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Faccio sesso con chi voglio e se lui ti tradisce non è colpa mia

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Sono bella? Si, sono bella. Ne sono consapevole. Gli uomini mi guardano, mi desiderano, sono attratti da me.

Non ho una particolare ritrosia nel concedermi, perché mi piace il sesso e mi piace farlo con l’uomo che sa sedurmi e mi fa stare bene. Non chiedo se è sposato, fidanzato, non mi importa nulla. D’altronde so che nel caso in cui la fidanzata o la moglie di uno dei miei amanti dovesse sapere di me è con me che se la prenderebbe, come se fosse la mia stessa presenza a causare il “tradimento”.

Se un uomo va con un’altra mentre sta con te, mi dico, il punto è che vuole andare a letto con quell’altra. Io non ho alcuna responsabilità, anche se so che certe donne se potessero mi strapperebbero volentieri tutti i capelli.

Sapete perché alcune donne se la prendono con me invece che con i mariti e i fidanzati? Perché è più semplice. È molto più facile convincersi che è tutta colpa della zoccola di turno invece che indagare sulle falle della propria relazione. Molto più facile sputare insulti su di me invece che guardare l’uomo con cui stai per quel che è veramente.

Io non ho mai avuto problemi con i “tradimenti”. Sono stata tradita e ho tradito e credo che sia assolutamente naturale provare attrazione per altre persone quando tra coniugi, conviventi o fidanzati, il sesso diventa routine. Maledetta monogamia, ho sempre detto io, perché fosse per me camperei di poliamore o di un patto di non belligeranza con qualcuno che abbia davvero voglia di stare con me sapendo che io avrò voglia di fare sesso con altre persone.

L’ho fatto anche con donne, qualcuna era moglie e madre e non era soddisfatta del proprio matrimonio. Ce ne sono a bizzeffe di donne così e sono eccitanti, belle, perché hanno bisogno che qualcuno risvegli in loro la sensualità perduta. Io amo recuperare la pelle di chi non sa più neanche annusarsi, leccarsi, mordersi, perché ogni recupero corrisponde ad una rinascita.

Alle donne che non vogliono essere tradite, quelle che mi odiano e che mi strapperebbero la pelle a morsi, vorrei seriamente dire che dovrebbero occuparsi della propria relazione e non di me come incombente pericolo di perdita di esclusività tra loro e gli uomini che scopano con me.

Mi piacerebbe iniziare una discussione con queste donne, per poter dire loro quello che io amo dei mariti o fidanzati. Per confidare la parte sessuale che ho scoperto essere viva, per suggerire trucchi, e condividere saperi fatti di carne, saliva e altri e più gustosi liquidi. Ma so che probabilmente mi impiccherebbero ad un albero vicino, sentendosi giustificate giacché hanno da difendere il coniugio.

Mi sembra una grossa ipocrisia e mi sembra ingiusto che ‘ste donne proiettino su quelle come me la rabbia che vorrebbero dedicare agli uomini. Con gli uomini non possono, li tengono buoni e fanno finta di nulla, invece con le donne è più facile.

La prima fonte di sessismo vera e propria, contro quelle che vengono chiamate troie, zoccole, schifose, con un livore impensabile, è una donna che si sente tradita. Ho ricevuto molti insulti dalle donne a prescindere dal fatto che io fossi causa dei tradimenti o meno. Mi hanno evitata perché sono bella, temono che rubi la scena, che gli uomini si dedichino solo a me. Non amano la concorrenza e fucilerebbero tutte quelle come me pur di restare da sole a selezionare gli uomini sul campo. E’ una guerra vera e propria che io non intendo combattere. Io voglio fare sesso e se queste donne fossero disponibili potrei segnare la fine delle loro angosce con un cunnilinguus che il marito probabilmente non gli ha fatto mai, o non l’ha fatto negli ultimi anni.

Invece di odiarmi aprite le cosce e datemi l’eccitazione e la vostra sensualità. Mi piacerà comunque e saprò che almeno la lotta concorrente per raccattare un uomo può essere archiviata dal mio raggio d’azione.

Sono bella, so di esserlo e faccio sesso con chi mi piace. Non credo nella sacralità dei legami, delle relazioni e se lui vuole venire a letto con me, giacché non lo lego e non lo drogo per farlo, non è più mia la responsabilità. Tu hai un problema che non c’entra con me. Chiariscitelo e poi dimmi se hai voglia di continuare una relazione con un uomo che probabilmente non è più attratto da te.

Pensaci e vedrai che ho ragione.

Firmato
Una bocca di rosa come tante

ps: è una storia vera. grazie a chi l’ha raccontata.

