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Viva le chiatte e pure le magre!

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Ieri scrivevo di come succede che per combattere contro alcuni stereotipi sessisti si finisce per legittimarne altri. Nel mio post ponevo l’accento sulla maniera patologizzante che viene usata per parlare di magrezza. Chi soffre per gli insulti che vengono riferiti alle magre attribuisce a volte la questione alle campagne pro curvy. Qui pubblico, invece, una mail che racconta un altro punto di vista. Buona lettura!

>>>^^^<<<

Mi chiamo Emma e vorrei dire la mia sull’argomento che dà il titolo a questa mail. Da giorni sto seguendo i post a riguardo, sulla pagina facebook di Abbatto i muri ma anche in giro per tutto il web.

Vorrei per un attimo sorvolare sulla questione dei brand “curvy” perché, quando delle attività commerciali si appropriano di certe nostre lotte per guadagnarne in visibilità e soldi, mi fanno un po’ schifo e tendo a ignorarle. Infatti ora non voglio pronunciarmi su questo.
Vorrei piuttosto concentrarmi sui commenti che ho letto sotto a quei post (e mi limiterò a parlare al femminile perché quei post e quei commenti erano declinati al femminile).

Alcuni li ho trovati interessanti (e su quelli tornerò più giù), altri erano da mettersi le mani nei capelli.
Sul serio, in alcuni casi sono rimasta abbastanza allibita.

Donne che parlano di altre donne grasse (non obese) come di “eccessi” [però quando l’eccesso è all’estremo opposto, tanto scandalo non scatta]. Donne che danno per scontata la fuorviante equazione “grasso = (necessariamente)malato” [però quando si promuoveva l’anoressia, tanto scandalo non scattava].

Donne che “non c’è differenza tra curvy/grasso/obeso: è tutto brutto/pericoloso allo stesso modo”. Donne che offendono altre donne solo perché in carne. Donne che accusano (velatamente ma neanche tanto) altre donne di essere invidiose di altre donne perché non ingrassano (come se i chili di troppo fossero un’onta da lavare via e quindi chi li porta non li vuole e invidia chi non li ha).

A questo punto vorrei chiarire alcune cose.

1) Quando si difende la libertà delle donne di essere grasse e di piacersi grasse, non si stanno automaticamente attaccando le donne magre, ma si sta semplicemente difendendo la libertà di alcune donne di essere grasse e di piacersi grasse (la ridondanza è voluta).

Quindi è inutile che le magre si mettano sulla difensiva: queste guerre di posizione sono assurde, ridicole, controproducenti e deleterie. Che ognuna ami il proprio corpo così com’è e non si senta attaccata se un’altra vuole difendere la sua libertà di essere diversa!

Anche perché, difendere qualcosa (che tra l’altro è spesso vittima di discriminazioni perché si discosta dalla norma), non significa necessariamente andare contro a quello che fino ad oggi è stato la norma; non significa voler spodestare un modello imposto per sostituirlo con un altro modello imposto di diversa natura. È una difesa, non è un attacco: e si difende -chi è sempre stato attaccato- da ulteriori attacchi. Proprio non capisco perché certe donne debbano sentirsi sotto accusa per questo.

Mi sembra come quando, i maschilisti del nuovo millennio, dopo secoli in cui sono stati abituati ad essere i padroni, appena vedono che qualche donna prova a rivendicare un diritto, l’accusano di essere una nazifemminista che vuole spodestare l’uomo e prendersi il suo potere. Sul serio, il livello di nonsense mi sembra lo stesso.

2) Le donne che dicono di piacersi grasse, non stanno prendendo in giro loro stesse e chi le ascolta/legge perché non vogliono guardare in faccia alla realtà: semplicemente si piacciono così come sono, grasse!
Lo trovate davvero così assurdo e impensabile?
Non date per scontato che dicano così solo per mascherare un’invidia di fondo nei confronti di chi quei chili in più non ce li ha!
È come se, intrinsecamente, pensaste che l’unico corpo che possa essere ritenuto bello è un corpo magro e chiunque non sia magra non può vedersi bella, quindi di conseguenza se la prende con le belle perché magre.

