Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Sessualità, Storie, Violenza

Mi piace il sesso violento ma non so con chi parlarne

Avviso: Non è un post adatto ai minori.

Ho pensato molto prima di pubblicare questa storia. Ho scambiato diverse mail con l’autrice del racconto perché volevo capire. Mi dice che lei non è una slave e a lei non si adatta il classico schema di dominazione. Lei amerebbe, fuori dalla sua vita condivisa e visibile, un uomo autoritario, che la obblighi a fare sesso e le ricordi una fantasia di costrizione, umiliazione, degradazione. Amerebbe il pissing ma il suo ragazzo non è adeguato a questa sua richiesta e le uniche volte in cui si è prestato per soddisfarla appieno alla fine si è sentito al limite delle proprie possibilità. Obbligarla ad un rapporto orale o a un rapporto sessuale violento è difficile. A lei ho chiesto molte cose e quel che a me pare è che non sappia, credo, quale possa essere il suo limite, cosa che è davvero fondamentale da sapere, per la propria sicurezza, perché la sicurezza è fondamentale in ogni tipo di rapporto, soprattutto in questo, e anche perché se non sai qual è il tuo limite come puoi pretendere che il tuo partner lo rispetti? Quando sei davvero insoddisfatta? E come potrà soddisfarti?

Ricordo di aver ricevuto altre due storie, in passato, di questo tipo, sempre molto complesse e relative la vita sessuale di una coppia etero. Conservo lo stesso rispetto per le scelte di chiunque, perché la consensualità è fondamentale, e svelo a me stessa le stesse perplessità che ho adesso. I suoi, i loro desideri incontrano, in qualche modo, le attenuanti che alcuni violenti usano a giustificazione per il proprio crimine. Le donne che mi hanno scritto mi hanno ampiamente detto che non vogliono mai essere stuprate e che la loro fantasia non riguarda lo stupro, ma tutte temono di non essere capite. Gran parte della difficoltà di comprensione io credo sia data dalla censura che viene imposta alla narrazione individuale delle donne. Penso che ci sia uno scarso rispetto per la sessualità di ciascuna e che tutto sia visto in termini proiettivi. Se non piace a me allora non deve piacere neppure alle altre. Dunque, più che un giudizio sulla storia in se’, quel che io temo, e spero non si sia, è il giudizio di una fascia estremista e fanatica di pseudo femminismo antiviolenza che potrebbe patologizzare lei e dire che un racconto del genere istiga o giustifica la violenza sulle donne.

Scelgo di pubblicare questa storia perché non posso censurare le richieste, i dubbi e la riflessione complicata che si trova ad affrontare la protagonista del racconto. Perché è coraggiosa lei che ne parla ed è più utile parlarne apertamente e stimolare una discussione aperta, che possa essere utile ad altr*, invece che nascondere tutto sotto un tappeto fatto di moralismi e normatività imposta. E mi raccomando, se avete qualcosa da dire, prendetevela con me, ma lasciate in pace lei. Grazie e buona lettura!

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Ciao Eretica e salve a tutti quelli che mi leggeranno. Mi scuso per la confusione, io sono un tipo incasinato e penso che si percepirà da come scrivo. Apprezzo quello che fai e lo spazio che ci concedi, per me è assolutamente difficile parlare di quello di cui ti sto scrivendo, e appunto per questo voglio che tu sappia che se lo faccio è perchè nel tuo blog/pagina ho trovato uno spazio dove parlare liberamente e dove so che potrò sfogarmi sapendo che ci sarà qualcuno che mi ascolterà senza giudicarmi.

Sinceramente non so se io possa affermare di praticare bdsm perchè molte di queste pratiche non fanno per me, diciamo che sono orientata sulla violenza e sul rapporto s/d; non mi piacciono travestimenti, non mi faccio dare ordini fuori dal letto e non ho interesse per il bondage.
Con tutto il rispetto per chi lo fa, personalmente considererei ridicolo travestirmi o interpretare ruoli al di fuori di ciò che io stessa sono. Non mi piaccio, anzi mi faccio schifo, appunto per questo tutto quello che voglio è percepire il disprezzo, la freddezza e l’autorità, il tutto ovviamente confinato alla sfera sessuale.

Se potessi scegliere, avrei un ragazzo che dovrebbe farmi sentire speciale nella vita di tutti i giorni e centinaia di uomini, uno per ogni notte, non legati sentimentalmente a me e che, pur rispettandomi e apprezzandomi come persona, dovrebbero annichilirmi a letto.

Se rifletto sulla mia sessualità, da quel che ricordo, credo di essere così da quasi sempre, tuttavia, appunto perchè ho problemi con me stessa, ho difficoltà ad accettare questo aspetto. In realtà non so come spiegarlo; sento come se la me esterna trovi ridicola questa recondita parte della mia personalità stessa, come se non mi si confacesse; una come me, brutta, ridicola, nemmeno dovrebbe farlo il sesso, figuriamoci questo, poi. Questo è per le altre, non per una persona goffa come me.
Il fatto che io mi sia dilungata su come io stessa mi percepisca lo trovo utile per far si che sia meglio comprensibile il punto focale della mia insoddisfazione.

