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Godere sempre. Subire mai!

Serve parlare del problema della sega lunga. Quando ti si addormenta la mano perché lui non viene manco con i mozzichi e poi, tra l’altro, stringe la tua mano con la sua e la preme così forte che non la senti proprio più. Allora tenti di fare un movimento che non lo distragga. Sottrai alla stretta prima un dito, poi l’altro, e quando pensi di essere riuscita a liberarti lui si ripiglia e la riprende in ostaggio.

Ma se, mio caro, stai facendo tutto tu, perché a quella velocità rischio di farmi venire un problema al tunnel carpale, non sento più il polso, mi va via anche il gomito, perché hai bisogno della mia mano? Perché è il mio calore che vuole sentire. Con la mia mano è diverso. Allora si usa un diversivo che gli impone di finire prima che tu perda l’uso di entrambi gli arti. Allarghi le cosce e dici “entra”. Perché quando tocca quella zona lui viene dopo due secondi, si squaglia, non si sa perché.

C’è anche il problema del pompino lungo. Quando la mascella diventa quadrata e tu cominci a sentire qualche conato di vomito. Può darsi pure che lui abbia dimenticato di dirti che lì c’ha la caduta libera dei peli, per cui al primo rimbalzo ne acchiappi un ciuffo e non capisci perché a te ha chiesto di depilarla e lui invece si tiene in mezzo alle gambe una foresta vergine.

Il pompino lungo può avere qualche conseguenza. Il contraccolpo, il colpo di frusta, l’assenza di ossigeno e quando diventi blu dovrai staccare un attimo per riprendere fiato. Alcune donne hanno un bel trucco per cercare il riposo. Staccano da quella posa e cominciano a leccare il cono gelato. Sappiate che leccare è un diversivo. Serve a respirare, a sputare i peli che sono rimasti in gola, a osservare il pene per capire da quale punto prenderlo e poi tornare a far la guerra per vedere sgorgare il liquido che vorrà dire che lui è soddisfatto.

Un’altra cosa che non tutti sanno è il fatto che le donne hanno una fessura, un buco, una vagina, che non va verso l’esofago. Ha una lunghezza che può contenere solo un tot di centimetri e non più di quelli. Allora serve spiegare, perché mi hanno chiesto di raccontare questa cosa un bel po’ di ragazze, che quando tu dici alla donna di girarsi perché da dietro arriva a toccare le tonsille, se vedi lei che dice oh, ah, uh, eh, poniti il problema che forse non lo fa per piacere ma sta tentando di resistere perché le tue ultime spinte forse sono quelle decisive.

È ovvio che queste regole non valgono per tutte. Sono cose soggettive, ma succede, e dunque chiedere “ti faccio male?” non è una brutta cosa. In quanto alla convinzione che lei venga se tu pesti l’uva nella vulva è un po’ una roba da mitologia d’altri tempi. Molte donne misurano la propria zona erogena nella clitoride o nella zona a diritto e in alto della vagina. Sicché il fondo del fondo non c’entra molto. La penetrazione può piacere per lo strofinio, perché si accompagna alla masturbazione, per non so quali motivi ma non c’è nulla che voi possiate fare per farla venire se non vi muovete per incontrare le sue esigenze.

Il coito interrotto, che io sconsiglio perché è ad alto rischio di ingravidamento, a volte viene realizzato con involontaria brutalità. Lui è concentrato per capire quand’è il momento di uscire fuori, e dopo un po’ di vigorose spinte succede che a voi possono accadere le seguenti cose: lui esce e vi getta da un lato per non rischiare di eiaculare in prossimità della vostra fica. Esce e si abbaffa, collassa, su di voi con il pene stretto in mano per contenere la fuoriuscita dello sperma. Esce e ottiene il rimbalzo pestando un vostro braccio, una vostra tetta, un punto del vostro corpo che poi vi farà un male cane.

Allora allenatevi a uscire possibilmente senza lanciare la donna fuori dal letto, perché gli spermatozoi non sono così atletici e non la seguiranno per un metro o due. Basta che poggiate le vostre stanche membra dall’altro lato del letto ed è scongiurato il pericolo.

Ecco, questi e altri possono essere gli “incidenti domestici” pre o post coito che possono capitarvi se non fate attenzione. Allora usate una safeword, una roba semplice, del tipo “fermati” e lui si ferma. E se non si ferma ne userete un’altra tipo “fermati, coglione”. Al terzo “fermati” prometto che lui smetterà e se non smette, ‘sticazzi, allora, dato che vi ritiene invisibile, potrete allontanarvi senza paura di ferirlo nell’orgoglio e, tempo che lui abbia finito, voi vi siete già docciate e siete uscite a fare festa.

Godere sempre. Subire mai. Semplice, no?

6 pensieri su “Godere sempre. Subire mai!”

  1. fantastico! mi ha fatto davvero ridere. però è vero, sono a volte piccole le occasioni di incomprensione, che minano il rapporto. e invece sarebbe tutto molto facile con una pronta comunicazione…

  2. 🙂 bellissima divertentissima, mi ha ricordato il mio ex che usciva sempre preciso e non sbagliava mai però mi urlava ” spostati spostati” e ogni volta mi prendeva un colpo, e fu così che decisi di prendere la pillola

  3. Perchè, vogliamo parlare di quando tu gli stai facendo un pompino mettendocela tutta, e per tutta risposta la mandibola ti esce dalla sede e sei costretta a rispingerla dentro, e a portare il bite di notte per tutta la vita??? 😉

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