Non so se è chiaro cosa intendo: sembra quasi che vi indispettisca il fatto che qualcuno dà un’interpretazione della bellezza diversa da quella che è stata imposta negli ultimi decenni; è come se, la sola idea che qualcuno possa trovare bello/bellissimo/meraviglioso un corpo grasso, vi mandi in tilt le certezze di una vita e vi spodesti da un trono immaginario su cui non c’è posto per una chiatta perché è troppo stretto; è come se trovaste così assurdo che una donna grassa possa piacersi con tutti i chili in più, che l’unica spiegazione logica che trovate per questo fenomeno paranormale è l’autoconvincimento della povera chiattona che ha una visione distorta della realtà… e di conseguenza l’invidia nei confronti delle magre che si esplica nella lotta per la rivalsa della ciccia.
Ecco… io quelle persone che alludono (velatamente ma neanche tanto) all’invidia le trovo offensive, brutte dentro, cattive, piccole, tristi e anche un po’ stupide.

3) Ogni volta che qualcuno prova a postare la foto di un corpo grasso definendolo bello, oltre alle suddette tipologie di commenti (donne che, indispettite, si appellano all’invidia e donne magre che si sentono attaccate e si mettono sulla difensiva), fioccano i commenti che invitano a non prendere sottogamba la questione “salute”.

La salute, sacrosanta salute…
Non si capisce perché ci si faccia attenzione solo quando si risponde a chi promuove la bellezza in carne; mentre va benissimo mandarla a farsi friggere in nome di alcool, fumo, droghe e qualsiasi altra cosa che -se abusata- possa mettere in pericolo l’incolumità fisica dell’individuo. Son tutti salutisti solo quando si parla di cibo!
Comunque, volendo sorvolare su queste trascurabili coincidenze, quando si ricorre all’alibi della salute per giustificare la guerra al grasso mi sembra che si giunga quasi ai limiti del complottismo.

Perché, finché si parla di obesità grave clinicamente appurata, io posso capire che sorga qualche polemica: così come è preoccupante la promozione di un modello anoressico, è altrettanto preoccupante la promozione di un modello obeso… perché in entrambi i casi si parla di malattie, di qualcosa di pericoloso per l’individuo (anche se comunque si tralascia sempre di considerare che anoressia, bulimia e obesità sono prima di tutto problemi psicologici che derivano da disagi profondi e non possono quindi essere liquidati come qualcosa da condannare, ma dovrebbero essere trattati come qualcosa da capire e da risolvere).

Ma comunque, nel caso delle foto che girano in questo periodo (che siano per pubblicizzare brand o semplicemente per celebrare la bellezza di un corpo in una fotografia), io vedo solo donne abbondanti o grassocce che sicuramente hanno una decina di chili in più: donne in sovrappeso, quindi, non obese (a parte un paio di eccezioni e in quei casi io stessa trovo sbagliato diffondere l’idea che l’obesità sia una risposta giusta all’eccessiva magrezza).

Se poi vogliamo sostenere assurdità tipo che un sovrappeso di 10/15 chili è letale per la salute (colesterolo/glicemia/diabete/tumori), come in effetti è stato detto, io alzo bandiera bianca.
Tra l’altro, pensare e dire “grasso=malato” è sbagliato tanto quanto “magro=malato”: sono due inesattezze ed è sbagliato diffonderle entrambe.
A questo proposito vorrei fare un esempio: io ho quasi 30 anni e sono obesa di grado lieve (a dieta per tornare al sovrappeso che mi ha contraddistinto per tutta la vita e con cui mi trovavo bene) e ho il corpo tutto sformato (quindi sono pure meno fortunata delle modelle in foto); eppure ho il sangue più pulito di molte mie amiche magre, e tutti gli accertamenti che ho fatto (e mi controllo spesso perché sono ipocondriaca) mi hanno sempre confermato che sono sana come un pesce. E non sono l’unica chiatta che conosco a godere di una salute perfetta.

Non è tanto (o solo) il peso che condiziona l’insorgere di malattie, quanto più che altro il tipo di alimentazione (e conosco molte magre che mangiano pure peggio di me anche se non ingrassano), lo stile di vita, l’ambiente in cui si vive, la predisposizione genetica e mille altri fattori.
E mi infastidisce non poco che si utilizzi l’alibi della salute per mascherare un rifiuto di accettare un’interpretazione della bellezza diversa da quella imposta fino ad oggi.