Ho una relazione stabile con un ragazzo.
Proprio per questo mio modo di essere, ho impiegato davvero tantissimo tempo per confidargli cosa davvero mi piacesse, o forse non l’ho mai fatto del tutto. Il sesso che piace a me è soprattutto mentale, è fatto di autorità e passività, di punizioni e si basa sull’umiliazione e degradazione, cosa che non me la sento di condividere totalmente con lui, forse per non rovinare il rapporto.

Nella mia mente dove tutto o è bianco o nero, non ce lo vedo, e non voglio che sia lui a trattarmi così, ma qualcuno da non rivedere mai più, qualcuno a cui io non debba niente, che non sia costretta a guardare la mattina dopo con sguardo imbarazzato o con cui un giorno magari farmi una famiglia e dei figli.
Ripeto, sono scelte, siamo persone diverse, rispetto chi lo fa, ma io non mi ci vedrei mai ad essere picchiata dal mio compagno magari con una cinta al collo e un fazzoletto in bocca mentre i miei figli sono a scuola o all’asilo. Sarò estremista, ma io sono io, e non posso cambiare le mie inclinazioni.

E’ il primo con cui io mi sia spinta tanto oltre, tuttavia quello che nella pratica si limita a fare è picchiarmi. La colpa è anche mia, non sono mai stata chiara su cosa mi piacesse, solo questo sono riuscita a confidare e, sebbene io gli abbia lanciato molti messaggi impliciti, non capisce, anzi, pensa di aver fatto tantissimo per venirmi incontro.

Probabilmente, tutto quello che ciò che lui riesce a immaginare per soddisfare i miei desideri è riempirmi di schiaffi; a volte in modo leggero, a volte in modo pesante, e tutto questo, non mi completa del tutto. Certo, adoro i lividi, mi piace la sua rabbia, gli sono grata per il fatto di provarci, ma non posso mentire a me stessa.

Mi considererete pretenziosa, eppure non sono soddisfatta. Se ci penso, sento che lui si comporta in un certo modo solo per farmi piacere e utilizza queste pratiche per sfogarsi. Non lo vedo dominatore, queste cose non le sente dentro. A questo lui si è adattato e il ruolo gli sta bene, ma sempre finzione resta, o al limite, un compromesso; io godo, lui si sfoga. E’ come se io fossi una corsa, una sessione in palestra o un sacco da boxe.

E poi, certo, che stronza sono. Lui ha fatto tanto per andare oltre i suoi costrutti mentali, mi dice “mio nonno mi ha insegnato che le donne non si toccano nemmeno con un fiore, hai idea di quanto questo mi sia costato?” e poi, a me nemmeno sta bene, l’insoddisfazione me la si legge negli occhi. Una come me poi, che non sa nemmeno cosa vuole, che forse è anche malata, che fuori dal letto vive un bellissimo rapporto, di che mi lamento?
E forse, quello che voglio forse non lo so e non so nemmeno dove trovarlo.

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Bdsm e sesso “violento”? Qualche regola di sicurezza per parlarne!

21 pensieri su “Mi piace il sesso violento ma non so con chi parlarne”

  1. io ti stimo un sacco e hai fatto bene a pubblicare questa storia, ma non mi piace per nulla l’immagine che hai scelto.
    Penso che sia ingenua e trasmetta un tipo di falsa informazione che secondo me può essere pericolosa, soprattutto di fronte a persone come quella che scrive che amano il sesso violento ma non sono inserite in una comunità (se vuoi una “scena”) dove entrare a contatto con persone più esperte, regole, workshop e lezioni e tutto.
    Ho 22 anni, pratico bdsm da quando ne ho 19, la mia esperienza è ancora ridotta, ma so che è praticamente impossibile vedere se stai facendo male a qualcun* quando le/gli togli l’aria. Se sei molto brav* (conoscenze anatomiche e tutto) puoi dire se stai strangolando qualcun*, ma pochissima della gente che muore a causa di asfissiamento erotico muore strangolata, vanno in arresto cardiaco, anche tipo un quarto d’ora dopo. E non c’è modo di dire se stanno per andare in arresto cardiaco, o svenire perché hanno la carotide bloccata e non arriva sangue al cervello, non se ne accorgono neanche loro. E la gola è piena di cose fragili che si rompono e si rovinano tipo laringe o vasi sanguigni.
    Non penso che queste narrazioni istighino violenza, anzi penso che siano necessarie, e grazie per quello che fai. Penso però che parlare di sesso violento senza un discorso sulla sicurezza giustifichi comportamenti irresponsabili.

