Vi prego di scusarmi, perché di solito non tocco corde emotive per parlare di temi delicati, perché preferisco prendere distanza e rimettere assieme i pezzi, per raccontare le responsabilità politiche, per analizzare fino in fondo. Certe immagini a me danno fastidio perché penso che impediscono di ragionare, ma in questi giorni ho letto tante stronzate, prove di disumanizzazione, cifre, numeri, statistiche, e il fatto è che quando si parla di morti in mare non si parla di oggetti. Non sono incidenti di percorso e non sono vittime accettabili. Da troppi anni il numero delle vittime è tanto e tale che invece che mandare i militari a sorvegliare le coste per non fare entrare stranieri ci sarebbe stato bisogno di una azione umanitaria, di accoglienza, di rispetto nei confronti di persone che sfuggono alla miseria e alla guerra. A dire che tanto è disumano oggi è rimasta solo la chiesa cattolica, e per me che sono laica è dura dover ammettere che non c’è nessuna organizzazione e nessuna voce politica che urli fortissimo, con coraggio, che tutto ciò va definito per quel che è: un crimine. E non è un crimine solo quello che fanno gli scafisti, ma lo è per chiunque osi parlare di stranieri come di barbari da allontanare, sui quali sparare, da affondare. Ma avete dimenticato chi siete e da dove venite? Davvero pensate di essere nati dal buco del culo della madre patria italica? Ma com’è che siete diventati (o siete sempre stati) così razzisti. Perché non andate a leggere un po’ di Hannah Arendt, la banalità del male, e altri, tanti, libri di storia, che vi spiegheranno come il razzismo sia un male che produce orrori?
Davvero non so che dire. Poi leggo su Repubblica ‘sta cosa:
E mi chiedo in che mondo viviamo. Che genere di futuro stiamo costruendo. Cosa siamo diventati? Ma non vi rendete conto?
Io stringo i pugni e piango, perché la rabbia è troppa e fa male dentro, come mille pugni allo stomaco che ti riducono in frantumi. Io mi vergogno di far parte della specie umana, che sola può concepire tanti e tali orrori. Io mi vergogno di avere una carta di identità in cui è scritto “cittadinanza italiana”. Sinceramente, questo è un mondo che fa schifo. Schifo!
—>>>Se ne avete voglia leggetevi il pezzo su Umanità Nova



Provo la stessa indignazione e la stessa vergogna.
Accogliere profughi e’ il valore nel quale si riconosce una civilta’ degna di questo nome. In questa accezione Lei ha ragione da vendere. Dove le viene a mancare ragione, e’ nel signficato del termine “accoglienza” e nel signficato del termine “sostenibile”;
Difatti, accogliere significa:
dare la possibilita’ dell’istruzione tanto dei minori, quanto dei non tanto minori;
dare la possibilita’ del sostentamento;
dare la possibilita’ della cura;
dare un ricovero degno
ecc..ec..
Per essere accoglienza degna di questo nome, e’ lapalissiano che sia sostenibile, vale a dire:
che cia siano scuole organizzate per chi non parla Italiano;
che ci sia lavoro LEGALE certo;
che gli ospedali siano in grado di ricevere;
che le case abbiano prezzi accessibili.
Secondo Lei siamo pronti ad una accoglienza sostenibile?
Se non siamo pronti, la sua e’ “solidarieta’ col culo degli altri” (per esempio di Germania e Francia che hanno il maggior numero di richieste accolte – sperando che accolgienza per lei NON siano i ponti della tangenziale di Roma….).
Se invece siamo pronti, mi dica dove esiste questa “prontezza” che ho bisogno di quei servizi.
L’accoglienza senza sostenibilita’ pone le condizione per il conflitto sociale (di cui lei si limita a sottolineare i sintomi senza capire la malattia).
Grazie per avermi ospitato.