Quindi non ho nessuna intenzione di assecondare questa psicosi pseudo-complottista che sostiene che la “moda della rivalsa delle curve” sia un incentivo all’obesità e alla malattia.
Trovo abbastanza strano che, finché il modello promosso era la magrezza eccessiva (ai limiti della malattia se non oltre), in pochi (veramente pochi) prendevano posizione contro.

Appena si è cominciato a proporre un modello un tantino diverso, è partita l’isteria di massa… manco fosse un complotto ordito dai rettiliani per far ammalare tutta la popolazione mondiale di obesità attraverso l’imposizione del nuovo ideale della bellezza obesa a scapito delle magre che verranno punite per legge con lapidazione in pubblica piazza.

Esauriti i punti polemici, vorrei tornare invece ai commenti interessanti…
Come si legge un po’ ovunque in questi giorni, anche le magre possono essere vittime di offese e discriminazioni: ci sono testimonianze di donne che si sono sentite a disagio per i commenti allusivi (e ignoranti) di qualcuno che dava per scontato che fossero malate.
Queste donne posso capirle molto bene e mi dispiace per loro… e a maggior ragione mi aspetto che loro capiscano -senza giudicare- le difficoltà in cui si sono sempre imbattute le persone grasse (che magari adesso vogliono rivendicare la libertà di piacersi e di piacere, a dispetto di una società che vuole farle sentire sbagliate e spingerle a odiare il proprio corpo finché non rientra negli standard del prototipo imposto).

Essendo grassa da quando ero piccola, io ho provato sulla mia pelle il disagio dovuto ai commenti sprezzanti di chi giudica il corpo prima che tutto il resto e solo perché non conforme alla norma (e credetemi, sopportare tutto questo durante l’adolescenza non è proprio un’impresa facilissima).
Quindi quando leggo che esiste gente pronta a scagliarsi contro le magre con frasi tipo “le ossa diamole ai cani” e schifezze simili, un brivido di terrore mi percorre la schiena. Anche perché sembra quasi che non si stia neanche più parlando di Persone. Ed è raccapricciante e deprimente.

Qua il problema non è se uno è grasso o magro: il problema è che qualcuno si sente in diritto di giudicare un corpo secondo criteri oggettivi che però, a dirla tutta, non trovano (e non devono trovare) legittimazione da nessuna parte.

Io sono abituata a vedere il Bello in tutte le cose che mi regalano stupore e meraviglia.
Nel caso del corpo di una persona… può essere magro grasso o medio, blu verde o color arcobaleno, senza una gamba o un braccio: tutto può essere bello ai miei occhi, non mi impongo condizioni (se non che il mio corpo risponda in qualche modo a ciò che vede). E trovo assurdo che esista chi se le pone, chi lascia che siano gli altri a decidere cosa si può ritenere bello e cosa no.

Quindi, per concludere, non vedo nessun bisogno di fare una guerra tra donne per decretare quale sia il vero e giusto standard di bellezza, quello a cui devono aspirare tutte: non c’è, non esiste.
Se continuiamo a combattere su posizioni opposte, caschiamo in un’orrenda trappola: lasciamo decidere agli altri come dobbiamo sentirci col nostro corpo.

Io personalmente, col mio corpo, ho un rapporto di cacca. Ma non è perché sono chiatta e non è perché mi hanno condizionato dall’esterno. È un discorso più complesso (che forse dovrei affrontare in presenza di uno psicologo più che su un blog femminista)… però le continue discriminazioni nei confronti della grassezza non mi hanno di certo aiutata (soprattutto quando ero più piccola e fragile): potevo metterci tutta la buona volontà di questo mondo per non farmi condizionare dalle offese, però erano sale su ferite già aperte ed era difficile per me curarle.

Quindi vedere che piano piano si sta facendo strada un altro modello che promuove la diversità (al di là di magrezza e chiattezza), mi rassicura un po’. Perché penso a tutte le ragazzine che -fino a poco tempo fa- erano bombardate da lavaggi del cervello che le spingevano ad ammalarsi (fisicamente e psicologicamente) pur di raggiungere un ideale imposto come perfetto… e ora invece magari, se si comincia a sdoganare la bellezza della ciccia, possono sentirsi più libere di essere come vogliono senza che altri da loro stesse le facciano sentire sbagliate: l’autodeterminazione è sacrosanta pure nel rivendicare la propria bellezza, di qualsiasi genere essa sia.

