Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Sessualità

Bdsm e sesso “violento”? Qualche regola di sicurezza per parlarne!

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Con la storia pubblicata ieri, sulla ragazza che ama il sesso violento, si è aperto un nuovo capitolo, un filone di ricerca e interazione tra persone che hanno inviato qui storie già pubblicate e altre che si affacciano appena adesso a questi temi e non sanno a chi rivolgersi per saperne di più. Siamo perciò d’accordo sul fatto che non sono storie censurabili e che parlarne è molto meglio che non farlo perché tra tante persone che vogliono saperne di più e devono giostrarsi senza punti di riferimento capita che si finisca in spazi web approssimativi e che non fanno rete con nessuno.

Valutando questo abbiamo così deciso, e ringrazio ogni tipo di suggerimento, di buttare giù alcune fondamentali premesse che riguardano la sicurezza. Ogni tipo di pratica che sia essa bdsm o s/d, per quanto la schematizzazione suoni un po’ forzata, come per qualunque altra cosa che voi non conoscete, va approcciata dopo aver trovato un po’ di informazioni e punti di riferimento utili.

Ci sono dei corsi, dei siti (fetlife, legami e la gabbia), dei forum, gruppi di discussione su facebook, delle comunità che possono aiutare nelle prime fasi, con persone che sono ben felici di condividere la propria esperienza e insegnarvi come fare senza farvi male. Chi inizia potrebbe andare ad un peer-rope. Peer Rope è un incontro tra persone, di qualsiasi livello e scuola, inclusi i principianti, per legare tutti assieme. Senza distinzione tra esperti e principianti, per condividere la passione per le corde e le proprie esperienze. Per i più esperti in genere viene messa a disposizione una struttura di sospensione.

La prima regola è non fare nulla in modo approssimativo, perché il sentito dire non è sufficiente. La seconda regola è che mai dovrete affidarvi, per giochi di dominazione, a persone che non hanno esperienza. Una cosa è il sesso “violento” e un’altra è la violenza fine a se stessa. Capisco che per molte persone la differenza sia impercettibile ma vi assicuro che invece sono due cose molto diverse. Chi si improvvisa dominatore, o dominatrice, può anche riempirvi di mazzate su tutto il corpo ma non sa quando fermarsi, dove non colpire, dove andare adagio, che cosa è assolutamente da evitare. Perché tutto ciò deve essere concordato tra le due persone che si dedicano a questa pratica e questo significa che dovete essere molto in sintonia con voi stess* e con l’altr@.

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Provo ad essere più diretta: se un ragazzo vi molla un pugno su un occhio è violenza. Non è stata richiesta, vi fa male e a voi quel dolore non piace e lui è visibilmente in collera. Le pratiche sessuali fuorinorma invece vengono vissute senza collera, consensualmente, mai dopo aver assunto droghe o aver bevuto e facendo attenzione a una serie di piccole e grandi regole che, grazie all’aiuto della community di Abbatto i Muri, posso meglio sintetizzarvi (so che è approssimativo ma chi vuole approfondire è il/la benvenut@).

Per esempio, ecco una lista di buone regole per il bondage:

Sempre con se è a portata di mano le forbici di sicurezza;
Mai corde intorno al collo che stringano;
Controllare la circolazione del sangue (colore reazione pressione unghia);
Controllare la capacità del bottom di poter stringere forte le mani (questo verifica lo stato dei nervi);
Non abbandonare il bottom solo e legato;

Poi per il bdsm in generale:
Farlo da sobri;
No droghe;
Definire una safeword o un gesto se non si può parlare alla quale la sessione si ferma;
E ovviamente tutto ciò solo se si è consenzienti.
Tenere a portata di mano una torcia o delle candele nel caso salti la luce.

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I livelli di apprendimento, per chi inizia un corso, sono questi:

livello base: imparare i nodi base come le manette, legature a terra;

livello medio: le forme tradizionali giapponesi (shibari), più elaborate;

livello avanzato: semisospensioni e sospensioni.

