Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze

Anna, una Sex Worker di Portland: mi prostituisco per soldi!

Immagine tratta dal sito della Coalizione di Sex worker a Portland
Immagine tratta dal sito della Coalizione di Sex worker a Portland

E’ il tumblr Portland Valentine dove Anna racconta le sue peripezie precarie, la sua costante ricerca di un minimo di sicurezza, costretta a lavorare senza un minimo di sicurezza, dato il divieto sostanziale di prostituzione che resiste dalle sue parti e dove lei è perfino costretta a pagare per curare alcuni problemi che sembrano strettamente connessi alla sua condizione piena di incertezze economiche.

Ricordo che negli Stati Uniti la lotta tra le femministe radicali sex worker (e trans) escludenti, così come sono definite quelle che estromettono le trans o le sex worker dalle lotte per i diritti delle donne, risale a un bel po’ di anni fa. Nel frattempo le femministe radicali si sono fatte ancora più integraliste e hanno stretto patti con qualunque raggruppamento o istituzione autoritaria pur di vedere applicato il proprio schema abolizionista e puttanofobo.

Tra le sex worker esistono quelle che fanno questo mestiere per scelta e quelle che lo fanno per campare, divenendo così oggetto di stigma, giudizi negativi e persecuzione istituzionale anche grazie alle donne che dicono di volerle proteggere. Anna è una di queste, sex worker per problemi economici, che qui ci racconta come le abolizioniste, in realtà, siano probabilmente tutte quante appartenenti a ceti sociali economicamente protetti. Se le abolizioniste, invece che rendere la vita difficile alle prostitute, pensassero a dichiarare guerra ai governi che precarizzano sempre più la vita della gente, privatizzando servizi, assistenza sanitaria e rendendo complicatissima la sopravvivenza per chiunque, forse sarebbero più credibili e mostrerebbero di interessarsi alla questione non per una mera questione di bieco moralismo. Non si oppongono a badantaggio, camerieraggio, lavori di cura in generale. Si oppongono solo alla prostituzione, chissà perché. La traduzione di questo pezzo è di Marco (grazie!). Buona lettura!

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Anna, una Sex Worker di Portland, Oregon

Soldi

Le Swerf[1] e le altre abolizioniste che esibiscono tutta la loro triste, acida percezione del mondo della prostituzione rispetto al tag “sex work” (come fosse intrinsecamente negativo ndt) dovrebbero spiegare da dove proviene il loro denaro, così potremmo analizzarle e criticarle esattamente tanto quanto loro analizzano e criticano noi. Io scommetto che – tra loro – il 99% gode ancora del supporto dei genitori, oppure ha avuto il privilegio di aver vissuto il tempo dell’università, potendo contare su un grande supporto e senza costi personali, fino ad approdare direttamente a una decente e ben retribuita carriera.

Anche ignorando quanto possa essere orribile e disumanizzante un lavoro a salario minimo (vi è mai capitato di dover ripulire la parete di un muro nel bagno degli uomini da degli escrementi con cui qualcuno lo ha deliberatamente imbrattato? A me si, e tutto per la paga sbalorditiva di 6 $ all’ora dopo le tasse), le abolizioniste (e un sacco di altre persone, in realtà) sembrano non avere la minima idea di cosa vuol dire vivere al di sotto del salario minimo[2].

Per il mio ultimo lavoro guadagnavo effettivamente 10 $ l’ora, addirittura un intero dollaro sopra il salario minimo, e mi sentivo fortunata perché prima di quel lavoro non mi avevano mai pagato nemmeno un centesimo al di sopra. L’Oregon ha il secondo salario minimo più alto del paese. Il Salario minimo federale è ancora solo 7,25 dollari quest’anno, e solo 29 Stati hanno un salario superiore. Conosco un sacco di persone ignoranti e ricche, abituate a pensare che le uniche persone che hanno il salario minimo sono gli adolescenti che lavorano dopo la scuola, ma io sono stata nel mondo del lavoro per 20 anni e sono stata praticamente sempre e solo pagata a salario minimo [ho svolto anche tipped jobs (es. lavoro a turni in orario di punta ndt), e lì guadagnavo qualcosa di più], tranne ovviamente quando facevo la sex worker.

Potevo contare su un piano di sole 32 ore a settimana quando ho cominciato il mio ultimo lavoro. In un sacco di lavori sottopagati nessuno ti prende per un orario pieno, così molta gente è costretta a fare almeno due lavori. E 32 ore andavano ancora bene in confronto alla maggioranza dei miei precedenti lavori, che in media erano tra le 16 e le 25 ore a settimana. Oltre alle 32 ore avevo anche un accordo con il mio responsabile per delle altre mansioni, per cui raggiungevo le 35 ore a settimana. Questo significa che il mio stipendio complessivo, tasse incluse, ammontava a circa 1400 $ al mese. In tasca mi finivano più di 1000 $ al mese. Questo può sembrare tanto se sei un adolescente che non deve pagare un affitto, ma in realtà non è nulla.