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59 pensieri riguardo “Faccio sesso con chi voglio e se lui ti tradisce non è colpa mia”

  1. Non è un problema di sessismo, quello è una facile scusa dietro a cui si archivia con leggerezza tutto il resto.
    E non è neanche il fatto che piace il sesso: un essere umano sano e bello gode nel piacere al prossimo anche carnalmente.
    E non è neanche il tradimento in sè e per sè, quello è solo banalità.
    Il problema è vendere l’eroina ad un tossico. E’ lui che si buca? Certo, ma una parte di responsabilità ce l’ha pure chi la droga gliela vende. Il problema è aprire la finestra ad uno che si vuole suicidare. E’ lui che si butta? Certo, ma una parte di responsabilità ce l’ha pure chi gli facilita il cammino. Il problema è rendersi disponibile senza considerare null’altro che il proprio ego. E’ lui che tradisce? Certo, ma non lo fa da solo.
    Quindi no, una non è una troia perchè va con uomini impegnati, ma farebbe meglio a cercarsi una sua nicchia lontano dalla società se non vuole fare parte pure delle sue regole, scritte o meno che siano.

      1. No Eretica. Io attribuisco responsabilità a tutti i soggetti coinvolti.
        Diavolo tentatore io non l’ho scritto né lo penso. Quello che penso è che ci si nasconde dietro all’essere donne e presuntamente vessate dalla società per giustificare i propri comportamenti.
        E se lei (o chiunque altro è libero di dire ciò che scritto in quel racconto) io sono libera di dire che è facile e sbagliato. Lei può fare quel che vuole, quello che non è libera di fare è non prendersi la sua parte di responsabilità.
        Il resto sono proiezioni tue, non mie.

        1. Dato che siamo tutte persone, e che non apparteniamo a nessuno decidiamo NOI per noi stessi e solo NOI. Quindi ‘se uno si vuole suicidare’ e tu gli apri la finestra, fai solo bene ad aiutarlo ad esprimere il suo profondo desiderio. poi beh, puoi anche parlargli e discuterne, ma se uno vuole far sesso con un’altra, vuole drogarsi o vuole suicidarsi saranno pure affari suoi, finché non limita la libertà di qualcuno. Un’altra cosa é indagare il motivo per cui lo ha fatto, ma spesso fa male. Dato che potremmo c’entrare anche noi.

          1. Non scherziamo, qui il problema è l’egoismo, non essere troia o altro. Lei non è una che si lega, lei non ha fatto promesse a nessuno, però l’altra persona si, e se sei un minimo eticamente passabile, con una persona che mente su una promessa fatta alla propria compagna, non ci vai, anche se a te non interessano i legami e quindi non comprendi il tradimento. E la questione non si può buttare in vacca con “dimmi se hai voglia di continuare una relazione con un uomo che probabilmente non è più attratto da te” il punto è che all’altra persona non viene data la possibilità di decidere se continuare a stare con una persona che non è più attratta da lei, le viene nascosta la verità e lei è complice.
            P.S
            Questo è un parere personale, lei è liberissima di vivere la sua sessualità come una foglia al vento, ma a me una porta aperta a qualsiasi passaggio, attira molto meno di una porta socchiusa.

        1. Ma giustificare cosa? Ti pare che si stia giustificando, laglasnost? Ti pare che stia chiedendo comprensione? Questa sì che è una proiezione, ed è assolutamente tua. Non concepisci nemmeno che un comportamento di questo tipo implichi che uno possa metterlo in atto senza chiedere scusa o permesso, per cui, se parla, è perché necessariamente cerca di giustificarsi. Questo è un racconto in cui una donna descrive ciò che fa, e non chiede niente a nessuno. Punto. Lei ti dice chiaramente che non considera negativo il suo atteggiamento, per cui ogni parallelo tra quel comportamento e la droga o il suicidio è un gigantesco portato mentale tuo del tutto estraneo al punto di vista di chi parla. Può non piacerti, ma per permettersi di non concedere il regale permesso che tu le stai negando, occore che qualcuno te l’abbia chiesto. E nessuno l’ha fatto, fattene una ragione.

          1. Non chiede ma espone, esattamente come tutti gli altri che qui sotto commentano. E la mia esposizione è che il suo comportamento è sbagliato, non perché va con uomini impegnati, ma perché finge che sia tutto lecito e che lei non faccia parte del gioco mentre è chiaro a chiunque che del gioco fa parte eccome e le piace pure da pazzi. Quindi, se ne fa parte, abbia la decenza di prendersene le conseguenze senza fingere che lei, in questo, non c’entri. E no, essere donne non rende tutto lecito.

            1. Valgono le stesse considerazioni di prima. Tu pensi che esporre implichi la richiesta di una qualche forma di imprimatur di cui lei non si sogna di avere bisogno. Nel rispetto dell’opinione di ognuno trovo allucinante che non riusciate a vedere l’ovvio. Non ci si assume la responsabilità di qualcosa verso la quale si ritiene di non avere alcuna responsabilità. Voi potete insistere quanto volete a dire che invece la responsabilità c’è. Vostro diritto. Il suo invece è quello di continuare a negarlo. E di non avere la decenza di concedervi proprio niente. Mi rendo conto che è fastidioso che lei si rifiuti di mettere la testa sul cippo, eh? Tutta quella fatica per alzare la mannaia, e lei continua a sottrarsi! Tuttavia questo però non cambia lo stato di cose, sapete?