    1. io avevo scelto l’immagine proprio per dire di evitare quella pratica. ma se dici che non è adatta la tolgo. non so come e cosa scrivere però sulla sicurezza. puoi aiutarmi in questo senso?

      1. wow, ti hanno risposto tante persone anche più rodate di me! 🙂
        io sono più da botte quindi col mio ex facevamo un po’ di breath play assieme alle altre cose, ma al massimo coprendomi la bocca e il naso con la mano, e dopo poco spostava la mano per lasciarmi respirare un po’ dal naso. Capisco che per chi vuol essere strangolat* non sia un sostituto molto valido.
        Per me no bastonate sulle giunture, no pugni dietro al collo o sulle reni. E tenermi la testa dall’altro lato quando uno dà una sberla, perché un manrovescio mi ha incriccato il collo come niente, ma forse dipendeva da quanto io ero poco atletica e lui più grosso di me, c’è gente che non lo fa e sta bene. Poi per non incasinarmi perché mi dimentico le cose o mi vergogno di dirle, mi aiuta molto fare una lista con le cose che mi piace fare di più/medio/di meno, e discuterla con un partner è anche eccitante e intimo e fa molto ridere.
        E una cosa che ci hanno consigliato con mio ex era: in una sessione , non sempre ma spesso, farmi dire quanto ogni colpo faceva male da 1 a 10. ha aiutato un sacco lui a diventare più consapevole e me a imparare a dare feedback.

        Alla donna che ha scritto, se leggi: noi non eravamo molto fichi o molto padroni della nostra sessualità quando abbiamo iniziato (in realtà fichi manco ora), e eravamo IMBARAZZATISSIMI e abbastanza goffi! cercando eventi su internet abbiamo trovato quasi esclusivamente gente super disponibile e sollecita che veramente non chiedeva di meglio che fare degli spiegoni infiniti a dei principianti assoluti.
        Se sai l’inglese magari prima di parlare a delle persone vere googlati Tristan Taormino, è brava e ha anche curato una guida molto esaustiva. Buona fortuna 😉

  2. Mi sa che le fantasie primal sono piuttosto diffuse nelle donne. A naso direi che ha un’origine sociale più che innata. In ogni caso, non è facile capire le proprie inclinazioni, poi comunicarle con chiarezza ed infine trovare qualcuno che apprezzi lo stesso tipo di pratica. E’ proprio difficile 😀

    Per quello che dicevi tu all’inizio, Eretica, molti praticano il bdsm proprio come strumento di ricerca di sè e dei propri limiti. Approcciarsi alle cose con gradualità limita i rischi.

  3. Ciao. Grazie per aver condiviso la tua storia. A questo proposito, vorrei solamente consigliarti la posta del cuore di Dan Savage, autore americano, uno dei più famosi esponenti della comunità LGBT che risponde molto spesso anche a domande di sesso kinky (ovvero non vaniglia, non convenzionale). Se so di cosa parli e sono convinta che non ci sia niente di malato in te (perlomeno dalle cose che racconti) è solamente grazie a lui. Le sue risposte alle domande dei lettori sono sempre incredibilmente sex-positive, non discriminatorie, e di grande ispirazione per me. Lo trovi senza problemi su Google. A me ha cambiato la vita. In bocca al lupo.

