Il prossimo sabato si svolgerà a Lanciano una manifestazione che riunisce tante persone e tante anime politiche contro il decreto Sblocca Italia che consentirebbe anche progetti di “trivellazioni (petrolio), stoccaggi gas, megagasdotti e relativi impianti di rifiuti che dovranno gestire gli scarti di queste opere inquinanti e pericolose“. Dettagli e altre informazioni potete trovarle QUI. A margine di questa iniziativa accade un’altra cosa che riguarda un manifesto, così come alcune compagne femministe e alcuni commenti scandalizzati a proposito del fatto che le cause dovrebbero essere sempre rappresentate senza mai contraddire lo spirito catto/familista che le anima.
Per esempio: nessuno ha avuto da ridire su una comunicazione che arriva dalla chiesa in cui si parla di vita e creato, mischiando argomentazioni antiabortiste a una battaglia che coinvolge sicuramente persone che la pensano in modo totalmente diverso; nessuno ha avuto da ridire a proposito dell’immagine che vedete sotto. Festa della mamma, esaltazione del materno, retorica che unisce madre umana a madre natura e bla bla più affini ai movimenti no choice che a componenti laiche. La vita rappresentata da una donna incinta può essere un aspetto della questione. Ma solo uno tra i tanti. Perché per molte persone l’espressione di vitalità è anche altro.
Nessuno ha avuto da ridire neppure su una immagine, diffusa in occasione della manifestazione dell’aprile 2013, che usa chiare allusioni sessuali in cui si esalta il vigore maschile, la virilità implicita nella componente maschile a tutela della costa. Il tutto rappresentato, nientemeno che da Rocco Siffredi quale star di trivellazione.
E invece c’è stato tanto da ridire su una immagine che ha suscitato sconcerto e indignazione tra molte persone. Si dimentica che una donna può manifestare volontà di preservazione del contesto naturale anche parlando della propria sessualità, della libera scelta di procurarsi piacere. Perciò alcune compagne hanno realizzato e messo in condivisione il manifesto che vedete su. Irriverente, per me bellissimo, assolutamente rappresentativo di una delle tante anime, per l’appunto, di quel movimento. A questo punto si è scatenato un terremoto. Gente che giudica l’immagine poco dignitosa. Donne che si dissociano perché sarebbe “lesiva dell’immagine femminile”, e da lì capite quanto è subdola la storia della tutela del corpo delle donne se questo corpo viene tutelato da persone un minimo moraliste. Addirittura gruppi che si dissociano con comunicati. Una scomunica da parte del Coordinamento Nazionale No Triv che lascia intendere che le ragazze, a questo punto, sono state espulse dal movimento. Si dissociano dal loro manifesto ma non si sono dissociati, da quel che mi dicono, dall’immagine con Rocco Siffredi. Bello, no?
Vorrei però, con grande piacere, farvi leggere le motivazioni, politiche, assolutamente condivisibili, che hanno espresso le compagne:
“La locandina è una presa di parola, libera e autodeterminata, di alcune femministe che hanno così voluto esprimere la loro posizione e far emergere le contraddizioni di un comitato organizzatore che concede ampio spazio alla componente cattolica e piddina, ma non permette espressioni diverse dalla liturgia dominante e adesso invoca la censura, appellandosi a sproposito ad un presunto sessismo, in barba ad ogni pretesa di democrazia e partecipazione. La sessualizzazione del territorio, associato al corpo della donna, era già largamente diffuso e condiviso sin dalla manifestazione dell’aprile 2013, attraverso l’elezione di Rocco Siffredi a trivella d’Abruzzo, ma nessuno (o quasi) sembra essersi accorto del sessismo di quella immagine, né tanto meno ha mai invocato la censura. Quest’anno la festa della mamma ha offerto un’altra occasione per associare il corpo della donna al territorio, presentandolo come apparato riproduttore della vita secondo una modalità che non può che ricordare la retorica dei fondamentalisti cattolici pro-life.
Ma c’è di più: la giunta del comune di Lanciano, che ora si vanta di guidare il corteo No Ombrina, è del Pd, cioè di quello stesso partito della nazione firmatario del decreto Sblocca Italia (lo stesso che consente lo scempio di quel territorio ndb). Saranno i sindaci dei comuni e rappresentanti delle istituzioni, molti dei quali del Pd, che apriranno il corteo sfilando in passerella – o in processione- e relegando in seconda , terza e quarta fila anche chi da anni si batte, a partire dal basso, contro il progetto di Ombrina mare senza mai macchiarsi di connivenza con quelle stesse istituzioni più o meno direttamente coinvolte nell’approvazione del progetto di estrazione di idrocarburi a pochi chilometri dalla costa.