              1. Appunto. Il problema è proprio questo: che lei non si renda conto di averla una responsabilità, unitamente a chi avalla questo comportamento.
                Il fatto che a te o che a chiunque altro non stia bene non implica che non si possa (ed in parte debba) dire. Con forza.

                1. ‘Lei non si rende conto’ che fa male a non pensare come te, insomma. Non è possibile, per dire, che pensi invece che non ci sia nulla di male in quello che fa. No, ‘non si rende conto’. Un atteggiamento illuminato. Deve essere per questo che coicinde alla lettera con quello che sta alla base di ogni fondamentalismo.

                  1. Un po come dire che siccome secondo me rubare non è reato, perché tutto è di tutti, tutto è condiviso e io condivido tutto ciò che è mio con chiunque, allora improvvisamente non è reato. Esiste l’oggettività e la soggettività signori miei.

                    1. middlemarch mi sarebbe piaciuto leggere una tua replica a questo commento. E ora come la mettiamo, è una proiezione di Eugenio e bla bla bla?

    1. Chi tradisce lo fa cn l’intenzione di farlo e ci prova seducendo una persona fuori dal matrimonio. Poi la persona ci sta xche ovviamente tutti abbiamo istinti umani. Comunque è difficile non tradire o non starci. Siamo tutti di carne. Penso che il tradimento fisico non sia una cosa grave. La monogamia è solo un costrutto sociale.

    2. Nessuno punta una pistola al pisello degli uomini e gli dice: ” Ti obbligo a venire a letto con me”. Gli uomini adulti sono consapevoli di quello che fanno. Nessuno obbliga a nessuno. Evitiamo le manipolazioni linguistiche.

    3. spesso si cade in considerazioni moralistiche e maschiliste. Non è preferibile uno che va a puttane… eppure ce ne sono ancora troppi. Decisamente molto più squallido…

  2. sono anni che ho relazioni poligame, ma non accetterei mai di fare sesso con qualcun@ (uomo o donna) che ha un’altra relazione e vorrebbe mantenere segreto ciò che succede tra noi. non mi sentirei a mio agio ad essere la complice di bugie e sotterfugi e leggere testimonianze come questa mi rattrista, perché contribuisce a rafforzare lo stereotipo della poligamia come di un fenomeno “amorale”, visto che sì: credo che esista una responsabilità morale nel rendersi complice di un tradimento e il tentativo di giustificarsi adducendo che il problema stia nella relazione che si sta contribuendo ad avvelenare (perché credo che sia questo che succede, quando due partner non sono in grado di essere reciprocamente sinceri) è ipocrita esattamente quanto il tentativo del/la tradito/a di attribuire la responsabilità unicamente all’amante. se non ci fossi tu ci sarebbe un altro o un’altra? bene, nel mio caso si tratterà SEMPRE di qualcun altro o qualcun’altra, mai di me.
    personalmente, mi rivendico la definizione di “puttana etica” e sogno un mondo in cui non si punta il ditino contro un fenomeno che si individua come l’origine di ogni sessismo, scegliendo però di farne parte.

    1. Ecco appunto son d’accordo con te Zeta…
      Ma che bello sarebbe fondere la tua etica con rapporti così aperti come dice l’autrice: ” perché fosse per me camperei di poliamore o di un patto di non belligeranza con qualcuno che abbia davvero voglia di stare con me sapendo che io avrò voglia di fare sesso con altre persone”.
      :-p

      1. beh per me non c’è bisogno di fonderla: io campo già di poliamore, solo che
        nel mio patto di non belligerenza non c’è spazio per le prese per il culo ai danni di nessuno 😉
        o, se vogliamo metterla in un’altra maniera: non sono attratta dai/lle bugiardi/e.

        1. D’accordissimo. Anche io camperei di poliamore, ma nel momento in cui mi sono innamorato di un uomo per cui la monogamia è importante, ho deciso quale delle due cose avesse più valore per me: fare sesso con altri o stare con lui. Ho scelto lui. E non lo tradisco. Punto. Se a un certo punto penserò che la relazione non sarà più così importante o che il desiderio di fare altro sia maggiore ne parleremo o magari ci lasceremo, ma non è che, se la società e le relazioni con gli altri non si adattano a me, me ne frego e faccio quello che mi pare a prescindere.

          1. se 6 una che s’innamora si. IO conosco tante e tanti che non s’innamorano e hanno haarem fornitissimi di ogni età. Alcuni si sono pure sposati, hanno avuto figli, ma poi, la loro natura di bigami ha protato alla fine i loro matrimoni. Non c’è nulla di immorale in tutto questo. L’uomo non è monogamo di natura, la monogamia fu un’invenzione sociale imposta, soprattutto alle donne

    2. Quanto sono belle le persone che hanno davvero un’etica e rispetto nei confronti degli altri, anche di chi non conoscono!!
      Mi fanno avere un po’ più di fiducia nell’umanità!!
      Grazie di essere come sei!!

