Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Precarietà, R-Esistenze, Storie

Perché alcune donne trovano “contronatura” i padri che si occupano dei figli?

398644_424683420932157_914076198_n

La prima volta che mi svegliai dopo un gran brutto incubo, che in qualche modo riguardava mia figlia, lei aveva appena sette mesi. È strano, diceva mia suocera. L’apprensione, che crea ansia e poi trova una minima catarsi negli incubi notturni, dovrebbe essere tipica delle madri. Invece io ero un padre e già lei mi guardava in modo strano.

Io e la mia compagna, durante la sua gravidanza, avevamo letto un sacco di libri, per la maggior parte veicoli di stereotipi sessisti, nei quali si raccontava l’ansia vissuta dai genitori nei primi anni di vita di un bambino. Si dava per scontato che riguardasse le madri, perché sono quelle che, secondo alcuni, dovrebbero restare più a contatto con i bambini. Il fatto è che io mi sono occupato di mia figlia fin dai primissimi giorni della sua vita. Nulla di eroico, per carità, ma mi sono reso conto che quel che veniva attribuito ad un particolare istinto materno in realtà era frutto di un legame costruito giorno per giorno. Se sei un genitore che resta a contatto con un figlio per molte ore al giorno (notte inclusa), è chiaro che assumi il linguaggio di quel bambino, ne comprendi le sfumature. Sai quando piange perché vuole essere cambiato o quando lo fa perché vuole stare in braccio. Da quel contatto costante deriva l’ansia che poi è attaccamento. È la piena consapevolezza del fatto che quel bambino dipende da te, in tutto e per tutto, e questa cosa, negli adulti, qualunque sia il sesso che ti riguardi, causa un po’ di ansia che a volte può diventare apprensione.

E’ la preoccupazione dovuta alle incertezze che in qualche caso hai su quel che succederà a tuo figlio. Perciò una notte sogno che mia figlia cade da un’altezza imprecisata e il giorno dopo controllo affinché ogni superficie alta sia a lei inaccessibile. Ancora lei non camminava ma io avevo già sigillato i fori della ringhiera del balcone. I mobili di casa non stavano mai in prossimità delle finestre e nella stanza della bambina, sotto la sua culla, nel caso in cui prima o poi avesse avuto la capacità di saltare oltre, era tutto morbido, con un tappeto materassato e mille cuscini di contorno.

Foto da www.riotclitshave.com
Foto da http://www.riotclitshave.com

Passavo poi il mio tempo a rendere più sicuri gli ambienti, le prese elettriche, gli spigoli dei mobili, l’accesso ai fornelli era bloccato da una sorta di angolo/cottura con cancelletto che potevamo aprire solo noi adulti. La mia compagna mi diceva che ero esagerato, perché di figli ne erano cresciuti in tanti pur senza tutte quelle precauzioni, e di sicuro molti anni prima i genitori erano meno attenti, perché impegnati nel lavoro tutto il giorno o con mille altri figli da crescere. Lo stesso atteggiamento fatalista apparteneva a mia suocera che continuava a dirmi che mi comportavo troppo da mamma. Ma che vuol dire “troppo”? – le chiedevo io. Che vuol dire “da mamma”? E lei rispondeva che era “contro natura”. Mancava poco che mi chiamasse frocio.

Avete presente quelle che dicono che i padri non si avvicinano ai figli perché gli altri uomini – maschilisti – impediscono questo avvicinamento? Ecco, nel mio caso posso dire con certezza che attorno a me c’erano donne che, dalla prima all’ultima, non facevano che dirmi di restare al mio posto, tornare a fare l’uomo, salvo rispondere ai comandi della mia compagna quando c’era da intuire, con chissà quale dono della preveggenza, di cosa lei avesse bisogno prima ancora che lei aprisse bocca.

Ma come, ti sei scordato di comprare i pannolini?

Ma se non mi hai detto che erano finiti come facevo a sapere che dovevo comprarli?

Ma come, possibile che tu non sia capace a fare nulla e che devo sempre dirti tutto io?

Ma se non sto in casa per metà giornata e tu mi dici che devo farmi i cazzi miei, come faccio a tenere d’occhio quel che manca e quel che no? Potresti aiutarmi a fare la lista? Anche se me lo dici all’ultimo momento prima di rientrare, io faccio una deviazione e compro quel che vuoi.

67894_418362421564257_1416212008_n

Quando poi tenevo sotto controllo le scorte e tornavo con la spesa bella e fatta lei diceva che non c’era bisogno. Mi avrebbe detto lei quando comprare e cosa.

Potrà sembrarvi esagerato ma quel che io ho vissuto in quel periodo era un rapporto con una persona dissociata che in nome degli ormoni imbizzarriti e del suo legame esclusivo con nostra figlia tiranneggiava chiunque le stesse intorno.

Eravamo rimasti al fatto che io ero poco padre e molto mamma. Mi sono confrontato con altri uomini e mi dicevano di avere lo stesso, identico problema. La loro disponibilità veniva rifiutata perché c’era chi giustificava la propria possessività tirando fuori le predisposizioni naturali di uomini e donne. Così mi sono convinto del fatto che dopo tanto chiedere a noi uomini di condividere i ruoli di cura le donne hanno forse cambiato idea, o sono semplicemente scivolate su mille contraddizioni perché non vogliono rinunciare al ruolo esclusivo di beddamatrisantissime, che tutto accentrano e poi tutto ti rinfacciano, perché altrimenti non avrebbero più alcuna scusa e dovrebbero assumersi la responsabilità dei propri fallimenti o dei propri limiti.