Il rapporto col proprio corpo è un argomento delicatissimo: condizionarlo dall’esterno con continue campagne mediatiche che promuovono un ideale irraggiungibile o malato (in un senso o nell’altro), penso che sia criminale.
Sorvolando sulle campagne pubblicitarie che tirano acqua al proprio mulino per guadagnarci, penso seriamente che -se si cominciano a raccontare storie di donne che stanno bene col proprio corpo, sono felici e in buona salute “nonostante” (o magari grazie a)i chili di troppo- può essere una cosa solo che positiva.
Quindi ben venga! Che le ragazzine vedano la bellezza in ogni corpo, che sia magro o grasso!

Vorrei citare un commento a una bellissima immagine sulla pagina fb di Abbatto i muri: “Amati, comunque sia il tuo corpo, perché è tuo ed è bello!”
E amen.

PS può darsi che, cominciando con le modelle grasse, gradualmente si riesca ad arrivare a far girare immagini di corpi con cellulite e cicatrici senza che scatti la polemica e lo scandalo a ogni benedettissima foto.
Non sarebbe così male, non credete?

9 pensieri su “Viva le chiatte e pure le magre!”

  1. concordo pienamente su tutto, aggiungo che occupandomi di discriminazione ponderale spesso mi sento dire che sarei un po’ fissata su queste cosa, che neanche dovrei pensarci. Sono arrivata forse ad uno step successivo nel quale adesso vengo additata come una cicciona che per liberarsi dai suoi complessi deve smettere di combattere questi assurdi stereotipi? Naturalmente quando parlo pubblicamente di tutto ciò mi arrivano in privato messaggi di “amici” che mi suggeriscono diete varie 😛

  2. Bionde more, magre grasse, vecchie giovani, brutte belle, le donne devono per forza farsi la guerra (che fra l’altro annulla pure tutte le possibili sfumature arcobaleniche in due fronti contrapposti come bianco e nero)… ma perché. Le priorità sono ben altre. E aggiungo io: macchissenefrega! Bellissimo post, complimenti davvero a chi lo ha scritto e a chi lo ha pubblicato.

  3. Credo che comunque sia un “contentino”.
    Non voglio aprire nessuna polemica, mi spiego. Sono un’ex obesa, ora in sovrappeso.
    E sono grata di aver perso quei chili per salute e si, per bellezza.
    Perché non mi sentivo bella, non ero bella e non solo ho subito bullismo da adolescente, ma non ero nemmeno contenta io di come ero: andare a comprare dei vestiti era un dramma, ogni santo giorno.
    No, non mi sentivo bene e ancora oggi non mi sento bene, perché non mi piaccio. Perché non ho scelto io questo corpo, non ho scelto di essere grassa e non mi piace essere grassa.
    Non mi piace non riuscire a camminare a passo svelto e avere il fiatone.
    Non mi piace non riuscire ad accavallare le gambe (prima non lo facevo proprio a causa dell’interno coscia, ora riesco parzialmente).
    Non mi piace non poter trovare un paio di jeans che non mi facciano sembrare un salume.

    Non mi piace essere così e credo che nessuna donna grassa vorrebbe vivere ogni giorno con queste e mille altri problemi.

    Ripeto, non voglio aprire nessuna polemica, ma solo spiegare la mia esperienza.

    1. sì, ma il fatto che tu non ti piaccia grassa, non significa che altre donne grasse non si piacciano come sono.
      ogni persona è a sé, non possiamo pensare che il nostro sentire debba appartenere per forza anche ad altre.
      se una cosa non è concepibile per noi, non significa che non è concepibile in assoluto: siamo noi che non la concepiamo. punto.
      ci sono donne grasse che sono bellissime e si vedono benissimo. il fatto che io non stia bene col mio corpo è un problema mio che devo risolvere io con me e non posso proiettarlo su altre.
      questo per dire che le donne che si piacciono grasse o gli uomini che apprezzano le donne grasse o le campagne per promuovere modelli diversi non sono necessariamente contentini. possono semplicemente essere lo specchio di una realtà che, per quanto possa sembrare a qualcuno inconcepibile, è una realtà.
      quindi “credo che nessuna donna grassa” resta una tua congettura che non può diventare verità generalizzata.

