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#Firenze: Testo Sentenza di assoluzione per stupro di gruppo alla Fortezza da Basso

Pubblico la sentenza di assoluzione in appello dei sei accusati per stupro di gruppo (Riferimenti: Firenze, Fortezza da Basso). Le pagine che pubblico, già commentate dall’avvocato della denunciante e dalla stessa “Ragazza della Fortezza“, alla quale aveva risposto l’avvocato della difesa, contengono una prima parte che descrive la versione dell’accusa, si raccontano anche le testimonianze di persone estranee al gruppo, si parla di referti, poi ci sono le versioni degli appellanti e nelle ultime pagine le motivazioni dei giudici che hanno assolto i sei ragazzi.

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Comments

  1. I tempi di smaltimento dell’alcol: “Il ritmo di smaltimento del fegato è costante e l’alcool risulta completamente eliminato nell’arco di 7 ore”. Fonte ACI http://www.aci.it/laci/sicurezza-stradale/alcool-e-guida/cosa-ce-da-sapere.html
    La ragazza è uscita dalla fortezza con gli altri alle 1 e 30, alle 4 e 15 tornava a casa.
    Il giorno dopo si rivolgeva al centro antiviolenza dell’ospedale Careggi dove
    Mi pare che il tempo trascorso sia molto importante per poter stabilire se fosse davvero ubriaca oppure no. Se per esempio erano passate almeno sette ore dall’assunzione l’alcol non sarebbe risultato.

    • Il suo stato di ubriachezza viene considerato dalla perizia che ha stabilito che anche con 7 “shottini” non sarebbe rientrata nei parametri di ubriachezza, ergo se ne aveva bevuti 4 e dall’ultimo era passato diverso tempo, se ne deduce che non fosse ubriaca.
      Come infatti testimonia la ragazza che si rivolge a lei.

    • Che la ragazza fosse ubriaca o che non lo fosse è molto difficile da provare. Le testimonianze non sono omogenee. La perizia dice che anche se avesse bevuto di più di quelle che pare realistico il tasso alcolemico non sarebbe stato elevato. Vero e contemporaneamente falso. Mi pare assai più plausibile che la perizia abbia detto che è possibile che non fosse ubriaca (che è una cosa diversa e decisamente più corretta). Perciò “in dubbio pro reo”. Però il dubbio rimane.

    • C’è un equivoco, 7 ore nell’esempio riportato con le quantità proposte. È costante nel senso che il metabolismo è appunto lineare, il fegato lavora senza picchi o cadute.
      Provi a bersi una bottiglia di whiskey e vedere come si sente dopo sette ore.

  2. Cortese Eretika,
    ci conosciamo da tempo (sia pure in modo anonimo, asimmetrico e in quanto avversari). Siamo su fronti opposti, tuttavia in questa occasione sia dia il tempo di leggere quanto segue prima di cestinare.
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    Quella sentenza è aberrante, micidiale e perniciosa e va condannata in ogni modo perché fondata sulla menzogna e propagatrice di menzogna. Come vede, le nostre opinioni – stranamente – questa volta coincidono, ma ciò per ragioni radicalmente diverse. Eccole.
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    Il presupposto dell’assoluzione dei Sei è infatti lo stesso sulla cui base essi agirono (se erano in buona fede, ovviamente) ed è questo: maschi e femmine sono uguali, intendono, vivono e praticano il sesso nello stesso modo e nelle stesse forme. Sulla base di questa idea aberrante, da una parte essi hanno ritenuto (se erano in buona fede) che una donna possa voler fare del sesso con altrettanti uomini uno dopo l’altro, mente la sentenza ha confermato, dall’altra, che una simile assurdità, una tale enormità è possibile, è reale.
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    Quei Sei hanno dunque creduto che l’immaginario sia reale, il fantastico a portata di mano, che l’impossibile sia possibile e che si realizzasse proprio là, davanti ai loro occhi, a loro beneficio, gratuitamente, naturalmente. Che a loro e per loro fosse caduto sulla Terra uno spicchio di Paradiso.
    Nientemeno che questo hanno creduto. Ora la domanda è questa: è ammissibile tale buona fede in uomini del XXX millennio? Facciamola breve: non lo è. Questa ingenuità (se ingenuità fu) è imperdonabile. Nessuno dotato di un minimo di conoscenza degli umani e delle diversità tra i sessi, può pensare né lontanamente immaginare che una donna possa voler fare ciò che a loro parve invece possibile, naturale, forse persino banale. Ciò che invece è semplicemente inconcepibile: roba da filmini, prodotto dell’immaginario maschile. Nulla di più.
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    Quella presunzione, quella idea totalmente deformata della sessualità femminile è imperdonabile, tuttavia ha un’attenuante. Essa risiede nella propaganda femminista che nega radicalmente ogni differenza tra i sessi. Quei giovani infatti non hanno mai sentito parlare della “naturale ritrosia” femminile, verità che il femminismo ha reso indicibile, al contrario, hanno avuto conferma sin da piccoli che maschi e femmine sono ugualissimi. Perciò, se sino in tempi recenti il comportamento sessuale femminile non coincideva con quello maschile ciò dipendeva dalla repressione patriarcale della sessualità femminile. Adesso le donne sono libere, emancipate, moderne e quindi finalmente fanno come gli uomini. Quei Sei (se erano in buona fede) hanno trovato una coincidenza, una perfetta saldatura, tra il proprio immaginario e la bugia assorbita dalla propaganda femminista, il suo dogma centrale, secondo cui non esistono differenze naturali tra i i sessi, men che meno in ambito sessuale, bugia unita alla celebrazione pluridecennale della consapevolezza, dell’autonomia decisionale, della piena coscienza della donna finalmente libera e assertiva. Che ha spezzato le antiche catene, che sa quello che vuole e non guarda in faccia nessuno. Questa è l’attenuante che quei Sei possono addurre e che dobbiamo conceder loro necessariamente.
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    La menzogna che sta a fondamento della sentenza è il dogma centrale del femminismo: incredibile ma vero. In essa infatti si presume l’impossibile e si fa credere agli uomini che il Paradiso possa scendere in Terra: che già ne sia disceso! Che al termine di una festa ci siano donne felici di regalare orgasmi ai disponibili. La famosissima “liberazione sessuale” per come la intendono gli ingenui maschi. Nientemeno che questo sentenzia la sentenza!
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    Ma, e questo è il punto, le cose stanno in modo diametralmente opposto. Infatti, grazie al femminismo, la donna ha acquistato il diritto di cambiare idea durante il rapporto (per giunta senza doverlo segnalare al partner) e di cambiare idea pure dopo, in qualsiasi momento. E il rapporto con una donna ubriaca, o brilla, o in altra condizione alterata (lo sappia l’uomo o meno) ha già formato ragione di condanna per lui in Italia e altrove .
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    In questa morsa finiscono dunque donne che fanno sesso contro la loro volontà (anche se esse stesse ignorano quale sia) e uomini che finiscono tra le sbarre per aver creduto nell’impossibile (come in questo caso) e al tempo stesso in ciò che il femminismo proclama: che i sessi sono uguali e che la donna sa ciò che fa e ne è responsabile e che gli antichi segni di consenso o non-dissenso valgano ancora.
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    Invece oggi ogni uomo (sin da adolescente) deve sapere che: “no” significa no, “non-no” significa ancora no e “sì” può significare qualsiasi cosa. Sta alla donna stabilirlo se e quando vorrà.
    Ogni uomo deve sapere che i gesti con cui una donna manifesta la sua disponibilità e persino la sua passione, non hanno alcun valore e non la impegnano minimamente.
    Ogni uomo deve sapere che le sue personali intenzioni non hanno alcun valore. Sono ridicole.
    Ogni uomo deve sapere che il “no” è presunto e il “si” è indimostrabile.
    Ogni uomo deve conoscere l’antica verità “patriarcal-maschilista”: la naturale ritrosia della donna al sesso. Figuriamoci a quello multiplo o di gruppo.
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    Contro queste verità si è espressa la sentenza, emessa da due donne ed un uomo. La presenza delle due donne spiega perché i media (vedi ad es. Repubblica) non si siano gettati sul fatto come ai tempi della sentenza “jeans” e spiega pure la circospezione con cui “27Ora” – pur condannandola – l’ha presentata.
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    La presenza di due donne che sentenziano sorprendentemente in un simile modo, ha però bisogno di una spiegazione. Con un po’ di fiuto non è difficile trovarla: l’abbiamo già incontrata.
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    Grazie e saluti.
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    Rino DV