  4. Ciao. Sono l’autrice del post pubblicato ieri a proposito di bdsm, sicurezza, consensualità e possibili errori. Ovviamente le mie considerazioni nascono dalle suggestioni e dalle vibrazioni che percepisco, dentro e sotto le righe. Il tuo immaginario erotico mi pare sia ancora di carattere prevalentemente simbolico e visionario, legato a pratiche di umiliazione e degradazione (che non possono essere soddisfatte da un paio o due decine di sculacciate) e di violenza che va oltre la ricerca di un equilibrio tra dolore e piacere ma si nutre di una forte volontà di annullamento fisico, emotivo e psicologico portata a desideri di prossimità alla morte (soffocamento, stupro, pericolo). So che mi odierai per quello che sto per dire ma lo ritengo doveroso. Il tuo è un immaginario molto comune, soprattutto tra chi il bdsm (o il s/d) non lo pratica. Sia chiaro, poi, che il bdsm non esiste, esistono migliaia di modi di sentire e vivere l’istinto di dominazione e/o sottomissione o entrambe. Nessuna persona fa bdsm come un’altra. Come per tutte le forme di sessualità, è un percorso di ricerca e accettazione di sé, per molti versi spietato e implacabile perché la prima cosa con cui devi fare realmente i conti è, oltre alle zone di buio interiori, la profonda consapevolezza dei limiti. Dei limiti personali e inviolabili oltre i quali il sesso non è più ricerca di piacere (responsabile, ironica, auto-tutelata) ma cessione al piacere di una fame di vita che nessuna forma di sesso potrà mai colmare. E’ non è una valutazione etica, da me poi, è invece un appassionato invito alla ricerca, un suggerimento a rendere più prossimi il reale e l’immaginario, a ridurne lentamente (senza fretta, ti prego) lo scarto tra desideri sentiti e reazioni vissute. A me sembri confusa, e penso che tu sia giovane. Credo che tu debba provare in situazioni di assoluta sicurezza le tue fantasie, iniziando dalle più “leggere” e sperimentando passo dopo passo resistenze, limiti e paure. Se non lo puoi fare con il tuo compagno, puoi rivolgerti a gruppi di persone esperte (comunità bdsm) che – ti assicuro – sono le più rigorose, le più attente e le meno frettolose. Ed anche questo non basta. Tutelati in tutte le forme (se incontri qualcuno, un’amica deve sempre sapere con chi sei, dove sei e concordate uno scambio di sms ogni 20 minuti, ad esempio), NON FARE MAI giochi potenzialmente pericolosi se non alla presenza di più persone e non prima di qualche anno di esperienza. Resta sempre sobria e lucida (lo dico a te ma anche a tutte le ragazze che leggono). Ed anche questo potrebbe non bastare. Non ti dico, ovviamente, di non provare a praticare ciò che desideri, però ti dico che tra immaginato e reale c’è uno scarto che adesso non conosci. Quando conoscerai il senso e la misura di quello scarto potrai essere davvero libera e felice anche inscenando uno stupro di gruppo. Perché è quello che ti restituirà il senso di te e del tuo potere (le slave – ma tu dici di non esserlo – hanno una fame atavica di esercitare potenza e controllo, in questo senso sì sono un po’ narcisiste). Un’ultima cosa, ma questo te lo dico da donna qualunque, non da amante del bdsm: non cadere nella trappola di fare la fidanzata santa e brava a casa, con matrimonio e figli da immaginare con lui, e la puttana sottomessa fuori casa. Sono crinali pericolosi, dissociazioni esistenziali e psicologiche che ci condannano e non ci liberano da nulla. Se il tuo compagno non ti appaga, farà male quanto vuoi, ma si cerca altro. La responsabilità, per me, inizia da qui. Ma è solo il mio pensiero. So che è stata una risposta forte, più facile dirti di lasciar perdere, ma io so che le fantasie sessuali possono dominarti ed incastrarti per sempre. Le realtà sessuali, invece, si possono scegliere. Questo fa la differenza. Auguri per tutto.

    1. Ciao, sono la ragazza che ha scritto la testimonianza.
      Perdonami, ma non ho compreso una frase
      ” Il tuo è un immaginario molto comune, soprattutto tra chi il bdsm (o il s/d) non lo pratica.”
      Mi potresti spiegare meglio questo passo, per favore? Intendi dire che a tuo avviso ho fantasie comuni, quindi che molti pensano ma che non attuerebbero mai e che dunque c’è la possibilità che si risolvano con un nulla di fatto, cioè che nella pratica non le apprezzerei..? Ti dico questo perchè la persona con cui sto spesso mi dice che secondo lui non sono una di quel mondo, anzi, che io non c’entro nulla. Io invece ci sto davvero male se penso che dovrei reprimere questo per sempre, senza nemmeno aver provato.

      Devo dire in ogni caso che mi porto dietro un sentimento di inadeguatezza piuttosto forte. Non mi considero ne una ragazza “comune”, ne una persona trasgressiva o di quegli ambienti. Non ho contatti e non saprei come reperirli, sono talmente esterna a tutto questo che posso solo informarmi parallelamente o da lontano. Mi sento sempre fuori luogo anche nella vita di tutti i giorni, figuriamoci fra persone che sanno esprimere la loro sessualità, donne di bell’aspetto, persone affascinanti. Cosa che io non sono e non mi sento.

      Grazie comunque per la tua risposta, l’ho apprezzata particolarmente.

    2. Ti ringrazio per il bellissimo commento e per la lettera di ieri, spero tanto che abbia dato all’autrice di quella di oggi gli stessi spunti che ha dato a me. Anch’io ho fantasie di questo tipo (un po’ meno violente, però) e ho da un annetto ho cominciato a confrontarle con la realtà, facendo scoperte alquanto curiose. Mi hai incuriosito soprattutto con la frase “è quello che ti restituirà il senso di te e del tuo potere (le slave – ma tu dici di non esserlo – hanno una fame atavica di esercitare potenza e controllo, in questo senso sì sono un po’ narcisiste)”, perché di recente riflettevo su una mia contraddizione: tanto desidero cedere controllo e potere nella vita erotica, tanto tendo alla mania di controllo nel resto della mia vita quotidiana. Quest’ultima è una cosa di cui sono consapevole da tempo e per cui mi impongo di mettere argini ben precisi in modo da non stressare eccessivamente me stessa o gli altri. Secondo te c’è un nesso?

