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Grassofobia e la cattiveria gratuita di chi commenta

Foto della fotografa brasiliana Mariana Godoy che ha dato il via ad un progetto chiamato
Foto della fotografa brasiliana Mariana Godoy che ha dato il via ad un progetto chiamato “empowering me”

Giulia scrive:

Stamattina, scorrendo le notizie sulla home di facebook, mi è comparso un post al quale un mio “amico” aveva messo Mi piace: non ne conosco personalmente, né per sentito dire, l’autore e nemmeno mi interessa, ma ho letto quello che c’era scritto. Si trattava di un breve commento al progetto della fotografa brasiliana “empowering me” (al quale questo blog aveva dedicato un breve articolo), dedicato alle donne con un corpo “fuorinorma”, per combattere i (pre)giudizi sulla bellezza legata alla taglia dei jeans. Questo tizio commentava che non sopportava l’”orgoglio” delle “chiattone”, affermando che il loro essere “malate” per scelta costa soldi alla sanità, denaro che potrebbe venire impiegato per chi ha un tumore e non ha certo mai voluto venire condannato a morte. Terminava il tutto con una frase paraculissima sul fatto che la bellezza è oggettiva, ma che una donna in sovrappeso se “sta sopra” lo ucciderebbe e quindi, se può, ne fa pure a meno.

Je suis Charlie, certo, ma sei Charlie tu e quindi lo posso essere anche io: permettimi qualche riflessione sul peso (visto che siamo in tema) delle tue parole su un argomento parecchio delicato.

Quindi, secondo te, sono “Orgogliose chiattone”, perché i chili in più automaticamente ti rendono un essere privo di dignità che non ha il diritto di replicare agli insulti e di affermare che sì, il suo corpo è fuori norma e sì, è ugualmente bello. Esseri malati ai quali non è data nemmeno la possibilità di avere una vita sessuale perché non possono “stare sopra”. Un peso per la società, perché si “mangiano” denaro pubblico che potrebbe benissimo venire impiegato per curare persone che se lo meritano di più (!!!).

Io ho amiche di tutte le forme e dimensioni: a pera, sottopeso, a clessidra, con le braccia cicciotte e con le dita tozze, con qualche chilo in più e qualche chilo in meno, con un metabolismo veloce, con la cellulite o con le cosce sottili. Ma quelle che del proprio peso ne hanno fatto una malattia sono troppe, davvero, davvero troppe.

Nel leggere il post di questo uomo “grassofobico” (cit. Eretica) ho pensato ad alcune di loro.

Ho pensato alla mia cara amica che ha sofferto di disturbi alimentari ed ora è visibilmente sovrappeso, al modo in cui la gente la guarda quando si siede in autobus e occupa più spazio di quello che il pensare comune definisce “consono”. Al percorso psicologico che da anni sta percorrendo per ritrovare la serenità e alle difficoltà che la preoccupano molto più dei chili in eccesso.

Ho pensato a quella coinquilina meravigliosa e con un cuore grande che si era convinta di non essere abbastanza magra ed era arrivata a pesare quaranta chili.

Ho pensato anche a quella che va in palestra tutti i giorni e che ha un corpo decisamente in forma e non si concede quasi nemmeno più un pezzo di cioccolata perché si vede sovrappeso e non si piace quando si guarda allo specchio.

E un poco ho pensato anche a me, a tutte le paranoie che da ex brutto anatroccolo mi sono fatta sul mio corpo: la pancetta, le gambe storte, le cosce robuste. Pensavo al fatto che sono normopeso, quasi magra (53.5 chili per 1.63m) e tuttavia non sono stata esente da commentini malevoli sul fatto che non ho il ventre piatto, o che forse “con un paio di chili in meno starei meglio”.

Sono stata vittima di bullismo per il mio aspetto fisico, quando ero ancora preadolescente: dicevano che ero brutta, che nessuno mi avrebbe mai voluto, che avrei dovuto andare dal chirurgo estetico per rendermi accettabile. Le ragazze mi escludevano, i ragazzi mi evitavano. Ora ho ventun’anni e sono una donna, consapevole di possedere una giusta dose di fascino e femminilità, mi sento bella e a mio agio con il mio corpo. Ma ricordo bene quanto fanno male certi sguardi, certe frasi, certe battute subdole che colpiscono tra le scapole e ti fanno cadere a terra.