      PS per i jeans e i vestiti che ci fanno sembrare salumi, c’è sempre da prendersela col modello che è sempre stato imposto negli ultimi decenni. si fanno i vestiti su misura dei corpi che vengono proposti come modelli standard. noi chiatte non veniamo proprio considerate. ma non possiamo viverlo come un problema nostro (è dell’industria della moda), al massimo possiamo batterci perché considerino anche noi.

  4. L’ha ribloggato su Stormy.e ha commentato:
    Purtroppo ancora oggi si ha la brutta abitudine di voler “incasellare” le cose in certe categorie quando bisognerebbe imparare ad ascoltare e capire di più e giudicare di meno perché non è l’apparenza ciò che conta davvero; questo è quello che succede riguardo alla “guerra” fra magre e grasse.
    Ogni corpo è bello a modo suo, nessuna delle due forme fisiche implica l’essere malati e non è detto che tutti possano davvero imitare un modello di forma fisica perché ogni corpo è diverso dall’altro in molte cose.
    Condivido questo post perché l’ho trovato davvero bello e significativo e perché, in quanto curvy, l’argomento mi riguarda un po’.
    Per molto tempo sono stata nella media e negli ultimi anni sono ingrassata fino ad ora, che ho ben 10 kg di sovrappeso, e il mio rapporto col mio corpo non è mai stato idilliaco e ha degli alti e dei bassi, e certamente il bombardamento mediatico e alcuni insulti ricevuti da bambina e da ragazzina non mi hanno mai aiutato. Ho lavorato e ancora lavoro sulla mia autostima perché devo convincermi che se porto una taglia 46, se ho un po’ di pancetta, se ho le cosce non proprio toniche e un po’ troppi peli ho diritto di esistere ed essere rispettata per come sono senza che qualcuno debba per forza cambiarmi o mettersi a fare il/la maestrino/a su come ci si mantiene in forma.
    Se dovessi parlare di come il mio stile di vita non è molto attivo e del mio rapporto col cibo non finirei più qui e verrebbe un romanzo, ma il punto è questo: bisogna amare a prescindere il proprio corpo. Se nel corso degli anni si riesce a dimagrire amen, ben venga, ma se proprio non si riesce non è giusto rovinarsi la vita perché degli stupidi modelli fanno sentire le persone inadeguate e indegne di stima solo per l’apparenza.
    Concludo qui il mio commento e vi lascio alla lettura dell’articolo.

  5. Io sono una magra costantemente offesa da chi non riuscendo a dimagrire ripiega sul “va beh, ma le curve fanno donna”. Finché i link verteranno su “donna grassa=allegra, bella, femminile, agli uomini piace” e “donna magra=non mangia, triste, malata, le ossa si danno ai cani, se non hai le curve non sei donna” non venite a parlarmi di “donne che si piacciono” perché prima di tutto se si piacessero davvero guardarebbero loro stesse e non chi è più magra, e punto secondo perché si piacciono così ma (guarda caso) poi vanno a camminare, a comprare i prodotti light, a comprare le guaine che “fanno sembrare magra” (perché sembrare è più comodo di essere).
    Il sovrappeso, esattamente come il sottopeso, non deve essere accettato ma GUARITO. Sono due problemi opposti ma sorprendentemente identici!! Quindi perché giustificare l’obesità e condannare chi invece è sottopeso? E non parliamo di anoressia che è ben altra cosa. Io a causa del mio metabolismo sono molto magra e sono stata bersagliata da battute che MAI E POI MAI verrebbero fatte ad una persona grassa, perché è immorale. E non ho neanche il diritto di incazzarmi, non solo, non ho neanche il diritto di dire che anche chi è grasso dovrebbe trovare, come me, una soluzione, perché altrimenti è un’offesa. Quindi impariamo ad essere SANE, che significa ANCHE avere un peso NORMALE, né troppo basso né troppo alto (le tabelle peso-forma non le ho inventate io e non sono neanche una moda recente). Il resto è fatto solo di alibi poco credibili.

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