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#Firenze: Fortezza significa forza. Adesso non più!

Le motivazioni della sentenza di assoluzione ai sei accusati (dapprincipio) dello stupro di gruppo alla Fortezza da Basso di Firenze hanno fatto molto discutere. Per il moralismo evidente e perché il giudizio sulla vita privata e sessuale della ragazza sembrerebbe la motivazione principale che ha indotto i giudici a non crederle. Di fatto i sei, condannati in primo grado, sono stati assolti in secondo grado. Sulla sentenza vi rimando al pezzo su Il Fatto Quotidiano che descrive alcuni dei motivi per cui i giudici hanno assolto i sei. Nel frattempo, mentre il web si divide in innocentisti e colpevolisti, è arrivata la mail della ragazza che ha denunciato lo stupro. La pubblico, così com’è. A lei va un grande abbraccio, ma proprio grande, con tutta la mia solidarietà. Buona lettura!

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Vorrei riuscire a scrivere qualcosa che abbia un senso ma non posso perché un senso, questa vicenda, non ce l’ha. Sono io la ragazza dello stupro della fortezza, sono io.
Esisto. Nonostante abbia vissuto anni sotto shock, sia stata imbottita di psicofarmaci, abbia convissuto con attacchi di panico e incubi ricorrenti, abbia tentato il suicidio più e più volte, abbia dovuto ricostruir a stenti briciola dopo briciola, frammento dopo frammento, la mia vita distrutta, maciullata dalla violenza: la violenza che mi é stata arrecata quella notte, la violenza dei mille interrogatori della polizia, la violenza di 19 ore di processo in cui é stata dissezionata la mia vita dal tipo di mutande che porto al perché mi ritengo bisessuale.

Come potete immaginare che io mi senta adesso? Non riesco a descriverlo nemmeno io. La cosa più amara e dolorosa di questa vicenda é vedere come ogni volta che cerco con le mani e i denti di recuperare la mia vita, di reagire, di andare avanti, c’é sempre qualcosa che ritorna a ricordarmi che sì, sono stata stuprata e non sarò mai piú la stessa. Che siano state le varie fasi della lunghissima prima udienza, o le sentenze della prima e poi della seconda, ne ho sempre avuto notizia dai social media piuttosto che dal mio avvocato. Come mai questo accada non lo so. So soltanto che é come un elastico che quando meno me l’aspetto, mentre sono assorta e impegnata a affrontare il mondo, piena di cicatrici, ma cercando la forza per farcela, questo maledetto elastico mi riporta indietro di 7 anni, ogni maledetta volta.

Ogni maledetta volta dopo aver lavorato su me stessa, cercato di elaborare il trauma, espulso da me i sensi di colpa introiettati, il fatto di sentirmi sbagliata, sporca, colpevole. Dopo aver cercato di trasformare il dolore, la paura, il pianto in forza, in arte, ecco un altro articolo che parla di me. E io mi ritrovo catapultata di nuovo in quella strada, nel centro antiviolenza, nell‘aula di tribunale. Tutto questo mi sembra surreale come un supplizio di Tantalo.
La memoria é una brutta bestia. Nel corso degli anni si dimenticano magari frasi, l’ordine del prima e dopo, ma il corpo sa tutto. Le sensazioni, il dolore fisico, il mal di stomaco, la voglia di vomitare, non si dimentica.

Che poi quanti sforzi ho fatto per ritornare ad avere una vita normale, ricominciare a studiare, laurearmi, cercare un lavoro, vivere relazioni, uscire, sentirsi a proprio agio nel proprio corpo, nella propria città. E quante volte sono stata invece redarguita dal mio legale, per avere una “ripresa”. Per sembrare andare avanti, e non sconfitta, finita. “La vittima deve essere credibile”. Forse se quella volta avessi inghiottito più pasticche e fossi morta sarei stata più credibile? Forse non li avrebbero assolti?

Essere vittima di violenza e denunciarla é un’arma a doppio taglio: verrai creduta solo e fin tanto che ti mostrerai distrutta, senza speranza, finché ti chiuderai in casa buttando la chiave dalla finestra, come una moderna Raperonzolo. Ma se mai proverai a cercare di uscirne, a cercare, pian piano di riprendere la tua vita, ti sarà detto “ah ma vedi, non ti é mica successo nulla, se fossi stata veramente vittima non lo faresti”. Così può succedere quindi che in sede di processo qualcuno tiri fuori una fotografia ricavata dai social network in cui, a distanza di tre anni dall’accaduto, sei con degli amici, sorridi e non hai il solito muso lungo, prova lampante che non é stato un delitto così grave. Fondamentale, ovviamente.