    • insomma è tutta colpa delle femministe.
      chissà perché io me l’aspettavo

      • però a me interesserebbe una risposta nel merito. Articolata e logica. Perchè il punto è quello. Sono sette anni sette che spero in un’articolata, logica, coerente spiegazione della sua teoria che non sia sia “io soggetto donna ho il diritto di fare quel che mi sento, quel che la mia sensibilità del momento richiede, certo la mia libertà finisce dove comincia la tua, questo nessuno lo può negare, Però il paletto della libertà lo fisso io. E decido io dove spostarlo.

    • Calamity John says:

      Senza offesa, ma dubito di aver letto tante fesserie tutte assieme.

    • Gentile Rino,
      in generale sono d’accordo con il tuo pensiero (ho letto con molto interesse il tuo libro già una decina di anni fa), però in questo caso permettimi di dissentire su due punti: 1) Avere rapporti con più uomini contemporaneamente è a tutti gli effetti una fantasia sessuale femminile, perlomeno delle nuove generazioni, e questo te lo dico per esperienza personale (non di orge, ma di confidenze avute con diverse ragazze intorno ai 20-25 anni). Che siano fantasie “indotte” da un certo tipo di cultura pornografica sempre più diffusa e accessibile può essere argomento di dibattito, ma è innegabile che molte ragazze pratichino con interesse, curiosità e anche con piacere erotico tali amplessi multipli. 2) Senza voler parlare a nome di altri, io sono un uomo eterosessuale e posso affermare in completa onestà e schiettezza che, almeno nel mio caso, partecipare a un’orgia composta da me, altri uomini e una sola ragazza non rientra minimamente nelle mie fantasie, così come non rientrano altre tipologie di rapporti suggeriti da quelli che tu indichi come “filmini”, oggi più che mai liberamente visionabili in pochi secondi grazie a internet. Scene di sesso lesbo o peggio ancora “finto-lesbo” (poiché praticate da donne evidentemente eterosessuali), orge varie, scene sado-maso di ogni sorta et similia non suscitano il mio minimo interesse sessuale. Credo inoltre fermamente, ma si tratta di mia personale opinione, che la carica erotica e l’interesse erotico suscitato da simili “fantasie” sia in realtà un costrutto culturale e mediatico, che fa facilmente presa sulle menti semplici della massa di uomini e donne, e che non abbia riscontro in quella che è l’autentica pulsione erotica, sessuale né tantomeno “affettivo-sessuale”.
      Fatta questa premessa, sono ovviamente un convinto nemico delle false accuse di stupro (un mio carissimo amico si fece una notte di carcere in Svezia dopo essere stato accusato in discoteca da una perfetta sconosciuta, e sostanzialmente solo grazie al biglietto aereo che dimostrava che lui si trovava ancora in Italia al momento del presunto stupro è stato scagionato, cavandosela con pochi spiccioli di risarcimento, tanta umiliazione e tanta paura), per cui ben venga l’assoluzione dei sei giovani (che a quanto pare sembra più che motivata).
      Grazie e buon lavoro.