E tu, tu che ti lamenti di quelle “chiattone” che si ammalano per scelta, non hai mai pensato che siete voi ad additarle come esseri immondi da curare? E che se la smetteste di giudicare da quello che vedete e non sapete, forse non avreste bisogno di elargire così tanta cattiveria gratuita?

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30 pensieri su “Grassofobia e la cattiveria gratuita di chi commenta”

  1. A persone come quel “blogger” verrebbe da urlare “Se vi facciamo schifo, voltatevi dall’altra parte; così fate un favore anche a noi!”

  2. Insulti bullismo e cattiverie sono ignobili, e senz’altro da condannare.Ma è indubbio che l’eccesso di peso, per non parlare dell’obesità è un rischio per la salute, per cui il peso va tenuto sotto controllo. Detto questo, al mondo cxi sono i longilinei, i normopeso e i curvilinei, e ce ne si faccia una ragione.

    1. La foto sopra però fa il paio con, una, ipotetica, di 5 anoressiche. Le due condizioni di “peso” (fuori norma?) sono entrambe un rischio per la salute. Ben inteso, anche bere e fumare è un rischio. Anche fare sport estremi. Anche fare sesso dove capita senza alcuna precauzione. Ci sono tanti modi, leciti, per mettere a rischio la propria salute.

      Secondo me il vero rischio è l’ideologia. Ed è questo un rischio per la mente. Per la nostra libertà. Creare un’estetica del grasso, o del sovrabbondante, non è una novità, basta guardare i quadri di Rubens. C’è da chiedersi anche se valga la pena ostentare il grasso, come d’altro canto, altrove, si ostenta la magrezza. Se è una lotta tra due fazioni il risultato sarà nullo in quote di libertà personale acquisita ed educazione dei cafoni.

      Poi ci sarebbe il complicato discorso sui bambini, sull’educazione alimentare dei bambini. E’ lecito lasciar ingrassare a dismisure ragazzini e ragazzini? Io credo fermamente di no.

  3. Le offese gratuite no, non sono accettabili.
    Ma esiste anche l’oggettività dell’ammettere seranamente ed in pace con se stesse e con il mondo che le donne fotografate non sono belle. L’estetica dei loro corpi è sgraziata e priva di proporzioni ed è un dato di fatto che esiste e che non serve a niente negare.
    Il che non toglie assolutamente che siano delle splendide persone e che nei loro corpi vivano perfettamente. Lo dico come donna che porta una 50 e che si ama moltissimo ma che non ha alcuna difficoltà a dire che una 42 in bikini è molto più gradevole dal punto di vista strettamente estetico.

      1. Scusami ma condivido fino ad un certo punto. Perdere peso anche senza fare tremendi sforzi non è poi così complicato, specie con le possibilità e le informazioni attuale. A meno di motivazioni mediche specifiche ci vuole solo volontà e costanza. Se lo desiderassi, se lo ritenessi una cosa per cui vale la pena, lo farei. Ho smesso di fumare dall’oggi al domani per esempio, senza cerotti o gommone, e tra qualche giorno saranno 4 anni che non tocco una sigaretta.
        Ma io davvero mi amo molto e non sento alcuna necessità di cambiare. A fronte di questo ho la precisa e serena consapevolezza che i miei chili di troppo mi rendono meno bella di quello che potrei essere se portassi qualche taglia di meno. È sempre una questione di scelte razionali e coscienti.