Non è una cosa che riguarda tutte, ma a mio avviso riguarda alcune donne. Si lamentano perché i figli avrebbero loro rovinato la vita, la carriera, avrebbero impedito loro di raggiungere chissà quali alte vette, e tengono uomini come me al cappio, stretti nella convinzione che per quanto non siamo riusciti ad andare oltre la mediocrità, in parte per via del carico familiare, più ore di lavoro, più compromessi al ribasso per due soldi di stipendio in più, è tutta colpa nostra. Siamo noi che mettiamo incinta queste donne e poi le lasciamo sole, eccetera eccetera eccetera, come se loro non avessero alcuna libertà di scegliere, mai. Perciò non solo siamo gli unici responsabili di quel che avviene ai nostri figli ma anche di quel che succede alle nostre compagne.

repubblica.it_

La mia compagna, per esempio, sono più che certo che non abbia mai avuto una grandissima capacità di eccellere negli studi. Manca di costanza e non era in grado di tenersi un lavoro per più di un mese. Non voglio parlarne male perché la amavo e la amavo con tutti i suoi limiti e difetti, così come lei amava me, però sono sicura che quella figlia non le ha tolto nulla e anzi l’ha arricchita di molte opportunità. Io l’ho vista cambiare da un giorno all’altro. Dalla noia totale lei è passata all’espressione entusiasta di quella che ha uno scopo. Si sente utile, ha voglia di fare, esce di più, vuole di più. La sua vita è migliorata, ne sono certo.

Non racconto questo per dire che le donne sono tutte come lei e dunque dovrebbero sfornare mille figli, anche se non li vogliono, e stare a casa. Anzi. Io dico che a me sarebbe andata benissimo una donna che lavora tutto il giorno, perché avevo una gran voglia di occuparmi di mia figlia e ho continuato a farlo nonostante tutto. O meglio, quando tornavo a casa la mia compagna diceva che aveva già lavorato tanto con la bambina e allora io cucinavo, lavavo, sparecchiavo, e quindi mi sono rintanato all’angolo dei servizi che la mia compagna mi destinava a svolgere. Lei ordinava e io obbedivo. In culo alla mia autodeterminazione e a quel che volevo io.

Oggi la situazione è molto diversa. Vedo mia figlia un paio di giorni a settimana. La mia ex è frustrata perché deve guardare in faccia la realtà, deve guardarsi allo specchio e non ha più scuse, per l’appunto. Deve darsi da fare. I soldi che le passo io per la bambina non sono sufficienti e io devo pur campare, con un affitto, le spese della macchina, le tasse, quel che mi serve per lavorare. La mia ex non può più dire di essere la beddamatresantissima che in nome del suo ruolo materno può anche non lavorare perché dovrei essere io a provvedere a lei. Ma io come faccio a provvedere anche a lei se non ho abbastanza soldi per provvedere a me? Le ho chiesto se posso tenere di più la bambina, così la alleggerisco un po’ e lei ha tempo e modo di cercarsi un lavoro. Non le sta bene. Dice che voglio toglierle la figlia e che dovevo pensarci prima a fare il padre a tempo pieno.

1800344_306387916219272_1580463448727356112_n

Il mio racconto finisce qui perché non abbiamo ancora risolto nulla. Fate conto che la nostra separazione è stata serena e continua a esserlo. Io e lei abbiamo ottimi rapporti. Penso si possa dire che siamo amici. Io la conosco bene e continuo a volerle bene e lei fa lo stesso con me, perciò non c’è livore, rancore, risentimento. C’è solo tanta fragilità e se qualcuno ha dubbi circa il mio racconto e pensa che io non posso essere così come ho raccontato perché ad essere vittime sono solo le donne, vi dico che non mi ritengo vittima, in nessun modo e non ho alcun problema con la mia ex. Mi piacerebbe che lei stesse meglio, ecco. Mi piacerebbe che certe contraddizioni si risolvessero. Ma forse si tratta di questioni che vanno oltre lei e me. Forse si tratta di questioni di genere che vanno affrontate culturalmente. Penso anche ai tanti dubbi che perfino tra femministe ci sono quando si parla di una coppia gay che vuole adottare un figlio. Come se gli uomini non fossero in grado, in generale, di fare i genitori.

Perciò ditemi: come si fa a cambiare la situazione se prima non si sovvertono gli stereotipi sessisti che in tant* abbiamo in testa?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

Leggi anche:

Adozioni Gay: nessuno provi a gestire i nostri uteri

L’istinto materno non esiste

I post raggruppati su Tag Beddamatre Santissima

2 pensieri su “Perché alcune donne trovano “contronatura” i padri che si occupano dei figli?”

  1. Poveri padri! Prima erano spesso assenti e/o autoritari (verissimo), adesso gli si rimprovera di essersi “mammizzati”…
    Certe signore dicono che è “contronatura”: e allora i cigni che “tengono famiglia”, gli ippocampi in stato interessante, ecc. cosa sono?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.