Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze, Violenza

Chi pensa che sia giusto malmenare chi dissente come può volere il reato di tortura?

Leggo il post di Ilaria Cucchi sulle obiezioni di Salvini al reato di tortura. Mi fa piacere che lei stessa dica che la proposta di legge in realtà non colpirebbe nessuna delle persone che in passato, secondo quel che l’Europa stessa ha riconosciuto, hanno perpetrato torture contro persone inermi. Quel che bisogna capire però, circa la posizione che Salvini rivendica per intercettare consenso in una precisa parte dell’elettorato, non è solo il fatto che la polizia va difesa sempre e in ogni caso, ma che secondo molte persone, per quanto non lo manifestino in modo palese, per imposizione di un contesto sociale che vuole ascoltare ragionamenti formulati in modo politically correct, chi le ha buscate, in piazza o in prigione, alla Diaz come a Bolzaneto, doveva anzi prenderne di più.

Il livello della discussione non è tra chi ritiene sacro un approccio garantista e chi invece no. Non è solo tra chi pensa che la polizia non possa avere alcun tipo di limitazioni allo svolgimento delle sue “funzioni”, ma è, piuttosto, tra chi continua a chiamare “zecca rossa” chiunque parli male di quel che è successo alla Diaz o Bolzaneto e chi, invece, trova che quel trattamento disumano non fosse compatibile con alcuna delle funzioni che un poliziotto era chiamato a svolgere. Allora è quello il nodo che bisogna superare.

Caro Salvini e cari poliziotti di qualunque area politica siate, trovate normale quel che è successo a Genova o invece no? Pensate che chi le ha prese se le è meritate? Pensate che a Bolzaneto sia successo qualcosa di “normale” e che la Diaz sia stato un ottimo esempio di massime prestazioni da parte delle forze dell’ordine per sventare un grave pericolo per i cittadini? Perché se si continua ad indicare con odio e senza neppure saper contestualizzare “quelli dei centri sociali” allo stesso modo in cui vengono i indicati i “Rom”, come persone che bisogna cacciare via con le ruspe, credo che ci sia poco da discutere sull’eventualità di riconoscere il reato di tortura o meno.

Di fatto io leggo che si ritengono ingiuste le punizioni, per chi le ha ricevute, di quelli che hanno subito condanne a vario titolo per aver causato la morte di Aldrovandi, o aver prodotto prove false a proposito della Diaz, e così via. E se si pensa che sia ingiusto giudicare l’operato delle forze dell’ordine che, al massimo della loro libertà di azione contro tante persone indifese, hanno percosso e torturato chi stava alla Diaz o a Bolzaneto, cosa dobbiamo aspettarci noi, cittadini, prossimamente su queste piazze?

Come procede la gestione delle piazze in cui c’è gente che rivendica i propri diritti? A me pare che vada maluccio e che ogni tanto scappa un manganello di troppo che arriva gratuitamente contro un soggetto a caso. La cosa che mi fa specie, poi, è che sembra quasi che questa zona esecutiva, di chi, dunque, dovrebbe eseguire gli ordini, manifesti una volontà di indipendenza che poco concilia con il ruolo che dovrebbe avere. Il punto è che la polizia lavora per noi, con i soldi delle tasse che diamo allo Stato, il quale Stato li consegna alle varie forze dell’ordine per “proteggerci” e non per manganellarci.

Quindi tu, poliziotto, lavori per me e se tu dici che non vuoi assumerti la responsabilità dei danni che provochi allora io esigo che i soldi delle mie tasse vadano altrove. Se in questo periodo si parla spesso di responsabilità civile dei magistrati, perché non se ne può più di contesti intoccabili e liberi di sbagliare e distruggere la vita delle persone senza che poi a tali persone si riconosca un risarcimento, perché non si dovrebbe parlare di quel che le forze dell’ordine fanno quando abusano del proprio potere? Che strumenti ha un cittadino per difendersi da chi pensa di poter fare qualunque cosa desidera?

Se alcuni politici, poi, decisamente di destra, immaginano che la polizia sia il loro strumento personale, una sorta di banca dei cecchini, per operare una vendetta sociale contro persone non gradite, alla destra, direi che il pesce puzza dalla testa. Allora discutiamo prima del livello di democrazia che esiste in questo paese, dove io sono discriminata perché non sono di destra, dov’è discriminato quello che frequenta un centro sociale o il migrante che vive in una baracca perché è povero. Discutiamo dell’intolleranza e del tipo di ruolo che vorrebbe essere assegnato ai tutori dell’ordine. Discutiamo di tutto questo e altro ancora.

In generale, poi, sapete cosa? Quando mi dicono che i tutori difendono i miei diritti di donna eventualmente maltrattata lì si manifesta l’ipocrisia di un paese in cui le donne sono usate per rafforzare dispositivi di potere che a noi non servono affatto. Serviamo a legittimare i sistemi repressivi, a spostare denaro per la nostra “tutela”. Serviamo e basta e io penso che non dovremmo essere funzionali ad istituzioni patriarcali che dimostrano, sempre, che una donna va bene finché sta a casa ma, se scende in piazza, becca censura e manganellate assieme a chiunque altr@. Dunque a che servono i tutori, in rapporto a me? A legittimare la repressione del dissenso? Qualcosa del genere, credo. E voi? Che ne pensate?

5 pensieri su “Chi pensa che sia giusto malmenare chi dissente come può volere il reato di tortura?”

  1. Ciao, ti interessa leggere un romanzo gay molto pulito di un mio amico? Io sono editor, ma di architettura e vorrei dargli una mano. Mi ha chiesto di trovargli un editore ma io non posso aiutarlo se non fare girare il suo romanzo a persone valide come te. Se vuoi te ne parlo. Da etero. Giuseppe Pino Rosa >

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