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Quelli che se non li fai eiaculare non ti lasciano dormire

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Può capitare di vivere un brutto periodo e non avere voglia di fare sesso. Avevo un compagno, dormivamo assieme, era consapevole di quel che stavo passando, eppure ogni sera mi chiedeva di scopare. Non soffro di particolari pudori, moralismi, sessuofobie. Giuro che il problema non era assolutamente quello. Finché stavo bene la mia vita sessuale era più che soddisfacente. Poi, a un certo punto, la mia libido stava pari a zero e io posso capire la frustrazione di un uomo che ha vicino una compagna, la desidera, senza poterla toccare, baciare, eccetera eccetera; capisco tutto, non fosse per il fatto che mi sembrava fantozziano il suo modo di nascondersi mentre si faceva una sega, a letto, con me accanto. Idiota, ma ti rendi conto che il letto trema tutto? Dici che facendomi venire il mal di mare posso pensare a un tremolio dovuto a cause naturali? Il materasso che prende improvvisamente vita?

Che dire delle volte in cui mi guardava come un pesce lesso, poi avvicinava una mano, mi abbracciava, alitava sul mio collo, si eccitava solo tentando l’approccio, insisteva e insisteva e allora mi prendeva per sfinimento. Tanto durava non più di dieci minuti, preliminari e sigaretta inclusi. Dicevo: okay, lo lascio fare, così poi posso dormire. A volte c’era un orgasmo anche per me, a volte no, e io non fingevo di certo per dargli soddisfazione, così anche a lui, credo, restasse comunque quella sensazione brutta, l’amarezza, di aver insistito, non corrisposto, e aver consumato un rapporto sessuale, come ci si fa una sega, dentro un buco che sta lì in prossimità.

Si parla sempre di consenso quando ci si riferisce allo stupro, e io non paragonerei mai la mia esperienza a situazioni assai dolorose, però dopo aver riflettuto mi resi conto del fatto che il mio era un consenso a metà. Dire di si per togliertelo di torno non è esattamente come partecipare pienamente a un rapporto sessuale. Non è così spiacevole, non è sicuramente violenza sessuale, ma posso dire che è un ricatto affettivo? Posso dire che non è giusto accettare di fare sesso con qualcuno solo perché altrimenti lui non ti lascia dormire, senza aver prima litigato, se non acconsenti a un rapporto?

Cinquanta anni dopo mi sono sentita a volte nella stessa situazione che doveva accettare mia nonna. Il sesso imposto, per dare soddisfazione al marito, senza considerare il proprio piacere, sempre che lei avesse cognizione di quel che le piaceva. Così mi sono chiesta come è stato possibile che io accettassi questa cosa. Come se la cultura della quale ero intrisa mi faceva sembrare quel ricatto come una cosa normale. Giusta, perché avveniva all’interno della coppia. In più c’è un elemento che va considerato: il ricatto affettivo è dovuto anche al fatto che non si esce fuori dallo schema monogamico. Ci sei solo tu e lui vuole fare sesso con te. C’è solo lui e tu devi farci sesso assieme.

Se dico che qualche volta avrei preferito che lui andasse con un’altra è così brutto? E se dico anche che a volte io mi sentivo, intellettualmente, affettivamente, attratta da qualcun altro, è così brutto? Perché bisogna stritolarsi nella coppia e non si può prendere fiato? E io ero così ingenua a quel tempo. Sono qui per te, diceva, non andrei mai con nessun’altra, perciò quel che mi serve devi darmelo tu. Se io mi eccito, se mi concedi due carezze, anche se tu volevi per l’appunto solo quelle, poi non puoi lasciarmi con le palle piene e doloranti. E ‘sta cazzo di storia delle palle doloranti mi accompagnava in quelle grigie giornate. Io dovevo aver cura dei suoi coglioni, giacché altrimenti era mia la responsabilità della loro esplosione. A volte provvedevo con un pompino medicamentoso, altre volte prestavo una mano, in genere stavo a cosce in su o in giù, a seconda della circostanza, o anche di lato. La posizione laterale, a cucchiaio, era quella che preferivo. Lui faceva avanti e indietro ed era come un lento cullarmi, e quasi quasi mi riaddormentavo, non fosse che nella parte finale usava il turbo e se non spingeva in fondo almeno diecivoltedieci non veniva. Sapevo tutto dei suoi approcci, quel che avrebbe toccato, leccato, pigiato, come in un copione rodato nel tempo ma che cominciava seriamente ad annoiarmi. Non c’era niente di nuovo, salvo il fatto che ogni giorno in più a me giravano le ovaie sempre più a trottola.

