
Su vari media, inclusa D di Repubblica, la stessa che ha pubblicato, come fosse vera, la bufala sulla foto della Crawford non ritoccata su photoshop, leggo altre due perle a proposito della differenza tra foto ritoccate e foto non ritoccate di Beyoncè e Britney Spears. La questione sembra diventata di interesse pubblico. Non si svela il trucco di manipolazione grafica in chiave antisessista, per raccontare come le donne vengono trasformate per essere maggiormente somiglianti ad un modello estetico unico. Piuttosto si svela la questione in termini sessisti, ovvero per insultare la persona, meglio se donna, che grazie a photoshop celerebbe dei “difetti” fisici che la avvicinerebbero troppo alle altre comuni mortali.
Si usa perciò l’immagine reale della donna per insultarla e non per confortarla del fatto che la sua vera immagine le restituisce maggiore e sincera bellezza. Tutto ciò mi ricorda una vicenda tutta italiana che mi ha decisamente disgustata. Giorgia Meloni viene immortalata per un manifesto elettorale. Si stabilisce che in quell’immagine lei appaia troppo bella per essere vera e allora l’opposizione, inclusa quella di sinistra, diffonde comparazioni di lei photoshoppata e lei non photoshoppata per stabilire la sua “credibilità”. La stessa obiezione non viene sollevata a proposito di foto elettorali di uomini che a momenti sfoggiano l’eyeliner sugli occhi per sottolineare la profondità dello sguardo.

Altrimenti come potrebbe essere che certi uomini, pur se alla quarta, quinta, sesta legislatura, sembrano esattamente uguali al momento in cui hanno partecipato alla loro prima esperienza elettorale? Voi direte, riguardo alla Meloni, ben le sta, perché lei ha fatto parte del governo berlusconiano retto da una cultura che giudicava utilissima l’immagine come elemento di attrazione di consensi. La stessa cosa, d’altro canto, sembrerebbe riguardare il governo Renzi, per quanto sia sessista insistere su questo dato, così come ha fatto la Bindi, e più recentemente il comico Panariello, quando ha parlato delle belle ministre del governo Renzi, perché in questo modo si insiste spostando l’attenzione sempre e solo sulla fisicità di queste donne piuttosto che sulle loro azioni politiche, eventualmente da criticare.
Ma tornando alla maniera in cui i media, ovvero quelli che pubblicano news di gossip ma anche altri, trattano i corpi delle donne, le star, le vip, quelle conosciute, per delegittimarle di fronte al pubblico, c’è tanto da riflettere sulla maniera comunicativa che viene utilizzata per rendere meno appetibile l’immagine di una figura pubblica. Una foto non photoshoppata sembra una vendetta o, più semplicemente, una maniera per sottrarre popolarità a qualcun@. Così mi viene in mente la campagna che giornali di sinistra hanno fatto contro Berlusconi. Mentre sfoggiavano nelle colonne di destra lo scoop sul culo cellulitico della tale attrice o della tale figura pubblica sponsorizzavano donne belle appartenenti a questa o quella compagine politica di centro sinistra. Da un lato, poi, fingevano un antisessismo di facciata e dall’altro, comunque, erano sempre lì a contestare non tanto le scelte politiche di un personaggio pubblico quanto il fatto che, per esempio, così come accadde con Berlusconi, aveva fatto un trapianto di capelli, un lifting o metteva il cerone in faccia per togliere riflessi lucidi alla pelle durante le riprese o un servizio fotografico.
L’immagine è tutto per chiunque, sia per chi sfoggia un certo tipo di bellezza rivendicando la questione, sia per chi a parole si oppone ma poi ricalca esattamente lo stesso schema per distruggere l’immagine di qualcuno.
Apro una parentesi: anche quando ci sono scazzi, scontri su opinioni differenti, tra “compagn*” e “femministe” succede che per delegittimare la parte avversa si usa divulgare una foto brutta o raccontare di imbruttimenti vari di quella donna. Vale a dire che perfino a chi dovrebbe lottare contro questo schema comunicativo invece piace sputtanare qualcun@ che gli o le sta sulle scatole diffondendo una immagine del o della rivale che possa farl@ apparire brutt@.
Lo schema sessista, che non è mutuato dalla rappresentazione satirica che ha un suo preciso perché, è esattamente questo. Ti punisco mostrando il tuo culo cellulitico. Ti punisco svelando il fatto che hai una pelle con delle rughe. Perciò, di fatto, l’immagine che oggi soddisfa la morbosa attenzione del pubblico è quella in cui le vip, o i vip, vengono mostrat* brutt*. Così la folla di straccioni e di pettegole sazia la propria fame da linciaggio. In un modo o nell’altro, dunque, si tratta di una gogna, una esposizione alla lapidazione altrui, perché ognuna di quelle foto attira solo commenti sessisti, insulti, messaggi pieni d’odio. E voi, siete sicur* di essere divers* da chi propone questo schema?
Ps: mi viene in mente un’analogia abbastanza avvilente. Avete presente gli uomini, o le donne, mollate da una donna, o piene d’odio nei confronti di un’amica, che per vendetta mettono online le foto di lei nuda, o l’immagine brutta, mortificante dell’amica, con tanto di numeri telefonici, indirizzi o altri elementi che violano la loro privacy? Si è detto che questa cosa si chiama cyberstalking. E quello che si fa contro le figure pubbliche allora cos’è?

Sottoscrivo ogni parola.
E sinceramente continuo a chiedermi cos’abbia di male Beyoncé nelle foto non ritoccate. A me sembra comunque una bellissima donna, con occhi magnetici. Sì, ok ha i pori della pelle visibili e un accenno di parentesi del sorriso. SI SALVI CHI PUO’.
Invece che “rincuorarmi” nel vedere che anche una star è un essere umano come me, queste cose mi spaventano moltissimo. Mi spaventa vedere come caratteristiche che sono normalissime (vedi i pori della pelle) diventino incredibili e orrendi difetti che a detta di alcuni trasformino una diva in un mostro (lasciamo perdere, su quella foto in particolare ne ho lette di ogni, da gente che la definisce brutta, una vecchia, un “uomo”…).
Ma dai, persino quando litigavamo da bambini sei brutto/a era l’ultima spiaggia di chi non aveva più fantasia nè argomenti. E davvero mi dite che la persona “media” si ingolosisce di queste gogne cellulitiche, brufolose e pelate? Sono sconcertata da questa cosa, a me piacciono gli esseri umani, che siano al naturale ,nudi, in spiaggia o sfavillanti di trucco e pailettes ad una serata pazzesca, amo la libertà di espressione in sè, in tutte le sue forme, a tutti i livelli ,senza censure, senza giudici e giurati.