      • Cortese Michele, fruisco della non meno cortese disponibilità di Eretika ad ospitare i miei commenti, ma non voglio eccedere, perciò sarò sintetico.
        1- Sulle fantasie di M e di F e sul rapporto tra esse e la vita realmente vissuta e sulla evoluzione e i condizionamenti sull’immaginario e sulla vita tessa c’è una intera letteratura, sia di fonte maschile che femminile (e poi femminista), letteratura piena di contraddizioni. Mi sono limitato a sostenere che l’immagine che i maschi hanno dell’immaginario femminile e del rapporto tra questo e la vita reale delle donne è sbagliata, fuorviante e pericolosa, sia per le donne che per gli interessati. Ho poi affermato che il femminismo ha contribuito ad accreditare quella distorta immagine (non ho detto che il femminismo sia la causa prima di quella distorsione).
        2- Le nostre esperienze e sensazioni individuali sono importanti, ma vanno prese con le molle. Il soggettivo non può essere proiettato sul mondo, sulla generalità. Le mie tesi sulla differenza di approccio al sesso tra F ed M non è fondata né sulla mia esperienza né sui racconti biografici (cui cmq mi interesso da decenni). E’ fondata sull’evoluzionismo darwiniano.
        3- A Sasha dico questo: è vero, non esiste alcuna legge che espliciti quella regola. Essa è applicata in giurisprudenza ed è sostenuta implicitamente dai media ad ogni occasione opportuna. Questa sentenza è una anomalia perché viola quel principio. Le condanne femministe a quella sentenza si basano appunto su quel principio, come pure gli abusi denunciati dalle ex al momento del divorzio (nel 30% dei casi).
        4- Ad Ekkecakkien faccio osservare la contraddittorietà delle sue affermazioni sulla disinibizione e sulla naturale ritrosia. Le individui lei stessa/o perché altrimenti mi dilungo eccessivamente.
        .
        Per chiudere: se quei 6-7 avessero avuto ben chiaro che il NO è presunto e il SI è indimostrabile, che esiste la naturale ritrosia femminile, che il sesso per le DD è cosa profondamente diversa da quel che vale per gli UU (e da quel che essi vorrebbero fosse) avrebbero evitato alla ragazza una grave imbarazzo, una brutta esperienza e tanta sofferenza, ed a se stessi una sorte ben peggiore che solo il caso (due donne giudici) ha loro risparmiato.
        Ciò dico sulla base di quanto è dato sapere dalle cronache. Cronache che Eretika ha lodevolmente integrato con ogni fonte, forse unica in tutto il Paese. Ma la verità vera di quel che gli interessati provarono, capirono, vollero in quel tragico giorno, ci resterà ignota per sempre.
        .
        Grazie per l’attenzione.
        .
        Rino DV

      • sono costernata per il tuo amico. Come donna ritengo anche io che un rapporto fra tanti uomini e una sola donna non rientri minimamente nelle fantasie maschili, anzi… piu ke il paradiso potrebbe essere il purgatorio o peggio. dopo aver letto mi piacerebbe aggiungere molto altro ma me lo tengo per me, tanto sono schifata dalle menzogne provate.

        • Non è cortese lasciare gli interlocutori senza risposta, per questo torno a scrivere.
          1 – Emma: probabilmente lei trova contraddittorio un simile aspetto dell’immaginario maschile con la gelosia ed il desiderio (ossessione?) per l’esclusività della relazione. Vuol dire che lei non conosce (o non riconosce) le ambiguità, le ambivalenze e le contraddizioni delle pulsioni negli uomini. Ma vuol dire che non conosce-riconosce neppure quelle femminili manifestate dal comportamento e descritte dalla letteratura psicologica femminile e persino femminista. Se lei cerca la coerenza nell’inconscio, allora non esiste la base stessa né per capirci e concordare né per litigare.
          2- Lia: se lei ignora in buona fede che a fondamento del femminismo c’è il dogma della inesistenza dei diversità naturali tra i sessi, vuol dire che lei scrive da un’altra galassia. Qualsiasi donna appartenente al pianeta Terra glielo può invece confermare. Basta che lo chieda. Glielo confermerà la stessa Eretica. Finché penserà che il femminismo sostenga l’esistenza di differenze naturali ineliminabili tra F ed M, non potremo neanche litigare.

    • <>

      >Cosa sarebbe questo “diritto acquisito” di cambiare idea pure dopo? E chi l’ha detto questo?
      Spiegami

    • ekkecakkien says:

      Signor RDV secondo me è fuori strada, visto che qui non ci sono giovani disinibiti che fanno sesso allegramente, ma gente che ha bisogno di bere per sentirsi disinibita e che fa cose che da sobria non farebbe. La ragazza, che spiattella a tutto il mondo la sua trasgressività e libertà sessuale perchè gli altri ci credano (e infatti ci hanno creduto, approfittandosi di lei) è tutt’altro che serena e disinibita. E così i suoi cosiddetti amici mentre la montavano uno dopo l’altro non stavano a pensare che lì sotto c’era un essere umano più o meno pietrificato, non gli interessava che lei si stesse divertendo o meno. La ritrosia femminile è una cakkiata, la donna (come un uomo) in assenza di condizionamenti sociali la darebbe a chiunque o quasi, parliamoci chiaro. Il problema è quando il sesso diventa una sorta di status symbol, un’altra sfaccettatura dell’apparire e non dell’essere, allora si finisce per mancare di rispetto a sé stessi e agli altri facendosi molto male, ma credo che in questo il femminismo c’entri ben poco.

    • Signor Rino DV, ma che c’entra il femminismo con l’incapacità di rispettare gli altri esseri umani? E poi, la “propaganda femminista” che nega radicalmente le differenze fra i sessi? Ma di che sta parlando? Anche tale “propaganda femminista” è un prodotto dell’immaginario, il suo. Non lo chiamerò “immaginario maschile”, per rispetto di quegli uomini il cui immaginario è meno semplificante.

