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Se vuoi difenderti ricatta e minaccia, parola di Concita!

Ho letto queste righe dedicate ai pensieri innovativi di Concita De Gregorio e voglio esprimere tutto il mio rispetto alla donna che ha finalmente ricopiato i metodi che suggeriva mia nonna.

Allora vi riscrivo alcuni dei suggerimenti che a quell’epoca andavano di moda. La donna all’uomo, diceva:

– se non porti il pane in casa non te la do;

– se non sei più gentile non te la do;

– se non mi compri l’elettrodomestico nuovo non te la do.

Finiva che il darla o il non darla diventava proporzionale al grado dell’offerta che faceva felici le donne. Quell’attitudine è meglio conosciuta come prostituzione. Sulla bilancia c’era il sesso come zuccherino premio per tenere buono il deficiente che di fronte ad una fica ignuda non sapeva cosa fare. Che altre strategie di ricatto si usavano in altri tempi? Ah si:

– se non fai quel che ti dico io non ti faccio vedere più i figli;

– se non ti comporti bene ti lascio senza un soldo in tasca.

Poi c’era l’esempio della donna minacciosa, ed era quella che in genere rendeva pubblico il tradimento del marito di modo che all’altra donna si rendesse la vita impossibile. L’altra era la puttana e a volte c’era anche il figlio della colpa, illegittimo, che pagava a vita un errore non suo, e dunque, la prima e legittima moglie, recitava nel secoli dei secoli il ruolo della martire e fruiva così di alcuni minimi benefici.

E per il resto non so esattamente a cosa si riferisca la De Gregorio perché in fatto di minacce e ricatti io non sono molto preparata. Che altro si potrebbe dire se non fare esattamente quello che fanno certi stronzi quando vogliono vendicarsi di te?

Che so, si potrebbe dirgli che metti online le sue foto di quando stava cagando duro. Ma avrebbe lo stesso effetto che un gesto simile ha per voi? Direi di no, perché la cultura sessista non si combatte in questo modo. Il padrone non si combatte con le stesse armi del padrone.

Che altro si può immaginare? Giusto per dare alle donne un lasciapassare per autoassolversi ogni volta che commetteranno qualche cattiveria:

– gli righi la macchina? E sei sicuro che il tuo ex, forse precario, abbia un’auto?

– gli rubi la carta di credito e gli fai arrivare a casa una montagna di vibratori color fucsia?

Oppure, se devo mettermi nei panni di qualcuna che per combattere per se stessa usa le stesse armi di chi le fa violenza:

– ingaggio un cecchino per dargli l’acido in faccia? Ops, questo l’hanno già fatto e non era perché lui fosse il cattivo. Era lei che non si rassegnava.

– ingaggio una bella compagnia di amici, piango un po’, faccio vedere al mondo che sono una vittima inconsolabile, faccio un pompino all’ego di un po’ di uomini in attesa di fare i machisti e sfogare un po’ di testosterone su un altro, in nome e per conto della santa vittima da porre in salvo, e lo faccio picchiare fino a fargli spezzare tutte le ossa. Così la risolviamo? Perché altrimenti non capisco.

Che altro vi viene in mente? Vogliamo chiamare la Bobbit a farci raccontare altre possibili strategie? Non so.

Quello che so è che quando ho letto questo post mi è venuto in mente nonno e nonna che dicevano che le femmine non si toccano neanche con un fiore e guai a chi ti tocca perché fa una brutta fine. Però quella storia lì, all’epoca, la chiamavamo delitto d’onore attuato per difesa. Sempre di delitto d’onore però si parlava.

Allora, chiedendole umilmente scusa se ho frainteso il suo messaggio, secondo voi cosa voleva dire la De Gregorio?

Ps: anch’io ho in mente donne forti che sanno difendersi da sole, senza dare alcun ruolo ai tutori e senza lasciarsi usare dalle istituzioni paternaliste e inutilmente repressive. Difendersi da sole però non significa né ricattare e né minacciare, perché minaccia e ricatto sono armi subdole, a mio avviso. Quel che prediligo io è una difesa un po’ più diretta. E forse così si comincia a parlare di autodifesa e strumenti dati alle donne affinché possano salvarsi da se’…

2 pensieri riguardo “Se vuoi difenderti ricatta e minaccia, parola di Concita!”

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