      1. Ciao eraser, scusa ho visto ora la tua risposta. Scusa se mi intrometto in questa discussione, ma ti posso assicurare che la tua visione del bdsm è un po’ un mito. In realtà sono tutte persone normalissime, non donne affascinante e uomini potenti 😀 Inizia a fare un giro in internet e frequentare qualche forum (anche solo tumblr!), il resto verrà da sè.

        1. Grazie per la risposta innanzitutto, apprezzo l’aiuto che mi state dando, davvero.
          Quanto a questo punto, vorrei spenderci due paroline; purtroppo è proprio tumblr, e internet in generale che mi han fornito questa visione, diciamo.
          Ogni volta che cerco determinate tag, o porno, o mi capita di vedere qualche set fotografico di bondage, quello che mi appaiono son sempre ragazze magre e senza difetti, che persino sfatte continuano a sembrare bellissime. I master invece spesso hanno corpi normali.
          Ti dirò, non vorrei generalizzare, ma spesso e volentieri vedo uomini esteticamente meno piacevoli (ma che trasudano carisma) in contrapposizione a donne spesso giovani e sempre in forma, soprattutto su tumblr e facebook. Ovviamente sempre che non si tratti di qualche amatoriale, li le cose cambiano, o inserendo le tag BBB, chubby, ecc.. che comunque mostrano anche donne diverse, ma confinate ad un’ennesima categoria, come se di fatto non fossimo tutte uguali.

            1. Sì, ok ma quelli sono set! Sono come le foto di modelle, anche la tipa di H&M sembra bellissima e magrissima col vestito no? 😀
              Tu dovresti cercare delle vere e proprie comunità che si scambiano consigli e spiegano come fare le cose… Io non ti so indicare perchè a me piace il bondage, il fisting e quello che in inglese chiamano “big insertion” che non saprei come tradurre sinceramente ahah, quindi mi sa che abbiamo dei gusti non proprio simili. Però noi per esempio abbiamo trovato persone che ci hanno spiegato come fare fisting in modo sicuro etc…
              Speriamo che magari qualcun* che commenti ne sappia di più sulle cose che piacciono a te!

          1. Cara Eraser, quei video probabilmente non sono rappresentativi del “vero” mondo BDSM.
            Io non vi appartengo, ma scrivendo erotico per hobby, negli anni ho finito per conoscere parecchia gente che pratica il BDSM e che frequenta ambienti BDSM. Ho partecipato a qualche Munch, quando il tema della serata era di mio interesse, per curiosità e per conoscere di persona le persone che avevo prima conosciuto online.
            La prima volta è stato un po’ un trauma (trauma che in seguito ha subito anche il mio moroso quando l’ho portato con me, quindi non sono solo io…) perchè anche io avevo la tua stessa idea preconcetta. Invece ho visto persone normalissime: donne in perfetta forma fisica, donne ben curate, donne fuori forma, donne sciatte. Uomini in forma, palestrati e con le sopracciglia spinzettate, e uomini fuori forma, uomini sciatti. Persone abbigliate come ti aspetteresti dall’immaginario di “come deve essere uno che pratica il BDSM”, persone in ghingheri, persone casual, persone con abiti sciatti, scoloriti e stazzonati. Gli/le slave non appaiono affatto remissiv* (qualcun* sì, ma non è la regola) anzi spesso nell’interazione “fuori dal letto” sono decisamente agguerrit* e controllanti. Molti master che ho visto non trasudano affatto carisma, ma proprio per niente. Le mistress già di più, non so perchè.
            Tutto questo per dire: non pensare di non appartenere a quel mondo perchè l’immagine che hai di te stessa non coincide con l’immagine mentale che ti sei fatta di coloro che vi appartengono: quello che fa di te una slave, una mistress, una bondager o qualsiasi altra cosa, anche quelle che non hanno un’etichetta, è ciò che ti senti dentro. Le etichette sono nate per “contenere” persone che hanno un certo sentire, non viceversa.
            Cerca gruppi consolidati che oltre ad essere un’occasione per conoscere persone che possono capire come ti senti ed esplorare la tua sessualità, sono anche una rete di sicurezza e protezione, vai, e guarda da te se davvero le cose che ti immagini corrispondono a realtà. Secondo me ti troverai a tuo agio… se mi ci sono trovata io, che sono vanilla che più vanilla non si può 😀

