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Tranquille, se faccio tanto sesso non mi casca la vagina!

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Ho sempre avuto l’impressione che a sorreggere il mio corpo servisse qualcuno pronto a desiderarlo. Se non mi tocchi si stacca un po’ di pelle. Se non mi baci, lecchi, mordi, spariscono anche i muscoli, ed è così che a volte, sola, mi sento intimamente. Nuda, ma di un nudo che non risparmia neanche la carne. Così quando recupero con l’amore è come se mi si ricucisse tutto quel che avevo perso. Sento di nuovo fluire il sangue nelle vene e posso tendere i muscoli e osservare l’epidermide che mi restituisce una volta ancora il mio odore. Se non mi ami non so di niente. Non ho un aroma. Non credo di poter resistere senza una goccia del tuo sudore, l’umido della tua saliva, una tua lacrima che mi infonde umanità.

Vivere così non è proprio facile, e non si tratta affatto di dipendenza, insicurezza o qualunque altra patologia tu voglia attribuirmi. Si tratta di carnalità che va vissuta, saziata, senza moderazione, impedimenti. Senza alcuna forma di oppressione. Il sesso per me è nutrimento, così l’amore, la passione, la sensualità. Non so cosa ci faccio in giro per le strade, con lo sguardo perso nel vuoto e i passi che avanzano un po’ a casaccio. Non so cosa cerco, cosa voglio. Ma quel che so di certo è che mi piacerebbe immaginarmi adagiata su un qualunque letto, con te che mi accarezzi un po’ le spalle, poi mi avvolgi con le braccia, e io resto così, muta, col cuore che batte all’impazzata e il fiato trattenuto perché voglio ascoltare tutto quanto.

In nome di questa mia ricerca ho perso qualche amica. Non sopportava che io per ogni uscita “raccattassi” un uomo da portarmi a casa. Non tolgo mica cose a te, dicevo, e lei, solitamente, mi faceva strani discorsi sul fatto che una che si comporta così è perduta, come se per ogni uomo sparisse un lembo di pelle. Così ho tentato di chiarire, mille volte, che in realtà quella pelle io la riguadagnavo. Per ogni uomo e ogni notte di sesso io mi sentivo rivestita, un po’ più forte, calda, viva. Chi ci ha insegnato che il sesso deve essere vissuto un tanto a volta, come porzioni da consumare poco a poco, in tempi di razionamento? Chi ha detto che io debba sentirmi così sbagliata perché non temo di aprire le cosce, di chiederti di inginocchiarti e baciarmi fino a farmi venire?

Un tempo c’era un nome per quelle come me, ninfomani, così le chiamavano. Perfino quelli che stavano più a sinistra, comunisti, anarchici, avevano in mente mille pregiudizi sulle donne e il sesso. Corpi da preservare, da tutelare, da riportare sulla retta via, perché le donne che fanno troppo sesso si “buttano via”. Se invece è l’uomo a portarsi a letto mille donne al giorno allora è uno che ha vinto alla lotteria. Non l’ho mai capita questa foga, a volte anche ideologica, di chi vorrebbe amministrare il desiderio, le mie scelte, l’uso del mio corpo. Sono sensibile a certe interpretazioni delle mie esperienze perché ho impiegato tanto, troppo tempo a capire che io non ho niente di sbagliato. Che non siamo tutte uguali e io non dove necessariamente somigliare ad altre. Ho impiegato tanto tempo a capire che molti rimproveri, l’ansia dell’amica, la preoccupazione della madre, su quanto e come io sarei stata pronta per un matrimonio, erano dettati da molti pregiudizi.

Chi ha detto che quel che faccio mi renderà infelice, come diceva una mia parente. E chi ha detto che in fondo chi fa come me dovrà sentirsi molto sola. Non sono infelice e non mi sento sola. Non così come dicono loro. La mia solitudine è fatta di mancanza e non di eccesso di presenza. E’ fatta anche di disorientamento, perché ho impiegato del tempo e ritrovarmi, guardarmi allo specchio e dirmi che mi sentivo libera, da sovrastrutture e tabù morali.

Come mi sento? Mi sento nuda, ed è molto diverso. Ho voglia di sentire il caldo del suo corpo che penetra le ossa, le ustiona, qualche volta, e io godo nel sentirmi al caldo. Non è così anche per voi? Come spiegarvi allora che mi sento un po’ come fossi nel deserto, disidratata, senza acqua, e allora mi servono altri liquidi per compensare la sete. Se il liquido di cui ho bisogno arriva dalla tua eiaculazione non vedo quale sia il problema. Non giudico nessuna per quel che dice o fa. Sono io quella che i giudizi li subisce e non riesce a scrollarseli di dosso.

Sono io che vengo mollata dall’amica infastidita perché sono chiusa in un bagno qualunque a scopare. Sono io che vengo trattata con fastidio da chi alza le spalle e dice che sono “sempre la solita”. Vai più d’accordo con gli uomini che con le donne, diceva una. Dovresti uscire con loro e non con noi, diceva un’altra. E a parte alcune volte in cui interferiva la competizione, in generale la loro sembrava una preoccupazione reale. Come spiegare che in me non credo ci sia nulla di sbagliato e che quel che pensano è frutto di un retaggio sessuofobo e sessista?