A sette anni di distanza ancora ho attacchi di panico, ho flashback e incubi e lotto giornalmente contro la depressione e la disistima di me.
Non riesco a vivere più nella mia cittá, ossessionata dai brutti ricordi e dalla paura di ciò che la gente pensa di me. Prima la Fortezza da Basso era un luogo pieno di ricordi positivi, la Mostra dell’Artigianato, il Social Forum Europeo, i numerosi festival e fiere. Adesso é un luogo che cerco di evitare, un buco nero sulla mappa della cittá di Firenze.

Mi é stato detto, é stato scritto, che ho una condotta sregolata, una vita non lineare, una sessualità “confusa”, che sono un soggetto provocatorio, esibizionista, eccessivo, borderline. C’é chi ha detto addirittura che non ero che una escort, una donna a pagamento che non pagata o non pagata abbastanza, ha voluto rivalersi con una denuncia.

Perché sono bisessuale dichiarata, perché ho convissuto col mio ragazzo un anno prima che succedesse tutto ció, perché amo viaggiare e unito al fatto che non sono riuscita a vivere nella mia città dopo l’accaduto, ho viaggiato molto, proprio per quella sensazione di essere chiunque e di dimenticare la tua storia in un posto nuovo. Perché sono femminista e attivista lgbt e fin dai 15 anni lotto contro questo schifo di patriarcato che oggi come sette anni fa, cerca di annientarmi come ha fatto e fa continuamente, ovunque.

Perché mi vesto non seguendo le mode, e quindi se seguo uno stile alternativo, gothic o cose del genere, sono automaticamente tacciata per promiscua. Perché sono (?) un’attrice e un’artista e ho fatto happening e performance usando il corpo come tavolozza di sentimenti e concetti anche e soprattutto legati al mio vissuto della violenza (e sì, la Body art é nata negli anni 60, mica ieri. Che poi, qualcuno si sognerebbe forse di augurare o giustificare chi stuprasse Marina Abramovic perché si é mostrata nuda in alcuni suoi lavori?).

Ebbene sì, se per essere creduta e credibile come vittima di uno stupro non bastano referti medici, psichiatrici, mille testimonianze oltre alla tua, le prove del dna, ma conta solo il numero di persone con cui sei andata a letto prima che succedesse, o che tipo di biancheria porti, se usi i tacchi, se hai mai baciato una ragazza, se giri film o fai teatro, se hai fatto della body art, se non sei un tipo casa e chiesa e non ti periti di scendere in piazza e lottare per i tuoi diritti, se insomma sei una donna non conforme, non puoi essere creduta. Dato che non hai passato gli anni dell’adolescenza e della giovinezza in ginocchio sui ceci con la gonna alle caviglie e lo sguardo basso, cosa vuoi aspettarti, che qualcuno creda a te, vittima di violenza?

Sono stata offesa non solo come donna, per ciò che sappiamo essere accaduto. Ma come amica, dal momento in cui il capetto del gruppo era una persona che consideravo amica, e mi ha ingannato. Sono stata offesa dagli avvocati avversari e dai giudici come bisessuale e soggetto lgbt, che hanno sbeffeggiato le mie scelte affettive e le hanno viste come “spregiudicate”.

Sono stata offesa come femminista e attivista lgbt quando la mia adesione a una manifestazione contro la violenza sulle donne é stata vista come “eccessiva” e non idonea a una persona vittima di violenza, essendomi mostrata troppo “forte”. Sono stata offesa dalla corte e dagli avvocati avversari per essere un’artista e un’attrice (o per provarci, ad ogni modo), un manipolo di individui gretti che non vedono oltre il loro naso e che equiparavano qualsiasi genere di nudità o di rappresentazione che vada contro la “norma” (per es. scrivere uno spettacolo sulla prostituzione) alla pornografia.

Mi hanno perfino offeso in quanto aderente alla moda giapponese delle gothic lolita (e hanno offeso il buon senso), quando hanno insinuato che fosse uno stile che ha a che fare con pornografia, erotismo e chissà cos’altro. Hanno offeso, con questa assoluzione, la mia condizione economica, di gran lunga peggiore della loro che, se hanno vinto la causa possono dir grazie ai tanti avvocati che hanno cambiato senza badare a spese, mentre io mi sono dovuta accontentare di farmi difendere da uno solo. E condannandomi a dovere essere debitrice a vita per i soldi della provvisionale che ho speso per mantenermi negli ultimi due anni, oltre al fatto che nessuno ripagherà mai il dolore, gli anni passati in depressione senza riuscire né a studiare né a lavorare, a carico dei miei, e tutti i problemi che mi porto dietro fino ad adesso. Rischio a mia volta un’accusa per diffamazione, anche scrivendo questa stessa lettera.

