
In Francia è tutto punto e accapo. Prima volevano criminalizzare i clienti. Poi le sex workers. Poi gli annunci sul web, perché non si sa mai. Ora tornano con la criminalizzazione dei clienti, con volontà espresse da neofondamentaliste, abolizioniste e partiti di destra e sinistra, ché la sovradeterminazione non appartiene ad una sola categoria politica, sfidano la volontà di tantissim* sex workers che scendono in piazza a rivendicare la regolarizzazione e ad opporsi fermamente alla criminalizzazione dei clienti, ed eccoci ancora su questa giostra di oppressione, repressione e prepotenza messa su da chi vuole imporci un solo modello di sessualità. Si attende perciò il voto in Senato al quale è stata rinviata la proposta dopo le ultime modifiche.
Leggendo in web, da parte di qualcuna delle ultrà dell’abolizionismo, ho distinto urla di contentezza e soddisfazione, giacché non vedono l’ora di sanzionare o criminalizzare i clienti non solo a parole ma anche nei fatti. Che gliene frega se così relegano la prostituzione in mondi clandestini in cui ovviamente si rifugerà chi vuole lavorare senza mettere a rischio il cliente. Che gliene frega se da mesi non si fa altro che insultare e chiamare colluse le persone prostitute, uomini, gay, donne, trans, a meno che non accettino di fare da delatrici per collaborare allo smantellamento di quel che chiamano “sistema prostituente” in favore dell’industria del salvataggio che così gode di più guadagni, più soldi alle polizie, più sorveglianza, più moralizzazione, più sovradeterminazione, più paternalismo di Stato che, infine, tratterà le donne solo come oggetti da “salvare” a prescindere dalla loro stessa volontà.
Su Liberation c’è un interessante articolo che ci fa capire perchè in Francia c’è tutto questo accanimento sulla prostituzione. Perchè questi tentativi di sradicarla in tutti i modi? A sostenere questa linea politica è una nuova generazione di abolizioniste, spalleggiate dalla vecchia guardia, perse nell’illusione di essere le detentrici e guardiane della “vera” sessualità. Dove quella cosa detta “prostituzione” vuol dire solo “sfruttamento di povere donne” (senza prendere in considerazione la complessità del fenomeno, tutte le sue sfaccettature).
Una nuova generazione di “salvatrici” con la missione di riportare nella società “la vera” sessualità, vale a dire la loro, senza ascoltare le innumerevoli voci che si levano non solo dai sindacati e dalle associazioni delle sex workers, ma anche da altri schieramenti politici, da Medici senza frontiere, e molti altri ancora. Loro pretendono di occuparsi di tutte le donne come se l’intero genere femminile avesse la stessa visione (la loro, appunto) senza rendersi conto che le loro scelte politiche porteranno ancora più precarietà, più violenza, più vulnerabilità, oltre che più sfruttamento. Loro vedono tutto questo, prese come sono nella loro crociata ideologica? Sono consapevoli della realtà che c’è lì fuori, o sono totalmente incapaci di ascoltare?

Sappiamo che il moralismo di ritorno non appartiene solo alla Francia. In Gran Bretagna ce l’hanno con i porno e in particolare con quelli in cui si vede la donna che squirta (bad girls!). Ce l’hanno con la prostituzione, con i locali di Soho, a Londra, dove la repressione messa in atto dalla polizia è stata violentissima e nessuna di queste pie donne ha levato una voce in favore di quelle che venivano trascinate, strattonate e messe alla gogna in pubblica piazza. In comune con le abolizioniste francesi, le femministe radicali inglesi, hanno un atteggiamento transofobo contro tutte le persone trans che si prostituiscono. Perché quelle non vengono considerate donne. Perché spesso si espongono e non si dichiarano vittime e perciò le radfem, o le Terf, non le considerano nemmeno.
Altro sta accadendo, forzatamente, con la stessa determinazione delle proposte antiabortiste, nel parlamento europeo, in altre nazioni in cui si tende a riportare indietro la lancetta dell’orologio. Dove la regolarizzazione c’è si vorrebbe impedirla e dove non c’è si vorrebbe abolire la prostituzione confidando negli effetti benefici del modello svedese che in realtà tanti danni ha provocato e nessun buon risultato ha indotto.
Il punto è sempre lo stesso: le abolizioniste si rifiutano di vedere i due mondi che riguardano la prostituzione: ci sono le vittime di tratta, da difendere e da aiutare affinché possano uscire dal mondo della prostituzione illegale e gestito da criminali; poi ci sono i/le sex workers autodeterminat* che scelgono la professione e chiedono la regolarizzazione. Perché le abolizioniste non riescono a vedere le due parti in causa? Perché per loro non esiste nessuno a parte loro e il loro punto di vista autoritario e sovradeterminante. Autoritarie, tutto il contrario che libertarie, in ordine sparso sul web a fare la ronda squadrista per evangelizzare e convertire al dogma abolizionista. Ma sapete che c’è? Qui fuori, dove c’è il mondo vero, le amiche prostitute, amiche perché mi hanno consegnato le loro tante storie, le donne che combattono, ciascuna a proprio modo per non lasciarsi sfuggire il diritto di autorappresentarsi, senza che sia negata la loro soggettività, ecco, qui fuori, dicevo, le dieci abolizioniste che si accaniscono lasciando che il mondo immagini che siano in tremila non contano. Nessun@ sa chi siete.

