L’amor materno. Me lo racconta Giulio, mal giudicando madre e suocera, entrambe in egual modo, perché le due si approcciavano al nipote in maniera, secondo Giulio, inadeguata. Giulio sapeva di essere cresciuto tra quelle amorevoli braccia. Sapeva che per prima cosa, ogni volta che la mamma lo spogliava per lavarlo o cambiarlo, né apprezzava la virilità.
Questo, da grande, diventerà un conquistatore, diceva lei. Le donne cadranno ai suoi piedi, e tra un massaggio e una carezza, dopo il bagnetto e prima di infarinarlo di borotalco, gli dava un bacio su un gluteo, faceva gli sbuffi sul pancino, e poi gli baciava il pisellino, perché alla mamma tutto è permesso, senza dubbio. Non si intravede un’ombra di malignità. Quel che una madre fa è sempre a fin di bene e se dichiari qualcos’altro poi lo devi dimostrare. La suocera, ovvero la mamma della sua compagna, dal canto suo, approcciava diversamente i figli maschi e le figlie femmine. Col maschio agiva da morbosa e perfetta rincoglionita alla quale si può chiedere tutto. Con la femmina diventava acida e intrattabile.
Naturalmente le due nonne dovevano dimostrare ai figli come si fa a crescere per bene un bimbo. Quando la moglie di Giulio si rese conto dell’atteggiamento della suocera le fece notare che tanti apprezzamenti al dono fallico non erano apprezzati. Giulio e la sua compagna intendevano educare il piccolo a sentirsi una persona di valore non per la misura del suo cazzo. Perché bisogna smetterla di dire che sono solo i padri a comunicare machismo quando ‘ste donne passano coi figli la maggior parte del tempo.
La madre di Giulio, per tutta risposta, disse che allora il nipote era destinato a diventare un frocio. E dopo aver assunto che parlava sul serio, la nuora si chetò, riservandosi di parlarne con Giulio. Adesso vedi cosa ho dovuto patire? Spiegava lui. Perché lo sprone a diventare un vero macho arrivava dall’infanzia. Non c’era momento in cui lui non ricordasse come la madre dividesse il mondo in femminucce e maschietti. Fimmineddi e masculiddi.
Giulio prese da una parte sua madre e le disse che se voleva godersi il nipote doveva smettere di pompargli l’ego facendogli pompini fin dalla prima infanzia. Se lei aveva tanta ammirazione per il pene maschile avrebbe dovuto procurarsene uno per usarlo a suo piacere. Non fu certo un caso, spiegò Giulio, se a un certo punto pretesi di non essere mai più visto nudo da mia madre, chiudendomi a chiave in bagno e a volte perfino in camera. Non si può dire che io sia stato violato, dice lui, ma se non so cos’è una violazione ai danni di un bambino, da parte di una donna, come posso fare a definirla?
Ci si mise anche l’altra nonna che, a qual punto, sembrava quella più affidabile. Invece, negli unici momenti in cui potè prendere parola per dire alla figlia come doveva comportarsi in maternità e coniugio, spiegò che non vedeva di buon occhio quel genero che faceva il bidet al bambino. Non è giusto. Potrebbe toccarlo in modo anomalo. E la figlia chiedeva “definisci anomalo”. Lo sai, diceva l’anziana. Con malignità. Con la volontà di rovinargli l’infanzia e anche la percezione della sua sessualità. E torna la fobia del “frocio”. Al che alla figlia venne spontaneo dirle che avrebbe dovuto fare quel discorso a sua suocera. Dopo averci un po’ pensato su e avendo ascoltato le parole della figlia decise che il problema serio era solo il bacio al pene. Il resto, figuriamoci, poteva andare più che bene.
I coniugi, allora, decisero di buttare fuori casa le due nonne rinunciando ai loro servigi di babysitteraggio. Venne poi il tempo dell’asilo nido e il bimbo non ebbe più problemi.
Giulio mi racconta questa storia perché vorrebbe porgere un quesito, serio:
– perché se mia madre bacia il pisello di mio figlio è tutto ok e se io lo lavo, asciugo, ripulisco, senza quello sprone continuo a diventare rambo, sono sempre io il cattivo, il potenziale pedofilo, colui che potrebbe insegnargli cose orrende?
Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.
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Bravi i genitori del bambino a fare fronte comune contro le intromissioni delle nonne 😉
Che schifo, ma come ragiona certa gente (mi riferisco alle nonne)? Non la capisco proprio…
Ti conosco da poco ma mi è venuto naturale aspettare un tuo post e stimarti, soprattuto per l’assenza di retorica che si respira nei tuoi post
Cri
grazie cara 🙂
un abbraccio
Non si capisce nulla coi rapporti di parentela. Come fa un neonato ad avere una suocera? E’ una nonna, casomai…
è il padre che ha una suocera. comunque ora rileggo e vedo se ho scritto male.
Baci sul pisellino?! Capisco che non l’avrà fatto con intenti maligni, ma è classificabile come molestia sessuale a tutti gli effetti! Tant’è più che Giulio una volta cresciuto ha sviluppato un comprensibile senso di disagio verso la madre e la propria nudità. Pazzesco… Poi per carità, a me danno fastidio anche i genitori che baciano sulla bocca i propri figli, non ne vedo proprio il senso: li puoi riempire di bacini sulla fronte, sul naso, sulle orecchie, sulle guance, ma la bocca per me dovrebbe restare off-limits. Comunque entrambe le nonne incommentabili, Giulio e la moglie hanno fatto bene a estrometterle dalle cure al nipotino in questo caso. Complimenti a loro per essere stati uniti. Ci vorrebbero più papà come Giulio, io ho 27 anni e mio padre afferma tuttora con orgoglio di non avermi mai cambiato un pannolino quando ero piccola, è un vero uomo lui. E’ una mentalità che va eradicata.