Ciò che più fa tristezza di questa storia che mi ha cambiato radicalmente, é che nessuno ha vinto. Non hanno vinto loro, gli stupratori (accusati e assolti in II° ndb), la loro arroganza, il loro fumo negli occhi, le loro vite vincenti, per esempio l’enorme pubblicità fatta ai b-movie splatter del “capetto” del gruppo, sono andate avanti nonostante un’accusa di stupro.

Abbiamo perso tutti. Ha perso la civiltà, la solidarietà umana quando una donna deve avere paura e non fidarsi degli amici, quando una donna é costretta a stare male nella propria città e non sentirsi sicura, quando una giovane donna deve sospettare quando degli amici le offrono da bere, quando si giudica la credibilità di una donna in base al tacco che indossa, quando dei giovani uomini si sentiranno in diritto di ingannare e stuprare una giovane donna perché e’ bisessuale e tanto “ci sta”.

Quello che vince invece, giorno per giorno attraverso quello che faccio, é la voglia di non farmi intimidire, di non perdere la fiducia in me stessa e di riacquistarla nel genere umano, facendo volontariato, assistendo gli ultimi, i disabili, le persone con disturbi psichici (perché sì, anche quando si é sofferto di depressione e forse soprattutto per questo, si é capaci di essere empatia e d’aiuto).

Se potessi tornare indietro sapendone le conseguenze non so se sarei comunque andata al centro antiviolenza, da cui é poi partita la segnalazione alla polizia che mi ha chiamato per deporre una testimonianza tre giorni dopo. Ma forse si, comunque, per ripetere al mondo che la violenza non é mai giustificabile, indipendentemente da quale sia il tuo lavoro, che indumenti porti, quale sia il tuo orientamento sessuale. Che se anche la giustizia con me non funziona prima o poi funzionerà, cambierà, dio santo, certo che cambierà.

La ragazza della Fortezza da Basso

 

Ps: per fruire del diritto di replica scrivete a abbattoimuri@grrlz.net

—>>>Segnalo le dichiarazioni radio fatte dall’Avvocato Parrini, legale della ragazza

Rassegna Stampa. Ne hanno parlato su:

Huffington Post
Repubblica
Corriere
Fatto Quotidiano
Vanity Fair
Mattino Online
SoftRevolutionZine
Pasionaria
Globalist
Porto delle Nuvole
Il Giornale
Superstarz
TgCom24
Il Post

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Comments

  1. Metempsicotica says:

    L’ha ribloggato su Riflessioni sulla vita debosciata.

  2. Spero che un giorno il tuo caso venga preso ad esempio come descrittivo di un’Italia retrograda e bigotta. Spero che i miei figli un giorno mi chiedano stupefatti se è vero, se una cosa del genere successe nel 2015, esattamente come io mi ero stupita da ragazzina quando mi raccontarono di Franca Viola. Forse allora saremo in un mondo più vivibile…fino a quel momento fatti forza! ti abbraccio.

  3. Tanto per chiarire, i commenti in coda in cui alcun* svolgono interrogatori alla ragazza perché hanno voglia di rifarle un processo o pensano che questa sia una buona occasione per questionare con lei del più e del meno sulla violenza sulle donne, non passeranno. Grazie per la comprensione.

  4. C’e’una parte di Italia che fortunatamente ha ancora in orrore sentenze come questa.

  5. L'Internettuale says:

    Piacere di conoscerti, cara, ottimo blog, davvero originale e tolto dalle solirìte! Sarà un piacere seguirti, buona serata!

  6. Generazione Admin says:

    L’ha ribloggato su GENERAZIONE.

  7. Questa situazione è assurda come un racconto di Kafka, mi dispiace moltissimo. Vorrei costringere quegli omuncoli a rendersi conto della bestialità che hanno fatto e vorrei abbracciare te. Ammiro il tuo coraggio e ti mando tutto il mio affetto.

