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E se esistesse l’assistenza sessuale da donne per donne?

Bettie Page
Bettie Page

Me la vedo spuntare un giorno che era nuvoloso. Arriva dietro la porta a vetri e chiede di me. Mi presento e lei mi salta addosso come una furia. A fermarla c’è una mia amica e un ragazzo che stava aspettando in fila il suo turno. Mi chiamo Rebecca e sono una prostituta. La donna che mi ha aggredita invece è la ragazza di un mio cliente. Non so come lei abbia saputo di me ma avrebbe dovuto capire che io non ero obbligata a sapere di lei né dei tanti tradimenti che si consumano a mia insaputa. Quel giorno ero uscita per andare a fare la spesa nel negozio a dieci metri da casa mia. Nel quartiere mi conoscono tutti. Sono una “bella di notte”, ma per tante persone sono anche quella che “di giorno” parla, ride, scherza con i vicini.

La donna che mi ha aggredita era piuttosto mediocre, non dico nell’aspetto, ma nel modo di fare. Una donna volgare, che sembrava più vecchia di quello che in realtà era, e insisteva nel dire che me l’avrebbe fatta pagare. La mia amica e il ragazzo la costrinsero a dire di che cosa si trattava e quella riferì di una serata che io avrei passato col suo uomo. Allora gli amici dissero che ero stata con loro. Mi fornirono un alibi che però non servì a niente. Io le dissi chiaramente che faccio la prostituta, perciò “che me ne frega del tuo fidanzato?” Così lei restò senza parole, forse perché di solito sono le fidanzate gelose che danno della puttana all’altra. Raramente, credo, si sentono dire ciao, io sono una puttana, perciò che vuoi?

Spiazzata dalla notizia diventò più mansueta. La presi sottobraccio e le dissi seguimi, ti offro un caffè. Al bar mi raccontò di quest’uomo che lei amava disperatamente e che non la riamava altrettanto. Mi ricordai del fatto che quell’uomo, in realtà, aveva dei gusti un po’ particolari. Le dissi, senti, è stato un mio cliente. È venuto, letteralmente, un paio di volte, ma non gli piace farlo in modo classico. Vuole essere dominato. Dominaché? Chiese lei. E le spiegai in che consiste la dominazione, pressappoco. Mi disse che non ne sapeva niente e che non immaginava nulla del genere. Le dissi, guarda, se vuoi che ti insegni delle cose vieni più tardi a casa mia e ti faccio vedere.

Ma posso venire con lui? Osò la tipa. E io dissi che mi sembrava inopportuno. Che ne sapevo io come lei avrebbe reagito mentre lui godeva sotto le mie mani? Con tutte queste matte che girano con l’acido per mutilare le facce delle rivali non si sa proprio mai. Dissi di no. Facciamo un’altra volta. Per ora vieni da sola. Non devi pagare. Vieni da amica.

Arrivò vestita tutta aderente alle 17.00 in punto. Il tè e i biscottini sopra il tavolo e le fruste sopra il letto. La faccio mettere comoda. Si toglie il giacchetto e vedo che sotto sotto possiede un corpo sexy pure lei. Le chiedo: vuoi provare o vuoi solo che te lo spieghi? No no, dice, io voglio provare. Fammi provare le stesse cose che ha provato lui. Puoi farlo con una donna, no? Le dico si e inizia la sessione.

E niente. Praticamente sono rimasta un’ora e mezza a farla godere e quando le ho detto che era ora di smettere perché aspettavo dei clienti mi chiese “quanto prendi?”. “Sono troppo cara per te!” – risposi e lei andò via con una luce diversa negli occhi. Mi disse poi però che non era in grado di stare con il suo uomo perché volevano essere slave entrambi. Anche lei voleva essere dominata. Cominciò a frequentare un bel giro di persone intelligenti e se la vedeste oggi vi sorprenderebbe guardare i suoi cambiamenti. È diventata una donna sensuale, disinibita e sessualmente soddisfatta.

Lo dico sempre io. Quando una persona manifesta un carattere un po’ ostile, livoroso, insicuro, penso che il problema sia che non è soddisfatta sessualmente.

Pensateci meglio e poi, in una sorta di patto in sorellanza con le donne che vogliono provare piacere, inventiamoci delle attività, anche di assistenza sessuale, e dei servizi a prezzi di favore per donne insoddisfatte. Dite che non c’è mercato? Secondo me c’è. Eccome se c’è.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

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