  3. Prego correggere
    > “XXX millennio” in –> III millennio.
    > “tra i i sessi” in —> tra i sessi
    Grazie.
    Rino DV

  4. Una domanda: come mai ci sono delle parti censurate, visto che è una sentenza pubblica?

  5. Evangeline says:

    Solo tanta tanta solidarietà, sorella.

  6. Ecco @laglasnost qui c’è lo sviluppo della bozza che avevo messo ieri sul tuo blog. Alcune riflessioni su una grande perplessità che ho. https://ruminatiolaica.wordpress.com/2015/07/24/lassoluzione-per-lo-stupro-della-fortezza-da-basso/

    • grazie cara. lo pubblico in bacheca.

    • buonasera, ho letto il suo post e vorrei far notare che non si parla di nessun alcoltest
      siccome le testimonianze oscillano tra 2 e 4 “shottini”, la perizia stabilisce che anche considerando un quantitativo di 7 shottini (quindi un numero in deciso eccesso) il dosaggio nel sangue non avrebbe superato 1,07 gr. e calcolando anche il tempo di uscita dalla Fortezza sarebbe sceso anche a 0,8, ma comunque un valore mai rappresentante un grado di ubriachezza invalidante
      lascio anche qui il mio saluto

    • Però questo è un problema di onere della prova: la capacità di un soggetto non legalmente incapace (minorenne, interdetto…) è presunta. Va quindi dimostrata positivamente l’incapacità del soggetto e mai il contrario.

      • innanzitutto vorrei ringraziare Goccia per il suo parere sul moralismo della sentenza e sulle conclusioni che ha espresso più sotto, anch’io avevo interpretato i riferimenti alla sua vita sessuale nell’ottica dell’inquadramento del suo profilo psicologico e non di condanna de libertinaggio, ma proprio nell’ottica di una certa tendenza a sperimentare sessualità libera per poi rimuoverla e sono pienamente concorde. In secondo luogo, qui vorrei capire meglio la considerazione di Maurizio, visto che mi sembra, fra i tanti commentatori esperti giuristi che affollano ultimamente il web su questa vicenda, uno di quelli che realmente esperto lo sia. Ti chiederei quindi, anche a costo di far domande sceme, di rendere più fruibile la nozione di onere della prova e a chi spetta. Nel caso di un procedimento penale come questa a chi spettava l’onere della prova dell’ubriachezza? All’accusatrice? Al P.M. che si fa carico dell’onere della prova una volta accertata la non archiviabilità di una denuncia? In questo caso, se non ho capito male, la perizia tossicologica depositata in appello è presentata dagli appellanti (quindi dagli imputati). Se ho capito bene (e vi prego di confermarmelo) ciò avrebbe come conseguenza che, in qualche modo, la sentenza di primo grado è stata emessa senza prove o con prove incerte, sul punto dell’incapacità del consenso dovuta all’ubriachezza? Grazie dell’eventuale risposta

        • Esperto fino ad un certo punto: non mi arrogo competenze che non ho 😉

          L’ubriachezza della vittima deve essere dimostrata da chi accusa, ovvero il Pubblico Ministero. Non serve che sia provata in modo oggettivo, quindi se Tizio viene descritto ubriaco fradicio, non serve che sia stato sottoposto ad etilometro o a test del sangue perché il fatto sia provato.
          Da quanto ho capito, nel primo grado avevano ritenuto credibile la testimonianza della denunciante, la quale sosteneva di essere stata in condizione di incapacità a causa dell’alcol.
          La Corte d’Appello afferma non tanto che non sia stata sufficientemente provata la grave ubriachezza, ma addirittura che ci siano elementi che lasciano presumere il contrario, ovvero la capacità della denunciante.

          Comunque, in breve, solitamente l’onere della prova ricade su chi afferma qualcosa, salvo che non sussistano presunzioni. Quindi se Tizio è minore, la sua incapacità è presunta, diversamente sarà tenuto a dimostrarla. Allo stesso modo, se Tizio è accusato di aver sparato a Caio e invoca la legittima difesa, l’accusa dovrà dimostrare che Tizio abbia sparato a Caio, mentre Tizio dovrà dimostrare di essersi legittimamente difeso.
          A questa regola se ne aggiunge un’altra, il noto “in dubio pro reo”: se c’è incertezza (assenza totale di prove o prove contrastanti), si deve scegliere la soluzione più favorevole all’imputato.

  7. grande stima, Eretica, per la pubblicazione della sentenza integrale e ricopio qui il mio commento postato sul FQ
    leggere la sentenza è stato molto importante e non solo perché nella seconda parte si spiega dettagliatamente quali sono i fatti che smentiscono l’originaria impostazione descritta nella prima parte, ma anche perché si arriva a comprendere il senso di quelle frasi che tanta perplessità hanno provocato anche in me e che sono scritte, a mio avviso, con intento di portare vantaggio alla ragazza stessa e proverò a spiegare il senso del mio discorso
    dunque, ciò che emerge vistosamente è l’assoluta inattendibilità della ragazza con l’elenco delle sue menzogne (purtroppo il termine è corretto) gravi e ripetute di cui lo stesso Tribunale dichiara di dover prendere atto
    a questo si aggiunge che la coercizione era già stata esclusa nella precedente sentenza senza impugnazione restando, pertanto, solo la circostanza dell’abuso per l’eventuale inferiorità psichica dovuta al tasso alcolico anch’essa smentita dalla dimostrata presenza sia fisica (sul toro meccanico), sia mentale al telefono e nelle risposte date, nonché da perizia che attribuisce a quel quantitativo bevuto un tasso tale da non determinare ubriacatura invalidante
    la mia sensazione è che anche le ricostruzioni di alcuni aspetti della sua vita sessuale siano stati pertinenti e necessari mettendo in luce due precedenti episodi di rapporti occasionali anch’essi successivamente definiti dalla ragazza come “non voluti” e qui si arriva alla probabile immagine di una sessualità più libera nella forma che nella sostanza interiore e forse per questo definita contraddittoria e non lineare… ma ecco che, proprio questa immagine di possibile conflittualità personale assieme alla citazione di un suo periodo di grande fragilità familiare ed affettiva, a mio avviso, la solleva dal dubbio di altri possibili moventi (assai più meschini) a fronte di reati così gravi come la falsa testimonianza ripetuta e la calunnia addirittura verso persone non presenti che potevano e potrebbero, addirittura esporla a conseguenze legali
    e, sempre, il saluto per te

