Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

10 Maggio: il giorno in cui puoi far sentire in colpa le donne

Vediamo quali sono le novita da raccontare in questa “giornata dello sciopero materno“. La mamma di oggi ha mille e più opzioni. Dite che non è vero? Invece si. Puoi farti crocifiggere da un’associazione antiabortista o da altri vari ed eventuali ché se tu vuoi insegnare ai figli il rispetto dei generi o fai attenzione a lasciarli liberi di essere quel che vorranno essere allora ti danno dell’assassina, della dittatrice o sei sicuramente una perversa creatura che si è lasciata irretire dal “gender“.

Puoi farti condannare al rogo perché non ritieni che la maternità sia la cosa più bella del mondo, perché con essa non ti ritieni realizzata, perché vuoi poter scegliere di non avere dei figli senza essere trattata da appestata. Perché esigi di avere una vita al di fuori della famiglia e di condividere le responsabilità con l’altro genitore. Sui ruoli materni, poi, siamo sempre più avanti. Ecco cosa vediamo circolare in questi giorni in qualche scuola italiana.

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Questa giornata viene di solito scelta per marce della vita e affini, a cura di organizzazioni antiabortiste con la partecipazione di gruppi di estrema destra. Perché non bisogna mai dimenticare di dire alle donne che se non hanno voglia di fare figli ed esigono di poter accedere alla contraccezione, incluso quella d’emergenza, o all’aborto, ebbene devono essere considerate delle assassine.

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A me va invece di raccontarvi ancora delle tante mamme che hanno parlato con me e con tante altre persone che hanno voluto leggere le loro storie vi inviterei a rileggerle, oggi, perché l’ascolto, in questi casi, è d’obbligo. Sono donne che non fanno crociate per tenersi i figli a dispetto di tutto ma pretendono di condividere il ruolo di cura con il padre, ben contento di farlo, o con altri familiari. Sono quelle che a volte vivono la maternità in modo tanto difficile e in totale solitudine. Sono quelle che hanno avuto un figlio e a volte proprio non lo volevano. Sono quelle che temono la stigmatizzazione perché madri e anche impegnate in lavori giudicati immorali. E poi ci sono quelle che non voglio non un figlio e, per l’appunto, vengono considerate streghe, cattive, perfide omicide. Non si può pretendere di gestire l’utero di un’altra donna. Non si può immaginare di rendere la nostra vita difficile con mille obiettori piazzati in ogni luogo della penisola. Non si può più tollerare che le donne siano considerate di proprietà di chi ritiene di doverle condannare, patologizzare, curare, se non vogliono avere figli. Le donne hanno diritto a scegliere liberamente ed è all’autodeterminazione di ciascun@ che questa giornata andrebbe dedicata e non alle “mamme”. Perciò…

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Il corpo della maternità
Mio figlio? E’ da mia suocera. Io non voglio fargli da madre!
Care ragazze, vi spiego com’è un parto (e vi passa la voglia di avere un figlio)
Mia figlia, l’ho odiata. Poi è cresciuta, per fortuna!
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Madri non conformi: non siamo “malate”. Siamo socialmente sole!
Ho voluto un altro figlio e ora sento che non esisto più
Tra qualche giorno abortirò, perché voglio vivere la mia vita!
Perché una madre deve, per forza, essere felice di occuparsi di un figlio?
Ho un figlio e sono pentita di non aver abortito
Sono tutte (sante) madri con le vite delle altre
Quelle che “se non sei madre non vali niente”
L’istinto materno non esiste
Costruendo un discorso antimaterno
Liberare la maternità – di Brigitte Vasallo
Come hackerare il ruolo materno!
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La saga delle Preoccupazioni materne, da QUI, seguendo i link in fondo al post

2 pensieri su “10 Maggio: il giorno in cui puoi far sentire in colpa le donne”

  1. Beh, viviamo ancora in una società dove qualsiasi cosa faccia una donna è sbagliata ed ogni sua azione è ingiustificata. Dal fare un figlio troppo giovane al non farlo, al farlo e al pensare alla propria carriera. Perchè a volte, se diventi mamma, devi occuparti solo ed esclusivamente del figlio, fino ad annichilire le tue esigenze, i tuoi desideri. Perchè se mandi un figlio a scuola con la tosse ed hai bisogno di stare un po’ da sola, sei una madre pessima ed incosciente. Se responsabilizzi un figlio prima dei 18 anni sei una madre che non ha cuore. Se insegni a tua figlia che la casa e il lavoro domestico è solo una parentesi della quotidianità di una donna, sei una madre che cresce la figlia troppo libera, o se decidi di mandarla in giro già a 16 anni, sei una madre che cresce la figlia da futura “prostituta”.

    E’ un lavoro difficile, quello della madre, ma prima ancora quello della donna.

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