  8. Ho due bimbe da crescere. Quanto ti è successo è orribile e inimmaginabile, dall’inizio alla fine, e spero tanto che un giorno ti verrà fatta giustizia. Nel frattempo, stai certa del fatto che vieni ascoltata e che la tua storia non verrà dimenticata. Né oggi né domani.
    Forza. Non darla vinta a nessuno. Ti abbraccio da sorella.

  9. L’ho inserita nell’articolo La società medievale di oggi in Italia. http://hvlars.com/2015/07/20/la-societa-medievale-di-oggi-in-italia/

  10. L’ha ribloggato su I Tarocchi di Bimbasperdutae ha commentato:
    L’umanità ha perso una battaglia, non lasciamo che perda una guerra!

  11. Non ho molto da dire, se non che provo una solidarietà immensa per la ragazza. Un abbraccio enorme.

  12. dragonflai77 says:

    L’ha ribloggato su fai cose buone e ha commentato:
    ho letto l’articolo del Fatto Quotidiano, ho letto tanti commenti sui social, ero schifata e triste, oppressa. Con il mio compagno ci siamo ripromessi di portare nostra figlia in palestra affinché impari l’autodifesa. Poi magari danza. Perché questo mondo, questa società, questa giustizia non ti difende. Non abbastanza. Anzi ti fa credere che un pò te la sei cercata. Mi ha fatto piacere leggere queste righe scritte proprio dalla protagonista di questa vicenda, una donna che non si nasconde e che con difficoltà neppure immaginabili cerca di rimettere insieme i pezzi. Buona fortuna grande donna, ti abbraccio forte. Ce la faremo un giorno, noi donne, a cambiare questa mentalità maschilista retrograda e medievale da caccia alle streghe.

  13. Cara amica,
    non ti conosco ma vorrei farti avere tutta la mia solidarietà emotiva, morale, politica. La tua forza e la tua dignità sono un esempio, e anche in un momento così duro, in cui la cultura maschilista ti ha colpito per la seconda volta, hai avuto invece il coraggio di condividere la tua sofferenza.
    Spero di poter leggere direttamente quella sentenza, per poterne scrivere, per poter fare una battaglia contro questa cosa così grave. Non sentirti sola: siamo tante, e fortunatamente anche tanti, a stare dalla tua parte.
    Un grande abbraccio.

  14. L’ha ribloggato su Jump into the beauty. e ha commentato:
    Sono sempre stata dalla parte delle donne, mi considero una femminista che combatte quotidianamente per la parità dei sessi. Scappo da quel “femminismo” in cui si va contro le donne che cucinano la cena per il marito perché visto come un atto d’inferiorità; quello non è femminismo, ma anzi, si usa il nome di questo movimento per fare la bella vita, lontano dalle responsabilità che sono sempre state viste come “cose da uomini”, questo significa aprire divari inutili e sciocchi fra i sessi. Ma io mi ritengo femminista perché mi vengono i brividi a leggere come questa ragazza sia stata dichiarata “consenziente” per via della sua biancheria o a causa della sua sessualità, tuttavia questo non dovrebbe indignare solo me, come femminista e come donna, ma il paese intero in quanto viene mostrata la bassezza della nostra legislazione e delle persone che leggono e travisano la nostra costituzione. Però ritengo che sia tutta colpa nostra, uomini ma anche donne che davanti a quella frase sessista “va in giro con le gambe nude, che ragazza facile” annuiscono e concordano, è colpa nostra perché facciamo sentire le donne come colpevoli ogni volta che mostrano la loro sessualità, è colpa nostra perché ancora giudichiamo la persona in base al numero di rapporti consenzienti avuti. Siamo nel 2015 e sentire “se l’è cercato se si veste cosi” non dovrebbe nemmeno far venire più la pelle d’oca: non dovrebbe, NON DEVE PIÙ ESSERE PRONUNCIATO.

  15. Dovrebbe esistere una qualche commissione superiore che davanti a “esiti” di questo genere si prenda la responsabilità di cacciare a calci in culo questi magistrati e avvocati dal loro ordine, poiché davanti anche alla più semplice delle prove non solo non sono in grado di fare il lavoro più semplice per cui sono pagati, e vanno contro quella grossa targa appesa nella loro sala.