    3. Sono perfettamente d’accordo, è quello che ho sempre detto anch’io!
      Avrei potuto mille volte andare con uomini già “impegnati” ma non l’ho mai fatto, pur non conoscendola nemmeno la persona con la quale stavano.
      Perchè io queste cose le ho subìte per prima e non augurerei a nessuno di sentirsi in quel modo, magari venendolo a sapere pure da qualcun’altro.
      “Non fare agli altri quello che non vuoi esser fatto”.
      Io credo fermamente che se si decide o si sente veramente di voler stare con un’altra persona non passi nemmeno per la testa di “tradirla”, nel momento in cui questo invece succede allora “c’è qualcosa che non va”, ma sicuramente non sarò io ad alimentare tutto questo!
      Viva il “poliamore” se questo non implica sentimenti, a divertirci siamo bravi tutti! TRADIRE i sentimenti altrui e quindi FERIRE è un’altra cosa, e sicuramente non farò mai parte di questo giochetto. Non sono io e sarà un’altra? Bene, vai pure dall’altra! 😀

      1. Brava! Anche io non ho mai guardato persone impegnate perché mi sentirei troppo male al contribuire a “sporcare” una relazione. Lo so che la colpa è al 90% di chi tradisce, ma una parte di responsabilità l’avrei anche io.

  3. Non c’entra niente il sessismo, specie nella tarantella per cui la moglie se la prenderebbe con lei e non con lui. A parti invertite un uomo tradito avrebbe viglia di spaccare la faccia all’amante prima che prendersela con la moglie fidati. Non é sessismo, é difesa del territorio. Una persona non é un territorio, lo so. Eppure é cosí, dopo 80.000 anni.

    1. Manco fossimo oggetti. Comunque nella mentalità comune un tradimento maschile è considerato meno grave e spesso la colpa ricade sulla donna tradita o l’amante di lui. Quindi c’è sessismo eccome senza considerare che in italia c’era il delitto d’onore fino a 30 anni fa

      1. nei paesi meno arretrati del nostro si tradisce a go-go senza inutili sensi di colpa. La gelosia, anzi il possessivismo è tutto mediterraneo… non so se sia meglio… oggi non c’è il delitto d’onore eppure soggetti insospettati ammazzano le mogli perché vogliono lasciarli… ancora medioevo. Che differenza c’è con il mettersi la cintura di castità? Il solito paese di merda

  4. Sì, tutto giusto, però dimostri di essere una persona poco sensibile e poco empatica.
    Oltre tutto, dimostri di essere una persona che non sa rispettare le idee e i bisogni degli altri.
    Prendine atto.

  5. Anche io sono come te, indipendente, poliamorosa, bisessuale, semplicemente sensuale. Non mi definisco bella ma agli uomini piace uscire e confidarsi con me, sia fuori che dentro la camera da letto. Li faccio stare bene e loro in cambio mi fanno divertire. Tuttavia ho smesso di avere relazioni con uomini “seriamente” impegnati dopo che una consorte, che da 10 anni la negava al partner, per poco non mi picchiava… da quel giorno, per sicurezza, solo single, seduttori e bigami impenitenti !!!

  6. “Mi hanno evitata perché sono bella, temono che rubi la scena, che gli uomini si dedichino solo a me”
    Mi pare un tantino egocentrica…
    Se rivendicasse solo la sua libertà, direbbe “oh, a me piace farlo, non mi pongo il problema, delle conseguenze pazienza”. Tutta questa enfasi su quanto è bella, invidiata, e più attraente delle mogli, e odiata per questo, mi fa pensare che sia un pò mitomane e che ami lei per prima mettersi in competizione e in antagonismo con le altre donne e che vada con altri per sentirsi “vincere” e che il presunto “odio” delle altre donne alimenti il suo ego.
    Naturalmente è solo una mia interpretazione, che nasce più da come è scritta la storia e dalle sue motivazioni che dalle sue azioni vere e proprie.

    1. Lo pare molto anche a me. Mi ricorda molto una ragazza che conosco che alimenta una autostima perennemente in declino con un costante tentativo di seduzione/competizione verso tutti quelli/e che le si avvicinano.

    2. sì, poi scusa prima dice che senza problemi tenta di sedurre chiunque, poi si lamenta che le donne fidanzate o sposate cerchino di tenerla da parte. Cosa dovrebbero fare, organizzarle la serata intima col marito? Fare a gara con lei a chi lo seduce meglio? Non pensa che magari queste mogli e fidanzate non stanno giocando, ma AMANO il lor compagno, magari pure la loro famiglia, e giustamente cercano di tutelare la loro relazione?!