Sessista io? Chiedeva un’altra, e io confermavo il fatto che lo era e credo che lo sia ancora. Se mi trovi attaccata a una parete a fare sesso con un tizio, volta le spalle, vai a fare altro e ci vediamo in un luogo scelto per l’appuntamento. Quel che mi impongono mi sembra un po’ un ricatto, condito da abbondante terrorismo psicologico. Se scopi tanto ti succederà di tutto. Potrebbe darsi che poi pensano che tu sia facile. Ma io lo sono, rispondevo, e già temevo rimproveri a cascata. Se scopi con chiunque puoi prenderti le malattie. Ma io lo faccio col preservativo. Si ma non lo usi sempre. Se fai i pompini non sei già al sicuro. E cosa devo dire? Mi sembri il papa quando predica di non avere una vita promiscua altrimenti rischio la scomunica, cosa che penso di essermi abbondantemente guadagnata.

Oppure quella che è imbronciata e basta, perché credo che sia proprio a disagio a gestirsi una serata da sola. Tu esci con me e devi restare con me, mi rimproverava. E in generale io lo facevo, quando si usciva per fare un giro da amiche con le amiche, ma se usciamo per ballare, per bere qualcosa, per altri scopi che non sono la chiacchiera tra amiche, a me pare che tu te la prenda perché con me accanto ti senti meno sola, sperduta, e invece io mi sento sola se resto con te. Ne ho trovate un paio, di amiche, che mi lasciano fare quel che voglio. Non mi tormentano, non dipendono da me, non mi giudicano e quando andiamo in giro, si inizia insieme e a volte si finisce insieme. Altrimenti ciascuna va per la sua strada. Alcune volte abbiamo fatto sesso in tre nello stesso contesto. Io, lui, lei e un altro e così via. Solo due volte una di loro si è autoinvitata nel bel mezzo di un amplesso tra me e un altro.

Sono fatta così. Trovo che la mia vita sia perfetta e che il sesso per me sia una componente essenziale per renderla tale. Potrò avere piena libertà di gestire il corpo e il sesso come voglio? E se invece no, spiegatemi perché: che sia un perché laico, per favore. Diversamente abbiate il gusto di tacere. E tu dammi la lingua perché ti voglio baciare…

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

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Comments

  1. Ci ho pensato un po’ prima di risponderti .. perché leggendoti ho provato emozioni ambivalenti e idee contrastanti. Sei una donna con un’alta carica erotica, esuberante sessualmente e in questo ovviamente non c’è niente né di strano, né di ingiusto, né di criticabile. E’ una forma di energia vitale . altri l’hanno per altro, mica siamo tutti uguali.
    Perché questa ambivalenza mia? da un lato mi sono sentita simile a te, da un lato molto distante .. con la voglia di darti due nocchini in testa. Dopo averci pensato sono arrivata forse alla quadratura del cerchio. Un’intuizione. A parte che sul discorso malattie un po’ il problema si pone .. ergo prudenza, controlli e qualche vaccino. Hai un’attività sessuale intensa con partner diversi e ogni volta ti esponi a possibili contagi (senza andare a pensare hiv: epatite b, gonorrea, clamidia, funghi vari e batteri vari). Si fa tutto ma i rischi van ridotti.
    Ma questa è una notazione marginale, non è quel che mi preme dire. La tua visione del sesso mi piace, la sento anche mia .. come nutrimento .. come qualcosa che ti rende più viva a livello proprio fisico .. è così, lo è. Come un fiore che viene nutrito ..
    fin qui dunque ci siamo .. mi trovo d’accordo con te .. ma tu poi parli di incontri occasionali (e anche fin qui ci siamo .. non ci trovo niente di particolare, sai quante ne conosco, più uomini che donne ma fa uguale, di persone che hanno avuto molti partner diversi? ) ma con modalità che sono queste a lasciarmi particolarmente perplessa .. non tanto per le amiche .. ma per te. Non so se il racconto enfatizza occasioni che poi sono un modo come tanti in cui ti scegli un partner occasionale e che non rappresentano manco la maggioranza dei casi, ma i casi più diciamo estremi .. quindi le mie parole possono non cogliere la tua reale situazione. Voglio dire a me pare che tu più che di partner abbia bisogno di amplessi .. l’altro non c’è nel tuo racconto. Per me anche un incontro occasionale è un incontro con un altra persona .. di una sera, di qualche giorno, di qualche ora . ma sempre l’incontro con una persona .. attraverso il sesso o per fare sesso essenzialmente (con un vissuto rispetto al medesimo molto simile al tuo, come ho detto, forse con un’implicazione maggiore della mia sfera diciamo spirituale/emotiva ma dipende da come sono di mio .. al di là del sesso). Tu di persone non parli .. l’altro non c’è nelle tue parole, pare sia quasi a caso .. ininfluente .. cosa pensi di te, della cosa, come la viva, cosa voglia dirti di sé .. non ho letto una parola che mi abbia suggerito che per te sono cose su cui pensare .. Sembra che l’altro sia alla fine solo la sua fisicità .. se fosse un androide che ci sa fare forse per te sarebbe perfetto. Ma a te l’idea che chi fa sesso con te in realtà ti consideri solo un campo di battaglia non ti sfiora? non ti disturba? ti va di dare piacere e provare piacere con una persona che magari pensa che le donne che la danno facile sono tutte troie, che se fossi sua figlia o la sua compagna ti menerebbe pure per una cosa del genere? Non che in un locale per una scopata occasionale non si possa incontrare una persona valida, di spessore .. che semplicemente gli piaci, vede che piace e vive la cosa senza dare giudizi, magari con la stessa gratitudine che provi tu. A me i cessi ispirano poco o niente .. sarà per questioni igieniche, sarà perché mi pare si debba fare di corsa e mi piace prendermela comoda, ma questo è sempre de gustibus. Solo che occasionale o meno sei con un’altra persona .. o almeno dovresti esserci, come l’altro dovrebbe essere con te. Invece leggendoti sento solo bisogno di contatto fisico, cmq sia, di manifestare la propria fisicità .. quasi in ansia ..
    Non parli poi di altre tue molle: bisogno di sedurre? piacere da potere? ti senti dominante? passiva? è adrenalina da trasgressione? Non sembrerebbe .. ma non racconti, non è detto per questo che non siano esistiti, di rapporti passionali di più ampio respiro .. Non so quanti anni hai .. più sei giovane e più mi torna, ma meno lo sei meno mi torna .. mi torna nel senso .. ma sei sicura che vada tutto bene? questo altro di cui non parli esiste .. anche se per venti minuti, eh .. e tu dovresti esistere per lui. Non sei spersonalizzata .. è quasi un approccio riduttivo il tuo ..
    Non so se mi sono spiegata .. mi sa di no, ma ci ho provato.