    3. Ciao, scusate, il mio commento non sarà molto utile perché è più che altro una richiesta d’approfondimento. Ho 19 anni e mi sono sempre eccitata all’idea della sottomissione e da quest’anno mi intresso al bdsm (più ai giochi di sottomissione/dominazione che a quelli in cui è coinvolto il dolore) solo che mi mancano dei riferimenti che mi permettano di avere un’immagine mentale più chiara di cosa mi piace, visto che per ora mi sembra di avere le idee un po’ confuse e di non riuscire a far capire al mio ragazzo cosa vorrei nonostante io cerchi di spiegarglielo. Cioè, per capirsi, io so che mi eccita l’idea che mi si dia ordini, con una voce pacata e inflessibile, che lui tocchi il mio corpo con movimenti precisi, di una precisione chirurgica, e so che mi piacerebbe essere legata e che in realtà non mi interessa molto il sesso in sé però non ho una fantasia specifica da esprimere esplicitamente al mio ragazzo per farla realizzare. Xzy e molti altri hanno consigliato di rivolgersi alle comunità bdsm e io volevo sapere se ce n’è una in particolare che consiglia, o qualche sito specifico perché io ho provato a fare un giro esplorativo di Internet ma non sono rimasta molto soddisfatta…. In sintesi, sono molto confusa e avrei davvero bisogno di qualcuno con cui parlare per chiarirmi ma anche di avere “riferimenti visivi” che mi permettano di spiegarmi meglio. Non so con chi parlarne tra le persone che conosco, soprattutto perché non so come spiegare il poco interesse verso l’atto sessuale. P.s: cosa devo cercare per trovare dei porno bdsm che abbiano più d/s che s/m? Perché finora io ho solo trovato cose orientate alla violenza e probabilmente sbaglio le parole con cui li cerco. Grazie in anticipo e scusate se è un po’ incasinato, è la prima volta che partecipo ad una discussione su Internet

      1. A me è piaciuto tanto questo libro, è stato tipo la prima cosa che ho letto 🙂 Te lo consiglio vivamente perché dona molti spunti (tante pratiche potrebbero non intrigarti, ma come fai a saperlo se non ne conosci neppure l’esistenza?), è ironico e ben scritto, non tralascia mai di ricordare che prima di qualunque nozione tecnica viene la sicurezza, e dà suggerimenti anche per orientarsi su Internet e per trovare eventi dal vivo o anche solo strumenti di qualità
        http://www.ayzad.com/it/i-miei-libri/bdsm-guida-per-esploratori-dellerotismo-estremo/

  5. copio e incollo da un’altra discussione su facebook (https://www.facebook.com/AbbattoMuri/posts/850380635029098), giovanni, a proposito delle norme di sicurezza scrive:

    Parlo per l’aspetto che conosco di più, il bondage:
    Sempre con se è a portata di mano le forbici di sicurezza
    Mai corde intorno al collo che stringano
    Controllare la circolazione del sangue (colore reazione pressione unghia)
    Controllare la capacità del bottom di poter stringere forte le mani (questo verifica lo stato dei nervi)
    Non abbandonare il bottom solo e legato
    Poi per il bdsm in generale:
    Farlo da sobri
    No droghe
    Definire una safeword o un gesto se non si può parlare alla quale la sessione si ferma.
    E ovviamente tutto ciò solo se si è consenzienti.

    Agata invece scrive

    “Prima di tutto comunicazione chiara e gradualità nel fare le cose. Una misura di sicurezza doppiamente valida è l’entrare a far parte di una comunità: da una parte si ci si confronta e si impara da chi ha più esperienza, dall’altra si possono chiedere informazioni in sulle persone prima di intraprendere delle pratiche con loro.”

  6. Hai fatto bene a pubblicare questa storia 🙂
    Io ci vedo tanta confusione di chi non sa ancora bene cosa vuole e in generale guarda al rapporto sub/dom come se fosse una regione oscura e orribile di sè. Non è così, sono desideri sessuali e sono TUTTI legittimi, finchè sono consensuali (perchè anche una fantasia di stupro è consensuale, diamine). Anche io ho scoperto che mi eccita guardare un certo tipo di porno molto violento, più che altro quando è accompagnato da racconti basati su degradazione. Eppure sono femminista! Ma le due cose non sono in contraddizione.
    Bisogna solo imparare a conoscersi, capire cosa piace, capire i propri limiti. Se questa cosa deriva da quelli che tu dici essere problemi con te stessa potrebbe non essere così positiva, ma sai, io non lo credo 😉 Penso però che ci sia tanta paura ad ammettere che ci piacciono cose strane, devianti, perverse, senza per questo avere qualche psicopatologia.
    One more thing: come dice l’utente sopra di me, non puoi pensare di scindere per sempre sessualità e relazione amorosa, non può funzionare perchè tu sei UNA persona, con tutte le sue sfaccettature, ma non puoi relegare la tua sessualità ad un rapporto estraneo a tutto il resto della tua vita. E se il tuo compagno evidentemente si sta sforzando (e non dovrebbe), lascia stare, parlagli col cuore in mano e cercate una soluzione INSIEME.
    Baci e auguri =*

  7. Benritrovati.
    Provo a rispondere ad alcuni interrogativi che mi sono stati posti, premettendo che la mia testimonianza è necessariamente parziale, riconducibile esclusivamente al mio sentire, alle mie scelte e alla mia biografia. Perché mai nulla accade al di fuori del proprio contesto relazionale, affettivo, educativo, sociale, famigliare ed economico. Men che meno il sesso.