    • Concordo pienamente con questa analisi di Goccia. Il problema è che gran parte dei commentatori nel web non ha letto la sentenza, e fra quelli che l’hanno letta, alcuni l’hanno fatto attraverso filtri ideologici. A me è stato risposto che essendo io uomo era ovvio da che parte fossi, o che lo stupro va condannato anche senza alcuna prova, basta la parola della donna. Io sono spaventato da questa inciviltà, o da questa poca intelligenza, questa è la gente dello stigma, dei roghi, della morale, delle lapidazioni.

      • Purtroppo la sentenza è stata pubblicata in un contesto ormai polarizzato da giorni dove proprio il moralismo è stato uno degli ingredienti principali in molti commenti partigiani, sia da una parte che dall’altra.
        Personalmente mi pare (come te e Goccia credo) che i giudici abbiano tentato in ogni modo di non cadere in un salomonico: non stupro –> calunnia.
        Il problema però è anche che se si voleva aprire una discussione sulla cultura moralista, che fosse meno faziosa possibile con relativo circo cordaiolo di “fenomeni” e strumentalizzazioni varie, focalizzando la discussione su una sentenza che, indipendentemente da come si siano svolti i fatti, si riteneva basata sul moralismo, allora questa discussione si sarebbe dovuto aprirla con la pubblicazione della sentenza, facendo una’analisi puntuale sul testo di quello che si voleva criticare.
        Intendiamoci, facile criticare, specie col senno di poi, difficile fare, Eretica offre a tutti spazi di riflessione con il suo tempo, il suo lavoro e, non ultimo, il suo esporsi e rischiare in prima persona, ma, spero non me ne voglia, partire così
        http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/18/assolti-da-stupro-di-gruppo-a-firenze-inutile-denunciare/1886105/
        poi pubblicare la lettera della ragazza con inevitabile risposta dell’ “altra parte” a iniziative e proteste avviate, non poteva che rendere un dettaglio nel “rumore di fondo” sia la sentenza sia una interessante discussione sul moralismo, che sicuramente proprio le tifoserie web, di certo più dei giudici, hanno elevato a metro di giudizio delle loro salomoniche condanne scritte in rete.
        A “bocce ferme”, manifestazioni fatte (e speriamo dolore lasciato alle spalle per tutti i protagonisti), i commenti in rete offriranno un campionario molto variegato per tornare ad analizzare la cultura moralista senza il frastuono di fondo che c’è ora.

        • PS Ops… ho usato “salomonico” per ben due volte intendendo il significato quasi contrario dato a questa parola….. imbarazzante 😦 ….intendevo dire “rigido”, “spietato”, “ottuso” … chiedo scusa 🙂

    • Vero. Però ci sono dei punti che non convincono, come in millanta altre sentenze. Sul tasso alcolico ci sarebbe molto da discutere. Primo perché non è mai stato misurato (e anche se fosse, non sarebbe definitivo), quindi si procede ai racconti dei testimoni. Racconti che di fatto non sono omogenei (come riporta la sentenza) e su cui quindi si fa una scelta, scelta che in questo caso non mi convince (e non lo farebbe forse nemmeno nell’altro senso).
      Un’altro punto fuorviante è quello del “trauma” legato al sesso di gruppo. Non esiste in letteratura nessun caso di “trauma” per sesso di gruppo consenziente. Il che non significa che non esista in assoluto, significa che si è scritta una castroneria, che è anche più evidente perché la stessa sentenza dice chiaramente che non ci sono stati rapporti sessuali, ma palpeggiamenti. Un trauma legato a sesso di gruppo che di fatto non c’è nemmeno stato? Fa ridere questa cosa.
      Quello che può accadere è, piuttosto, il “pentimento”, ma non perché l’evento sia traumatico, è piuttosto il contesto del giudizio sociale (“se l’è maiala”) che crea il pentimento.
      Nella sentenza inoltre si riportano fatti che non sono pertinenti, né per quel che riguarda l’attendibilità della ragazza, né per tracciarne un profilo psicologico. Uno di questi è l’elenco delle relazioni precedenti (quella omosessuale e la convivenza). Nessuna delle due dimostra una vita “non lineare” (cosa voglia dire questa espressione l’han capito solo i giudici) né un “rapporto ambivalente col sesso”. Sono giudizi morali, probabilmente inconsci, ma totalmente irrilevanti.
      Infine la chiusura della sentenza che, pur nell’intento di evitare che la ragazza passi per calunniatrice, è tremenda:

      “sicuramente apprezzabile è stata la volontà della *** di stigmatizzare quella iniziativa di gruppo comunque non ostacolata, volontà che si è estrinsecata in una serie di comportamenti successivi ai fatti espressione di una energica reazione […] per rispondere a quel discutibile momento di debolezza e di fragilità che una vita non lineare come la sua avrebbe voluto censurare e rimuovere.”

      “Apprezzabile” davvero? Quindi se io faccio sesso di gruppo, me ne pento e mando in galera i miei partner per violenza sessuale ho fatto una cosa “apprezzabile”? “Discutibile momento di debolezza e fragilità” ma discutibile per chi? Qui hanno mescolato giudizi personali sul sesso di gruppo e la presunta motivazione dietro la denuncia.

