Affetti Liberi, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Padre, innamorato di una trans e rifiutato dai figli

tumblr_ml8zr35IxP1s4ioyjo1_500

La storia che sto per raccontarvi riguarda un uomo che prima di narrarmi mi ha premesso che è un cattolico, non è antiabortista, non è omofobo, ma ha una visione precisa della vita, delle relazioni e del rapporto con i figli. Inutile discutere di quel che penso io, atea e anarchica, a proposito della religione cattolica. Decido di ascoltare, come faccio sempre, e di ricordare senza giudicare.

A 26 anni si laurea. A 28 si sposa. A 33 ha già due figli e lavora guadagnando abbastanza per campare la famiglia. A 36 scopre che sua moglie va a letto con un altro. Regge un po’ perché lui crede fortemente nel sacro vincolo del matrimonio, e poi ci sono i bambini. Non vuole fare quel che considera l’errore di sfasciare tutto per puntiglio.

Dice a se stesso che se lei scopa con un altro non gliene frega niente. Purché poi torni a casa e partecipi alla vita familiare facendo in modo che ai bambini non manchi proprio nulla. Non è un martire. In realtà mi dice che non ne soffre molto, forse la capisce perché la loro vita sessuale era sempre stata un po’ freddina. Il punto è che anche lui ha voglia di fare sesso ma non riesce a pensare al tradimento come soluzione. Proprio non ce la fa e qualche volta, pur sapendo che lei avrebbe reagito male, ha perfino tentato di approcciare la moglie per stare insieme qualche volta. Solo ogni tanto. Dopotutto, dice lui, cosa le costava.

Lui non è il tipo che riesce a reggere una relazione e stare con la moglie. Sapeva in cuor suo che avrebbe tradito la moglie solo se si fosse innamorato e questo significa che l’avrebbe lasciata, avrebbero dovuto avviare le pratiche del divorzio e si sarebbero contesi l’affido dei figli. Insomma, lui sapeva che sarebbe stato un bel casino.
Quel che non poteva affatto immaginare era il fatto che ad attrarlo in una rete fatta di sensualità e passione non sarebbe stata una donna, cosidetta per un mero riferimento biologico, ma una trans. All’inizio pensò che fosse perfetto. Non avrebbe mai lasciato la moglie per quell’altra. Non sarebbe mai riuscito a vincere il timore del giudizio di parenti, colleghi e amici. E poi ai figli cosa avrebbe detto? Che lui stava con una donna che aveva due tette e un cazzo?

Decise di parlarne con la moglie, per tranquillizzarla e dirle che in qualche modo aveva risolto anche lui. Potevano proseguire le loro vite e restare serenamente a vivere sotto lo stesso tetto. Nel frattempo i bambini crescevano, i doveri aumentavano, le preoccupazioni e le responsabilità non intendevano scemare e quindi lui si sentì un po’ strozzato, chiuso, imprigionato in una situazione claustrofobica che lo rendeva incline a pensar male di tutto e tutti.

Triste, un po’ malmesso, trascurato, confuso, perso d’amore per la trans e intimamente combattuto, una sera uscì di casa e non fece ritorno. Lui non pensava di poter vivere quella situazione e meritare la stima e l’amore dei propri figli. Non voleva affatto confonderli, farli stare male, e allora parte. Dopo un paio di giorni chiama la moglie e dice che non appena troverà una sistemazione le manderà i soldi per i figli. Naturalmente non volle sentire ragioni e d’altro canto lei non provò neanche ad insistere. Andava bene così. Era la soluzione più comoda per tutti.

Quest’uomo trovò rifugio all’estero. E’ lì che fa coming out, si dichiara bisessuale o queer e si ritrova ancora a frequentare una transgender con la quale va perfino a vivere. Oggi lui ha un’età che gli consente di valutare con chiarezza la sua situazione. Per anni ha inviato soldi per i figli e alla fine si è convinto che quei figli avrebbero dovuto sapere chi è il loro padre. Ne parlò con la moglie, dalla quale non divorziò mai, e lei fu d’accordo. Disse che ne avrebbe parlato con i ragazzi e che sarebbero stati loro a scegliere. Ebbene, questi ragazzi cresciuti nella periferia di una grande metropoli, con ideali un po’ fascisti, non erano così inclini all’idea di conoscere il padre, frequentarlo e frequentare la sua nuova compagna.

Solo uno dei due andò a trovarlo ma dopo due giorni andò via e disse che era stato tutto un errore, ché lui con quell’ambiente non voleva averci nulla a che fare. Allora l’uomo che è anche il protagonista di questo racconto ha riflettuto a lungo e infine mi dice una cosa molto semplice: è un peccato che i suoi figli non l’abbiano accettato ed è un peccato che non gli abbiano dato neppure una chance. Peccato per loro che si siano persi un po’ di tolleranza per chi è diverso mentre crescevano. Un po’ lo imputava alla sua assenza, ché forse avrebbe dovuto insegnargli qualcosa invece che scappare in quel modo. Un altro po’ lo imputava ad una società omofoba e moralista che non risparmia nessuno.

Quello che lui vuol fare è allora di lasciare un piccolo suggerimento. Per i padri che hanno vissuto o vivranno i suoi stessi dubbi e la sua metamorfosi. Dato che può succedere, anche se mentalità vuole che non succeda mai, di farsi capitare una storia simile sarebbe meglio non scappare ed educare i figli ad accettare i genitori per quel che sono, in special modo se questi genitori non fanno male a nessuno. Se non siamo noi, lui dice, a sopprimere lo stigma che ci tiene ai margini e lontani dai nostri affetti, chi altri può farlo?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

2 pensieri su “Padre, innamorato di una trans e rifiutato dai figli”

  1. Interessante storia, che ci dice quanto sia importante dire la verità ai figli, agire senza infingimenti, e non scappare. A volte ci si racconta che si ha mentito per proteggerli da una verità troppo difficile da accettare, ma non è mai vero. In realtà si protegge sè stessi da una difficoltà personale nel far combaciare ciò che sì è con ciò che si crede giusto essere

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.