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Sono una dominatrice e Mister Grey non sa dominare neppure se stesso

50-sfumature-di-grigio-locandina1Sono una dominatrice, sessualmente parlando, e ho provato a immaginare il film Cinquanta sfumature a ruoli invertiti. Se lei fosse stata una manager di successo e lui il povero sfigato dai capelli sfatti. Se era lui a inciampare sulla porta e lei a raccoglierlo per poi interrogarlo sulle sue passioni. Mettiamo il caso che lei giocasse con il desiderio di lui. Te la do, non te la do. Mettiamo che lei lo sorveglia a tutte le ore, va a ravanare sulla bacheca facebook, guarda le sue amicizie, indaga sulla natura delle relazioni da lui intraprese, interviene quando qualcuna lo inquieta, lo invita a cena e lo stupisce con effetti speciali. Facciamo finta che sia lei quella che gli regala un orologio d’oro, un’auto di grossa cilindrata e che lo tratta come fosse cosa sua, un gigolò. Facciamo che lei affermi di avere delle strane preferenze sessuali, lei gode solo se lui si fa frustare. E lo fa mettere in ginocchio, alla pecorina, e penetra con un dildo che lei indossa senza pudore.

Facciamo che lui sia un po’ stupito ma allo stesso tempo attratto e poi lei è bellissima, lui vorrebbe accontentarla anche se si pone una serie infinita di quesiti e pensa che non sia giusto perdere il controllo fino a questo punto. Poi lei lo porta nella stanza dei giochi, lo lega e lo masturba, gli fa vedere le stelle e lo fa godere dopo averlo bendato, lo massaggia con piume di struzzo e gli schiaffeggia il culo. Lui ha dei pudori, dovuti all’educazione religiosa, si sente in colpa a godere in quel modo, teme di sembrare un frocio, non ce la fa a sopportare il fatto che sia lei a condurre il gioco, allora mercanteggia per ottenere un po’ di spazio, poi, curiosamente, mentre lei ancora fa andirivieni con i sentimenti, lo stuzzica e poi si allontana, lo induce in tentazione e poi se ne va, lo vuole ma gli dice che è meglio che gli stia lontana, infine lui vuole vedere il peggio e il peggio che possa accadere in quella stanza dei giochi sono seifrustatesei. Sicché lui ride di gusto, perché che cazzo vuoi che siano sei frustate, e le dice che vorrebbe una dominatrice vera e non una persona un po’ disturbata che ritiene di poter dominare qualcuno quando non è neppure in grado di dominare se stessa.

Ecco, mi chiedo, se la storia fosse stata pressappoco questa, ci sarebbe stato tutto il casino fatto da femministe, intellettuali, giornalisti, un botto di gente messa lì a indagare i perché di un film talmente scemo da far ridere perfino i polli? Io penso di no. Penso che a quel punto qualcuna avrebbe riso. Penso che non ci sarebbe stato il gioco di immedesimazione, la lettura proiettiva, e allora non ci sarebbe neppure stata la diagnosi psicologica dell’individuo, nessuno si sarebbe lamentat@ del masochismo di lui e del sadismo di lei. Forse qualcuna lo avrebbe perfino giudicato un giusto riscatto a recupero della tante mortificazioni subite dalle donne. Qualcuna avrebbe fatto il tifo per lei e non avrebbe colto la questione con eguale sensibilità.

Allora io che sono una dominatrice vorrei sapere se si possa parlare di bdsm senza tirare in ballo diagnosi e interpretazioni strane, perché quello del film è chiaro che non è bdsm. E’ un’altra cosa. Se gli uomini non capiscono immaginate appunto il fatto di essere nei panni di un uomo che subisce una serie di atti che se richiesti sono molto piacevoli, ma se non richiesti possono risultare fastidiosi. La dominazione si svolge avendo la capacità di tenere il controllo. Se non lo sai fare è meglio che cambi mestiere e strategia. Sei tu ad avere il comando. Tu detti le regole mentre lei/lui esprimono in modo chiaro la propria consensualità. Quando si stabiliscono le regole del gioco io posso tenerti lì, in una posizione fissa, fino a quando non ti dico di spostarti. Posso ordinarti di non venire anche se vorresti farlo. Posso chiederti di essere il mio schiavo che attende, ansimante, una mia carezza, anche per giorni. Posso ordinarti di andare al lavoro indicandoti un’azione che dovrai sostenere. Posso farti male, se ci piace, perché io ho il controllo e solo io deciderò quando potrò sciogliere il tuo guinzaglio, concederti di leccarmi un piede o di orinarmi sul ventre. Sono io a dirti quando potrai toccare le mie cosce o leccare il mio collo. E nel frattempo io ti lascio tracce della mia attenzione, perché ogni livido è puro interesse per il tuo piacere. Così la pensi tu e così la penso anch’io.