  7. Credo che, come l’anarchia, una società poliamorosa, poligama, ma che lo sia davvero, fin nelle ossa e nella struttura, sia per individui troppo intelligenti. E che per tanto appartenga alla sfera dell’idealità, del platonico. Gap irriducibile, se rivolgiamo lo sguardo sulla Terra. Quanto meno alla cultura occidentale.
    La letteratura, il cinema e l’arte in generale ci ha raccontato di un amore che nasce fra due anime e che irrimediabilmente esiste solo in esse. Che non può consumarsi altrove, e quando ci innamoriamo diventiamo possessivi. In nome di quell’amore. E dire “Lui è mio” diventa motivo di orgoglio.

    E’ bello, però, dire “Lui è mio.” E’ mio e di nessun altro, è mio e non tuo, è mio perchè ha scelto me. Ha scelto di scopare solo con me, di viaggiare con me, di vivere con me. Come può non essere sufficiente? Nessuno lo incatena o ingabbia, nessuno gli impedisce di fare sesso con altre persone. Credo che la libertà stia in questo e non nel “tradimento” a cielo aperto. La libertà è scegliere. Personalmente quando ho una relazione vivo la persona che sto frequentando come un surplus e non come la metà di me. Se sto con qualcuno è perchè mi da’ qualcosa di più, non perchè mi completa. Io sono già completo, sono finito. Indipendente e gelosissimo della mia indipendenza, che non comprometterei mai per una dipendenza insensata. Se sto con qualcuno è perché ha un valore e un senso, mi porta qualcosa. Questo non significa che siamo una cosa sola. Siamo comunque in due, due esseri umani, due percorsi paralleli che si incontrano in alcuni punti, che condividono, che scelgono di scorrere insieme (per un periodo di tempo indefinito), liberi di scegliere se scopare con altri o non farlo, se uscire a bere qualcosa con altri o non farlo. E allo stesso modo liberi di scegliere se la cosa ci sta bene o meno.

  8. Io penso che se una persona fidanzata o sposata indipendentemente dal sesso tradisce è perché nella relazione qualcosa nn va. Allora c’è poco da prendersela cn l’amante: la colpa è di chi tradisce ma in certi casi di chi viene tradito.
    A volte capita di tradire x curiosità, questo avviene una volta sola, ma nn capisco perché prendersela con la amanti…certe donne sn talmente sottomesse che nn affrontano il partner fedifrago

  9. «fosse per me camperei di poliamore»

    No, non è poliamore. Se non c’è consenso da parte di tutte le persone coinvolte, non è poliamore. Ti prego di non cercare di fare greenwashing dei tuoi comportamenti con il nome di uno stile relazionale che fa dell’etica e del rispetto dei sentimenti di tutti una sua pietra angolare.

    «Se un uomo va con un’altra mentre sta con te, mi dico, il punto è che vuole andare a letto con quell’altra. Io non ho alcuna responsabilità»

    Ti vendo una pistola. Se la usi per ammazzare qualcuno, non è mica colpa mia. Mi giro dall’altra parte mentre vedo un tipo che picchia la ragazza per strada. Mica sono io che la sto picchiando.

    Siamo corresponsabili di ciò che le nostre azioni o inazioni rendono possibile.

    Certo: c’è una differenza fra il perpetratore diretto di un delitto e un complice che glielo rende possibile. Ma toh, anche i complici vengono condannati, chissà come mai.

    Poi: sono d’accordo con te, la responsabilità del fatto che una persona tradisca — anziché decidere di non farlo o di aprire la propria relazione col consenso del o della partner — risiede principalmente nella persona stessa. Ma tu, coi tuoi comportamenti, decidi di aiutare una persona a non confrontarsi con questa realtà.

    1. Non ha detto che quello è poliamore, ma che camperebbe di poliamore. Comunque che palle, per ogni definizione di sessualità arriva qualcuno a pretendere di imporre moralismi ed etiche varie. Il poliamore è questo, il matrimonio è quest’altro, la coppia aperta quest’altro ancora, e blablabla. Tutti a scrivere tavole di comandamenti e anatemi.

      1. Liberǝ di chiamare aquila un passerotto: ciò non cambia la sua natura. Il poliamore, per definizione, è amare più persone nella consapevolezza e con il consenso di tutte le persone coinvolte. Non si tratta di “imporre moralismi ed etiche varie”, si tratta di chiamare le cose col loro nome. Fare altrimenti è, appunto, distorcere la realtà delle cose a proprio uso e consumo.