  2. Commento solo riguardo la mia personale esperienza, il resto non mi interessa.
    Come dico sempre, finché non entri nel mio letto, di come gestisci la tua sessualità presente, passata e futura, non mi importa assolutamente niente!!

    Detto ciò, io ho avuto alcune (poche per fortuna) amiche come te…e sono durate molto, molto poco!
    Uscivo con loro e a metà serata mi trovavo da sola, con loro che erano sparite con il trombamico, con il fidanzato o con il primo che passava.
    Per me é inaccettabile.
    Mi dicevano di fare come loro, ma io sono contraria al sesso occasionale…e loro lo sapevano bene!!
    Per me non é un problema se tu, amica, fai sesso con 10 uomini nella stessa sera nel bagno di un bar. Lo diventa però se fuori dal bagno ci sono io seduta a un tavolo da sola come un’imbecille, che sono uscita con te convinta di passare una serata in compagnia e mi sono poi trovata attaccata ad un telefono come l’ultima delle sfigate.
    É un problema perché il mio mondo non gira intorno a te, e sarei potuta uscire con altre persone, persone che avrebbero voluto stare con me per la mia compagnia, non per usarmi come palo da rimorchio.
    E questo vale qualunque sia la destinazione…perché anche trovarsi improvvisamente da sola in discoteca (cosa che mi é capitata più volte) non é esattamente una gioia.
    Sarà successo 2, massimo 3 volte ad amica, poi fine dell’amicizia.
    Sono stata accusata di sessismo e di non sapermi divertire, perché secondo loro non fare sesso occasionale significa non sapersi divertire!!
    Adesso tu dici che chi fa come me non sa stare da sola.
    Io non ho giudicato nessuno, ma a conti fatti l’unica che ha subíto giudizi sono stata io.
    Se devo uscire con te per stare da sola, preferisco stare da sola per davvero o uscire con qualcun altro!!
    Non ho bisogno della finta amica che mi porta in giro. Sarebbe triste il contrario!!

    Una cosa che ho notato nella maggior parte dei racconti inviati ad Eretica (e questo non fa eccezione!!) é che chi scrive vuole vedere affermata la possibilità di potersi comportare nel modo che preferisce, in quanto i loro comportamenti sono finalizzati al raggiungimento di una più o meno intensa felicità. Queste stesse persone però non ammettono che lo stesso amor proprio possano averlo anche altri individui!! Non ammettono che altre persone possano comportarsi in qualunque modo non assecondi le loro esigenze!!!

    In pratica, tu sei libera di mollarmi da sola per fare sesso con il primo che passa perché la cosa ti rende felice…io però non sono libera di tagliarti fuori dalla mia vita se penso che senza di te io possa essere più felice, altrimenti sarò accusata di sessismo, di non sapermi divertire e di non saper stare da sola.

    Riflettete, per favore. I primi inquisitori e impositori qui siete voi!!

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