Ancora, serve:

“Prima di tutto comunicazione chiara e gradualità nel fare le cose. Una misura di sicurezza doppiamente valida è entrare a far parte di una comunità: da una parte si ci si confronta e si impara da chi ha più esperienza, dall’altra si possono chiedere informazioni sulle persone prima di intraprendere delle pratiche con loro.”

Quindi, a parte le cose già dette e ripetute, quel che stanno dicendo è che bisogna andarci piano e non arrivare immediatamente a una legatura che riguardi il collo, con possibile effetto strangolamento se non si sa fare, o una sospensione.

A questo proposito mi ricordano che la comunità bdsm è abbastanza traumatizzata dal fatto che a Roma qualche anno fa una ragazza morì. Da allora è stato molto più difficile parlarne, come se tutta la comunità avesse subito l’effetto criminalizzazione, e il non parlarne significa soprattutto non poter parlare delle regole di sicurezza.

nodiUna legatura al collo è complicata. Affidarsi è difficile. C’è chi, sotto la sapiente osservazione di un maestro, lo sa fare, ma non è una cosa da improvvisare se non siete preparati* e se non avete le conoscenze opportune. Altra cosa è la pratica dello strangolamento (breath play), quando la mancanza d’aria aumenta il livello di eccitazione. Per questa pratica, molto pericolosa, e sconsigliatissima, c’è chi ipotizza nozioni di sicurezza standard ma, come ricorda qualcun@, la questione non è così semplice. Allora eccovi un’altra esperienza:

“Ho 22 anni, pratico bdsm da quando ne ho 19, la mia esperienza è ancora ridotta, ma so che è praticamente impossibile vedere se stai facendo male a qualcun* quando le/gli togli l’aria. Se sei molto brav* (conoscenze anatomiche e tutto) puoi dire se stai strangolando qualcun*, ma pochissima della gente che muore a causa di asfissiamento erotico muore strangolata, vanno in arresto cardiaco, anche tipo un quarto d’ora dopo. E non c’è modo di dire se stanno per andare in arresto cardiaco, o svenire perché hanno la carotide bloccata e non arriva sangue al cervello, non se ne accorgono neanche loro. E la gola è piena di cose fragili che si rompono e si rovinano tipo laringe o vasi sanguigni. Penso che parlarne sia necessario ma non si può fare senza parlare di sicurezza per evitare comportamenti irresponsabili.”

QUI potete trovare l’esperienza di una ragazza che chiarisce come lei richiede di essere picchiata. No a colpi che a lei non piacciono, in punti che le fanno male; la testa va mantenuta quando riceve uno schiaffo perché altrimenti si fa male, e il breath play che lei pratica in realtà è una mano in bocca per lo più.

Suggerisco anche di leggere i vari commenti di Xzy che tra l’altro è la protagonista di una storia pubblicata qualche giorno fa.

Poi qualcun@ suggerisce un libro da leggere che parrebbe ben scritto e mai lacunoso per quel che riguarda la sicurezza.

Per il resto, ecco, aiutatemi ancora a scrivere quel che manca o a integrare quel che c’è già e chi vuole comporre una nota più completa o riferita ad un solo aspetto della questione che vi sembra importante fate pure e scrivete (anche se avete storie da raccontare, le vostre storie, esperienze) a abbattoimuri@grrlz.net

Spero che questa sintesi vi sia utile.

Ps: in alto immagini tratte dalla campagna sul Femminismo Spurio e dal blog PornoRidicolo.

Leggi anche:

4 pensieri su “Bdsm e sesso “violento”? Qualche regola di sicurezza per parlarne!”

  1. Ai peer-rope sono benvenuti anche i principianti assoluti 🙂 I disegni ritaggono la mia esperienza (come bottom – la persona legata) al peer rope di Milano. Bella esperienza.

  2. Grazie per avere suggerito il mio libro ‘BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo’! Sul mio sito ( http://www.ayzad.com ) puoi trovare anche gli altri che ho scritto per divulgare un eros estremo ma sano e piacevole per tutti. C’è anche ‘Nessuna sfumatura di grigio – Che cos’è veramente il BDSM, nero su bianco’ ( http://goo.gl/JO2n52 ), che è un micro-ebook scaricabile gratis con tutte le indicazioni di base.

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