    Il mio immaginario bdsm me lo porto dentro da sempre. Fin da ragazzina. Ed era, all’epoca, un insieme di pulsioni, visioni e scenari legati in particolar modo allo stupro, alla sopraffazione fisica, alla derisione e al mercimonio. Immaginari per lo più grotteschi, confusi, per certi versi angosciati. Non essendo una purista del bdsm, non faccio fatica ad ammettere di essere fermamente convinta che la ricerca di alcune dinamiche sia la risposta del corpo, quella meno controllabile e più irruenta, ad alcuni cortocircuiti infantili. Oggi ho 37 anni. Nel corso della crescita e della mia maturazione non solo sessuale, ma soprattutto identitaria e relazionale, complice l’accesso alle informazioni e la sperimentazione del sesso virtuale, oltre alla fruizione della pornografia bdsm (pessima e fuorviante), le visioni si sono fatte man mano più nitide, i desideri più circoscritti e le fantasie più praticabili. Tuttavia il mio restava un immaginario inespresso, non solo taciuto ma consapevolmente negato alla possibilità di una pratica reale, e come tutte le ossessioni sessuali si nutriva di se stessa fino a diventare invalidante (ad esempio chattavo fino allo sfinimento e non godevo più del bel sesso, intenso e appassionato e complice, che c’era e c’è sempre stato con mio marito).

    Tre anni fa ho deciso di raccontarmi al mio compagno senza pudore né tante teorie né grossi infingimenti. Certo, sono stata fortunata perché (davanti ad un minestrone bollente, perché siamo gente normale eh) la sua risposta è stata “Ok. Sono curioso. Proviamoci”.
    Abbiamo cercato un confronto, frequentato comunità e club privè. Ma soprattutto ci siamo messi in gioco perché queste cose, a volte, non c’è altro modo che cominciare a farle: con gradualità, con cautela, esplicitando le regole e con estrema generosità reciproca. E facendolo abbiamo scoperto man mano i nostri reciproci limiti e ciò che pensavamo ci piacesse invece non ci piaceva affatto e viceversa. Questo intendevo dire all’autrice del post. Ma io e lui siamo stati, anche quando abbiamo fatto sesso con altre persone (insieme) l’uno la rete di protezione dell’altro. Se fossi stata sola, avrei dovuto tutelarmi maggiormente da sola. Per questo, prima di ogni altra cosa, la sicurezza.

    Detto questo, ciò che mi ha colpito molto della testimonianza è il “disprezzo” che questa ragazza nutre per se stessa e la sua idea di poter, attraverso il disprezzo altrui, attraversare questa zona buia, per restarne impigliata oppure per liberarsene. Questo non saprei. Da slave le dico che io non ho mai avvertito tanta cura, tanta sacralità e tanto apprezzamento verso il mio corpo se non quando le corde mi costringono all’immobilità o indosso un cappuccio o sono esposta o cammino per casa al guinzaglio. In quei momenti sento la potenza, l’inviolabilità, l’invincibilità della mia carne e della mia persona. E’ una potente e vibrante forma di libertà, di orgoglio e di amore per me stessa. Il corpo di una slave per un dominatore è una sorta di luogo divino da accudire, svegliare e condurre al piacere, è il centro assoluto delle attenzioni e per renderlo un campo fertile la devozione, la vigilanza e la premura sono assolutamente indispensabili. Chi ti domina non ti disprezza: possiede invece una cura ed una dedizione rara nei tuoi confronti. Penso che la ragazza debba lavorare anche su questo punto di vista, magari chiedendo ad altre/i slave come si sentono. Dal disprezzo verso se stessa non uscirà certo facendo sesso più o meno estremo, ma lavorando su ben altro per giungere al sesso (qualunque tipo di sesso) con un sorriso curioso, intrigante e sereno.

    Se la preoccupazione è che tutte le slave siano fighe e con corpi statuari oppure eleganti e sofisticate, beh, davvero, è una preoccupazione che palesa l’ennesima insicurezza di questa ragazza. Insicurezza e scarso di senso di sé sui quali appunto deve lavorare indipendentemente dal sesso. Nel mio post ci ho tenuto a dire che sono precaria (vabbè diciamo disoccupata) , sono sposata e sono madre, proprio per inquadrare le cose in un contesto assolutamente ordinario. Vivo pure in un piccolo avanposto a sud-sud. Non siamo creature stregate nè proveniamo da ambienti metropolitani suggeriti da chissà quale pellicola cinematografica. Io sono normale (vabbè, più o meno), ho una vita normale (vabbè, più o meno), dopo due gravidanze e due allattamenti c’ho pure le tette che mi penzolano un po’ e normalmente mi fascio con improbabili stoffe colorate, molto poco erotizzanti.