Tra me e lui è poi finita per mille motivi. Mi spiace non essere stata più chiara con lui e non aver maturato prima la consapevolezza che ho adesso. Mi spiace non aver mollato e non avergli detto con chiarezza che mi ero stancata. Così è finita. Da allora mai e poi mai, giuro, ho fatto sesso senza desiderarlo. Faccio un’ultima considerazione sulla routine matrimoniale, propria di una convivenza o un rapporto lungo: è da foll* pensare di tenere in vita la passione per decenni. Ed è grottesco pensare che la sessualità debba diventare un dovere. Il sesso è un piacere. Se non è tale non si fa. A meno che non ti faccia pagare per questo, ed è una tua scelta. Diversamente, perché mai devo accettare di fare sesso con qualcuno se non ne ho voglia?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. 

—>>>Questa è una storia raccontata da una donna. Se volete raccontare di esperienze analoghe vissute da uomini, scrivete pure a abbattoimuri@gmail.com

>>>^^^<<<

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26 pensieri su “Quelli che se non li fai eiaculare non ti lasciano dormire”

  1. Sono stata tanti anni con il mio ex. Quando ci siamo messi insieme, io ero vergine. Per mesi non abbiamo fatto niente, perché io non ero pronta: mi sentivo ancora una bambina ed ero sbigottita ed impaurita all’idea del sesso (Non sapevo NIENTE del sesso; NESSUNO aveva mai detto NIENTE del sesso a me e alle mie amiche). Poi ho dovuto cedere perché io lo amavo (o credevo di) e lui minacciava di lasciarmi. Non mi è piaciuto. Per tanto tempo, non ho provato niente. Durante tutta la nostra relazione, sarò venuta tre volte in tutto, nonostante dovessimo scopare almeno due volte a settimana, perché altrimenti metteva il broncio e giù discussioni a non finire. Non vivevo la mia situazione come particolarmente dolorosa o traumatica (e ancora non credo lo sia stata), io ero debole e immatura e semplicemente credevo fosse meglio farlo piuttosto che affrontare il rischio di una separazione. Era un compromesso, che adesso mi pare squallido. È piacere quando entrambi godono.

  2. Che brutta immagine. Brutta quando lui insiste, brutta quando lei si lamenta se lui fa da sè, brutta per la qualitá stanca di questo sesso, triste comunque da ogni punto di vista. Più edificante l’astinenza che questo livello…un filino animale.

    1. Si parla di storie che finiscono ed il sesso può ed è un ottimo indicatore, gratificante l’astinenza se non c’è desiderio da entrambe le.parti, ma ancor più la sincerità di tagliare corto quando, e questo mi pare il caso, una storia è ai ferri corti.

