Sono una donna di 32 anni e mi piace il porno. Mi piace guardarlo, assaporarlo, fotogramma per fotogramma, sceglierlo. Quando non ho molto tempo vado su youporn e resto un po’ a cercare quello che può eccitarmi di più, qualcosa che assecondi le mie fantasie, i miei desideri, che mi somigli in qualche modo. Invidio le protagoniste di quei video. Loro riescono a squirtare per mani di persone esperte. Possono godere di mille cunnilingus e il loro sesso a me sembra non convenzionale. Certo, è stereotipato, potete definirlo sessista, ma a me sembra l’unico angolo di mondo in cui il sesso si realizza senza preti e matrone che impediscono, normano, impongono.
So che ci sono femministe che hanno deciso di stazionare presso i luoghi, i siti, gli spazi in cui sono trasmessi o realizzati o pubblicizzati i film porno. A me piace pensare che nel frattempo si masturbino di gusto, così come faccio io, perché sarebbe davvero troppo triste vederle con il metro a misurare l’ampiezza di una dilatazione e la profondità di una penetrazione. Sono decisamente inappropriati i loro interventi, sempre a tentare di ottenere la censura in nome delle donne. E io? Non sono forse donna io? A me i porno piacciono, come la mettiamo?
Da un po’ mi sono messa a fare la webcam girl. Toccarmi davanti a qualche spettatore che sta al di là del desktop mi piace, mi eccita molto, mi fa sentire desiderata. Li preferisco taciturni, vorrei fare tutto io, invece che eseguire i loro ordini. Vorrei non dover distogliermi mai dall’attenzione che merita la mia vagina. Non smetto, inutile che chiami. Voglio venire, adesso. Ed è così che tra un orgasmo e l’altro ho anche avuto il tempo di incontrare un ex collega di lavoro che, a quanto pare, ha le mie stesse preferenze. Non è geloso. Non gli importa se io mi eccito guardando altri o se lavoro alla webcam. Anzi. Ultimamente ha dato alla mia attività un grosso e valido contributo. Ha indossato anche lui la sua brava mascherina e mi ha penetrata, leccata, succhiata, in tutte le pose e senza sosta. Cosa può esserci di più eccitante di un primo piano di una vagina o di un clitoride che sono stimolati da una lingua? Cosa può eccitare di più se non il movimento oscillatorio, pelvico, di una donna che ha un grandioso orgasmo?
Io e lui non possiamo parlarne liberamente, oltretutto lui ha una famiglia parecchio moralista. Chissà se i suoi genitori hanno mai scopato veramente, se non in quelle rare occasioni in cui hanno generato i figli. Difficile parlarne anche con gli amici o le amiche. A lui direbbero che non è un uomo, un vero macho virile che tiene la figa della compagna tutta per sé. Perché ci sono quelli che ancora vivono al tempo della cintura di castità, tanto per dire. A me direbbero che sono ne più e né meno che una troia. In un modo o nell’altro siamo individui fuori norma. A lui una volta un amico chiese, credo fosse all’inizio, se davvero avesse intenzione di fare sul serio con me, come dire che io ero quella buona per trombare e poi arrivederci e ciao.
La mia fama ha oltrepassato i confini della mia stanza, credo, e io non ho mai negato di avere una particolare predisposizione per gli orgasmi multipli e con più e diverse persone. Se lui è considerato un ometto piccolo piccolo solo perché lascia che altri guardino la mia fica online, come sarebbe considerato se sapessero che abbiamo fatto giro per locali di un certo tipo e a e me mancavano decisamente le mutande? Com’è il compagno di una risaputa troia? Una porca, una zoccola, non so. E lui: un senzapalle, un frocio, non so. Come lo chiamerebbero i benpensanti e i difensori della moralità pubblica? E come ci chiamerebbero le donne che non amano il sesso sporco? Quelle che si indignano se io pronuncio la parola “penetrazione” o “fellatio”?
Spero non vi sembri strano quello che voglio dire ma sono certa, perché ho vissuto e attraversato alcuni mondi, dell’esistenza di un non detto, di mille esperienze sconosciute ai più, di un mondo sommerso, che riguarda la sessualità. Quante persone frustrate e in cerca di occasioni di riscatto. C’è chi chiede riscatto per il proprio cazzo e chi per la propria fica. In tutti i casi ci sono persone che attendono ancora qualcosa dalla vita e raramente, però, decidono di meritarsela e cercarla, perseguirla. Ci vuole coraggio, senza dubbio, e ci vuole anche una grande tendenza al suicidio sociale. In quella zona sociale che ti accetta solo in un certo mondo. Gli altri non capirebbero. Gli altri non capiscono proprio mai, quegli stronzi impiccioni che non si fanno gli affari propri.
Stasera io e il mio compagno abbiamo deciso di fare sesso davanti ad una telecamera. Vogliamo rivederci e far vedere ad altri. Vogliamo capire anche altro di noi. Per esempio: come facciamo a dire al mondo che la nostra sessualità è sana, che ci divertiamo, godiamo, e che non siamo affetti da nessuna patologia?
Ps: questa è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

Ma il problema non è neanche il porno in sé. Il problema è la sua gratuità, la sua diffusione ovunque su internet. Ormai non è più possibile cercare qualcosa di anatomico, senza essere inondati di pornografia. Io credo di avere la tua età, e quando ero un ragazzino ricordo con piacere che per comprare un giornaletto porno dovevo metterci la faccia, andare da un giornalaio e sperare che vendesse a un minorenne. Poi buttavo il giornaletto perché non potevo nasconderlo. E sono contento di come sono cresciuto, imparando a capire che la nostra mente è potente, e l’eros è una forza naturale, che non ha bisogno del porno per esprimersi. Francamente sono disgustato dalla presenza gratuita ovunque del porno su internet. A me da fastidio. Chi vuole, che lo comprasse, anche per pochi spiccioli, come si faceva prima. Personalmente credo che siano necessarie delle regole per internet, e mi batto per esse. E sono agnostico e di sinistra.