    Ok, ho scritto un papiro. Spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno e di aver scritto con la massima delicatezza possibile. Altrimenti chiedo ad Eretica di non pubblicare il commento. In bocca al lupo per tutto.

    1. Allora prima di tutto grazie per aver condiviso la tua storia con me, anzi con noi, soprattutto essendoti soffermata sulla tua vita, per farti sentire più umana, lo apprezzo molto. Vi ringrazio tutti in ogni caso per ogni commento, ma quello che adoro di più è leggere le vostre storie, mi fanno sentire meno sola.

      Vorrei in ogni caso chiarire un punto con te. Non vorrei averti irritata con la mia osservazione sui figli; come ho specificato, penso che ognuna di noi abbia delle inclinazioni e personalmente non mi ci vedo proprio con una famiglia, oltre a non sopportare i bambini, non mi sentirei capace ad accudirne uno; vista la situazione psicologica in cui verso, penso che sia una scelta responsabile da parte mia. Tutto questo ovviamente senza nulla togliere a te, anzi io rispetto il tuo percorso. Dal canto mio, mi conosco e pensando spesso al sesso, meno all’amore e al romanticismo, credo che se condividessi certe cose con un partner fisso, non faremmo altro che quello, trovandoci a condividere il nulla; anche se non ne ho la certezza, credo sia altamente probabile. A prescindere da tutto, con il mio ragazzo sto comunque bene, fuori dal letto; io non avvicino nessuno intimamente, e il fatto di aver trovato qualcuno con cui essere in confidenza (specifico, non amore, mai provati quei sentimenti in vita mia) per me viene prima del sesso, per quanto per me questo sia importantissimo.

      Detto questo, si è parlato molto del disprezzo che nutro per me stessa, nel blog e nei commenti. No, non mi è stata impartita un’educazione religiosa ferrea, e sì, sono stata in cura, ma per via di questioni economiche non posso continuare il percorso intrapreso. Credo di soffrire di disformofobia, oltre ad avere una patologia diagnosticata da un professionista. Tuttavia sento che questo non ha a che fare con il BDSM.. Proprio come per te sono cose che mi porto dentro da sempre. Da piccola di certo non pensavo alle cose che penso ora su me stessa, eppure so di essere così da quando ho iniziato a percepire pulsioni sessuali. In ogni caso, anche io voglio piacere, fisicamente in primis.. lo reputo importantissimo, soprattutto me lo aspetto da colui con cui andrei ad attuare queste pratiche; per me la degradazione è confinata alla sfera sessuale, non avvicinerei mai nessuno al mio vero mondo; so bene anche io che fuori dalle “regole del gioco”, tutto questo sarebbe pericoloso per me stessa.
      I tuoi consigli sono preziosi; sperimenterò. Anzi, lo sto già facendo. Spero che troverò il coraggio di andare a qualche incontro -anche se la mia realtà regionale è carente da quel punto di vista, purtroppo- e magari ci porterò anche il mio ragazzo, che continua a non comprendermi, ma che tiene a me. Forse un giorno smetterà di credere che io sia malata e mi verrà incontro, questo non posso saperlo.Spero davvero che il nostro sesso migliorerà, se così non fosse e la nostra situazione diventasse insostenibile, ne parleremo e cercheremo la soluzione migliore, e se non potrà esserlo per tutti, lo sarà solo per uno dei due.

  8. Ciao, sono una persona abbastanza frettolosa e in questo post commento senza aver letto i commenti altrui,
    Ci tengo a darti due consigli che ritengo umili e relativi,
    Il primo e’ che per essere veramente soddisfatti sessualmente bisogna essere in sintonia con la propria sessualita’ e anche un po con se stessi, altrimenti si crea un conflitto interiore che ti rende quasi indisposta al “non provare”,

    Secondo, per la vicenda del tuo ragazzo posso capire cosa significhi, io penso che prima di tutto debba capire fino in fondo il tuo essere, che debba conoscerti davvero e conoscere cosa vuoi, allora potra’ separare la vita fuori e sopra il letto… credo che se veramente ti capisse, allora puo’ essere l amante che desideri a letto e al contempo il fidanzato che e’ fuori… ma ci vuole testa e sopratutto una buona mentalita’… esistono molte coppie che fuori sono una cosa e a letto un altra…. deve solo imparare a non portare la vostra relazione a letto… che a letto ne avete un altra… capito questo la cosa puo’ diventare anche un pretesto per innamorarsi ancora di piu’…

    Detto questo io credo anche che tu debba cercare un po te stessa… poi il fatto che quello che si desidera sessualmente sia a normale o meno non conta, la normalita’ e’ un concetto determinato dall uomo razionale e quindi privo di fantasia, e la fantasia va a pari passo con la sessualita’…

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