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La droga? Mi ha salvato la vita!

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Lei scrive:

Mi serve aprire questo discorso con una chiara premessa di non voler incoraggiare l’uso di sostanze, io parlo per me e queste sono le mie considerazioni nate dal vissuto; il mio punto di vista che può esser messo in discussione come non.

“Ho iniziato a drogarmi a 18 anni ed è stata la cosa migliore che potessi fare in vita mia. Ho iniziato i primi di gennaio per caso in una discoteca e non mi sono mai divertita così tanto in vita mia.

Era calato in quei mesi il velo della discordia sulle mie spalle e trovare così tanta carica in una busta da 25 euro o 30, se proprio lo spaccino era bastardo, una volta o 2 a settimana a me stava più che bene.
Di norma le persone la vedono spesso come una cosa negativa e ripetono la stessa ennesima frase: non puoi scappare dai problemi buttandoti nella droga. Ma quello che loro non riescono a concepire è che io i miei problemi li ho risolti proprio attraverso essa.

Io non mi nascondevo per pensare, io mi concedevo un attimo di positività nel vedere le cose. Finalmente avevo trovato un modo per essere più aperta, un modo che mi aiutasse a ragionare serena senza quella sensazione deprimente e ansiogena che mi agguantava le spalle come un manto. Ero convinta dei miei disturbi mentali ed ero talmente stressata da perdere i capelli.

La droga mi aiutò a conoscere gente, mi portò a viaggiare, a prendere treni e corriere e camminare per ore in luoghi sperduti. La droga mi fece abbracciare persone come fossero fratelli e instaurò amicizie solide fatte di onestà. Perché sapete in quel mondo gli infami son messi all’angolo e chi non ha nulla possiede il cuore più grande.

Dopo un brusco litigio coi miei e finita per strada quelle stesse persone con le quali aprivo ogni fine settimana buste di speed o ecstasy mi diedero da mangiare e un tetto eppure non avevano tutti quei soldi per permetterselo. A me la droga mi salvò la vita.

Faccio un liceo, punto ad una università di psicologia, sono felicemente impegnata, mangio sano e non mi faccio più come un tempo, solo ogni tanto per svagarmi un po’. Senza quella vi sembrerà assurdo non avrei mai potuto avere tutto quello che ho scritto sopra, sarei sicuramente ancora li, bloccata da quei dannati problemi.

Si, non fa bene, crea danni e disturbi, ma son certa che sapersi, e sottolineo la parola, s a p e r s i drogare una volta ogni tanto non sia insano quanto potrebbe esserlo un fumatore incallito o quanto una dieta ricca solo di carboidrati e dolci. Io ho avuto la testa di informarmi, di conoscere i miei limiti e quando ho avuto la possibilità di riprendere gli studi, di darmi una regolata con le feste.

In verità non è la droga che uccide quanto l’ignoranza e il come se ne fa uso. A me la droga per esempio ha salvato la vita.”

 

ecstasyNB –

Questa storia è complicata da divulgare. Serve una spiegazione. Qui si pubblicano le storie senza alcun giudizio e commento perché così facciamo da sempre. In questo caso faccio un’eccezione non per giudicare la storia in se ma per chiarire che il post non vuole affatto essere un invito a usare droghe. Anzi. Ci sono sostanze che se assunte in un dosaggio superiore a quello che puoi sopportare, o sono sostanze mischiate male, trattate peggio, possono portarti alla morte. A questo proposito vorrei suggerirvi di leggere un pezzo dell’Huffington Post in cui si parla di una madre che ha perso una figlia e chiede di rompere un tabù e spiegare alle figlie e ai figli di tutto il mondo in che dosaggio e come dovrebbero essere usate le sostanze per non morire. Detto ciò vi lascio alla libera discussione sul tema.

5 pensieri riguardo “La droga? Mi ha salvato la vita!”

  1. Anche se un po’ perplesso, credo di capire quello che vuole dire la protagonista della storia: a volte il mondo dei “sani” nasconde tanto marciume… e a volte trovi davvero gemme nascoste tra “la perduta gente”.
    Ma si rischia di pagar care certe esperienze, e sono contento che la giovane non sia rimasta risucchiata dalla tossicodipendenza.

  2. Credo che a poter capire questa esperienza, sia proprio chi questa esperienza l’ha fatta. Siamo in due, e nonostante io abbia visto nel mio percorso molta gente per la quale è stato diverso, io sono convinta come la protagonista che un buon utilizzo dalla persona giusta non sia negativo…signore e signori, come tutto, tutto ciò è assolutamente SOGGETTIVO.

  3. C’è un che di ingenuità socratica nel credere che la corretta informazione sia idonea a far “comportare bene” una persona. Per esempio, tutti fin da piccoli sappiamo riconoscere un limite di velocità, eppure moltissimi di noi vedendo il famigerato “limite 50” ritengono opportuno infischiarsene.
    Tutti bene o male sanno che mettersi alla guida ubriachi è pericolosissimo e tutti sanno (per esperienza) dopo quanti bicchieri smettono di essere lucidi. Questo impedisce che la gente si metta al volante ubriaca? Forse in qualche (o anche molti, se vogliamo) caso, ma in linea di massima no.
    Tutti sappiamo che il riscaldamento climatico potrà avere effetti disastrosi, ma ce ne frega qualcosa? Qualcuno smise di usare i CFC davanti al buco dell’ozono prima che fossero banditi internazionalmente?
    La comune esperienza mi fa essere poco ottimista sulla responsabilità e sul buon senso delle persone.

  4. Questo pezzo un po’ mi piace un po’ no… o meglio, lo trovo precipitoso.
    Mi piace: anche io non rinnego il periodo droghe e trovo che mi abbia davvero aperto delle porte interiori..fatto dei regali insapettati i cui effetti positivi posso ancora apprezzare e ringraziare.
    E poi diciamocelo, mi sono divertita di brutto.
    Non mi piace: l’autrice, mi pare di capire, è ancora un po’ tanto giovane per aver sviluppato sufficiente tempo di osservazione su danni e benefici effettivi nel lungo periodo.
    “Drogarsi bene” è un concetto molto relativo, di cui molti credono di essere capaci e pochi effettivamente lo sono.
    Ogni persona è un mondo a se.. bello per questo. Io personalmente, se avessi continuato a lungo non sarei probabilmente finita bene: ad un certo punto gli aspetti negativi surclassavano di gran lunga quelli positivi. I down erano delle mazzate feroci. Gli amici che sembravano tanto amici hanno iniziato a “pungnalare” a vanvera, la rilassetezza si è trasformata in tensione.
    Per quello mi sono data una calmata. Altre persone reggono più a lungo..altre finiscono male.

    Completamente d’accordo sul punto che è indispensabile conoscere quello che si sta usando (per quanto sia possibile conoscere la composizione esatta di una droga chimica, spesso tagliata, ritagliata ed intrugliata).

    Punto di vista interessante comunque quello della giovane autrice. Ti auguro di saper surfare tra queste cose fino a che effettivamente ti conviene e saper voltare pagina quando sarà il momento.

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