  16. Ciò che immagino abbia ferito maggiormente – lo dico da “ex” (il condizionamento non cessa mai) vittima di stalking – sia te che ogni altra vittima di violenza in questo Paese, sia il senso di profondo e totale crollo di fiducia nei confronti delle istituzioni. La sensazione di essere stati ingannati fin dall’inizio quando ci hanno inculcato la palla dei diritti inalienabili garantiti e tutelati dalla legge dello Stato agli esseri umani. Per poi scoprire miseramente che non era così, per vederci scomparire imbavagliati dietro a mille magheggi messi in atto apposta per farci tacere, per scoraggiarci, per non insistere ad ottenere giustizia. Ciò che fa male e’ realizzare tutto d’un botto assieme alla violenza subita, l’ipocrisia e la falsità di ogni ruolo istituzionale e della stampa intera che lavora incessantemente al fine di plasmare la nostra percezione delle cose in un senso che sia conforme alla volontà del sistema. Intanto la vittima di violenza realizza l’assenza della giurisprudenza a favore di un’unica legge esistente che e’quella naturale. La legge del più forte, del più adatto, spesso del più spietato. Si realizza di abitare una savana pseudo civilizzata e che non essendoci nessuna tutela realmente garantita per non soccombere occorre far da sé. Continuare ad essere persone gentili e rispettose ma allenare il proprio corpo per renderlo forte e pronto a reagire. Ti consiglio di far pesi, box, praticare arti marziali, fare sport per scaricare i nervi la rabbia e per rafforzare la fiducia in te stessa. Ti mando un forte abbraccio e tutti gli auguri possibili perché tu possa rinascere

  17. Cara Ragazza della Fortezza da Basso,
    ammiro il tuo coraggio vai avanti per favore a testa alta.

    “Vita non lineare” è l’espressione usata sempre per giustificare la violenza fisica, le molestie.
    Io, lei, noi abbiamo il diritto di vivere una qualsiasi vita, in linea con Noi stesse.
    Io ti credo e anche se non ti credessi?
    Continua a credere a te stessa,
    mi auguro che piano, piano la sfiducia nel prossimo ti abbandoni
    e ti aiuti a creare i giusti filtri o la giusta distanza dal dolore, dal passato, dalle brutte persone,
    dai brutti pensieri per non farti soffrire più.

    Ti auguro ogni bene,
    Un abbraccio fortissimo

  18. L’ha ribloggato su Stream of Consciousness.

  19. Alessandra says:

    Ciao splendida ragazza, essere coraggioso che hai trovato in te stessa il coraggio di scrivere questa lettera e che ricuci la tua anima a brandelli e provi ad amare le ferite del tuo corpo dolorante… ti voglio bene
    .. ti voglio bene da donna a donna, da sorella a sorella, che combatte un altro assedio del corpo, una malattia che prova a schiacciarmi ma non ci riuscirà. Vorrei abbracciarti di persona forte e dirti tante cose. Ti arrivi il mio amore, il mio rispetto e la mia solidarietà. Alessandra

  20. Non ho parole…
    In questo casi mi vergogno di essere un uomo.

    Un caro abbraccio a questo angelo ferito.

  21. Sei un esempio di forza e di coraggio…sei una grande donna e una grande persona! Non ci conosciamo ma spero che le mie parole possano darti almeno un po’ il coraggio di continuare la tua battaglia…
    Le tue parole, il tuo vissuto, tutto ciò che hai scritto in questa lettera sono l’esempio che questo sistema giudiziario non sarà mai più forte di persone come te… E ‘ vero, sulla carta hanno fatto vincere lo schifo, ma il tuo coraggio li mette tutti al tappeto! Grazie per le tue parole e grazie per la tua testimonianza e grazie per aver deciso di non arrenderti…Le mie non sono parole dette così, credimi mi escono dal cuore…in questo momento è come se stessi parlando con una sorella…posso solo immaginare cosa hai passato e sono qui per dirti che fortunatamente ci sono tanti come me che ti sono vicino…le opinioni dei maligni dei cretini ignorale se riesci. Non valgono nulla, come chi li scrive..
    Scusami molto il commento lunghissimo!
    Un abbraccio forte.

  22. Leggere tutto questo fa arrabbiare tantissimo perché vedere le condizioni in cui questa nostra italia è ancora nel 2015 fa veramente schifo! Penso che questa lotta sia quello a cui devi aggrapparti, se quello che ti è successo può avere una ragione sarà ricordare davvero a tutti che cose del genere possono ancora accadere e che dobbiamo cambiarla questa società bigotta e perbenista del cazzo.

    Ripensavo a Sara che ha citato la storia di Franca Viola che ha cambiato l’italia, anche la tua può cambiare l’italia se noi lo vogliamo. E in ogni caso io credo in una giustizia più alta di quella dei nostri tribunali, non per niente il tizio che ha rapito e violentato Franca Viola è stato ammazzato appena uscito di prigione. Coraggio!!