Perché quel che vedo è una gestione un po’ #nochoice, di chi annuncia grandi presenze e poi in piazza, a pregare contro l’aborto, arrivano in due o, appunto, al massimo, in dieci. Guardatele bene, le abolizioniste, incluse quelle Femen neocolonialiste che della sovradeterminazione, anche contro le donne musulmane, hanno fatto e fanno ancora largo uso. Allora, davvero dobbiamo perdere tempo a lasciare condizionare il discorso politico da poche figure intolleranti che non hanno voglia di confrontarsi con nessuno, salvo insultare chiunque non la pensi come loro? Io no. Non ho tempo da perdere. E sapete cosa? Ultimamente mi sono resa ancora più conto che la vita è troppo breve per sprecarla con gente così. Oh, per inciso, non mi vedrete mai in piazza a sostituirmi alla voce di qualcuno. E a proposito di questo: dov’è, nella piazza francese, quella larga schiera di vittime di tratta che le abolizioniste dicono di rappresentare?
Leggi anche:
Sulla Francia:
- #Francia: in Senato di nuovo la proposta di legge abolizionista (della prostituzione)
- #Francia: Commissione Senato boccia criminalizzazione clienti delle sex workers
- Sulla prostituzione in Francia: Una svolta reazionaria e nazionalista
- La Francia vuole vietare la prostituzione libera. Pessima legge a cui anche noi diciamo no!
- L’appello per la manifestazione delle sex workers francesi a Parigi
- Una ricostruzione delle dinamiche e una descrizione della corrente politica femminista che in Europa chiede proibizionismo della prostituzione
- La lettera di Thierry Shaffauser, uno dei fondatori di Strass, che descrive bene quello che sta succedendo in Francia
- Analisi, punto per punto, della proposta di legge contro la prostituzione! (a cura di Strass e tradotta in italiano)
- #Francia: crociata anti/prostituzione esclude dal dibattito attivisti per i diritti dei/delle sex workers – di Laura Agustìn
- Laura María Agustín, la Francia e le “femministe”. Note su un dibattito infinito – di Pietro Saitta
- Davvero la tratta non è connessa alle politiche migratorie? Ulteriori note su un dibattito infinito (e spossante) – di Pietro Saitta
- #Francia: l’ossessione colonialista del femminismo occidentale per il traffico di donne
- Lettera aperta sui danni del modello proibizionista per la regolamentazione dell’attività di sex workers
- Sex Workers: “dichiarare illegale ciò che per alcuni è immorale è una deriva dittatoriale!” – documento a firma di intellettuali francesi
- Il sesso come lavoro ed il lavoro sessuale, di Laura Agustìn
Più in generale:
- Quello che le sex workers italiane chiedono alle istituzioni
- Le sex workers italiane si rifugiano in Svizzera
- Le prostitute non sono traditrici del (proprio) genere e non stanno facendo il gioco del patriarcato
- Sfatiamo sei miti sulle persone che lavorano nell’industria del sesso
- Bozza #Amnesty sulla depenalizzazione del sex work
- #SexWorking: Le abolizioniste della prostituzione violano i nostri diritti!
- Smontare narrazioni tossiche. La prostituta nigeriana
- Nessuno ascolta le sex workers? (Icone mute o calunniate dalle abolizioniste)
- Legalizzare la prostituzione è necessario. Lo chiedono i/le sex workers!
Risorse:
—>>>il network delle organizzazioni europee composte da sex wokers: http://www.sexworkeurope.org
Tutti i post, le traduzioni, le news sul sex working su questo blog a partire dalla tag Sex Workers
In Francia esiste una legge che punisce con tre anni di carcere e 45000 euro di multa i clienti delle minorenni e nonostante ciò la prostituzione minorile è dilagante: il numero di ragazzine che battono i marciapiedi francesi è più che raddoppiato da quando la legge è entrata in vigore e i clienti arrestati e condannati sono stati appena 7, numerosi calciatori sono stati denunciati e assolti perché facevano sesso con ragazzine. Un vero fallimento questa legge.
Ora i politici francesi alzano il tiro e puntano addirittura a punire pure i clienti delle prostitute maggiorenni che sono milioni; non bisogna essere un veggente per sapere che questa legge sarà più fallimentare di quella che combatte la prostituzione minorile.
La Gendarmeria francese sarà costretta da questa legge a usare le poche risorse a disposizione per dare la caccia a clienti sfigati colpevoli di essere in compagnia di prostitute maggiorenni e consenzienti, mentre papponi trafficanti e pedofili potranno agire indisturbati, come già fanno.
Basta vedere quello che è successo in Svezia dove a fronte di 5000 clienti arrestati ci sono stati appena un centinaio di papponi e trafficanti arrestati e raramente condannati. Una simile legge è una manna dal cielo per i magnacci.
Si priverà l’erario di un importante gettito fiscale e si spenderanno ingenti somme di denaro nel vano tentativo di rendere applicabile una legge assurda quando quei soldi potevano essere usati per rendere finalmente applicabile le legge che punisce i clienti pedofili.
Mi domando come è possibile che in una importante democrazia come quella francese siano riuscite ad andare al potere le femministe radicali e mi domando che fine hanno fatto i politici liberali se mai sono esistiti in Francia.
L’ha ribloggato su gatt(A) randagi(A).