    2. Vedo che si continua a usare fallacie logiche per demolire le tesi altrui.
      Il sesso non è droga, omicidio, suicidio, è una attività piacevole che non danneggia chi la fa e non è illegale.
      Fare sesso con una persona impegnata non è un contratto di vendita di pistole o eroina, è una libera scelta. E vendere una pistola non è considerato dalla legge essere complici, tanto per la cronaca, non è punibile.
      Il patto di fedeltà tra due persone non è un contratto, e anche se lo fosse vincolerebbe soltanto i due contraenti, non i terzi. Il fatto che il partner non voglia una coppia aperta è un suo problema, una questione che riguarda soltanto la coppia, e l’adempimento alla clausola di fedeltà non può essere garantito da una terza persona, né questa ha un dovere di vigilanza. Altrimenti anche gli amici che non lo dissuadono potrebbero essere ritenuti colpevoli, o il gestore dell’albergo che lo riceve, o chiunque lo copra.

  10. Leggo certi esempi su pistole, suicidi, eroina etc etc. Sì, in teoria sembra logico ma… Il fatto è che il sesso non fa male, come invece una pistola, un’eroina, buttarsi dalla finestra o simili.
    Premetto che io non ho mai accettato di frequentare persone impegnate in un patto di monogamia con qualcun altro. Semplicemente perché se frequento qualcuno voglio poterlo chiamare a qualcunque ore, andarlo a trovare a casa, salutarlo per strada, etc.
    Inoltre, io, da persona realmente poliamorosa, metto il mio impegno nel cercare di avere relazioni oneste, affrontando per questo la difficoltà di trovare partner compatibili e non accettare compromessi, e semplicemente non riuscirei a stimare a sufficienza e fidarmi a pieno di qualcuno che in altre sue relazioni ripiega in bugie di comodo e si nasconde dietro i “ma lo farei soffrire troppo” o “lei non capirebbe mai”… Ma è una scelta personale che faccio PER ME.
    Non penso di dovere niente a qualcuno che neanche conosco e cui non ho mai promesso nulla. E’ chi ha fatto la promessa di fedeltà che sceglie se rispettarla o tradirla, e se uno cerca in giro nonostante sia impegnato ha già scelto, liberamente, di farlo. E senza paternalismi, potrebbe anche essere la scelta migliore per lui o lei, non sono io che posso giudicare senza conoscere la situazione.
    Per quanto ne potrei sapere io potrebbe non volersi affatto suicidare, ma avermi chiesto di aprire la finestra per fare uscire il fumo di sigaretta. E nella maggior parte dei casi credo sia proprio così.
    E finché non sono io ad aver promesso a qualcuno di tenere la finestra chiusa, non sono io che faccio niente di male. Se scelgo di non voler aprire quella finestra, come io personalmente scelgo, lo faccio per me e per nessun altro. Responsabilità personale! Se si vogliono mettere le corna lo facessero pure, purché non mi coinvolgano, non mi metto a giudicare.
    PS: Anche quando ero ancora per la monogamia la vedevo nello stesso modo: se il mio partner mi tradisce è lui lo stronzo o la stronza, l’amante mica lo ha stuprato/a.
    PPS: E sì, pensare che un uomo non possa resistere ad una bella ragazza, come un eroinomane con la sua droga, è maschilista.
    PPPS: No, il poliamore non è l’autorizzazione al tradimento, come potrebbe intendere un lettore poco attento di questo articolo. Non è neanche l’avere una coppia aperta, come potrebbe intendere un letto più attento di suddetto articolo, ma ignorante in materia.

    1. Il sesso non è una pistola, ma fa altrettanto male. Capisco benissimo che si possa “scivolare” nel tradimento, per debolezza, per un momento di fragilità, per un’attrazione violenta, ma che ce ne si freghi totalmente di quello che le nostre azioni contribuiscono a causare (un dolore violento a un’altra persona che non ci ha fatto nulla), è da egoisti.

  11. L’unica “colpa” che si può rimproverare a questa ragazza, se di colpa si può parlare, è questa: “Maledetta monogamia, ho sempre detto io, perché fosse per me camperei di poliamore o di un patto di non belligeranza con qualcuno che abbia davvero voglia di stare con me sapendo che io avrò voglia di fare sesso con altre persone.”
    Cioè, la “colpa” è che lo desidera ma non lo fa, anche se in realtà, sì, dipende proprio da lei.

  12. F, il sesso non fa male — a chi lo fa. Non è il sesso fra l’amante e il marito fedifrago in questione a far male: è il tradimento della fiducia da parte del suddetto, della quale l’amante non è responsabile diretta ma si rende complice facendo la sua scelta. E ho visto persone andare in depressioni allucinanti per via di un tradimento. Non minimizzerei sul fatto che faccia tanto meno male delle altre cose succitate.

    1. Certo che tradire può far male. Ma è anche vero che ogni situazione è a se e solo chi c’è dentro può conoscerla. Se il partner di qualcuno ritiene che in quella situazione tradire sia la scelta più appropriata, io non conoscendo la situazione non mi sento in diritto di decidere per lui/lei. Posso consigliargli e dirgli il mio parere, ma poi? Non è mia la responsabilità di pensare alla felicità di una persona che neanche conosco e cui non ho mai promesso niente, la responsabilità è di chi promesse gliene ha fatte.
      E poi, un conto è mettersi a provarci assiduamente con un monogamo fedele finché non cede, altro è una persona già di suo “in cerca”. E allora, posso decidere che non mi va di avere rapporti intimi con chi sceglie di tradire la fiducia di persone con cui è in relazione, o posso decidere che fare l’amante non è il tipo di rapporto che cerco, ma lo faccio per me non per altri. Non posso mica io essere garante per ogni patto altrui, ognuno fa le proprie scelte.