      A scanso di equivoci, non discuto il risultato della sentenza (su cui mi rimane comunque qualche riserva), ho però molto da ridire sulla stesura.

  8. Grazie per averla messa a disposizione.
    Leggo che non sarebbe stata impugnata e che sarebbe quindi cosa giudicata. So che essendo un paese di garantisti, questo non avrà alcun rilievo: i 60 mln di Commissari Tecnici della Nazionale si trasformeranno come al solito in 60 mln di giudici, periti, avvocati, investigatori e legislatori.

    Un osservazione tecnica sul sesso dei giudici.
    La sentenza è stata scritta da una donna (la Presidente, che è anche estensore) e, come solitamente accade nelle decisioni collegiali, gli altri consiglieri avranno avuto un ruolo limitatissimo nell’azione del collegio.

  9. La libertà è la nostra “fortezza”

    Ci riprendiamo la Fortezza perché …

    – le motivazioni della sentenza di Firenze sono inaccettabili;
    – questa sentenza ha leso l’autodeterminazione di tutte le donne;
    – il processo è stato fatto alla ragazza e alla sua vita;
    – vogliamo sapere perché la procura generale non ha fatto ricorso facendo scadere i termini.

    Riaffermiamo la nostra libertà: siano processati i violenti e non le vittime!

    Non vogliamo essere giudicate per come ci vestiamo, per il nostro orientamento sessuale e i nostri comportamenti.

    Troviamoci martedì 28 luglio alle 21,00 all’ingresso principale della Fortezza da Basso in piazza Bambine e Bambini di Beslan, Firenze.

    Hanno promosso e aderito:

    Unite in rete, Artemisia, TOSCA – Coordinamento toscano centri antiviolenza, Di.Re., Libere tutte Firenze, Il Giardino dei Ciliegi, Collettivo DeGenerate, Azione gay e lesbica, IREOS, Libreria delle donne, Associazione Fiesolana 2b, Intersexioni, ARCI Firenze e Toscana, Rete Genitori Rainbow, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo, Coordinamento donne CGIL Firenze e Toscana, LeMusiquorum, Gruppo DDD, Laboratorio per la laicità, Rete donne SEL, Gruppo consiliare Firenze Riparte a Sinistra, on. Marisa Nicchi, sen. Alessia Petraglia, Daniela Lastri.

    Altre adesioni

    Arcilesbica Firenze, Crs, Corrente alternata, Coltiviamo Cultura in Genere, Nuove Generazioni su Orme Radio, Resistenza Femminista, Pasionaria.it, COSPE, Mi diras Nur progetto contro la violenza dell’Associazione Mahila, Khadija Cirafici, Centro AntiViolenza Associazione “donne insieme valdelsa”, colle val d elsa (SI), Comitato Territoriale ARCIGAY Leonardo Da Vinci di Grosseto, Nosotras Onlus, Associazione Progetto Arcobaleno Onlus, Lei disse sì,

    Cristina Obber, Barbara Bonomi Romagnoli, Maria Luisa Boccia, Aglaia Viviani, Donatella Golini, Laura Gaspari, Elisabetta Togni Dalla Torre, Farideh Karamloui, Simona Sforza, Daniella Vangieri, Monica Sgherri, Papi Buzz, Alessandra Giannini, Luca Sparnacci, Evelina Visani, Francesca Pontani, Mirella Sarti, Roberta Montanari, Paola Borsoi, Maddalena Robustelli

    Cobas Quadrifoglio, Filcams CGIL Grosseto

    L’Altra Europa con Tsipras – comitato Fiorentino, Sì Toscana a Sinistra, Retedem -PD Toscana,

    Le adesioni sono aperte.

    Inviate la mail di adesione a <>

    Se vi fa piacere preparate cartelli e striscioni con le parole del testo e portate una pila.

    Visita la nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Libere-Tutte/203717239675198
    e il nostro blog: http://liberetuttefirenze.blogspot.it/

  10. ekkecakkien says:

    Grazie. Penso che di fronte a tali riscontri i giudici non avrebbero potuto fare diversamente. Leggendo attentamente (ma temo in pochi l’abbiano fatto) risulta chiaro che, nonostante i toni moralistici delle motivazioni che disapprovo, l’assoluzione non ha nulla a che vedere con il “giudizio negativo” espresso sulla vita sessuale della ragazza, ma deriva da riscontri oggettivi.
    Ciò che adesso è più importante secondo me è che questa ragazza la smetta di farsi del male. Un aiuto potrebbe essere evitare di sostenerla nelle sue convinzioni sbagliate, con manifestazioni, petizioni e quant’altro, utili solo a rafforzare la fede nel suo personaggio “contro”. Sempre se si vuole aiutarla davvero, e non strumentalizzare la sua storia per portare avanti un’idea.

  11. Io che vado in bici con gonna e mutande rosse e a volte ho in borsa i preservativi penso di dovermi ben preoccupare dopo questa sentenza.
    Forse adotterò il burqa sui mezzi pubblici. O mi daranno della terrorista?
    Dio che confusione in questi tempi moderni.

    • Se hai fatto sesso orale in bagno e poi dai spettacolo montando un toro meccanico davanti a tutti, non è per le mutande rosse che non sei credibile come stuprata, è che non è credibile che tu sia appena stata stuprata e che tu dica di essere stata così ubriaca da non ribellarti e troppo debole da poterti divincolare, e che non avessi avuto a chi chiedere aiuto. Non facciamo ricostruzioni fantasiose e menzognere, pur di dare ragione alla donna a prescindere.