  23. L’ha ribloggato su vcomevaginae ha commentato:
    Sono con te “Giulia”

  24. Grazie a te e alla tua forza!

  25. Tutta la mia solidarietà, oggi ho visto la locandina in centro a Firenze e mi è preso un colpo. Resisti, ragazza della fortezza da basso, un grande abbraccio

  26. ivanaebasta says:

    non ci sono parole, solo vicinanza e solidarietà. se ti lasci abbattere, cara amica, avranno vinto loro.

    un abbraccio

  27. Amica sconosciuta, non conoscevo il caso e ne sono rimasta sconvolta. Anch’io ho subito molestie e mi sono sentita “sbagliata” troppo a lungo. E anch’io in quanto attivistta Lgbt ed ex gothic girl sono stata vittima di pregiudizi. Non mollare e, se possibile, non lasciarti rovinare il rapporto

  28. Sei stata bravissima ad andare al Centro Antiviolenza. Non pentirtene mai!
    Dopo questa sentenza nessuna donna avra’ piu’ il coraggio di denunciare uno stupro. I giudici hanno fatto un danno incalcolabile.
    Eppure si sa che se lo denunci cercano in tutti i modi di farti passare da puttana… Come dire: oltre la forza di sopravvivere e la forza di denunciare, bisogna avere anche la forza di lasciarsi calunniare! Robe da matti…
    Non pentirti neanche un secondo di esserti salvata dai tentativi di suicidio e di stare cercando di stare meglio! La tua vita non finisce con questa sentenza!
    Questa sentenza e’ odiosa ed e’ uno scandalo ma tu sei piu’ importante.
    Sei stata bravissima a scrivere questa lettera. E’ importante che la gente sappia. E’ anche importante che la gente si renda conto che noi donne siamo continuamente giudicate per i nostri comportamenti, soprattutto sessuali e di abbigliamento (sembra assurdo e impossibile ma e’ cosi’). Perche’ chi crede che nel 2015 siamo libere e non ci sia piu’ bisogno di lottare si sbaglia.
    Mi dispiace tanto per quel che ti e’ successo e ti auguro di trovare la serenita’ e di goderti la vita.

    • hai avuto un destino infame, tutto quello che accadrà ora fa parte del passato. Tu ora pensa a rinascere, perchè la meraviglia della vita che hai in te, il tuo amore, la tua empatia, la tua compassione, i tuoi valori sono dimensioni che nessuno mai potrà portatrti via o cancellare e sono le dimensioni interne che ti faranno rinascere… loro sono lì e sono tue e sono grandi, immense.Un patrimonio che altri neanche si sognano di avere, nella loro totale ignoranza umana. Forza ragazza, in tanti facciamo il tifo per te….. Non sei sola in questo mondo assurdo e violento, non lo sarai mai. Ti abbraccio forte ragazza, ce la farai a far splendere la meraviglia che è in te. Grazie di esserci. Ciao

  29. ho sempre pensato,quando toccherà alle donne il potere allora si che la faranno pagare al maschio padrone.Detto fatto , Corte d’Appello composta da due donne e un uomo si sono comportati tutti come il maschilista più retrogrado. Meditate gente,meditate.

    • E queste due donne giudici immagino, hanno sempre avuto una morigeratissima vita, mai in discoteca, mai minigonne, mai trucco, sono sempre uscite accompagnate da qualche fratello, zio, padre, cugino, di provata morigeranza o…eunuco, e sono rimaste strettamente vergini sino alle eventuali nozze, esse hanno eventualmente delle figlie, sorelle, cugine che sono come loro: delle monache in casa, insomma. E non leggono i giornali, ma sono rimaste in una capsula temporale datata 1900, oppure hanno sempre vissuto in arabia saudita e sono arrivate in italia poco prima del giudizio. Ma che schifo!!

  30. Cara,

    Poche parole ma vorrei avessero tutto il peso ed il valore di un abbraccio pieno di forza, di speranza.

    Non mollare, non mollare, non mollare.

    Attonito per la tua storia mi chiedo dove siano gli uomini, chi siano quelli che ci governano e quelli che giudicano.
    È vero, perdiamo tutti, perdiamo tutti coloro che ancora conservano dei valori, delle speranze, ma non diamola vinta a loro, ti prego aiutaci anche tu ad avere la forza di continuare a lottare per un mondo un po’ più giusto.

    Ti ammiro.