Quello che so è che una dominatrice non perde il controllo. Non perde contatto con il suo schiavo. Non serve neppure che lo tenga legato in maniera concreta perché il legame è tutto emotivo. Lui non potrebbe allontanarsi neppure volendo perché desidera essere dominato. E’ quello il modo in cui gode. Non può fare diversamente. Se i protagonisti del film avessero avuto un rapporto simile, se lui fosse stato davvero un dominatore, invece che quell’indeciso paraculo idiota sadico che è, lei non sarebbe mai andata via e non avrebbe trovato quelle pratiche così sconvolgenti. Se lui fosse stato un vero dominatore avrebbe dovuto esplorare il piacere di lei e non solo il proprio, perché se a lei quello che lui fa non piace è chiaro che lei non è dominata manco per il cazzo. E’ liberissima di andarsene e mandarlo ‘affanculo com’è giusto. Il vero dominio, in un gioco delle parti concordato con una relazione fissa tra piacere/dolore/potere, è dato dal piacere che dai all’altr@ e non da quello che prendi per te stess@. Perciò quel film è una cazzata e ha il perfido effetto di far credere che la comunità di persone che pratica bdsm sia composta da gente perversa, malata, da rinchiudere. Il danno più grave lo crea a chi cerca, da tempo, di trovare spazio affinché sia definito il proprio desiderio senza essere racchiuso in una diagnosi psichiatrica.

Allora, forse, questa è l’occasione giusta per dirlo. Io sono una dominatrice e non mi riconosco affatto in quel che fa Mister Grey. E voi?

Ps: è un pezzo ottenuto dalla traduzione (dall’inglese) di alcuni commenti lasciati da una donna, una dominatrice, su un forum americano di amanti del bdsm. Per dovere di sintesi e per rendere il testo chiaro e diretto ho usato locuzioni nostrane per tradurne altre che altrimenti sarebbero risultate incomprensibili. Non ho comunque cambiato il senso di quel che ho tradotto.

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e su sesso e Bdsm:

13 pensieri su “Sono una dominatrice e Mister Grey non sa dominare neppure se stesso”

  1. Capisco il fastidio, l’unica cosa è che non si può opporre a una storia la propria verità. Dire “quello non è il vero bdsm, quello non è un vero dominatore”. Al limite si può dire “non solo quello è bdsm, la dinamica dominatore-schiavo che intendiamo noi è diversa”, eccetera. Oltretutto narrativamente parlando, per quanto il livello sia basso, non avrebbe avuto senso raccontare ciò che si vorrebbe qua. Non è stato scritto per la comunità bdsm, sennò avrebbe pure venduto poche copie. Poi trovo curioso che chi fa sesso stravagante si ritenga appartenente a una comunità, si metta a questionare sulla purezza della propria pratica e cerchi spazio.

      1. quindi se una ti scrive dicendoti “io sono una dominatrice e mi riconosco in Mr. Grey”, gli dici che si sbaglia? La dominazione doc? Come ho scritto capisco che qualcuno non voglia essere confuso con certe narrazioni, mi fa sorridere però che ci ritenga i depositari della buona e vera dominazione. Butti fuori dalla porta le posizioni identitarie di genere e ti rientrano dalla finestra le posizioni identitarie di ruolo, oltretutto mascherate. Bah!

        e rileggendo, il passo in cui si suggerisce che il film racconta gente perversa, malata e da rinchiudere, è piuttosto ambiguo. Significa quindi che chi scrive ritiene i personaggi del libro-film sono perversi, malati e da rinchiudere?