        1. Magari fosse così semplice!!! Bastasse metterci tutta la propria volontà e costanza saremmo tutti magri.. purtroppo a volte il cibo diventa il sostituto di qualcos’altro che manca o un modo per farsi male perché non ci si accetta e non si riesce a gestire le proprie emozioni.. e questo, purtroppo, non si ferma ne si controlla con le scelte razionali e coscienti. E andare a fare commenti sulle persone in sovrappeso o obese peggiora solo la situazione… idem per i discorsi salutistici

          1. Non posso accettare questo discorso. Ho specificato che esistono dei motivi medici. Esistono anche per i problemi psicologici che trovano il proprio riscontro nell’alimentazione scorretta. Ma se si vuole ci si cura. Si prende, si va uno specialista psicologo o analista e ci si cura.
            Non esiste questo accomodarsi sul “ma non si riesce” perché ci si riesce eccome. Si riesce a smettere di fumare, di drogarsi, di bere ma non si riesce ad avere quel minimo di volontà per risolvere i problemi che si scatenano nel cibo? Non ci credo.
            Se ci credessi dovrei anche pensare che nessuno potrà mai venir fuori dai suoi problemi cambiando il suo modo di affrontare se stesso e la vita. E invece so sulla mia pelle che non solo è possibile, ma è doveroso. Ed è altrettanto doveroso non compatire o fornire alibi e scuse generiche per avallare chi non vuole fare nulla per migliorare la propria esistenza ma si lamenta di quanto brutto ed ingiusto il mondo sia.

              1. Non è quello che ho detto. Ho detto che con il lavoro e la volontà (non le fantasie) si arriva a risolvere i propri problemi.
                Perché non è di questo che si sta parlando?
                Persone che si sentono giudicate, persone che sfogato nel cibo le proprie ansie, persone che non stanno bene con se stesse, persone insomma che per mille ragioni non hanno un loro equilibrio.
                E allora io dico che questo atteggiamento accondiscendente che dimostrate non serve a niente se non all’autocompatimento. Peccato che non arrivi ad alcunché. Mio padre è uscito dall’alcolismo, so quello di cui parlo. Uno si alza, prende coscienza e ci lavora sopra.

                1. Mangiare si deve ogni giorno. Bere e fumare no. Non parlo di problemi psicologici gravi legati al cibo che hanno ovviamente bisogno di supporti esterni, ma parlo di situazioni “normali”: metabolismo lento, modificazioni corporee e fisiologiche molto più pesanti per un corpo femminile piuttosto che maschile. Adolescenza e pubertà… ingrassi dimagrisci ingrassi e mangi sempre nello stesso modo! Non raccontiamo che é facile dimagrire, non è facile ci vuole molta più forza di volontà e fatica. Non paragoniamo alcoolismo droga e tabagismo all’essere grassi, mangiare non è un vizio da togliersi, altrimenti passiamo alla situazione opposta di eccessiva magrezza malata. Non parliamo con troppa superficialità e convinzioni radicate sull’argomento. Oltretutto non si parla mai del grasso maschile come se non esistesse. Eppure invece esiste eccome ma nessuno addita come deforme un uomo con 4, 5 kg di troppo. Nessuno gli dirà mai “staresti meglio con qualche chilo in meno”, non avrà problemi a trovare vestiti anche perchè il fisico maschile é diverso, non gli si allargano i fianchi di 3 cm dopo un pranzo di Natale!

                  1. Da uomo, sono d’accordo con te. Chi dice di vivere bene il proprio essere in sovrappeso mente. Dimagrire non sempre è possibile, e quasi sempre è molto difficile. I “basta volerlo” lasciamoli ai motivatori da quattro soldi e ai venditori di beveroni. La bellezza (e parlo di bellezza estetica) non è nei kg di troppo, ne in quelli mancanti, ma è un discorso che per la maggior parte delle persone è impossibile da comprendere. Offendere, mortificare, è sempre la strada più facile. Fanxxlo, da certe persone mi tengo alla larga. Solo una cosa, e ti prego di credermi. Gli uomini sovrappeso vengono massacrati tanto quanto le donne. Subiscono occhiate, battute, discorsi inopportuni, commenti di bambini maleducati, tanto quanto le donne. E non soffrono meno. Se fino a poco tempo fa la pressione sociale e dei media tendeva a massacrare quasi esclusivamente le donne che non rientravano in determinati standard estetici, i tempi sono cambiati. Ora addominali scolpiti, modelli irrealistici, e slogan passivo aggressivi sono all’ordine del giorno anche per noi. In questo, purtroppo, si è raggiunta la parità.