    Forza!

    Luca

  31. Come ha già scritto Moreno in un commento precedente anch’io quando sento storie come questa mi vergnogno di essere un uomo. A te va la mia solidarietà per quello che ti è successo e anche la mia ammirazione per la forza che hai dimostrato scrivendo questa bellissima lettera. Un abbraccio.

  32. Lettera molto toccante e piena di verita’ su come la nostra sia una societa’ malata che ti etichetta senza soffermarsi sulla cosa provoca nelle altre persone.

    Immagino che non leggerai mai questo commento, nel caso lo facessi vorrei dirti (mi permetto di darti del tu) che lavoro come ipnoterapista in Australia e ho trattato qualche donna vittima di abusi sessuali. Il passato non si puo’ cambiare, come ci si sente nel presente e l’immagine di se stessi si. LA violenza subita resta sempre, ma puoi smettere di farti influenzare dal ricordo, non importa quanto pesante e’ stato, ormai e’ passato e rimane solo un ricordo, un emozione e le emozioni sono facilmente influenzabili.

    Non arrenderti all’idea di dover convivere con incubi, depressione o sensi di colpa, cerca un ipnoterapista e fai un percorso per uscirne forte come vuoi tu.

    In bocca al lupo per tutto!

  33. gionatamichelemanfrin says:

    Sinceramente non avevo seguito per i la vicenda giudiziaria di questa ragazza, ma leggendo la sua lettera non ho pensato nemmeno per un solo secondo che potesse mentire.
    A quanto pare, quindi, lo stupro non viene punito dalla legge italiane e la massa di politici e giornalisti arrivisti e populisti, non si scagliano contro la sentenza a mo di cani idrofobi, sbavando giudizi, ringhiando contro l’ingiustizia della Giustizia, ovviamente perché la ragazza in questione è “eccentrica” per la loro concezione piatta del mondo, una cittadina di serie B.
    Cittadini di serie A sono invece gli stupratori e quindi per lei non c’è nulla da fare. L’unica speranza di avere giustizia sarebbe stata quella di aver subito violenza da cittadini di serie più basse, serie C, serie D, tipo gli extracomunitari.
    È una società classista la nostra è se non sei nella classe migliore sei colpevole a prescindere.
    Bello schifo.

    Colgo almeno l’occasione per farti i complimenti per il coraggio e la forza dimostrati fine qui, Ragazza della Fortezza e ti lascio i migliori auguri per una grande ripresa, senza cambiare mai chi sei, andando avanti con le tue migliori idee. Ti auguro di poter arrivare al punto di riguardare indietro a quella brutta vicenda con in faccia il sorriso fiero di chi ha camminato nell’inferno e ne è uscito trovando il suo Nirvana.

  34. Un enorme abbraccio di solidarietà ❤

  35. fosse capitato a me la sentenza sarebbe stata uguale… A me e a quasi tutte le mie amiche, siamo tutte non lineari!

  36. Situazione squallida, quasi da bassa periferia. Mi dispiace per quanto accadutoti. Putroppo, non esistono soluzioni semplici, tranne reagire. Reagire affinché non accada piú, affinché le persone capiscano, affinché sia chiaro che la brutalità non é solo fisica, ma anche morale. Dura lex, sed lex… É vero. Ma forse puoi aiutare te stessa e chi ha vissuto esperienze simili, forse puoi contribuire a dissipare il velo di grigio che giace nel valore del giudizio. Mi dispiace davvero, ma fa roccia di te e cerca la serenità nella consapevolezza che pensare ad un torto subito, per quanto grande sia, non é appagante come cercare di evitare che non accada piú, s nessuno. Forza e coraggio, rialzati. Ce la devi fare.

  37. Ti stimo

  38. Sono passati diversi decenni da quando la RAi trasmise “Processo per stupro”, le udienze di un processo per violenza dove la vittima veniva umiliata e colpevolizzata. In tutti questi anni non è cambiato niente!

  39. Grazie per questo tuo doloroso sfogo! lo conserverò e lo farò leggere, spiegandolo, ai miei bambini non appena saranno in grado di capire ed affrontare certe tematiche. Nel frattempo, io e mio marito ci preoccupiamo giornalmente di inculcare per bene nella loro mente che gli esseri umani vanno RISPETTATI sempre e comunque! che MAI può essere possibile infliggere violenza ad altri con la scusa che loro “se la cercano”. Io non ho mai subito una violenza fisica e pertanto non mi permetto di dire di “capire come puoi sentirti”, ma forse posso immaginarlo…. e NON MI PIACE! ti abbraccio fortissimo da sorella maggiore, da madre, da donna!