  3. sono sposata da 15 anni e non mi vergogno a dirlo ho fatto sesso con mio marito tantissime volte solo perchè dovevo, solo per togliermelo e poter dormire in pace, solo per dire almeno per due settimane mi lascia in pace. se ci penso mi viene solo da piangere. Quando facevamo sesso io mi sentivo solo una bambola gonfiabile
    Finalmente 5 mesi fa ho avuto il coraggio di dirgli che non ero più attratta da lui fisicamente e non mi ha pìu cercata, ma vivere insieme con due figli mi angoscia da morire, non so cosa fare

  4. Da uomo, mi è capitato di stare con una ragazza che aveva molta meno voglia di me di fare sesso. Una storia tristissima per me, perché il sesso è importante e non trovarsi d’accordo è quanto di peggio possa accadere.
    Detto questo: nemmeno una volta ho insistito. Se andava a entrambi, bene. Altrimenti niente. Non ho insistito perché farlo mi sembrava una violenza, per quanto solo sottile, psicologica. Come mi sarebbe sembrato una violenza (o forse un abuso) masturbarmi con lei a fianco, incolpandola così implicitamente del piacere che non mi stava dando.
    A volte ho sofferto, tanto era forte il desiderio che avevo di lei. E un paio di notti in bianco mi sono capitate, per l’insoddisfazione e per la frustrazione.
    Ma tant’è. Io avevo più voglia di lei, forse semplicemente eravamo diversi, forse lei mi attraeva più di quanto io non attraessi lei. Alla fine ci siamo lasciati ed è stato davvero un bene così.

  5. Magari avessero parlato chiaramente (entrambi), avrebbero potuto decidere se stare assieme senza sesso, magari per un po’… Coppie “bianche”, credo si dica. Può essere una scelta consapevole. Magari un discorso faticoso da affrontare, ma direi più stimolante e meno (falsamente?) vittimistico del “così si addormenta”… E poi deridere che lui si masturbasse… Non so… Forse aiutarlo a farlo serenamente e non nascostamente in mezzo alla notte, parlandone…

  6. Di questo articolo non mi piace il titolo né, in generale, il tono colpevolizzante nei confronti dell’altro. Questa è una tipica situazione da relazione monogama a lungo termine, in cui si acconsente al rapporto senza provare piacere né nel senso della partecipazione, né nel senso della cura (cioè del soddisfare un bisogno dell’altro). Siamo sicuri che il timore che il partner possa cercare soddisfazione altrove sia un fattore di nessun conto nella scelta di acconsentire al rapporto?
    Questo è uno dei motivi per cui sono felice che si stia aprendo uno spazio di riflessione sulle relazioni poliamorose e nonmonogamiche.

  7. Sto con la stessa donna da 25 anni e situazioni simili capitano. Ad eccezione forse della masturbazione a letto che mi sembra un tentativo poco edificante di far sentire in colpa l’altro.
    Ne abbiamo discusso tanto ed eviscerato, forse, ogni aspetto nella certezza e consapevolezza di essere innamorati e non voler buttare alle ortiche la cosa più preziosa che avevamo.
    Quindi penso sia utile condividere le conclusioni a cui siamo arrivati.
    Un uomo in genere, ed io non faccio eccezione, si sente amato quando fa sesso.
    Una donna in genere, e la mia compagna non fa eccezione, si sente usata e quindi non rispettata ed amata se fa sesso senza averne voglia.
    Nel tentare un approccio o comunicare le proprie voglie non si commette nessun reato. Tenere il broncio o comunicare le proprie paure ed insicurezze quando si riceve un no, neanche.
    Analogamente dire che non ti va di farlo non è reato. Spiegare che non deve insistere o giocare al ribasso chiedendo un rapporto orale o una mano prestata, neanche.
    Ho sempre visto il rapporto di coppia come una pianta, bisogna innaffiarla, ogni tanto dare il concime, insomma curarla. Certo se hai bisogno di una vacanza parti e quando torni la trovi un po’ sofferente, ma se ti ci dedichi sicuramente si riprenderà.
    Quello che voglio dire è che se non ci si sente dispiaciuti a dirgli di no o se non ci si sente in colpa per aver tentato un approccio eccessivo ed offensivo, allora i problemi stanno altrove.
    Il sesso è solo un sintomo.
    Altrimenti, un uomo si prenderà qualche no con un sorriso – ed un ripiegamento intimo e nascosto, per non far sentire in colpa nessuno – ed una donna dirà un no con un sorriso consolatorio, una parola dolce ed una promessa di tempi migliori.
    Un’ultima cosa. L’orgasmo, nella quasi totalità delle persone, mette di buon umore. Un piccolo sforzo iniziale per accendersi forse vale la pena farlo, perché tutti meritiamo un attimo di gioia, anche, soprattutto, nelle giornate peggiori. Non per pietà verso l’altro, ma perché convinti di meritarcelo noi stessi.
    Ciao.

