Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, R-Esistenze

Acid Virgo – Confidenze di una sex worker

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Riporto qui una intervista tratta da http://www.pilltapes.com/ (grazie mille a loro e grazie a MindTapes per la segnalazione). Buona lettura!

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Lei è Acid Virgo. Le abbiamo chiesto una intervista perché il suo blog non è un blog erotico qualunque, è il diario di una giovane sex worker italiana con la passione della musica.

Dove ti trovi in questo momento? Cosa stavi facendo prima di rispondere a questa intervista?

Sono a casa, prima di rispondere a quest’intervista ascoltavo l’ultimo set di Orson Wells apparso tra il mio Soundcloud feed, è un ottimo producer, uno dei migliori set che mi è capitato di sentire in tutto il 2014 era suo.

L’ultimo brano musicale che hai ascoltato, o che stai ascoltando in questo momento.

Gotta keep the fire burning di The House Crew, è una delle mie tracce hardcore preferite e finalmente lo scorso martedì ho potuto ballarla in un locale, non è così semplice trovare serate oldskool hardcore qui a Berlino, techno city, ma una crew di amici chiamata FTK sta organizzando delle bellissime serate da settembre a ingresso libero dove mi sento finalmente rappresentata.

Chi stiamo intervistando? Sappiamo che NON sei una sex blogger, questa definizione non ti esaurisce. Quindi come ti definisci? Come ti esaurisci?

Il mio è semplicemente un personal blog, il sesso è solo una delle tante cose che faccio e happens to be my job. (aiutami, non mi viene come si dice in italiano! ahah)

Come definiresti il tuo lavoro?

Un lavoro come un altro, per me pagare per ricevere una prestazione sessuale non è assolutamente diverso da pagare per ricevere un massaggio, per esempio, solo che per una serie di ragioni (chiesa, patriarcato, misoginia…) si porta dietro uno stigma di cui è necessario liberarsi.

Avresti dei suggerimenti da dare a chi vorrebbe fare il tuo lavoro? Lo sconsiglieresti in alcuni casi?

Il mio lavoro può essere svolto in tante maniere e luoghi diversi, non credo questo sia il luogo giusto in cui esplorare tutti i diversi casi, la domanda dovrebbe essere più specifica. Lo sconsiglio nel caso in cui lo si faccia con vergogna, nessun sex worker dovrebbe vergognarsi di ciò che fa.

L’esperienza più grottesca che hai vissuto nel tuo lavoro. Ce la racconti?

Ho avuto molte meno esperienze negative di quante me ne aspettavo quando ho cominciato, nel 2013. Alcuni sono arroganti, altri molto awkward, ma non mi è mai accaduto nulla di assurdo. L’unica cosa che mi stressa è dover sempre discutere sull’uso del preservativo, non se lo vuole mettere nessuno e io chiaramente non transigo.

Ti consideri femminista? Che tu ti consideri tale o no, cos’è il femminismo nel 2015?

Mi considero femminista. Femminismo nel 2015 è avere a che fare con tantissima misoginia interiorizzata da parte delle donne oltre che con l’ignoranza fomentata dal privilegio di tanti uomini, femminismo per una sex worker nel 2015 è trovarsi a discutere con le SWERFs (Sex Worker Exclusionary Radical Feminist) che non vogliono riconoscere i nostri diritti per esempio.

Acid Virgo è anche politica? Ovvero, ritieni che ciò che scrivi sul tuo blog sia di interesse generale, al di là dei numerosi riscontri? In sintesi: cosa stai dicendo al mondo?

Il contenuto di Acidvirgo è estremamente politicizzato. Prendi per esempio il tema del sex work o del lavoro in generale, ho delle opinioni forti a riguardo e vengono costantemente espresse.

I tuoi progetti per il futuro. Come ti vedi da qui a 5 anni?

Ho di recente ricominciato a produrre musica, ma questa volta House e non Hardcore Punk come quando iniziai nel 2003.

Quali sono i tuoi modelli di ispirazione? Personalità, anche letterarie o cinematografiche, che per te hanno un fascino irresistibile, in positivo o in negativo.

Massimo Troisi, lo so che non te lo saresti mai aspettato, ma ogni tanto quasi mi esce una lacrima a pensare che sia morto così presto. Perché non ci sono stati più Massimi Troisi al mondo? Sarebbe un posto migliore!

Poi Goliarda Sapienza, una donna fortissima, e Julio Cortazar, il mio scrittore preferito.

Qual è il tuo rapporto con il vestire, la nudità e la depilazione?

Mi vesto come mi pare, vorrei potermi spogliare quando mi pare e ci sto lavorando, mi depilo quando mi pare, come dovrebbero fare tutti a mio parere.

Pagheresti mai qualcuno per fare sesso?

Non mi è mai capitato e ora come ora non ne sento il bisogno ma chissà.

Perché svegliarsi la mattina piuttosto che rimanere sotto le coperte? E una volta svegli, colazione dolce o salata?

