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#Elezioni: il M5S attenua lo scivolamento a destra

Ma la Lega? Tutti quei voti nel Centro Italia? Come si spiega? Voti transitati da Forza Italia, alcuni dicono. Perché la sinistra pressappoco ha mantenuto. Chi c’era a combattere contro la deriva destrorsa in questa competizione elettorale? Pezzi di sinistra litigiosa e frammentata che forse si aggregano il tempo minimo per superare le elezioni, gli sbarramenti e cose così, e poi sono di nuovo punto e accapo. Come si è visto per le europee, con quel grande investimento di speranza che si era fatto sulla Lista Tsipras che poi terminò senza grandi scossoni al punto che una delle sue fondatrici, l’europarlamentare Barbara Spinelli, ha detto addio e se ne è andata per gli affari suoi. Così a sinistra, troppo impegnati a farsi le scarpe a vicenda per guadagnarsi un posto da consigliere o una candidatura, l’obiettivo di queste elezioni non si capisce quale sia stato.

Il Pd si è un minimo ridimensionato e per quel che mi riguarda non avevo dubbi sul fatto che avrebbe condotto alla gloria qualche candidato discutibile facendo affidamento sulle alleanze ibride con forze di centro e i sopravvissuti della balena bianca che fu la Dc. La Lega vince e forse si deve a una ben studiata strategia di comunicazione, con quelle cose chiare, e poche, che Salvini andava ripetendo dappertutto. In molte città, soprattutto al sud, non è stato accolto bene, ma non lo è stato neppure in alcune regioni del centro Italia, eppure proprio quelle pessime accoglienze gli hanno permesso di stare sulle prime pagine dei giornali in più occasioni, e anche quando si parlava male di lui, per quanto fosse pubblicità negativa, comunque, sempre pubblicità era. Ha preso tanti voti anche in Toscana e personalmente temo che in alcune regioni vi siano punte di criticità tale rivolte contro stranieri, Rom, adozione dei figli nelle unioni omosessuali. Quello di cui si fa portatore Salvini è quanto di più lontano possa esserci da tante persone che la pensano come me. Quindi, come è successo? Davvero la gente pensa che quel leader costruito a suon di gossip, campagne di promozione pubblicitaria, primi piani del suo petto villoso e baci rubati con la affascinante donna di spettacolo, possa essere una buona scelta? Pare di si. C’è sempre spazio per un uomo “forte”, un condottiero dalle frasi certe e dalla andatura costante, uno che va in giro con felpe dedicate ai luoghi visitati, altro tormentone sfottuto e pubblicizzato dai suoi oppositori. C’è sempre spazio per qualcosa di simile a un Duce – coi gattini – nei cuori degli ItaGliani. Chiediamoci come mai.

L’unico risultato che io vedo come positivo è quello del Movimento Cinque Stelle. Si è presentato da solo ovunque, niente alleanze con nessuno. Propri candidati, facce nuove, tanti sulla quarantina, o anche meno, buoni curriculum, solida conoscenza dei propri territori, perché il M5S non vince solo dove arriva Grillo. A dispetto dei media che l’hanno praticamente ignorato, invisibilizzato, il M5S vince perché sul territorio i militanti del M5S sono presenti e da molto tempo ormai fanno battaglie ambientali, inizialmente, e poi per l’acqua pubblica, l’analisi dell’economia e altri temi che hanno condiviso in tante riunioni dalle quali sono sortite decisioni collettive. Che sia il secondo partito d’Italia mi consola e mi dice che c’è in giro ancora gente che spera e in qualche modo lotta, anche grazie all’entusiasmo di chi in questi ultimi anni racconta tutto quel che i parlamentari stanno facendo come opposizione attiva e non allineata al governo. Con i loro poveri mezzi, i regali degli stessi militanti, riescono a essere presenti più di quanto non riesca oramai a fare la sinistra. Chiedono ora il reddito minimo di cittadinanza e se il governo con li ascolterà è possibile che sulla cattiva gestione economica della spesa pubblica possa puntare la loro prossima campagna elettorale. Perché il governo piddino, senza dubbio, sta lavorando molto male.

Lo sappiamo per le risposte arrabbiate degli insegnanti per quel che stanno facendo alla scuola, e lo sappiamo perché la loro riforma elettorale è veramente pessima. Lo sappiamo perché il loro piano di gestione dei territori sembrerebbe redatto senza un reale ascolto di chi quei territori li abita. Per non parlare di quel che succede con le grandi opere e di quello che, ancora, accade a quella fascia di popolazione che non ha guadagnato nulla dal Jobs act. Per quale ragione la gente dovrebbe votare Pd? Non si capisce.

Poi c’è l’astensionismo, quelle tante persone che non vanno più a votare o non ci sono mai andate. Che vengono pressate ogni volta da chi ritiene che il voto sia l’unica scelta possibile. A sinistra rimproverano quelli che in quei partiti e partitini di sinistra non credono più. A destra tentano di acchiappare un voto di protesta, puntando su molle sensibili come l’euro, le pensioni, gli immigrati che ci tolgono il lavoro, e gli accattoni che rovinano la prospettiva delle strade, e i froci che dovrebbero starsene in casa propria, e poi le strette di mano, perché i veri leader vanno così, parlano un po’ il linguaggio della Le Pen e un altro po’ quello di Berlusconi. Si ottiene una cosa che si chiama BerLePen, o come preferite voi.

Quello che so è che, stamattina, l’Italia si è svegliata un po’ più a destra. Quasi come in Grecia. Un po’ come la Francia. E se lo scivolamento a destra non c’è stato del tutto lo dobbiamo al M5S. Ricordatevene la prossima volta che date dei fascisti a quelli che militano in quel movimento.

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3 pensieri su “#Elezioni: il M5S attenua lo scivolamento a destra”

  1. C’è poco da dire. I fascioleghisti si rafforzano a destra modificando i rapporti di forza con il satiro di Arcore.E cantano vittoria.
    Il centrodestra rappresentato dal PD vince comunque e conferisce al vanesio maggior potere governando quasi ovunque.E cantano vittoria anche loro.
    M5S non lo collocherei a sinistra e del resto questa loro ambiguità nel non scegliere esplicitamente un campo è il loro limite al di la di cose giuste o meno che possano fare.
    E la sinistra che potrebbe essere maggioranza (secondo me della metà che non ha votato almeno 2/3 è di sinistra anche se spesso non lo sa..)non vota non essendoci nessun partito di sinistra per cui votare. Altra giornata da dimenticare se non fosse che in futuro c’è ne ricorderemo…ahimè.

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