    P.s. La storia delle palle doloranti che esplodono è una stronzata. C’è si un fastidio, che passa dopo un po’ o al limite con una botta di autoerotismo.. 😉

    1. Non credo che un uomo si senta amato quando fa sesso e una donna usata se fa sesso controvoglia, io l’ho fatto consapevolmente talvolta, per gratificare l’altro… Sono stata con uomini sessualmente molto attivi ,altri la cui libido si è spenta per molto tempo, le persone sono tutte diverse.

      1. Le persone sono tutte diverse, per fortuna!
        Il sesso è un continuo dare e prendere e si prova piacere in entrambi i casi.
        Se hai provato piacere nel dare, anche controvoglia, il tuo partner non può che ritenersi fortunat*.
        Personalmente se vengo rifiutato penso di non essere più attraente e do sfogo a parecchie insicurezze. Per scacciarle, in passato tornavo alla carica senza aspettare 24 ore. La mia compagna quando proprio non le andava e si sorbiva le mie insistenze, doveva fare i conti con le sue insicurezze evidentemente legate al fatto di volersi sentire desiderata non solo per le sue meravigliose forme.
        Risultato: io tentavo un approccio ogni volta che mi trovavo a meno di un metro, lei si innervosiva sempre più perché venivano confermate le sue incertezze.
        Due individui fragili che alimentavano in un circolo vizioso le proprie insicurezze.
        Individuare e rompere questo circolo ha dato una spinta alla risoluzione di quello che stava diventando un problemone.
        Va da se che se una delle due parti non ha di queste insicurezze, come forse nel tuo caso, va tutto liscio.
        Si, le persone sono diverse, ma quelle nella storia somigliavano un po’ a noi due – meno isterici a dire il vero – qualche tempo fa ed avendo già affrontato la cosa ho voluto dare il mio contributo. Tutto qui.
        Viva la diversità!
        Ciao!

  8. Secondo me, più che sesso imposto per dovere coniugale, non c’è stata comunicazione fra i due partner. Non credo nemmeno che lui fosse così “idiota” da non accorgersi che lei si rendesse conto della masturbazione a letto, probabilmente era un tentativo (sbagliato) di comunicazione. Una perdita della libido non può non aver conseguenze sul partner, questo (almeno da quello che si legge nel post) non è stato affrontato in maniera adulta.

  9. mi è capitato, e a volte capita ancora, nelle relazioni che ho avuto di trovarmi da entrambe le parti…
    mi è capitato di non aver voglia di fare sesso e sono stata io a proporre al mio partner di masturbarsi, anche di fianco a me…cosa c’è di male? se io non ho voglia di sesso, perchè devo imporre la mia scelta anche all’atr*? è diverso imporre il sesso dall’imporre l’astinenza? o è cmq un non rispetto dei desideri e dei bisogni dell’altro?
    mi è capitato anche anni fa di stare con un ragazzo che aveva molto meno desiderio sessuale di me, e spesso mi rifiutava o si addormentava…a volte mi masturbavo mentre lui dormiva, a volte con la sua presenza, spesso avrei desiderato “poter” avere rapporti con altre persone. Ora mi rendo conto che ciò che mancava era il dialogo, la libertà di dirsi: così non va? cosa facciamo?? cosa vogliamo? cosa ci piace davvero?
    Ora ho una relazione aperta, siamo felici e parliamo molto, abbiamo entrambi la libertà di dirci: no amore, oggi non mi va!