      1. F, hai colto PERFETTAMENTE il nocciolo del problema.

        «ogni situazione è a se e solo chi c’è dentro può conoscerla. Se il partner di qualcuno ritiene che in quella situazione tradire sia la scelta più appropriata, io non conoscendo la situazione non mi sento in diritto di decidere per lui/lei.»

        Quindi: tu non ti senti in diritto di decidere per la persona che tradisce, ma stai dicendo che quella persona ha il diritto di decidere per la persona tradita.

        Perché appunto, solo chi c’è dentro può decidere, ma qui si sta impedendo a qualcuno che c’è dentro di decidere per sé.

        Di fatto, rendendoti complice del tradimento, non stai decidendo per la persona che tradisce, ma stai decidendo per la persona tradita.

  13. A me questi articoli mettono una tristezza allucinante.Non è questione di mentalità chiusa,per me chiunque può fare ciò che desidera nel limite del rispetto per gli altri (che mi sembra la regola base della coesistenza tra persone) ma questo racconto mi sembra una sterile glorificazione del sesso,nulla più.E sì,parlo con cognizione di causa: ho subito un tradimento e me la sono presa con lui,lei è diventata una delle mie più care amiche.Questo non perchè io sia particolarmente buona o stupida ma semplicemente perchè ho riconosciuto tutte le mancanze che c’erano nella nostra relazione e,a quel punto,lei o un’altra non avrebbe fatto differenza (però lei non sapeva che lui fosse impegnato e soprattutto è stata rispettosa nei miei confronti una volta scoperto il tutto).Dire che sia tutto legato alla sfera sessuale,dire che se lei parlasse alle donne “tradite” avrebbe qualche consiglio sessuale da dare oppure ” Io voglio fare sesso e se queste donne fossero disponibili potrei segnare la fine delle loro angosce con un cunnilinguus che il marito probabilmente non gli ha fatto mai, o non l’ha fatto negli ultimi anni” ,mi sembra una visione della cosa molto ristretta,quasi non esistesse altro.
    Davvero,una volta che finisce l’attrazione fisica,una storia è destinata a naufragare?Allora c’è davvero da pregare di non ammalarsi mai o di non invecchiare mai.Questa è una concezione di rapporto umano legata “all’uso e consumo”,che cosa pessima.
    Per me una ragazza che ama fare sesso e lo fa con chiunque voglia,non è (ne sarai mai) una “troia” ma se per farlo calpesta i sentimenti delle persone,rimane un essere umano di merda (e questo vale per una donna quanto per un uomo,a parer mio).

  14. Ma poi vorrei aggiungere che, a mio parere, qui c’è bambinaggine da entrambi i fronti. Dalle donne che se la prendono solo con l’autrice del post, ma anche da parte dell’autrice. Per te le cose stanno così, amen, va benissimo; ma non puoi pretendere che tutti al mondo la pensino così, vuoi che la tua visione delle cose sia imposta a chiunque – ergo che le suddette donne non soffrano del tradimento e non se la prendano con te, e che per giunta vengano a complimentarsi con te per ciò che fai e magari si facciano pure una bella scopata con te. Fai una cosa che è “rischiosa”, nel senso che è molto probabile che tu incorra nelle ire delle interessate (e che questo sia giusto o no, non voglio mettermi a discutere di questo), però la fai senza accollarti queste ire, ti lamenti perchè vuoi fare quello che vuoi senza che nessuno ti dica poi niente…
    E soprattutto pretendi che ciò che fai non danneggi nessuno, come se stessi andando a regalare una torta o ad offrire un giro di birre al tizio o alla tizia di turno. Insomma, puoi fare ciò che vuoi senza dubbio, ma come puoi pensare addirittura di stare facendo del bene, quando poi effettivamente questo tipo di azioni generano sofferenza e rabbia? Almeno l’onestà di dire “faccio cose che ad alcuni fanno male, ma non me ne frega una ceppa”.