      • Non vedo proprio i nessi logici, Pigi, a questo punto era più apprezzabile la storia dei jeans di qualche anno fa che aveva almeno delle pretese di logicità.
        Cioé se mi diverto in una situazione non posso essere poi stuprata? E comunque lo sai che la maggior parte delle violenze sessuali avviene in famiglia da persone che spesso si è addirittura scelto di avere come partner e con cui si fanno persino dei figli?
        E poi tu davvero riusciresti a divincolarti da sei uomini?
        Davvero pensi che una donna abbia voglia di mettere a processo tutta la sua vita per sette anni per una sua fantasia?

        • Canio Telesca says:

          Dai riscontri delle indagini risulta che la ragazza abbia mentito su vari aspetti della vicenda. In particolare, ha mentito anche su alcuni elementi fondamentali. Ha mentito circa la presenza di uno dei ragazzi, con cui in precedenza nella serata aveva avuto un rapporto sessuale consensuale nel bagno del bar della Fortezza, ha mentito sul luogo dello stupro, sul fatto che non è fuggita come invece sostiene, oltre che su vari altri aspetti secondari. Inoltre, la perizia della ginecologa esclude che vi sia stato stupro.
          Infatti, il ragazzo con cui aveva avuto un rapporto nel bagno della Fortezza era già stato assolto con formula piena in primo grado, gli altri sono stati assolti adesso e nè la presunta parte lesa, nè il PM faranno ricorso in Cassazione. E’ per questo che non è stata creduta, non per le mutande rosse, per il toro meccanico, per il passato lesbo o altro

    • Non mi pare che la sentenza applichi un fantomatico principio di diritto per cui se hai i preservativi nella borsa vi sarebbe un aperto consenso al rapporto sessuale.
      E’ più semplice:
      – fare sesso in Italia è legale
      – costringere una persona a fare sesso è illegale
      – i protagonisti della vicenda hanno fatto sesso
      – lei ha accusato loro di averla costretto a farlo
      – la versione di lei è poco credibile, nonché smentita in alcuni dettagli da altri riscontri
      Ergo, non si è accertata la commissione di nessun reato

      Tipo di pantaloni, colore delle mutande o preservativi non sono nemmeno stati menzionati.

    • Non c’è affatto scritto questo nella sentenza, ma almeno, l’hai letta? Perché nel caso, certamente non l’hai capita.
      Il fatto poi che il PM abbia rinunciato ad appellarsi, beh, la dice lunga.

  12. Secondo l’accusa, alcune persone hanno approfittato dell’inferiorità fisica e psichica di una persona; secondo la Corte d’appello non ci sono indizi che lascino intendere che vi fosse tale inferiorità, e anzi vi sono addirittura elementi di segno opposto.

    Forse il giudicante ha ragione e forse no: proprio come noi, i giudici non erano presente ai fatti e non possono saperlo per certo. Ma a parte il fatto che nel dubbio si dovrebbe appunto assolvere e non condannare, esattamente che c’è di così scandaloso e inaccettabile in questa sentenza?

    Non è una domanda provocatoria, è che proprio non capisco. Qualcosa ci dovrà essere, almeno secondo le molte persone che si sono scandalizzate. Qualcuno di loro avrà letto la sentenza, e mi piacerebbe se avesse la pazienza di spiegarmelo.

  13. Allora, letta la sentenza, i giudici ritengono che la vittima non fosse attendibile. Benissimo. Sono la prima tra i garantisti. Posso però sapere quale collegamento logico esiste tra l’aver avuto una relazione omosessuale e la non attendibilità? Lo dico per capire se la mia omosessualità mi rende meno “attendibile” in tribunale. Grazie.

    • l’hanno spiegato un po’ tutti. Goccia l’ha spiegato benissimo nel post che trovi sopra. La ritengo, a tutt’oggi la spiegazione migliore. I Giudici non hanno chiesto (come qualcuno ha vaneggiato) di che colore avesse le mutande o quante relazioni e di che tipo avesse. Sono cose che sono venute fuori dalle testimonianze. E sono venute fuori nelle testimonianze, secondo i Giudici, in modo contradditorio, “il racconto della ragazza configura un atteggiamento sicuramente ambivalente nei confronti del sesso che evidentemente l’aveva condotta a scelte da lei stessa non pacificamente condivise e vissute traumaticamente o contradditoriamente”. E’ vero che la sentenza è ostica e va letta con attenzione, ma fatelo. Non c’è nulla di scandaloso o illogico.

      • L’ho letta più di una volta, grazie per il paternalistico consiglio. Anche alla decima lettura, però, rimane un salto logico tra la relazione omosessuale e la non attendibilità del racconto della donna. La ex partner che ruolo ha nei fatti di quella notte? Era un’amicizia comune? Ha testimoniato? Si trattava di una relazione poco “sana”, tanto da contribuire a creare questo presunto “atteggiamento ambivalente nei confronti del sesso”? In sostanza, perché la relazione omosessuale (di gran lunga precedente al fatto e perfettamente irrilevante) è nella sentenza?

        • scusa il ritardo. Direi che la frase da lei stessa pronunciata all’uscita “ero lesbica ma adesso sono tornata eterosessuale” riportata dalla testimone che ha chiesto se c’erano problemi, sia il punto da cui si è desunta la sua omosessualità o bisessualità, o la sua confusione. ANcora una volta non c’entra il fatto che non è stata creduto perché precedentemente aveva avuto un rapporto omosessuale, ma perché in quel momento la sua stessa affermazione lasciava pensare che non vivesse bene questa sua bisessualità

    • E aggiungo…
      Nel finale si dice che è apprezzabile che la ragazza abbia stigmatizzato il rapporto di gruppo con la denuncia per stupro. Ma che si sono fumati questi?