  10. Succede anche a me. Che sono una donna. Uomo desiderato che non mi desidera più. Io non voglio che lo faccia senza desiderio, e se il letto trema, almeno quello, vorrà dire che lo subirà, non mi pare una gran violenza nei suoi confronti. Lui non vuole, io lo vorrei. Ma ovviamente la fedeltà, l’abnegazione, l’attesa di chi “non sa perché” , di chi pretende (PRETENDE) comprensione vanno rispettati, a quel paese! Non è questione di genere. Ma i non desideranti non facciano, almeno, per carità, le vittime. O guardino sé stessi in faccia a dicano che è finita, lasciando i desideranti ai propri lutti senza illuderli.

  11. Perfettamente d’accordo con la tesi dell’articolo. Mi occupo professionalmente di disagio sessuale e sostengo che il rapporto sessuale deve essere vissuto da entrambi on maniera spontanea e con il consenso reciproco, altrimenti ” dovere coniugale”, obbligo o dovere spesso rischiano di far diminuire ulteriormente il desiderio di stare insieme.

  12. Magari l’uomo in questione aveva atteggiamenti indesiderati ed insistenti, ma questo accanimento contro le coppie monogame mi sembra eccessivo. In primis perchè nessuno ha chiesto a qualcuno di essere monogamo per forza, in secundis perchè non risolvi i problemi con il tuo partner facendolo scopare con qualcun altra perchè qua traspare proprio un problema comunicativo, in tertiis perchè si deve comunque rispettare sia il non desiderio, ma anche il desiderio. Anche io ho una relazione monogama, e visto che ci amiamo andiamo incontro ai nostri bisogni reciprocamente. Qualche volta sono io che insisto, che voglio essere coccolata, massaggiata e finire con un bellissimo orgasmo, certe volte è lui, ed io non mi sento forzata o “stuprata” (mi sembra verameeente sbagliato ed eccessivo usare questa parola). Inoltre anche obbligare all’astinenza senza un minimo di empatia è una violenza psicologica, e non si risolve dicendo “scopa altrove”, perchè magari non è quello che si vuole. Relazioni poliamorose non sono sinonimo di libertà, così come relazioni monogame non sono segno di bigottismo o prigionia.

    1. Concordo in toto.
      Anzi, probabilmente quello di mandare il/la partner a scopare altrove è il miglior modo per non prendere coscienza del problema di coppia che si è creato, per cercare di risolverlo senza affrontarlo prendendolo ‘di petto’.
      Ho una relazione monogama che dura da parecchio e ci sono stati dei periodi di calo del desiderio, sia da parte mia che da parte sua. Se n’è parlato, abbiamo cercato di capire quale fosse il punto di origine di quel calo, lo abbiamo trovato, affrontato, risolto e il sesso è tornato ad essere meravigliosamente presente nelle nostre vite, il tutto senza dover coinvolgere amanti e senza nascondere la parola “tradimento” dietro la luccicante patina di ‘relazione aperta’.

  13. Che storia triste e grigia. Non vedo in te una vittima né in lui un carnefice. Siete stati vittime e carnefici l’uno dell’altra e alla base di questo farvi del male c’è stata un’ enorme incapacità di parlare e di comunicare come delle persone adulte. Se qualcosa, durante l’atto sessuale, non mi piace, glielo dico. Come gli dico cosa mi piace. E se ho voglia, o ha voglia, di fare una cosa diversa, anche la più strana, ne parliamo e se va bene ad entrambi si fa. A te annoiava il sesso tra di voi, da come lo descrivi ti faceva quasi schifo, (ne parli con sdegno e leggendo mi è parso di sentire acredine e rabbia)…ma.perche non glielo hai mai detto? Perche non hai proposto qualcosa di diverso che magari avrebbe risvegliato la tua libido? Capisco che una persona possa attraversare dei momenti di tristezza e di difficoltà che inevitabilmente influenzano la sfera sessuale…nuovamente se ne parla. Si cerca di venirci incontro! Immagino che sia davvero triste quando la sfera sessuale di una coppia si riduce così e le opzioni sono due: o si dialoga trovando una soluzione o ci si lascia. Io mi sono trovata nella tua identica situazione per 3 mesi perché mi costringevo a stare con un un uomo che non sopportavo più. Per fortuna è stato un periodo breve

