
Ricevo questo messaggio che contiene una storia, bellissima, che parla di corpi, intimità, cura e lavoro. Grazie e un abbraccio a lei. Buona lettura!
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Nel mio lavoro uso il corpo. Vengo pagata per entrare in empatia, per occuparmi di culi e cazzi, per abbracciare, accarezzare, celebrare compleanni e feste. Il mio lavoro a volte è duro mi posso ritrovare sbavata di salive altrui, tra baci e leccate. Pulisco lenzuola sporche di piscio o di sperma. A volte sono stanca e devo lavorare comunque. Ascoltare, abbracciare, accarezzare. Nel mio lavoro devo tener conto della sensibilità e del pudore altrui. Devo captare le esigenze e le difficoltà. Loro vengono da me per ogni cosa durante la giornata, mi informano sulla loro vita, sui loro bisogni, vorrebbero esclusività con me. Ci sono dei muri che vanno oltre i vestiti.
Ho visto tanti cazzi e tante fighe ma in realtà entrare in intimità con una persona ho capito non essere questo. Non è neanche quando questa persona ti racconta qualche particolare piccante sulla sua vita, o aver letto la sua cartella clinica. Per entrare in intimità, innanzitutto è necessario trattare l’altra persona alla pari, senza pietismo, buonismo. Per entrare in intimità devi inoltre avere un gran rispetto di te stess@. Perchè non si può entrare in intimità se concedi all’altro, cose che a te non piacciono (chiunque esso sia). Per entrare in intimità inoltre bisogna rispettare le scelte altrui, anche se non ci aggradano.
Nel mio lavoro come operatrice socio-sanitaria ho imparato che la nudità non è che uno strato superficiale di ciò che si può chiamare intimità, che essere nudi di fronte a qualcuno non significa legittimare la violenza o il disprezzo per quel corpo.
Essere pagate per pulire culi e vedere mazze non ha niente a che fare con la mia dignità ma ha molto a che fare con la mia crescita interiore, con la mia sensibilità , con la gentilezza che porgo nei confronti di chi in quel momento ha bisogno del mio aiuto. Ci tengo a sottolineare anche, che chi ha bisogno del mio aiuto, non mi legittima ad appropriarmi di esso. Ne di parti del suo corpo. Né posso realmente sapere cosa è bene per questa persona e decidere al posto suo.
G. era arrabbiata con il mondo. Arrabbiata per la mancanza d’affetto della sua famiglia. A natale nemmeno un abbraccio. Le hanno freddamente lasciato dei regali. Immaginati di vivere con altre 9 persone e che non tutte ti stanno simpatiche, immaginati di vedere che gli altri ricevono visite ed affetto dalle loro famiglie. Tu non saresti arrabbiata?. Beh, lei Si è strappata la maglietta e ha tirato fuori il seno. Ha lanciato i piatti.
G. è psicotica e violenta. Mi ha tirato un pugno nello stomaco e mi ha detto in modo sprezzante “stronza” quando mi sono avvicinata e le ho chiesto di smetterla. Voleva che la menassi. Era quello che ha sempre ricevuto. Mi ha guardata negli occhi sfidandomi ed era questo tutto quello che lei si aspettava. Questo è quello che ha ricevuto dal mondo. L’ho abbracciata dopo che mi ha tirato un pugno. Le ho detto che c’ero per lei, che non era sola. Sono nervosa mi ha ripetuto. Mi ha chiesto scusa mille volte. Siamo uscite in giardino mi ha tenuto compagnia mentre fumavo una sigaretta. Le ho detto che poteva piangere se sentiva il bisogno di farlo. Le ho raccontato che anche io a volte piango. Che sono nervosa a volte. Le ho raccontato di come sto quando mi vengono le mestruazioni. Abbiamo chiacchierato di mestruazioni. Era sorpresa del fatto che anche io piango e mi vengono le mestruazioni. Poi ha pianto disperatamente.
Mi ha riempita di lacrime e muco il collo e la maglietta. Mi tirava e mi abbracciava mentre io tentavo di finire di fumare. Per una volta il mondo non è stato solo violenza e incomprensione. Le dico che ci sono quando ha bisogno di me ma non farò mai nulla al posto suo. Ecco questo è stato un momento di fiducia ed intimità reciproca. Davvero per me è stato un bel momento.
Ti ho raccontato tutto questo perchè una delle obiezioni che fanno le abolizioniste del sex work è la questione dell’intimità come valore da mantenere puro, integro e casto. Vorrei ricordare loro che esistono persone (nelle comunità, nelle case di riposo, in ospedale) che sono costrette a mostrarsi nude ed altre persone che sono PAGATE per occuparsi di quei corpi. Auguro quindi loro di trovare nella vita chi si occuperà dei loro corpi con professionalità, affetto, dolcezza senza la paura di sentirsi scippat@ della propria integrità, moralità, intimità. Che aver visto, toccato, tanti mazzi non mi ha tolto proprio niente. Che fare l’amore non è solo un tronco dentro ad un buco. Puoi dare amore anche pulendo un culo. Quindi auguro a queste persone di riceverlo l’amore. Quello incondizionato non quello che ti salva e si appropria di te, della tua libertà con la scusa di salvarti.
Grazie @abbattoimuri e un abbraccio forte.p.s: ah, io lavoro per fame. Lavoro perchè devo comprarmi da mangiare. Se potessi non lavorerei. Nessuna illuminazione o vocazione. Semplicemente ho scelto questo lavoro. Esattamente come molt@ altr@ poveri cristi come me che vanno in fabbrica o in ufficio. Fortunate le persone che non lavorano per fame come le abolizioniste. (ihih)
basi e strucchi from XXXX
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L’ha ribloggato su gatt(A) randagi(A).