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  1. […] Non scrivo da un po’ perché sono stata impegnata con varie ed eventuali (un blog di cinema, progetti lavorativi e così via) ma oggi non posso esimermi. Perché ieri è stato un giorno triste, il giorno dell assoluzione di sei stupratori, con motivazioni che destano stupore e sconcerto. Perché la vittima era ubriaca ma non troppo, e ha protestato, ma non troppo, e beh, poi è bisessuale, quindi forse, in fondo in fondo, se l’è voluta. Del resto è normale pensare che una donna bisessuale abbia desiderio di essere abusata da sei uomini mezzi ubriachi. E io beh, non posso fare a meno di pensare che quella donna, domani, potrei essere io. Che potrei essere stuprata e, decidendo di denunciare, darei il consenso a scandagliare ogni angolo della mia vita, e ad essere giudicata per questo. Che potrei essere considerata poco seria, non abbastanza ubriaca, non abbastanza contraria. Che nessuno prenderebbe in considerazione l’ipotesi che forse se non mi sono opposta “più di tanto” è solo per paura, perché noi donne siamo fin troppo abituate a tacere e aspettare solo che finisca più in fretta possibile. E ho paura di dove stiamo andando, ho paura che siamo ancora troppo lontani da dove dovremmo essere. Ho paura per me e per tutte le donne. Ho paura dei “non sono omofobo ma…” Del ” le femministe sono solo donne che vogliono fare gli uomini”. Ho paura per inciso di tutti i ma, di tutti i però, che annientano ogni buon senso. Non conosco quella donna, ma se la conoscessi vorrei dirle “io ti credo, io lo so. A me non importa della tua vita, di cosa o chi ti piace. E scusami se non siamo stati in grado di proteggerti, e nemmeno di darti giustizia.” Non posso dirglielo, ma posso pubblicare le sue parole, così che più gente possibile sappia cosa abbiamo fatto, cosa continuiamo a fare ogni giorno. https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/07/19/firenze-fortezza-significa-forza-adesso-non-piu/ […]

  2. […] l’ha. Sono io la ragazza dello stupro della fortezza, sono io” con queste parole comincia la lettera della ragazza dello stupro della Fortezza da Basso che è stata pubblicata sul sito Abbatto i Muri a cui la donna l’ha […]

  3. […] e alla sessualità della donna che denunciò lo stupro. Ieri la donna ha scritto al blog Abbatto i muri di Eretika chiedendo che venisse pubblicata la sua lettera, dolorosa e lucida, che pubblico sul mio […]

  4. […] questi giudici la ragazza ha voluto rispondere. Lo ha fatto con una lettera pubblicata sul blog Abbatto i muri: “Come potete immaginare che io mi senta adesso? Non riesco a descriverlo nemmeno io. La cosa […]

  5. […] Cliccando questo link, potrete leggere la versione completa della lettera della giovane italiana. […]

  6. […] con questo rimbrotto, va certamente peggio alla ragazza che ha denunciato e che, proprio ieri, ha scritto una lettera al blog Abbatto i Muri, per parlare delle enormi difficoltà psicologiche e sociali che ha dovuto affrontare in seguito a […]

  7. […] la ragazza vittima parla con una lettera al sito Abbattoimuri e spiega la sua versione dei […]

  8. […] questi giudici la ragazza ha voluto rispondere. Lo ha fatto con una lettera pubblicata sul blog Abbatto i muri: “Come potete immaginare che io mi senta adesso? Non riesco a descriverlo nemmeno io. La cosa […]

  9. […] SUL WEB La giovane non ci sta e sul blog Abbatto i muri esprime tutta la sua amarezza per una sentenza che l’ha fatta ripiombare nell’incubo di una vita […]

  10. […] per quanto accaduto. La giovane, che oggi ha 29 anni, ha deciso di rispondere ai giudici, con una lettera pubblicata sul blog “Abbatto i muri” in cui spiega come la sua vita sia stata distrutta da quella terribile violenza e come sia […]

  11. […] imputati, prima condannati e poi assolti per lo stupro di gruppo della Fortezza da Basso, o alla lunga e bellissima lettera che mi ha inviato colei che si è firmata “La ragazza della […]

  12. […] A questi giudici la ragazza ha voluto rispondere. Lo ha fatto con una lettera pubblicata sul blog Abbatto i muri: […]

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