Ieri pubblicavo sulla pagina fb il racconto di una donna che parlava della sua convivenza con un uomo nero e musulmano. Eccola:
“ciao, volevo raccontarti la mia storia. Undici anni fa ho incontrato un ragazzo di cui mi sono innamorata. E’ nero, musulmano, laico, come posso esserlo io, di formazione cattolica ma laica. arriva da un paese africano. All’inizio ho incontrato resistenze in famiglia perché pensavano che lui mi avrebbe picchiata o costretta a convertirmi. io non li ho ascoltati. di lavoro faccio il medico e lui è arrivato in Italia per studiare e ora lavora per un’organizzazione inglese che si occupa di cooperazione internazionale. frequentavo un ambiente “colto” e le persone che incontravo non avevano mai mostrato pregiudizi nei confronti del mio compagno. quando lui disse di essere musulmano cambiò tutto. svelarono il loro animo xenofobo. dissero che sono una poverina che se l’è preso perché è più giovane. uno osò dirmi che l’ho scelto per la misura del suo pene e un altro disse che mi sarei pentita di stare con un terrorista. questo è successo negli ultimi sei anni. da allora ho cambiato ambiente. frequento altre persone. ho conosciuto i suoi genitori e sono meravigliosi. nel mio tempo libero aiuto il mio compagno nel suo lavoro come volontaria e tutto va benissimo. quando si pensa che una frase buttata lì da un politico possa essere solo una goliardata vi sbagliate. resta impressa e forma la mente di chi l’ascolta in modo acritico. è gravissimo che in Italia non ci si renda conto del fatto che la cultura razzista sia diventata parte della vita di tutti. io ho molta paura. voi non ne avete?“
tempo niente e arriva un’altro racconto, che trovate qui, di una donna che vive una relazione con un uomo dalle stesse caratteristiche. Come potete vedere dalla discussione che si è sviluppata noterete persone realmente preoccupate per la cultura razzista che viene diffusa causando l’attecchimento di generalizzazioni e stereotipi nella testa della gente. Poi ci sono quelli che “non sono razzista però” o i sempreverdi “io non uso il politically correct” e dunque posso sputare fango sugli stranieri in tutti i modi.
Due cose: si intende per politically correct quell’addolcimento di una versione della storia comunque di merda. Si può dire “poveri uomini di colore che starebbero meglio in casa propria” o “‘sti negri farebbero bene a stare in casa propria”. Io non ci vedo molta differenza, perché in effetti, in entrambi i casi parliamo di razzisti che ammantano di nobili intenti la propria xenofobia.
Ma sventolare il “non politically correct” con chi ti dice che stai dicendo autentiche cazzate, che la loro casa o la mia non sono diverse e che il problema è il capitalismo e non gli stranieri, i poveri e tutta la gente che fugge da mondi massacrati dallo sfruttamento capitalista, cui noi contribuiamo ampiamente senza restituire proprio nulla, è una stronzata di enormi proporzioni. Quando io dico che i tuoi discorsi sono razzisti non sto usando affatto il politically correct. Potrei farlo dicendoti che in realtà il tuo ragionamento non è molto attendibile, supportato da dati, e dunque servirebbe un approfondimento. Ma se ti dico che ogni tua parola è razzista, che perfino le tue virgole sono razziste, io non sto mediando affatto e ti sto dicendo con molta chiarezza che dare del criminale o del terrorista ad uno straniero o, ancora meglio, che dichiarare di voler salvare le donne bianche e occidentale dai terribili musulmani, come se i cattolici integralisti, bianchi, occidentali, omofobi, antiabortisti e razzisti, abbiano concesso alle donne chissà quali grandi libertà, è una stronzata micidiale.
Smettete di usare le donne per legittimate il vostro razzismo. Smettete di fare pinkwashing perché non ci serve essere “tutelate” da un razzista. E, per continuare, gli stranieri non sono criminali, come non lo erano gli italiani emigrati in America. Ci sono criminali di ogni etnia e in Italia ce ne sono certamente di più di italiani, talvolta con una svastica tatuata sul braccio, con le bandiere di antiabortisti a sfilare per il family day. I musulmani non sono terroristi, come i cattolici non sono inquisitori o intenti a fare crociate in nome di un Dio che sarebbe esclusiva di gente bianca, ricca, occidentale, dimenticando che bisognerebbe dare ai poveri e non tenersi in tasca i soldi delle tasse sugli immobili che vengono chiesti a ogni famiglia, anche poverissima, e non al Vaticano.
Io sono cresciuta in un paese la cui cultura principale è quella cattolica ma sono laica. Chi cresce in paesi in cui si pratica la religione musulmana può essere laico, può essere musulmano e non necessariamente frustare le donne o progettare atti di terrorismo. Chi generalizza istiga islamofobia e l’islamofobia non è meglio di altri estremismi. Si tratta sempre di fanatismi e di intolleranza. Una volta erano gli ebrei, ora sono i musulmani. Allora, per non usare il politically correct ed essere il più possibile diretta, quando la finite di raccontare balle.