  14. Sto leggendo a rate perché non mi regge lo stomaco di farlo per intero tutto d’un fiato.
    Sarebbe seriamente una sentenza da studiare dal punto di vista linguistico per una caratteristica che crea moltissima confusione, e cioè: non si capisce mai chi sta parlando.
    Esempio: che la ragazza fosse “fragile”, “eccentrica” “bisognosa di protezione”, chi lo dice? Si sta citando l’ex fidanzato oppure lo dicono i giudici? Che il clima della festa fosse “equivocamente euforico” chi lo dice? L’amica della ragazza chiamata a testimoniare, oppure ancora i giudici?
    La sentenza è interamente scritta in questo modo. Decine di voci si sovrappongono, personalmente mi viene il mal di mare perché ogni volta cerco di identificare chi sta parlando e non si capisce mai. O chi ha scritto la sentenza non ha imparato a usare le virgolette, oppure fa comodo eliminarle apposta.

  15. Ho trovato via Facebook da Luca Sononociot un commento pubblico alla sentenza che segnalo qui, perché ha dei passaggi interessanti, specialmente la seconda parte di cui hanno parlato davvero in pochi.
    https://www.facebook.com/notes/luca-sononociot/a-proposito-della-sentenza-sullo-stupro-alla-fortezza-da-basso/10207540718267095

    • Mi pare che l’autore non abbia ben capito come funziona il processo penale: se tu mi accusi del fatto X e non esistono altri elementi, il processo sarà l’esame puntiglioso delle tue dichiarazioni. Questo, almeno, nei paesi civili. Poi quando reintrodurremo processi sommari e ordalie andrà in un altro modo.

    • Aggiungo, sulle presunte contraddizioni degli imputati, che nel nostro sistema l’imputato può mentire, mentre il testimone, per ovvie ragioni, no.

  16. mi sembra di essere in India. Complimenti ai Sei ed ai giudici.

  17. Alessandro says:

    Per prima cosa i miei complimenti: per quel poco che ho visto, è raro vedere sbocciare in rete il fiore dell’onestà intellettuale. Grazie Eretica per aver pubblicato le lettere di tutti gli attori di questa squallida vicenda e la sentenza che l’ha chiusa, almeno sotto il profilo giudiziario.
    In questi tempi di sempre maggiore polarizzazione di opinioni, sembra effettivamente un’eresia quella di cercare sempre il vero anche quando questo potrebbe non coincidere con le proprie opinioni iniziali.
    Venendo al merito, un paio di considerazioni personali:
    per fortuna e per merito dei nostri avi, nonostante tutte le sue magagne e storture, nonostante i nostri amati politicanti cerchino in ogni modo di smantellarlo, viviamo ancora in uno stato di diritto, dove chi giudica cerca nel limite delle sue capacità di applicare la legge.
    Secondo, credo che questa storia, come altre, dovrebbe servire come richiamo alla prudenza nel giudizi che si esprimono su chi viene arrestato e processato prima della sentenza. Chi scrive e commenta siffatte notizie dovrebbe, credo, fare qualcosa di più che premetettere “presunto” alla parola colpevole, o usare il condizionale nel raccontare cosa i “presunti” colpevoli “avrebbero” commesso. Dovrebbe sempre tenere presente che l’accertamento dei fatti potrebbe portare sorprese, almeno sotto il profilo delle responsabilità.
    Perché poi, quando la vicenda si conclude gli appellativi, spesso, rimangono e, agli occhi di molti, i “mostri” rimangono tali anche se a piede libero. Anche se non sono “mostri” ma, alla fine, tutti e sette, la sedicente vittima compresa, mi sembrano più semplicemente persone con uno scarso senso del decoro e qualche problema con la propria sessualità.

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  1. […] In questi giorni è stata resa pubblica la sentenza di assoluzione in appello dei sei accusati per stupro di gruppo. I fatti riferiti sarebbe avvenuti a Firenze, presso la Fortezza da Basso, il 26/7/208. La sentenza riporta la data del 4/3/2015: è possibile leggerla sul blog Al di là del buco. […]

  2. […] nei confronti della “Ragazza della Fortezza“. Un paio di giorni fa ho pubblicato il testo integrale della sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello e ormai definitiva per mancato ricorso in Cassazione. A […]

  3. […] indignate ed esterrefatte dalla lettura delle motivazioni della sentenza di assoluzione dei sei imputati per lo stupro della Fortezza. I giudici devono aver confuso i […]

  4. […] @Lupo Rossi nei commenti riporta un link al testo della sentenza. […]

  5. […] motivazioni della sentenza con cui la Corte di Appello di Firenze assolve i 6 imputati per lo stupro di gruppo della Fortezza […]

  6. […] Non voglio prendermi un merito non mio, le prossime immagini vengono da un sito che ha fatto una lunga  disamina la sentenza, sentenza che anche io mi sono letto nella sua interezza, e che trovate qui. […]

  7. […] 2015) assolve i sei ragazzi perché il fatto non sussiste. Eretica ha pubblicato sul suo blog il testo della sentenza. Leggetela, oggettivamente, senza […]

  8. […] sentenzaa va letta. La troviamo sul blog Al di là del buco – verso la fine della guerra fredda (e pure […]

  9. […] aggettivi molto espliciti (per chi avesse la pazienza e lo stomaco, la sentenza la potete trovare qui, nel blog abbattoimuri) il “carattere disinibito ed eccentrico di lei, volto ad attirare […]

  10. […] non avesse idea di cosa parli, trova qui un’estrema sintesi, il testo integrale della sentenza qui, alcuni interventi pubblici delle parti interessate qui, qui e qui. Lo scopo dell’articolo non è […]

  11. […] Leggere la sentenza 858/2015, 4607/2013 Reg. Gen., 11298/2008 N.R. della Corte di Appello di Firenze, nelle persone dei Giudici Annese Angela, Cannizzaro Maria e Boscherini Federico consentirebbe di mettere a fuoco una problematica complessa. [Qui la sentenza è riportata in fotocopia]. […]

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