        2. Perdere peso non è facile come smettere di fumare. Se si continua a pensarla cosi si continuerà a considerare le grasse tali solo per mancanza di volontà

    1. Questo è ciò che si ha imposto dalla società! Credimi che ci sono uomini che come me preferiscono le curve, il corpo sgraziato come dici tu e in pratica, la ciccia! Io sono fortunato e felice di avere una fidanzata di 118 kg e mi piace com’è, anche se vuole perdere qualche kg; non vuole comunque diventare magra ma una curvy. Io vedo comunque che è solo uno stereotipo quello del magro è bello.

  4. L’ha ribloggato su Stormy.e ha commentato:
    Nonostante si faccia un gran parlare su come il peso non dovrebbe pregiudicare la bellezza e il valore di una persona, di fatto ancora si punta troppo sul peso come se fosse la cosa più importante a cui pensare nella vita. Ho una madre che lotta da anni con il sovrappeso e non riesce a dimagrire nonostante tutto per problemi di salute e io stessa non sono magra, anche se forse è anche un po’ un azzardo definire “curvy” una taglia 46, e nel corso degli anni i commenti/insulti hanno riguardato i miei peli di troppo, il mio viso e anche il mio peso, come se fosse questo a determinare quanto io valgo.
    Ed è per questo che io stimo fortemente la modella di taglie forti Tess Holliday e le sue colleghe: perché dimostrano che si può essere belle (e magari fare le modelle, o lavorare in generale) anche senza indossare una taglia 38, e non vedo nelle sue parole nessun incitamento all’obesità perché dice semplicemente di amare il proprio corpo a prescindere, se nel frattempo si perde peso okay, ma non bisogna farne una malattia perché poi è per questo che non si dimagrisce, perché diventa una malattia appunto.
    Poi non ne parliamo del fatto che “grasso” come insulto è sinonimo di “brutto”, cosa che ho sempre disapprovato perché ferisce e distrugge le persone.
    Sarebbe molto apprezzabile/apprezzato se si smettesse di odiare chi ha un po’ di carne in più, se si usassero le parole in modo corretto e se si moderassero i termini.

  5. Allora il discorso su curvy e strascichi vari si sta facendo complicato.
    Vi invito a “settorizzare” il ragionamento per essere brevi e capirci.
    Da una parte c’è stata una sorta di tentativo (camuffato,secondo me) di ribaltare un pò lo stereotipo della taglia 40, fin qui tutto bene. Se non fosse che le tipe sbattute su copertina, si, erano una taglia 50 o giù di li, ma ben bene sistemate con photoshop. Ok, diamo le modelle anche a chi una taglia 50. Perchè no. Ora siamo passati all’esaltazione dell’obesità. Non sono belli mai i commenti offensivi, in nessun caso e su nessun argomento. Ma l’esaltazione dell’obesità è un pericolo serio, cosi come quello dell’anoressia. Vi invito a pensare che viviamo nella merda, perdonate il francesismo ma non trovo parola migliore. La mangiamo , la respiriamo, la tocchiamo, ci dormiamo di sopra. E’ ciò che il sistema capitalista ha fatto alle nostre vite e al nostro ambiente, nel 2015 è cosa risaputa. Le nostre tavole sono piene di ciò che vogliono farci mangiare. Bene io lo facevo da piccina, non mi ero posta delle domande. Da 5 anni sono vegana, da un annetto però ho eliminato le farine, mangio praticamente frutta verdura legumi e semi. Faccio sport. Il mio corpo è cambiato cosi come la mia mente. Da piccola ho portato anche la 46, oggi porto una 38. E non è la taglia dei jeans, non è l’esser figa (perchè comunque non lo sono e continuo a non piacermi, sia chiaro), E’ la salute ragazzi, il cibo è la prima arma che utilizzano per ucciderci da anni. E di armi ne hanno artiglierie piene. Usiamo un pò di consapevolezza di ciò che abbiamo intorno, forse sto usando toni un pò complottisti e catastrofisti, ma aimè è la realtà. Per cui facciamoci una domanda su ciò che difendiamo.

