Comunicazione, Critica femminista, Pensieri Liberi

Se le “nostre donne” sposano membri dell’Isis

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Ma voi avete capito qualcosa a proposito delle donne che scappano dall’Europa per sposare e aiutare membri dell’Isis? Io ci vedo un po’ di terrorismo psicologico e pedagogia rivolta alle donne intrisa anche di islamofobia.

Sacrosanta la lotta al terrorismo, ma perché sbattere in prima pagina e mettere alla gogna la donna che ha osato anche solo pensare di farsi un biglietto per andare in vacanza in Siria?

Per noi non è un fatto nuovo perché già con Greta e Vanessa i “nostri uomini” si sono sbizzarriti a insultarle e a diffamarle trattandole da zoccole dei terroristi anche se in realtà erano state rapite e furono rilasciate un po’ di tempo dopo.

Poi fu la volta di una vera sposa di un membro del terrore, almeno così pare da quel che affermano i quotidiani, e non solo hanno messo alla gogna lei, dicendo di tutto, e i gentili uomini italici si sono sbizzarriti ancora di più, e non lo dico perché difendo una accusata di terrorismo, anzi, ma solo perché queste gogne più che essere fughe di notizie di una giustizia che dovrebbe evitare i linciaggi, reali e virtuali, ai danni delle persone accusate, sembrano il modo per avvisare chi ha bisogno di sentire che i terroristi sono tra noi.

Se ci sono persone del genere in Italia allora l’unità antiterrorismo e tutte quelle varie organizzazioni, con acronimi sempre più improbabili, hanno un gran lavoro da fare. Comunque dicevo che non è stata messa alla gogna solo lei ma anche i suoi parenti, tutti, arrestati perché parenti che (forse?) stavano partendo per la Siria “per unirsi ai terroristi”. Che una famiglia si sposti non mi pare sia un reato, ma se ti sposti con quell’intenzione, che chiaramente è stata provata e riprovata grazie a prove eccezionali, allora meriti l’arresto.

Poi arriviamo alla fase in cui si mettono alla gogna quelle che scappano per andare a sposare gente d’oriente. E mi pare un’esagerazione questa leggenda della donna occidentale che si dà al terrorista ipnotizzatore e delle mogli di terroristi che addirittura recluterebbero altre mogli. Basta che uno sia siriano per essere giudicato terrorista? Dove sono le prove? Chi l’ha detto? Da cosa lo hanno capito? E in Inghilterra stanno tallonando due ragazze “fuggite” e ora un’altra che se ne è andata di recente. E secondo chi le tallona sarebbero perfettamente riconoscibili anche sotto il velo. Dunque voi potreste riconoscere una donna sotto quei cosi che lasciano intravedere a malapena gli occhi?

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Se queste persone sono terroriste allora tante scuse e mi rimangio tutto quanto, ma se non lo sono, perché non hanno fatto nulla di concreto, a parte esprimere un’opinione tipo “l’occidente imperialista, con le sue guerre umanitarie è responsabile delle guerre e delle morti di donne, uomini e bambini nel medio oriente” si tratta di un precedente che non mi rasserena. Quante persone, compagni, compagne, hanno dei dubbi su come sia condotta la guerra d’occidente contro il medio oriente? E questo vuol dire parteggiare per i terroristi? Mi pare una forzatura. Come quando dici che il governo d’Israele è responsabile dell’occupazione della Palestina e sta agendo in maniera autoritaria causando tantissime morti e c’è chi ti risponde che allora stai con i terroristi islamici o sei addirittura antisemita e negazionista della shoah.

Insomma: a voi non interessa come stanno le cose? Al di là del fatto che io non ho mai negato che le donne possano fare violenza vorrei capire il perché dalla lettura delle notizie dei quotidiani non tutto viene detto con chiarezza. Si vuole sponsorizzare un’altra guerra “in nome delle nostre donne”? Sto prendendo io una cantonata? Qualcun altr@ ha dei dubbi, quanto meno sulla gestione mediatica sul fenomeno delle donne spose di terroristi? C’è chi ne sa di più?

Leggi anche:

Donne dell’Isis reclutate da estremisti ipnotizzatori

4 pensieri riguardo “Se le “nostre donne” sposano membri dell’Isis”

  1. Sulla gestione mediatica, più che dubbi, ho la certezza che il maggior numero di vittime ad opera dei criminali dell’isis siano cittadini islamici.Migliaia di cittadini di religione musulmana ammazzati ma appare come se tutto l’Islam fosse in guerra contro l’occidente. Poi, donne o uomini che siano, se scelgono di unirsi con questi criminali il giudizio è netto: liberi di farlo ma sono dei deficienti.Esistono tanti milioni di islamici pacifici e moderati, lessi un bellissimo articolo ad esempio sulle donne tuareg ma anche altre realtà mostrano esempi di tolleranza e progresso civile. Penso siano queste realtà ad essere incoraggiate. E poi noi, loro abbiamo tutti un nemico comune che è questa finanza che tutto può e che nessuno ferma. L’isis fa solo comodo A quel potere. Fin tanto che è utile viene lasciato fare, quando non lo sarà più verrà spazzato via in un batter di ciglia. Il resto è tutto fumo e propaganda.

  2. Certo, da parte di alcuni c’è un sovrappiù dato dall’aspetto confessionale e dal fanatismo razzista. Poi i giornali ci si fogano su queste cose. D’altronde, lo Stato Islamico e i suoi accoliti, a quanto pare, non scherzano coi programmi di adescamento di ragazze giovani online: http://www.internazionale.it/video/2015/07/06/sedotta-dallo-stato-islamico . C’è anche questo problema… Ed è pur vero che ogni tanto qualche compagno e qualche compagna arrivano a mezzi deliri del tipo: “Sono le masse arabe che combattono contro l’imperialismo capitalista…”

  3. su TUTTA la gestione mediatica della questione ISIS e Terrorismo in generale ci sarebbe da discutere.
    Per me non sono ne da condannare ne da compatire: donne e uomini che si fanno irretire da ideologie violente e omicide e finiscono mogli o mariti di persone votate all’assassinio dovrebbero essere aiutate, non derise e condannate dalla gogna mediatica.

    Per me rimane sempre attuale la vicenda (ora mi sfugge il titolo) della donna americana che con figli seguì il marito iraniano rientrante in Iran del dopo-kholimeni, che da persona colta regredì, per sopravvivere e non essere ghettizzato, in violento e integralista marito violento, supportato dalle donne di famiglia della “vecchia generazione” per cui altro ruolo della donna è quello della sottomessa.

    Queste “spose della JIhad” hanno purtroppo un destino simile a quelle che non riescono a lasciare il marito violento e padrone, con l’aggravante che là non hanno una rete di associazioni e donne (e uomini) che potranno aiutarle…..

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