A me si, tutta questa aria che si respira, il Salvini ogni presente, i discorsi che sento fare ai “bravi cristiani”,a me tutto ciò fa paura. Italiani brava gente che condanna lo straniero e salva gli Azzolini idolatrando i Berlusconi.
sto studiando l’argomento. Vorrei capire come mai si parla di razzismo e xenofobia su un sito che tratta principalmente di femminismo e maschilismo, che sono diversi argomenti che non centrano tra loro (perfino compare anche “Salvini” nei commenti che è politica, come se fosse un riflesso automatico). Come è nato questo connubio?
Cioè scritto così sembra che l’odio contro la donna e l’odio contro gli stranieri o l’intolleranza in generale (verso altre religioni, etc..) si ritenga abbia una radice comune e una origine congenita che coincide con l’identikit di maschio bianco etero cattolico e preferibilmente italiano. Qualche chiarimento?
“Vorrei capire come mai si parla di razzismo e xenofobia su un sito che tratta principalmente di femminismo e maschilismo, che sono diversi argomenti che non centrano tra loro ”
Due parole: femminismo intersezionale 🙂
Femminismo intersezionale, definizione: non si limita alla questione femminile ma si propone di sondare tutte le questione contemporanee.
Che tipo sarebbe come dire il nemico del mio nemico diventa un mio amico? E senza tener conto con chi ci si sta alleando?
La società è patriarcale e quindi quando c’è una maggioranza di persone che protesta per un qualsiasi motivo ci si schiera automaticamente con la presunta minoranza? Anche se la minoranza in qualche caso è il potere usurpatore camuffato?
Ho notato per esempio una grossa presenza di femminist* nei movimenti animalisti/ecologisti e che ci sono connessioni anche con le vecchie fazioni politiche comuniste. La conseguenza è, per esempio, che in un caso ci sono femministe/i che protestano con i NoTav a fianco della popolazione, in altri casi le stesse protestano come animaliste contro la stessa popolazione rurale, la quale oggi si vuole difendere da amministratori senza scrupoli che per ottenere il denaro dei finanziamenti pubblici liberano grossi predatori istituendo negligenti progetti di ripopolamento che nuociono tanto alla sopravvivenza delle piccole economie locali, quanto alla salute della fauna selvatica.
Femminismo intersezionale dici: ne deduco quindi che la scelta delle parti da sostenere non sia dovuta ad un senso di giustizia sociale, ma ad un calcolo di real-politic. E che anche nel caso dei migranti non sia autentica empatia/solidarietà umana ma una semplice scelta di convenienza politica?
Ma quale convenienza politica? Ti pare che qualcuno si stia presentando alle elezioni qua?
“a conseguenza è, per esempio, che in un caso ci sono femministe/i che protestano con i NoTav a fianco della popolazione, in altri casi le stesse protestano come animaliste contro la stessa popolazione rurale”
Sai, le persone scelgono in maniera autonoma quali cause sostenere. Non abbiamo la Sacra Rota del femminismo che ci dice chi sostenere, quando e in che modo sennò al rogo.
“Anche se la minoranza in qualche caso è il potere usurpatore camuffato?” questa sa proprio di “gomblottoh!”
Quale sarebbe il potere usurpatore camuffato, i neri? I migranti?
“Femminismo intersezionale dici: ne deduco quindi che la scelta delle parti da sostenere non sia dovuta ad un senso di giustizia sociale, ma ad un calcolo di real-politic.”
Deduci male, anzi malissimo.
Se sei veramente interessato alla questione potresti studiare un po’, cominciando dal femminismo nero e postcoloniale, Audre Lorde, Alice Walker, Toni Morrison e da lì proseguire fino alla contemporaneità.
Io ti posso dire solo una cosa: è inutile definirsi a favore delle donne o dei diritti umani se poi gli unici che difendi sono i bianchi occidentali.
Un ultima cosa: so che adesso va di moda lanciare accuse di complotto, calcolo politico e “chittipaga” a chiunque non sia sulle tue stesse posizioni. Ma per quanto vada di moda rimane una profonda mancanza di rispetto, per le persone e le loro idee.
‘… si parla di razzismo e xenofobia su un sito che tratta principalmente di femminismo e maschilismo, che sono diversi argomenti che non centrano tra loro…’
Due parole: persone, diritti
dimenticate però che in queste “culture” che difendete – islam, cristianesimo…- NON ESISTE il diritto alla parità maschio-femmina, per volontà esplicita e rivelata del dio che questa gente dice di adorare e seguire, che si è “manifestato” facendo scrivere a profeti e apostoli vari quanto sta scritto alla sura IV o a corinzi ed efesini.
Ma vabbè, ci sono veramente “femministe” convinte che sia possibile salvare l’islam e religioni simili come “ideologia nobile e utile al progresso umano”. sì, sì, certo. Ovviamente che i diritti civili si siano ottenuti ANDANDO CONTRO quello che il cristianesimo sosteneva, qui da noi, sulle donne, non vi ha insegnato niente. visto che la prospettiva che “si otterranno diritti civili” andando contro quello che l’islam sostiene sulla donna, non è una prospettiva che valutate.