Contro la sessualizzazione del territorio, rappresentato o come corpo che solo alcuni, gli autoctoni, avrebbero il privilegio di trivellare, o come involucro riproduttore della vita, ma anche contro le ipocrisie istituzionali in cerca di cosmesi ideologica, alcune hanno voluto prendere la parola e costruire un’immagine sarcastica e dissacrante , usando, in maniera questa volta autodeterminata, l’immagine del proprio corpo, che, come il territorio, appartiene a loro stesse e a nessun’altro, né agli stalloni da monta alla Rocco Siffredi, né al clero, né allo stato, né alle multinazionali del petrolio.
L’obiettivo della locandina era perciò di far esplodere le contraddizioni e l’ipocrisia di molti – per fortuna non di tutti- tra coloro che stanno organizzando la manifestazione contro Ombrina prevista per il 23 maggio a Lanciano.”
Direi che le compagne, usando il proprio corpo in modo irriverente, libero e autodeterminato, ci sono riuscite. Quindi scusate se mi associo, con grande solidarietà e decisione a chi pronuncia questo slogan: La costa è fregna anche senza la trivella.
Nessuno può permettersi di usare una manifestazione che riguarda questioni di pubblico interesse per veicolare messaggi catto/antiabortisti, familisti e sessisti. Le compagne, femministe, sono lì anche per questo, a ricordare che le lotte si conducono in termini intersezionali. La lotta per la salvaguardia di un territorio non può prescindere dall’antisessismo. Mai.
Ps: Per facilitare la comprensione del gioco di parole:
“Fregna” in abruzzese sta per fica, sia come organo sessuale femminile, sia a livello colloquiale; es.”fregnissimo!” aka “ganzissimo, fichissimo”




Per facilitare la compresione del gioco di parole:
“Fregna” in abruzzese sta per fica, sia come organo sessuale femminile, sia a livello colloquiale; es.”fregnissimo!” aka “ganzissimo, fichissimo”. 🙂
ecco 🙂
grazie!
Le donne di sinistra che hanno voluto “costruire un’immagine sarcastica e dissacrante , usando, in maniera questa volta autodeterminata, l’immagine del proprio corpo, che, come il territorio, appartiene a loro stesse e a nessun’altro, né agli stalloni da monta alla Rocco Siffredi, né al clero, né allo stato, né alle multinazionali del petrolio” sono cadute a mio avviso in un trabocchetto madornale. Pensare che tutto ciò che è “dissacrante” sia avanzato e progressista, e credere che sia possibile un uso “autodeterminato” di immagini del corpo femminile avvilenti di per sé, perché nate per ammiccare in modo compiacente a una sessualità e a uno sguardo maschilista.
Un minimo di intelligenza e di sensibilità alla trivialità pura e semplice sarebbe stato sufficiente a metterle sull’avviso, se non si fossero convinte che fosse da parte loro un atto di coraggio, per combattere familismo e cattolicesimo. Non è un caso impossibile, c’è anche chi fa porno convincendosi di essere dissacrante. Invece approda solo alla filosofia di Giuliano Ferrara “Basta moralismi, siamo tutti puttane”.
Non ero a conoscenza della precedente immagine di Siffredi come “trivella”, a cui queste donne hanno voluto collegarsi. La trovo altrettanto volgare e squallida, anche se usata per combattere le trivellazioni petrolifere.
E certamente non ci può essere niente di più orrendamente maschilista che una trivella come metafora del sesso maschile. Le donne del collettivo Le antigoni avranno voluto dire questo, ma purtroppo sono cascate dalla padella nella brace.
non sono d’accordo. dunque per non offrire nulla allo sguardo maschilista dovremmo indossare dei burqa? e perché mai non si può fare pornografia se per libera scelta. la logica del femminismo che pronunci è perfettamente speculare al maschilismo al quale tu dici di non voler ammiccare. in fondo dite la stessa cosa. loro dicono che se ci spogliamo li provochiamo e voi dite che ammicchiamo. qual è la differenza? l’unica differenza sta nell’autodeterminazione. ogni scelta autodeterminata va assolutamente rispettata e io non ci trovo nulla di triviale in una immagine che mostra una donna che si tocca per il proprio piacere.
Daniella Ambrosino le donne del collettivo le antigoni (che caso mai è un laboratorio, non un collettivo) non hanno rivendicato l’immagine, così come nessuna si è definita di sinistra. Cortesemente, evita di appioppare etichette e stabilire genealogie se non conosci esattamente come sta la questione. E non la conosci, per tua stessa ammissione.
scusate , ma che c’entra il piacere sessuale femminile con le trivellazioni ,se non vogliamo stare in una logica maschilista?
Guarda che io da abruzzese, antisessista e quello che vi pare ho capito subito il sarcasmo dell’ usare il termine “fregna/o” in dialetto in senso ammirativo. Se il volantino era per il pubblico locale non l’ ha capito chi non lo voleva capire. Poi che ci si sia montato un caso mi sembra inevitabile, sarebbe successo a prescindere quando una parte non ha argomenti a sfavore e allora si attacca alla forma di chi gli argomenti li ha e ha trovato un modo sintetico e colloquiale per esprimerli