  14. Aggiungo anche che imporre all’altro la castità è altrettanto sgradevole quanto insistere per fare sesso con qualcuno che non ha voglia. Che male c’è a masturbarsi accanto al compagno?

  15. Questo articolo, conpreso il taglio, le parole scelte fin dal titolo, non mi è piaciuto neanche un po’.
    Racconta tutta una situazione da un punto di vista molto personale, ma invece di rendersene conto, arrivando a porsi delle domande sulla propria relazione, rigetta tutte le colpe sull’altro, si auto vittimizza, generalizza molto, fa paragoni fuori luogo.
    Il paragonarsi ad una vittima di stupro, pur di non mandare a dormire l’altro col broncio, è un’offesa a chi uno stupro l’ha subito veramente. Sentirsi come la propria nonna, che fa le cose perchè “vanno fatte”, è una rinuncia a tanti diritti, e cambiamenti culturali, che probabilmente anche la nonna ha contribuito a realizzare.
    Io, da uomo, ho vissuto diverse relazioni nelle quali ci sono stati momenti di desiderio sessuale sbilanciato, sia da una parte che dall’altra. Non ho mai vissuto la cosa con troppa negatività, perchè probabilmente c’erano piani ed interessi diversi che ci tenevano uniti, oltre al sesso. Ma sempre considerando l’importanza del sesso in un rapporto, a volte ci si usa, e ci si usa a vicenda. In particolare, ho vissuto anni con una donna più giovane di me, una ragazza in confronto, con desideri molto più frequenti dei miei, e soprattutto che non si addormentava se non fosse venuta, cosa che faceva subito dopo. Il tremolio del letto non mi infastidiva di certo, anzi, a volte mi risvegliava dal torpore. I suoi occhi da pesce lesso non mi disturbavano, perchè sono così gli occhi di chi ti guarda con desiderio, e se ci potessimo vedere dal di fuori mentre si fa sesso, spesso ne vedremmo quattro, di occhi così. E se a volte mi svegliavo con una mia mano tra le sue gambe, il pensiero non mi andava ad un consenso a metà, ma a cosa potevo fare per tornare a dormire presto. Se si vive insieme, o anche solo se si ha una relazione, il presupposto penso sia l’amore, e per amore si fanno tante cose. Ad esempio a lei capitava di accompagnarmi a lavoro, a volte lo facevo io con lei. Mi prendeva 20 minuti, più altri 20 per tornare, in media molto di più del tempo che serviva a soddisfarsi di notte. Serve talmente tanto più tempo per fare molte di quelle cose che facciamo l’uno per l’altro, che diamo per scontato fare, come preparare un pranzo, montare una mensola, guardare insieme un film che hai già visto, che in confronto fare qualcosa di sessuale, solamente per gratificare l’altr*, mi sembra uno dei migliori scambi che si possa fare. Certo, ci deve essere un’attrazione reciproca, certo, ci devono essere poi momenti di sesso vero, voluto e col desiderio di entrambi. Ma se si prova così tanta repulsione, come è descritto nell’articolo, nei confronti di chi prova desiderio per te, bisognerebbe affrontare la situazione come un problema. Ad esempio non basta auspicare che l’altr* trovi un altr* partner, bisogna parlarne, ed affrontare la realtà e le sue conseguenze. Altrimenti poi le storie, come dice l’autrice, finiscono per mille motivi e mille rimpianti per non aver saputo parlare apertamente.

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