A proposito della proposta, di cui ho parlato QUI, di istituire il Registro Pubblico dei sex offenders, fatta da un gruppo di tassiste in seguito allo stupro avvenuto a Roma, Angela Azzaro esprime assoluta contrarietà. Ecco cosa scrive sulla sua bacheca facebook:
Sono contrarissima al registro pubblico degli stupratori. Sta girando una raccolta firme a partire dal caso della tassista che ha subito violenza qualche settimana fa. Qui provo a spiegare le ragioni della mia contrarietà
1) perché ha tutta la valenza non della giustizia, ma della vendetta. È la vendetta non risolve i problemi, ma rende la società – tutta – più violenta
2) perché fare un registro marchia le persone a vita, negando loro la possibilità di cambiare. E’ la cancellazione di 2000 anni di storia in cui abbiamo creduto che l’umanità, l’uomo e la donna potessero cambiare
3) perché veicola un’idea opposta a quella per cui mi sono sempre battuta e continuerò a farlo. L’idea cioè che gli uomini (intesi come sesso maschile) non sono cattivi per natura ma che alcuni loro comportamenti sbagliati o violenti o deprecabili siano il frutto di una cultura, identità, storia che possiamo e dobbiamo mettere in discussione. Che abbiamo già messo in discussione costruendo grandi cambiamenti
4) perché nega che la sfida per il cambiamento passi attraverso la rivisitazione dei ruoli e del rapporto tra uomini e donne
5) perché induce a pensare che i violentatori sono i mostri, gli estranei. Mentre è risaputo che la violenza sessuale avviene molto più spesso da parte di persone conosciute se non intime. E così facendo ancora una volta invece di aiutare a risolvere il problema, il registro dei mostri non fa altro che impedire di affrontarlo per come in realtà si pone, mettendo le donne ancora più a rischio
6) perché più banalmente non serve a una mazza. Fatto il registro, le donne che fanno se lo studiano a memoria? Vanno in giro con l’elenco dei volti? Oppure quando incontrano qualcuno consultano prima il registro? L’elenco serve a creare una gogna pubblica, una sorta di ghigliottina virtuale dove far saltare le teste
7) perché i tassisti vogliono le pistole e le tassiste vogliono il registro. È cioè un’azione speculare alla vendetta personale, al far west, alla negazione dello stato di diritto
8) perché spero che chi è autore di violenza venga inserito in percorsi di recupero e non sottoposto alla lapidazione
9) perché sono di sinistra e credo che essere di sinistra significhi battersi per cambiare il mondo non per renderlo più schifoso
10) perché sono femminista, e penso che il mondo si possa e debba cambiare. Nel novecento si sono fatti passi incredibili che non voglio in nessun modo mettere in discussione
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Hai ragione in pieno. No ai registri dei sex offender.
Non siamo americani (per fortuna).