Lettera aperta agli/alle abolizionist* della prostituzione

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Car@ abolizionista della prostituzione,

ti rivolgiamo questa lettera perché pensiamo sia necessario ragionare del merito e del metodo usato quando vi opponete alle giuste (per noi) rivendicazioni dei/delle sex workers che chiedono una regolarizzazione.

Merito e metodo, d’altro canto, quando si parla di abolizionismo, si confondono, perché per contrapporvi ad altri argomenti spesso usate metodi che non esiteremmo a definire osceni. Da un lato le abolizioniste che perseguono strenuamente la sconfitta del sistema prostituente attraverso strategie di delegittimazione delle sex workers che si battono per la regolarizzazione e dall’altro lato c’è una generazione di paternalisti, di qualunque area politica, che conferma il fatto che la produzione di nuovi patriarchi non è mai cessata. Il loro intento è quello di salvare le fanciulle indifese da mille pericoli di cui loro forse credono di sapere per sentito dire, e nel frattempo si ergono al di sopra di ogni altro uomo perché l’abolizionista, pur mostrandosi molto misogino nella maniera di zittire e sostituirsi alla voce delle sex workers, immagina sul serio di star compiendo una santa crociata all’insegna di nobili ideali.

Anche in questo caso, tuttavia, riscontriamo l’abitudine a delegittimare gli interlocutori o le interlocutrici parlandone molto male, tra loro, con altre persone, allo scopo di marginalizzare in una zona di non credibilità l’espressione di opinioni diverse dalle proprie.

Crediamo sia opportuno spiegare che la delegittimazione diventa discredito e talvolta anche diffamazione, poiché di tutti i soggetti che rivendicano la regolarizzazione del sex working e di quelli che supportano dall’esterno questa causa, tentando di far emergere dall’invisibilità voci censurate dai media mainstream, si parla con intolleranza e con una arroganza senza limiti. Il Comitato per la difesa dei Diritti Civili delle Prostitute viene inserito tra le presunte organizzazioni colluse con criminali e papponi. Le sex workers che si prostituiscono per scelta non esistono, viene negata la loro presenza e di negazionismo in negazionismo si arriva a immaginare un complotto ordito da maschilisti che vorrebbero fare sopravvivere il sistema prostituente.

Pover* di argomenti, dunque, non fanno che insultare, invadendo bacheche facebook di singole persone o gruppi, a volte ridotti ad essere solo riferimento di figure abolizioniste rissose e non estranee a modalità offensive e squadriste. Alcune persone, e parliamo di quelle più integraliste, si muovono per reazione alla diffusione di diversi punti di vista che evidentemente per loro non dovrebbero circolare. Molte di noi sono state insultate personalmente, si intende che gli insulti vengono rivolti alle persone perché alcun* arrivano a toccare punte di fanatismo che rendono impossibile fare una discussione serena nel pieno rispetto delle diversità.

Noi non pretendiamo di avere ragione su tutto e siamo certamente espressione di una parzialità, ma gli/le sex workers ai/alle quali diamo voce sanno esattamente verso quale obiettivo dirigersi e supportare la loro lotta ci sembra indispensabile perché va riaffermata l’importanza che per il movimento femminista assume la presenza di soggetti che vogliono autorappresentarsi senza delegare a nessuno la propria lotta. Noi non ci sostituiamo alla loro voce ma la diffondiamo e ci scontriamo spesso con entità abolizioniste che si comportano da fondamentalisti. Offendono, prendono in ostaggio pagine facebook e se glielo fai notare loro si dichiarano martiri di una presunta censura. Non lasciano spazio a nessuna discussione in senso laico perché procedono di pagina in pagina nell’atto di evangelizzare il mondo con il proprio verbo senza voler minimamente ascoltare altri punti di vista.

A conferma del loro fanatismo vale il fatto che loro pensano di essere la reale espressione di un unico e benedetto femminismo e dunque, chiunque non la pensi come loro, viene automaticamente sottopost@ a scomunica e indicat@ come misogin@, collus@ coi maschilisti e via di questo passo.

Sono insulti che vengono elargiti con grande facilità e immaginando che chi li mette in circolo possa godere di chissà quale forma di impunità. Perciò la maniera pacata di argomentare e ragionare, a partire da più punti di vista, viene definitivamente resa impossibile da chi intende la dialettica come una guerra di religione e immagina sia tollerabile l’inquinamento rabbioso che viene da loro imposto.

Chiediamo perciò, rivolgendoci alla parte abolizionista che ama discutere, senza delegittimare e insultare l’altr@ interlocutore, se questo è il clima in cui loro amano discutere e se non sia il caso, finalmente, di riconoscere da parte loro anche le violenze perpetrate da chi ritiene di godere di giustificazioni date dalla nobiltà dell’ideale in nome del quale immaginano di combattere. Qualcosa deve cambiare e deve cambiare subito, perché altrimenti, se a voi sta bene che delle donne siano offese, nella propria integrità e reputazione, in una lotta condotta in nome e nonostante la più volte ribadita autonomia rappresentativa delle sex workers, allora non comprendiamo come voi possiate dirvi contrarie alla violenza sulle donne.

Usare metodi violenti, in nome della lotta abolizionista, è già violenza. Di più, si chiama fascismo e con i/le fascist* sicuramente abbiamo molta difficoltà a interloquire.

Con sincera richiesta di
una discussione aperta e
che prescinda dagli attacchi
personali nei confronti di chiunque

Vostr*

Pia Covre (Comitato difesa diritti prostitute)
Comitato per la difesa dei diritti civili delle Prostitute (lucciole.org)
Angela Azzaro
Eretica
Carla Sabrina Marenco
Antonella Garofalo
Valentina Visentin
Monica Capo
Claudia Mancosu
Yuri Guaiana (Segretario associazione radicale Certi Diritti)
Giorgia Visentin
Fabio Migliorisi
Laura Morini
Gianni Laudani
Phil Bradley
Michael Wheeler
Anna Elisabetta Benucci
Jim Sunderland
Tobia Tomas
Irene Coletti
Giulia Gasparini
Giada Pistolato

Se volete firmare scrivete a abbattoimuri@grrlz.net o commentate qui sul blog.

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Comments

  1. sono d’accordo

  2. L’ha ribloggato su gatt(A) randagi(A).

  3. Assolutamente d’accordo. Credo che il tema sia centrale e sia complesso, dovremmo avere la possibilità di discuterlo senza la banalizzazione degli slogan contrapposti, soprattutto senza insulti.

  4. Sono stra d’accordo!

  5. A prescindere che il proibizionismo è l’acqua del pesce Mafia, mai nessuno è riuscito a reprimere o limitare in via consistente la prostituzione in ogni epoca e landa, che le persone abbiano conosciuto.
    Spero che venga ben curata ogni fobia sociale, compresa anche la Meretriciofobia.

  6. d’accordo con franco Il proibizionismo sicuramente ha sempre aiutato la mafia

  7. D’accordissimo!

  8. ci sto

  9. Firmo 🙂

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