        1. ma non esiste. il bdsm è consensuale, non c’è coercizione, ricatto emotivo. è un incontro tra due persone che vogliono la stessa cosa e si corrispondono. quello che pratica il tizio è sadismo incontrollato. non lo dico io. lo affermano le comunità di riferimento del bdsm. ci sono delle regole, il personaggio del film le viola tutte.

          1. se cambi bdsm con amore diventa: “quello non è amore, l’amore è un incontro tra due persone che vogliono la stessa cosa e si corrispondono. Ci sono delle regole”. No, l’amore è quello che è, non quello che uno vorrebbe che fosse, e così il bdsm. Dal momento che non è un trattato sul bdsm, ma è una storia, io capisco che uno dica “guardate che non siamo tutti così, il bdsm che pratichiamo noi è diverso eccetera”, ma non è che lo stabilisce una comunità cosa è o cosa non è il bdsm, così come non c’è il marchio su cos’è l’amore, la religione o la politica. Io capisco il discorso, sto facendo notare delle incongruenze, per quanto piccole. Se non mi piace l’amore raccontato in Titanic non vado in giro a dire che non è una storia d’amore; è una storia d’amore, solo che non mi piace quel tipo di amore. Così 50 e spiccioli è una storia d’amore con un tizio che lega eccetera una tizia eccetera, che per brevità si chiama in un certo modo, io dopo 400 pagine non ho trovato nessuno specifico riferimento al bdsm, né il protagonista si presenta come l’ambasciatore delle comunità bdsm di riferimento.

            1. cazzate.
              te la spiego in moodo semplice. se tra i due c’è consensualità è bdsm, se non c’è consensualità è violenza. se una persona ti fa violenza, ti dà frustate e tu non le vuoi, è violenza, perché il bdsm è un insieme di pratiche condivise e consensuali. tu vuoi fare passare per bdsm la violenza? allora perché non lo stalking? in fondo fino all’altro ieri veniva considerato “corteggiamento”. c’è una differenza sostanziale tra il bdsm e la violenza. è la consensualità. fine. e nel bdsm ci sono regole fondamentali da rispettare. chi non le rispetta viene buttato fuori dalle comunità che praticano bdsm. non accolgono lo stronzo sadico che ha voglia di frustare una donna o di farle male con la scusa che tanto è bdsm. spero ti sia più chiaro. c’è un confine, etico, non va superato.

              1. a me leggendo non pare che Mr. grey vada in giro a frustare la gente. A me è parso di leggere che abbia spiegato fin nei dettagli (con tanto di contratto, le consiglia pure di fare ricerche su internet, per dire, preoccupandosi del fatto che lei fosse inesperta, al contrario delle partner precedenti che invece già sapevano cosa avrebbero fatto) ad Ana cosa vuole fare con lei e le abbia detto ripetutamente che potrà interrompere la cosa quando vuole, sia nel mentre delle pratiche tramite safeword, sia definitivamente. Fin dove ho letto non c’è nulla che Ana abbia subito senza il proprio consenso. Non so se il film è diverso.

                1. nel film lei non firma il contratto. non dice mai di si. le volte che si fa legare lo fa per lui, perché lui lo chiede, piace a lui e lei se lo fa piacere, quando lui la frusta lei si incazza come una biscia e lo manda a quel paese. e lui non accetta un no. la invoglia, la insegue, la controlla. è uno stalker. ecco com’è nel film, e questo non è bdsm. questa è coercizione, è violenza psicologica, è una stronzata classificata perfino dalle adolescenti che vedevano il film sedute davanti a me come la prova del narcisismo patologico di un uomo che esibisce presunti traumi per essere guarito da anastasia. è manipolatorio. questo è lo schema tipico della violenza. non c’entra un tubo con il bdsm.

        2. aggiungo che il personaggio di mister grey ha un tot di traumi da elaborare. non vuole essere toccato, non vuole dormire la notte con una donna, insomma è un casino di persona che ha bisogno di uno psicoanalista, come dice la persona che ha commentato quel che è scritto nel post. i traumi non te li curi sulla pelle delle persone.

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