Mi interessano tantissimo le persone, voglio conoscerne sempre di nuove. Poi mi piacciono i colori, anche quelli non mi stanco mai di guardarli. Se posso scegliere, colazione dolce, mi mancano tantissimo i cornetti alla crema che in Germania non esistono, e poi sono sempre per il dolce in generale, ma mi sono abituata molto velocemente alla colazione salata tedesca e adoro quella americana.

Cosa di Acid Virgo non ha prezzo, cosa è escluso di te da ogni tipo di scambio o contrattazione?

Qualunque cosa io non voglia fare. Ho cominciato a lavorare a 13 anni perché la mia famiglia ha sempre avuto gravi problemi economici e quando ne ho compiuti 21 ero già stanca, così ho deciso che non avrei mai più fatto nulla che detestavo solamente per i soldi, preferisco non avere nulla piuttosto che passare 8 ore al giorno.

Come consideri le pratiche di sottomissione nel sesso? È un riflesso dei rapporti sociali di sottomissione dei servi ai padroni oppure sono i rapporti sociali a riprodurre quanto si riscontra nelle camere da letto?

Ho pensato a lungo a questa domanda e credo che le due cose si influenzino a vicenda.

Hai mai fatto conoscenze importanti tramite Tumblr?

Parecchie! La sex workers community su Tumblr è meravigliosa per esempio.

Il tuo regno per…? Mai hai desiderato qualcosa a tal punto da volerla pagare con tutti i tuoi averi?

Non ho mai ragionato in questa direzione, valutare obiettivi e mezzi avviene in modo automatico per me e di conseguenza tendenzialmente mi avvio solo per le strade che ho la sensazione di essere capace di percorrere.

Quello che ti scrivono su Tumblr ha una qualche influenza sulla tua vita, ti sei mai sentita offesa o lusingata trovandolo insopportabile?

Parli delle domande anonime? difficilmente, il fatto che siano anonime fa loro perdere molta della credibilità che avrebbero se qualcuno me le ponesse in una situazione di vita reale.

Riesci a spiegare perché scrivi di te pubblicamente, delle tue sensazioni piacevoli o dolorose? Cosa ti spinge a farlo?

Ho iniziato a scrivere diari appena sono stata capace di tenere la penna in mano, mio padre mi ha sempre spinta a tenere nota di ciò che accadeva così che potessi trarne qualcosa in futuro, dal momento che mi sono trovata a vivere situazioni molto particolari (i miei genitori erano entrambi eroinomani e sono cresciuta tra rehab centers e case famiglia); un bel giorno ho deciso di passare dal diario cartaceo al blogging, così che le mie esperienze potessero essere d’aiuto a qualcun altro, e questo è quanto.

Guardi mai dei porno? Ho letto che compari in una produzione, come ricordi questa esperienza? Intendi partecipare ad altre produzioni?

Non guardo porno generalmente, mi affido alla mia fantasia. La mia esperienza è stata positiva ma per ora non sono interessata ad entrare nell’industria pornografica, anche se avrei i contatti per farlo. Li tengo da parte per il futuro, non si sa mai.

Consigliaci un po’ di DJ e produttori Acid Virgo-approved. Anche club di tuo gusto.

Foreign, Privacy, Orson Wells, TX Connect, quattro ottimi giovani producers.

E infine, una domanda per noi di Pilltapes. Ti risponderemo singolarmente.

In che direzione vedete andare la scena italiana underground nei prossimi 5 anni?

Personalmente ho delle difficoltà a capire che direzione prendere per andare alla Coop (quale la più breve, quale la più illuminata o la più asciutta), però almeno in musica qualcosa si muove: per esempio sono curioso di sapere dove andranno a parare Machweo, Capibara, i Be Forest, Caterina Barbieri. Anche Furtherset, ma è già in ballo da diversi anni, come Mirto Baliani, spero continui la sua strada etno-elettronica. Affido le mie speranze anche a Dalila Kayros.

Altre risposte:

– in campagna.

– i ragazzi di campagna.

– nel 2186 non esiste più l’underground.

– siamo troppi e ci dispiace rubare spazio all’intervista.

– cosa intendi per underground?

– al punto di non ritorno.

– è da quando hanno inventato myspace che l’underground non esiste più, né in Italia né nel mondo. a meno che non consideriamo underground tutti quelli che non ce la fanno a uscire dal mucchio e allora decidono di chiamarsi underground per darsi un senso.

– da noi si chiama metropolitana e speriamo che prima o poi finiscano la linea C.

– “via da internet” che è un po’ tipo “via le mani dal naso” o “piazza le bombe”.

– Quello indie-rock frigna come un bebè e gattona a terra tra un cliché e l’altro, quello elettronico compie piroette più luminose e beneauguranti. Finché ci saranno questi Verdena e port-royal che vanno avanti, mai perdere la speranza.

– andiamo verso la digitalizzazione di tutto. Nomi non saprei, ma anche se ci digitalizzeremo, spero comunque che terremo d’occhio il passato.

 

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