  6. Io credo fermamente che nessuno di voi c’entri il punto, qui dentro.
    Il problema non è essere obese o essere anoressiche. Il problema non è mangiare junk food o diventare ortoressici al punto da demonizzare certi cibi.
    Il problema non è questo e il punto non è questo.

    Il punto è che CHIUNQUE di noi, al di là che sia grasso o magro, alto o basso, verde, giallo o a quadretti ha il sacrosanto diritto di vivere il proprio corpo come vuole, senza che qualcun altro abbia il diritto di puntare il dito, fare bullismo o giudicarlo.

    Io sono una taglia 46, STO BENE con il MIO CORPO e onestamente non mi va di avere il dito puntato contro. Non vedo perché mi devo sentire in colpa se mangio un biscotto. Non vedo nemmeno perché mi devo sentire in obbligo di andare in palestra per dimagrire se io sto bene così.
    Non ho problemi di salute, sono sinceramente più in salute io di un’anoressica sbattuta in copertina come modella, e non vedo perché dovrei sentirmi in colpa.

    Perché? Me lo spiegate?
    Il mio corpo è mio e ci faccio quello che voglio.

    E francamente smettetela di fingere di preoccuparvi della salute altrui. C’è gente con un buon metabolismo che non fa sport e mangia merda e magari ha analisi del sangue peggiori delle mie. Eppure nessuno punta il dito contro di loro. Come mai?
    Perché il fatto è che a voi non interessa la salute, vi interessa solo l’estetica, e siccome nella nostra società l’estetica ha un peso notevole se non ne segui i canoni vai escluso o commiserato. Questo è il punto.

    Triste, ma è così.

    1. Dimostri di leggere senza capire. Dell’estetica mi importa poco, non ho iniziato ad andare in palestra per il muscolo e la tonicità,ma perchè, sembra assurdo a chi non lo sa, FA STARE MEGLIO. E credo che tu non lo sai, a questo punto. Che ognuno mangi ciò che vuole, ma il quanto mi dispiace ma è importante. Il nostro modo di mangiare, mi dispiace per te e per chi la pensa come te, è dettato dal nostro sistema economico. Il tuo corpo può avere bisogno di un biscotto (non è cosi, ma la faccio passare) ma non di dieci. Anche un tossico del suo corpo fa quel che vuole, i risultati mi sembrano abbastanza chiari. Si hai ragione che nella nostra società è importante l’estetica, ma ti invito ad informarti un pò (seriamente) sul mondo dell’alimentazione……credo che il tuo discorso cambierà radicalmente, fidati.

      1. Ele , io parto prevenuta vs una persona che si dichiara vegana , perché di vegani ne ho conosciuto e ti assicuro che ( quelli che ho conosciuto io ) non san far altro che argomentare sul loro modo di mangiare che è il migliore in assoluto , e che se poi tu facessi come loro staresti meglio anche te. Giuro , parto prevenuta , perchè non ho mai fatto la morale ad altri spiegandogli come e perché , viceversa , trovo il mio modo di mangiare giusto . ” Il nostro modo di mangiare” ( No,non mangiamo tutti allo stesso modo) è dettato dal sistema economico . Dici? Sai cosa ci impone il nostro sistema economico? Un non libero accesso agli alimenti sani (che troppe persone non possono permettersi ) . Prova ad osservare i Paesi senza mezze misure parlando di sistema economico . Lo sai perché in USA le persone tendono ad essere più grasse che in Italia? Perché l’hamburger precongelato più patatine più coca cola da *non so quante calorie* costa meno di un piatto di pasta , ingrassa e non nutre . Questo fa il nostro sistema economico: non permette a tutti di mangiare in modo sano. Poi me la butti sul cibo veg: hai mai notato quanto ti costa far la spesa mangiando veg ? Cibo da ricchi,te la faccio breve . Non dirmi che stai meglio perché mangi veg, che se no ti rispondo che sto meglio non mangiando veg , poi facciamo la gara a chi sta meglio mangiando quel che gli pare. Il vincitore prende la medaglia . Tra l’altro non mi piacciono neppure le palestre , e il confronto con la tossicodipendenza non c ‘entra nulla.