  15. Amica che scrivi, certo che sei libera di fare ciò che vuoi. Personalmente, rifuggo dagli uomini impegnati perché non mi interessa il “condominio”, ma ovviamente va benissimo che per un’altra non sia così. Naturalmente, la tua vivace intelligenza già ti suggerisce che ha una parte di responsabilità anche chi – consapevole del legame dell’altro/a – procede all’avvicinamento o lascia che questo accada: altrimenti nel tuo tono non si avvertirebbe il bisogno di dichiarare a voce spiegata per difendersi, altrimenti nemmeno sentiresti il bisogno di parlarne o di confrontarti, tireresti dritta per la tua strada senza rimuginarci neanche un po’.
    Ma a parte questo, forse ti sembrerà ridicolo che io ti chieda idealmente: l’amore tutto tuo, l’amore per te, quello che fa impazzire di passione, quello che “solo noi due e basta”, dov’è finito? Lo so che sorridi e mi trovi obsoleta, tu che sei per quello che chiami poliamore, ma è polisesso, se vogliamo essere specifici, e non è certo amore come costruzione di un rapporto che si spera duraturo. Dov’è, per te, tutto questo? Perché, lo sai, da qualche parte è lì che aspetta anche te, se fermi un attimo la giostra.
    Ciao 😉

  16. La penso esattamente come te e mi vengono rivolti sguardi assassini ogni qualvolta esterno questa mia opinione. Per me nel momento in cui un uomo tradisce viene meno a un patto con la propria moglie/fidanzata, patto che non mi riguarda in alcun modo visto che stento so il nome di lei. Non provo nessun senso di colpa, sorry. Quanto all’essere sessualmente liberi pur avendo una relazione amorosa storco il naso, non giudico chi lo fa ma non accetterei di vivere un rapporto di questo tipo, almeno non ora. Complice il fatto che ho solo 20 anni e poca esperienza ritengo l’esclusività un presupposto fondamentale per investire tempo e sentimenti in una relazione.
    Ti ho appena scoperta e continuerò a leggerti.

  17. Ho una problema che sollevo apertamente, senza provocazione. Certo la monogamia è molto criticabile (così come la gelosia che ne consegue), ma ci sono coppie che la scelgono e si impegnano in questo tipo di istituzione e in questo caso penso che quando uno tradisce, tradisce effettivamente. Sono d’accordo con la persona che scrive, quando afferma che del legame o della promessa di monogamia è responsabile solo chi l’ha stretta con qualcuno, quindi solo lui (in questo caso di un “lui” si tratta) è responsabile del tradimento e non la persona con cui lo fa, la quale non deve nulla a nessuno, la quale non ha mai fatto promesse. Quindi se una donna si sente tradita non dovrebbe prendersela con l'”altra”, ma con l’uomo che le ha mentito. Inoltre è più che evidente che dare della “zoccola” o quanto di altro possa essere considerato (a giusto titolo? Forse no!) come un insulto è sessista, ed è sessista sempre, ma ancor di più se lo si fa per giustificare l’uomo che ha tradito. Ma se la donna che si sente tradita è un’amica? O una persona con cui si condividono percorsi militanti o progetti vari? Se è una sorella, una cugina, una persona che in un modo o nell’altro ci è vicina? Non pretendo di avere risposte, ma vedo queste situazioni in modo più problematico.

    Poi una vera e propria critica sulla parte finale del testo: considerare che una donna possa essere meno angosciata se fosse “scopata” meglio (“potrei segnare la fine delle loro angosce con un cunnilinguus che il marito probabilmente non gli ha fatto mai, o non l’ha fatto negli ultimi anni.”) è decisamente sessista! Ci sono donne felici di fare sesso spesso e diversificato, che vogliono questa libertà e vi sanno trarre piacere ed è una cosa bellissima, poi ce ne sono altre che hanno altri bisogni e se sono infelici non è necessariamente perché non sanno provare piacere sessuale (il che sarebbe come dare loro delle frigide – o isteriche-, offesa non certo meno grave che quella di puttane -o ninfomani), o perché non sono soddisfatte sessualmente Questa visione è estremamente normativa esattamente come quella che discrimina les donne a cui piace il sesso diverso da quello dell’eterosessualità riproduttiva.
    Che queste donne abbiano torto a considerarti come la zoccola che ha rovinato la loro storia d’amore, è una cosa, altra è considerare che abbiano bisogno di essere scopate meglio!

  18. Ma soprattutto, sarà bello, ancora più bello quando le persone che ancora non lo sanno, scopriranno che l’amore e il sesso non sono gli unici obiettivi dell’esistenza, e neanche i più importanti. Sono mezzi attraverso i quali. Così come i corpi lo sono. Fa sorridere tutto questo dichiarare, tutto questo scopare, tutto questo “tradire”. Fa sorridere questo mettere al centro, in primo piano, un pene, una vagina, e le voglie sottostanti di avere/dare piacere. La protagonista della lettera é libera di fare quello che vuole e anche i suoi amanti. E tutto il mondo sarà libero di giudicare sé stesso e il prossimo perché la libertà lo deve essere fino in fondo, come il sesso o l’amore, anche a costo di fare soffrire qualcuno, la libertà, il sesso, l’amore, l’arte, la verità. Fanno soffrire, e crescere. Quando dall’uno siamo passati a essere molteplicità, attraverso le esperienze torneremo, con la comprensione, a essere uno. Ma il gioco é ancora lungo, il velo dell’illusione ancora spesso e teso, come un muro.

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