Quando penso a lui lo immagino intento ad accarezzarmi i piedi e a baciarli, perché è una cosa che gli piace. Lo immagino a parlarmi mentre mi accarezza piano le cosce, ed è quella sua maniera di eccitarmi che non so dimenticare. Non è mai facile trovare una persona con cui il sesso funziona più che bene. Io l’ho trovata e impiego un giorno intero a prepararmi per accoglierlo. Mi vesto così come lui mi ha detto di fare. Indosso solo biancheria intima color bianco. Vuole che raccolga i capelli perché lo eccita poter baciare il collo e accarezzarmi lungo la colonna vertebrale, dalla prima all’ultima vertebra. Ama particolarmente la mia schiena. E’ come se la disegnasse con le dita. Ne tratteggia le curve, i solchi. Gli piace fare tutto con molta calma. Non vuole che io faccia nulla. Sono legata ed è così che lui mi domina in perfetto accordo con i miei desideri sessuali.
Qualcuna dice che io sono strana. Un’altra mi ha detto che lui non è il compagno ideale. Non posso portarlo in giro con la mia compagnia. Si noterebbero subito le differenze. C’è la mia più cara amica che mi ha detto di fregarmene e continuare. Capita solo raramente di trovare una simile sintonia. Vivo l’attimo. Non mi interessa l’opinione degli altri. Una sera l’ho portato con me ad un incontro con dei colleghi. Lo hanno trattato con sufficienza. Molto sarcasmo e un po’ di disprezzo. Lui ha continuato a bere e senza considerarli minimamente mi ha messo una mano sulla coscia e si è spinto fino a toccarmi la clitoride. Era lì per me, il resto non contava.
Rimane a dormire con me solo un paio di volte durante la settimana, perché ha da lavorare e deve fare presto. Però mi lascia degli ordini da eseguire. Vuole vedermi in webcam e non c’è giorno in cui io non senta la sua presenza. Ci è capitato un giorno di fare l’amore lungo la strada, mentre passeggiavamo, sotto un portico poco illuminato. Voleva leccarmi e farmi venire, lì, in quel momento. Poi mi dice che il mese successivo ci vedremo meno. Ha conosciuto un’altra donna, gli piace, ne parla come si parla di una persona nelle prime fasi dell’innamoramento. Dico che mi va bene, non ho problemi a estendere questa relazione ad un’altra persona. Mi dice che non vuole condividerla con me e che non le ha ancora detto di quel che siamo insieme noi due.
Appunto. Cosa siamo noi? Due persone che fanno sesso e che si trattano con estremo rispetto. Chissà cos’altro ho immaginato io. Ma è chiaro che lui non mi ama e che si sta innamorando di quell’altra. Con questa consapevolezza vorrei sottrarmi al ruolo della persona dominata, ma quello che lui mi sta dicendo rientra tra le nostre regole. E’ lui a decidere. Io posso solo eseguire e attendere. Passano i giorni e lui lo vedo sempre meno. Vorrei chiedergli dell’altra ma le parole mi muoiono in gola. Non riesco a togliermi dalla testa le immagini di lui e lei insieme, mentre fanno l’amore. Lui che la accarezza, la bacia, la lecca. Lui che è dentro di lei e per sentirmi parte di quel che sta succedendo mi masturbo, almeno una volta, eccitandomi per quelle immagini.
I nostri incontri si stanno diradando sempre di più ed ecco il nostro ultimo incontro, in cui lui è particolarmente rude. E’ arrabbiato, con se stesso forse, e mi ama con passione e con rabbia, perché non vuole rinunciare a me ma deve farlo. Mi dice che alla lunga mi ferirà e che non vuole farmi male. Come un’idiota lo prego e dico che non importa, non c’è modo in cui lui possa ferirmi. Amerò ogni singolo momento concesso. Una volta al mese, all’anno. Nulla da fare. Ogni parola pronunciata mi fa sentire però tanto più patetica. Lo incontro per caso, molto tempo dopo, mano nella mano con una splendida donna. Ci salutiamo con affetto. Mi presenta lei ed è emozionato mentre io e lei incrociamo le nostre mani. Dice: “questa è la donna che mi ha emozionato ed eccitato per molto tempo prima di incontrare te” e lei sorride. Io non riesco a fare lo stesso.
Eccoli lì, bellissimi, giovani, mentre io devo accontentarmi della fortuna avuta ad incontrarlo, vincendo il timore di sfidare stereotipi e volgari insinuazioni da parte di chiunque. Avevo appena compiuto 56 anni quando l’ho incontrato. Lui ne aveva compiuto 19 poco tempo prima…
Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata.
