E sulle cosce, stranamente, aveva meno peli che sul resto del corpo. Il viso era sbarbato e dunque, quando lui pensò di avvicinarsi per baciarmi, non feci nulla per oppormi. Poteva baciarmi quanto voleva ma guai se avvicinava il resto del corpo al mio. Sudava, mi baciava e sudava. Già un bacio gli costava fatica, figuriamoci il resto. Provò a sistemarsi sopra di me, godendo della mia pelle liscia, e lo respinsi nel modo più delicato che mi venne in mente. Dissi “leccami” e lui obbedì e ricambiò il favore con un cunnilingus. Sfregò la zona con un dito e raggiunsi l’orgasmo in poco tempo.
Entrambi eravamo nudi e soddisfatti e lui, immaginando di poter parlare con più chiarezza, disse che la volta successiva avrei dovuto sistemare la sopracciglia perché l’asimmetria gli rovinava la fantasia sessuale. Gli dissi che io avrei sistemato la cosa se lui si fosse depilato nelle zone fisiche dalle quali altrimenti non mi sarei mai fatta toccare. Si arrabbiò e disse che non era la stessa cosa. Avere tanto pelo da poterci fare un maglione per lui non era un problema e dunque non doveva esserlo neppure per me. Mi fece sentire una donna superficiale e stronza e lui alla fine disse che mi avrebbe richiamata, forse, se ne avesse avuto voglia. Gli dissi che gli avrei risposto, forse, se ne avessi avuto voglia. Così terminò il nostro rapporto peloso. L’ho raccontato a un’amica la quale disse: “ma gli uomini si sa che sono un po’ pelosi… fai tante storie per il pelo… allora scopati una donna”. “Sai cosa”, risposi, “se non ho alternativa direi di si, cara, mi scoperò una donna”. Andò via incazzata e in pochi giorni riuscii a liberarmi di un uomo peloso e di una amica stronza. Un buon bilancio, non credete?
ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata.

Ottimo bilancio direi. Mi dispiace che tu abbia dovuto sorbirti un simile troglodita però.
Mi fanno schifo i peli maschili. Ogni volta che provo a esprimere la mia preferenza per gli uomini glabri vengo guardata come potrebbe essere guardato un uomo che dichiara di apprezzare le donne che hanno subito l’infibulazione. La qual cosa non sarebbe grave, se per tutta la vita non mi avessero trattato da schifo per via delle braccia pelose, un sopracciglio fuori posto, una ripassatina di rasoio sotto le ascelle che non ho dato. Le donne che non si depilano vengono additate con disgusto senza il minimo ritegno, senza il minimo senso di colpa. Però poi una deve sentirsi dire “non vuoi depilarti? E non depilarti”, come se fosse così facile, come se fosse accettato.
Che dire? Salva… per un pelo!
Ogni tanto mi depilo nelle parti intime per venire incontro alle fantasie della mia fanciulla… solo che dopo un paio di giorni inizia a prudermi non poco…
Ella dal canto suo ama depilarsi integralmente… e no, non per venire incontro a mie fantasie, ma perché si piace così…
Comunque il tizio del racconto ha dei complessi…
mi hai fatta morire dal ridere!!
beh si, persone del genere meglio perderle che trovarle! 😉
Saranno belli i petti di pollo tutti glabri, magari con le sopracciglia precise? Mah