Il mio affitto è di 900 $ al mese, che allo stato attuale è un prezzo tipico per un monolocale a Portland. Potrei trovare qualcosa di meno costoso, circa 750-800 $, ma sarebbe mooooolto lontano dal centro città, così sarei costretta ad acquistare un abbonamento mensile del bus che costa 100 $, e quello cancellerebbe immediatamente qualsiasi risparmio.

I miei costi di trasporto vanno da zero a, forse, 10 $ al mese se prendo il bus un paio di volte, ma per lo più me ne vado in bici dappertutto. La mia spesa per il telefono è di circa 60 $ al mese e per internet circa 80 $ al mese. Pago per l’elettricità all’incirca 12-30 $ al mese. Spendo circa 200 $ al mese per il cibo. Così i miei costi vitali minimi sono di circa 1250-1300 $ al mese, e credo di avere una vita assolutamente poco costosa. Non posso nemmeno immaginare cosa succederebbe se avessi uno Student loans (prestito per mantenersi agli studi, molto comune negli states), una macchina o un bambino.

Prima di prostituirmi spesso non mangiavo durante i giorni di ferie (lavoravo in cucina e mi era permesso mangiare qualunque cosa volessi al lavoro, e questo aiutava). Spesso non avevo i 2,5 $ dell’autobus. Non intendo che non avevo moneta, proprio non avevo 2 dollari e 50 centesimi, nulla in banca, niente di niente. Una volta mi si è bucata una ruota della bicicletta e io non avevo i 4 $ necessari per acquistare una nuova camera d’aria, e non avevo i 2,5 $ necessari per il bus, così ho dovuto andare a piedi al lavoro per le 12 miglia andata e ritorno per un paio di giorni fino a che non sono stata pagata.

Continuavo a pensare di trasferirmi in una alloggio in coabitazione, ma ero in un contratto di locazione e quindi non potevo recedere il contratto, in più il trasloco sarebbe stato costoso. Al giorno d’oggi il costo di una stanza in un appartamento arriva a 600-800 $ al mese, appena appena più conveniente del mio appartamento dopotutto. Ho condiviso stanze per tutto il periodo tra i miei 20 e 30 anni, e semplicemente non ho più voglia di farlo. Io credo che una donna adulta di 30 anni che lavora full time debba essere in grado di vivere nel proprio fottutissimo appartamento! Continuo a vedere quel post che gira su Tumblr che sostiene come con qualunque salario minimo di qualunque Stato non ci si può comunque permettere un appartamento con due camere da letto, e poi penso che sì, in realtà non si riesce a pagare neanche un monolocale nella maggior parte dei casi.

Ecco perché alla fine ho deciso di prostituirmi, non volevo tornare a fare strip-tease per un milione di ragioni. Non amo prostituirmi, se qualcuno mi offrisse un altro lavoro altrettanto pagato, o anche semplicemente buono, molto probabilmente lo prenderei, sfortunatamente con i miei problemi di salute mentale (attacchi di panico e depressione) e i miei cronici e pestiferi mal di testa non so nemmeno se a questo punto sarebbe possibile per me un normale lavoro full time.

Quello che sto cercando di dire è che ci sono cose molto peggiori che essere considerata un oggetto sessuale; ci sono molte più ragioni di ansietà quando sei povero. E’ maledettamente terribile vivere senza nemmeno il denaro per coprire le tue necessità primarie. Vivi il costante stress di tentare di ritardare tagli di utenze e sfratti. Corri sempre il rischio concreto di perdere la tua casa. Hai sempre molta fame. Sei costretta ad andare in rosso in banca perché hai un disperato bisogno di cibo, o per pagare una bolletta, e lo fai sapendo che questo significa pagare più di 30 dollari di penalità per lo scoperto, così dopo sarai ancora più fottuta. Non sai mai come riuscirai a salvarti il culo la prossima volta. Ti senti disperata e senza alcuna speranza per tutto il tempo. Tutto. Il tempo.

[1] SWERF: Acronimo di “Sex Worker Exclusionary Radical Feminist” (femminista radicale sex worker escludente). Una persona si professa femminista, ma che non crede che le donne impegnate in qualsiasi forma di prostituzione volontaria dovrebbero essere incluse tra le femministe e nella lotta per l’uguaglianza.

[2] riferimento al “minimum wage” americano, oggetto di recenti lotte sindacali dei dipendenti dei fast food e catene di supermercati USA, il minimum wage dipende da stato a stato ed attualmente va dai 7,25 ai 12,25 dollari l’ora con media complessiva ben sotto i 10 dollari, in Oregon è 9,25. http://jobsearch.about.com/od/increase/fl/minimum-wage-rates-2015.htm

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