Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Storie

Voler dimagrire e avere attorno solo chi banalizza il tuo bisogno

5248-14

Sono stata grassa per tanto tempo e mai, dico mai, in famiglia mi hanno spontaneamente aiutata a seguire la mia aspirazione a perseguire un corpo diverso. Volevo dimagrire. Volevo che qualcuno mi spiegasse perché ero grassa. Ma in famiglia la grassitudine sembrava quasi un dono, ereditario. Che te ne importa, diceva mamma, mentre mi offriva tre porzioni di pasta, vantandosi di aver trovato marito nonostante tutto, e io le rispondevo che se a lei stava bene non stava invece bene a me.

Da sola, e quando sono stata un po’ più grande, ho fatto delle scelte che mi avrebbero portata al peso che ho ora. Obesa era la definizione giusta. Fare ginnastica non serviva. Il mio metabolismo era sballato e il grasso non andava via neppure a martellate. Lo dico senza problemi: mi sono sottoposta a terapie psicologica, dietologica, endocrinologica, e poi mi sono fatta operare per restringere il mio stomaco. Non è una cosa che puoi fare così come se niente fosse. Te la consigliano i medici che vedono i pro e i contro della cosa. Giacché dopo l’operazione resti praticamente sotto controllo per tutta la vita.

Però questa cosa mi ha salvato la vita. Un altro po’ e mi sarei suicidata, perché a volte non è la depressione che ti porta ad ingrassare ma è il grasso che ti porta ad essere depressa. Con meno fame, più controlli, tanti sacrifici, ho perso peso. Ho fatto altri interventi di chirurgia estetica per togliere la pelle in più che ormai restava lì a penzolare, vuota e pesante. La pancia, le gambe e le braccia, e tutto questo è durato pressappoco tre anni.

La chirurgia estetica costa, per quanto in certi casi, come per chi deve essere curato dall’obesità e si sa che l’aspetto è importante per non cadere in depressione, dovrebbe essere gratuita. I soldi me li ha dati mio padre a cui ho detto che invece che dare un anticipo sulla casa volevo qualcosa che mi rendesse più felice. Ora non so se sono esattamente felice, ma invece di camminare volo. Il mio cuore non è affaticato. Riesco a uscire senza vergognarmi. Mangio in modo regolare e non mi sognerei mai di suicidarmi perché la vita mi piace.

Mi sono innamorata di un ragazzo panciuto e rotondo, forse all’inizio perché in fondo ancora pensavo di non meritare altro o perché, semplicemente, con lui posso essere me stessa e posso dirgli tutto. E’ una gran persona, straordinaria, che fa mille cose e io sento di meritare il suo amore. Vi sembrerà strano ma essere più sicuri di sé all’interno di un rapporto ti porta a non cascare nella dipendenza, a mantenere equilibrio e una certa autonomia di pensiero. Tanti atteggiamenti che avevo prima sono cambiati e questo lo devo unicamente al peso.

Io no, non mi vedo grassa anche se sono magra. Non ho una percezione sbagliata di me. Ero davvero grassa e volevo essere esattamente come sono ora. Perché tutti abbiamo diritto ad avvicinarci un po’ di più al modello estetico che vogliamo adattato alla nostra carne. Non sono cose da demonizzare e parlano bene quelle magre che si permettono anche di giudicare chi si opera come me come se fossimo tutte una massa di stronze superficiali. Così come ci sono quelle che fanno le moraliste a proposito degli interventi di chirurgia estetica.

Si pensa a volte che si tratta di una cosa che riguarda la faccia, le labbra gonfie, ma io non ho cambiato niente di me e in ogni caso nessuna penso dovrebbe giustificarsi perché non stiamo commettendo un crimine e no, personalmente sono certa, di non essere stata influenzata dai modelli estetici dominanti. Non c’entra il sessismo o il bullismo o cose del genere. Ero io che mi facevo schifo, non riuscivo a guardarmi, non mi facevo fotografare e non mi curavo perché mi sentivo morire dentro.

Allora quello che voglio dire a chi si sente come mi sentivo io è che non necessariamente devono tenersi il peso che hanno. Finché hai vita e fiato puoi cambiare per darti altre possibilità. Per esempio, io, la prossima settimana parto. Vado a fare un giro da alcuni amici che vivono in Grecia. Tra gli abiti in valigia ho messo anche un bikini, colorato e bellissimo, e sono certa che con il peso che avevo prima mi sarei persa ogni momento di socializzazione e avrei avuto paura a uscire e a mostrarmi. Cosa può esserci allora di brutto in quello che ho fatto per stare meglio?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata, ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

Leggi anche:

Leggi anche (Racconti dalla sezione Storie di dipendenze di FaS):

4 pensieri su “Voler dimagrire e avere attorno solo chi banalizza il tuo bisogno”

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.