  7. Concordo.. ma è vero anche che ci sono post preconfezionati piuttosto violenti anche nei confronti delle donne magre (sempre donne comunque, l’uomo non è sfiorato dalle ripercussioni estetiche dei problemi metabolici). Esempio: gli uomini vogliono le curve, le ossa diamole ai cani.. se volete le ossa andate al cimitero.. e via dicendo. Li trovo estremamente aggressivi, forse conseguenza della frustrazione delle donne in abbondante sovrappeso, posso capirlo, ma si tratta sempre di discriminazione. Scopa, pialla, autostrada, secca, anoressica… per citare alcuni dei simpatici epiteti che le donne magre si sentono affibbiare. La superficialità e la cattiveria non hanno forme.

    1. Concordo. E la trovo una tripla “superficialità” : donna ( con forme) vs donna ( osso ) per compiacere uomo. Uomo che può essere chiunque, perché temo che in questi concetti l’uomo venga inteso come privo di intelligenza .

  8. Sarò un depravato o un povero illuso, ma ritengo che chiunque possa sentirsi bellissimo a prescindere dalle sue forme. L’estetica è veramente un fattore soggettivo, e la società in cui viviamo contribuisce a plasmarlo e a farcelo credere oggettivo. Se una donna della foto si considerasse bella non ci troverei niente di strano, ma sarei disposto ad appoggiare in pieno la sua opinione con tutte le mie forze.

  9. Nessuno è perfetto. L’imperfezione rende unici. Anche il grassofobico è unico (per fortuna!).
    Se ognuno di noi pensasse che si vive una volta sola, forse vivremmo meglio e saremmo più buoni e giusti, ma qualcuno si illude di vivere in eterno emettendo giudizi privi di alcuna utilità, il cui risultato spesso rappresenterà solo la sua stessa condanna a una vita grama e a una morte eterna.
    Eppoi…a me piace tanto Botero!

  10. Io sono tra le non “estimatrici” del progetto brasiliano. Perché ritengo che una disfunzione sia un problema di salute e non una questione estetica sia in caso di obesità quanto di anoressia. Penso vada letta così più che in chiave superficialmente estetica. Purtroppo gli imbecilli commentatori da strapazzo ci sono, ma credo che se questo costituisca x loro un problema estetico forse a loro volta hanno un problema. Ho apprezzato molto il dar voce alla ragazza che ha portato la sua esperienza con l’obesità rendendo chiaro, di stomaco tutto o quasi l’altra faccia della medaglia, quella della concretezza. È interessante sempre il confronto aiuta a capire meglio i punti di vista.

    1. Si ma alla fine dei giochi al 95% dei “commentatori” che impugnano la questione salute lo fanno solo come giustificazione da 4 soldi per non tirare fuori la questione estetica, perchè fa brutto e volgare dire “brutta chiattona nasconditi che mi fai schifo”, molto più bello “brutta chiattona nasconditi che non sei in salute, non ti prendi cura di te e per questo mi fai schifo”.
      Sarebbe molto bello poter vivere serenamente senza dover additare nessuno, senza doversi difendere da nessuno.

  11. L’ha ribloggato su Skizzi & Marshmallowe ha commentato:
    Stamattina, la bilancia mi ha additato furiosamente, sottolineando i che nell’ultimo periodo ho ricominciato a mangiare o, come qualcuno si è già preso la briga di dirmi, “a fare schifo”.
    Quasi ad hoc mi è capito tra le mani questo articolo è non sono riuscita a non condividerlo.
    Ho passato la mia vita da “cicciottella” o “balena”, per i più gentili… Come se non sapessi di essere in sovrappeso di circa una ventina di chili, no… Loro dovevano ricordarmelo e sottolinearmelo. Certo, nell’ultimo periodo cercavo di non superare i 15 chili di sovrappeso, ma i brutti momenti capitano ,., basta solo non farne un dramma e continuare a ricordare al mondo che sei più di un ammasso di ciccia sballottolate. Dunque eccoci qui a sottolineare questo articolo, ad osannarlo e spargerlo per il web.
    Ricordatevi: prima di essere una taglia, siete e restate Donne

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